Così ho superato il lutto per mia madre. Testimonianza reale

Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Manu ha vissuto un lutto tutto suo, le cui ragioni erano incoffessabili anche ai familiari più cari. Grazie al sostegno di una psicologa lo ha superato trasformando il dolore in passione

18 set 2013 · Tempo di lettura: min.

Manu ha vissuto un dolore tutto suo, le cui ragioni erano incoffessabili anche ai familiari più cari. Grazie al sostegno di una psicologa ha superato il lutto per la morte della madre, trasformando il dolore in passione.

Mia madre è morta il 17 giugno del 2003, esattamente un giorno prima che iniziassero gli esami di stato. Mi ricordo ancora tutto di quella giornata. L'aria estiva spirava sul balcone della terrazza sul mare ed io stavo ripassando per il tema di italiano. Mio padre quella notte era uscito ed io avevo pensato che fosse la solita emergenza dell'ospedale in cui lavorava.

Non sapevo che di lì a poco quello si sarebbe trasformato nel giorno peggiore della mia vita.

Come spiegare a chi come me ha vissuto o sta vivendo un dolore tale che un giorno ti svegli e l'hai superato?

Mia madre è morta dopo 4 anni di malattia orribile, durante i quali l'ho vista spegnersi piano piano per colpa del cancro, in un'agonia che aveva portato via la sua bellezza un giorno dopo l'altro sino a farla urlare di dolore e di pena nei giorni della chemioterapia. Ed io ne scrivo per la prima volta apertamente dopo 10 anni.

Ricordo che quando misi piede nello studio dello psicologo la prima volta non sapevo nemmeno cosa dire, mi limitavo a fissare il quadro colorato che c'era dietro di lei: "mia mamma è morta ed io non posso parlarne con nessuno", erano le uniche parole che riuscivo a pronunciare, ed erano le prime parole che mi facevano stare meglio.

In fondo la terapia era una chiacchierata con una vecchia amica di cui però imparavo a seguire i consigli. Era l'unica persona con cui riuscivo a parlare di tutti i ricordi dolorosi di quegli ultimi 4 anni, e oggi so che quelle chiacchierate potrebbero aiutare molte altre persone che si sono trovate nella mia stessa situazione.

Spesso quando c'è un lutto parlare con la propria famiglia è difficile, sono tutti troppo presi dal proprio dolore, ed un supporto esterno può essere la salvezza della situazione.

Io ad esempio non riuscivo a parlarne con la mia famiglia, che peraltro all'epoca non voleva nemmeno ascoltare. I miei nonni avevano perso la figlia, le mie sorelle una mamma affettuosa e mio padre la moglie con cui era stato per vent'anni. Io ero l'unica che fosse decisamente incavolata oltre che addolorata.

Ero arrabbiata perché avevo avuto occasione di stare un po' con mia madre solo quando era malata. Di lei non sapevo quasi niente e lei non avrebbe mai saputo nulla di me. Mamma ti odio era l'unica cosa che mi saltava in mente. E come fare a dirlo? Alla mia famiglia poi? Ai nonni che mi avevano cresciuto perché lei mi aveva lasciato con loro quando avevo solo sei mesi e che la adoravano?

Io invece la odiavo per avermi abbandonata, per non avermi vista crescere se non a distanza, per aver lasciato che vivessi con lei l'incubo del cancro e per avermi poi abbandonata di nuovo.

Tutto quello che sapevo era che di questa cosa ne dovevo parlare con qualcuno.

La terapia che condussi con la mia psicologa fu basata sull'accettazione

Fu lunga e non facile ed ogni tanto ripeto ancora a me stessa i suoi consigli. Imparai molte cose durante quelle sedute, ad esempio ad accettare che mia madre non era perfetta, anzi scoprì piano piano che da giovane era stata depressa, che si era sentita spesso inadeguata, che aveva lasciato gli studi e che all'atto di diventare mamma si era trovata ancora più spaesata.

Accettai piano piano che questo dolore sarebbe ricomparso ogni tanto, che avrei potuto commuovermi durante un film della Disney, che avrei pensato a lei il giorno della laurea, quando avrei pubblicato il primo articolo, o se mi fossi mai sposata.

Accettai che l'avrei rivista ogni giorno nell'espressione di una delle mie sorelle o sul mio volto, poiché ironia della sorte, sono la figlia che le assomiglia di più.

Accettai pian piano che non dovevo sentirmi in colpa perché ero arrabbiata, poiché la mia perdita era stata doppia ed avevo tutto il diritto di pensare che se fosse stata più forte e mi avesse voluto più bene mi avrebbe tenuta con sé.

Accettai piano piano che la mia famiglia questo dolore non lo capiva perché stava passando dolori diversi ed alla fine accettai anche che sebbene mia madre non fosse perfetta, anzi fosse una persona debole e arrendevole, tutto il contrario di come l'avrei voluta io, le volevo bene perché nonostante tutto era mia madre ed a modo suo aveva sempre voluto il meglio per me. Se lei non mi avesse lasciato con i miei nonni non avrei avuto un'infanzia piena di affetto, se lei non avesse insistito non sarei andata nelle scuole migliori, se lei non mi avesse regalato i primi libri forse non avrei mai scritto una riga.

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Foto: shopmodmint.com

Prima accettare, poi superare

Superare il lutto per me fu iniziare da lì, dall'accettare che per quanto ingiuste fossero state quelle circostanze erano ormai passate e da lì in poi solo io avevo in mano le chiavi della mia felicità, io e nessun altro. Non possiamo pretendere che le cose brutte non accadano, possiamo solo non fare accadere quelle che dipendono da noi. Non possiamo cambiare gli errori degli altri, solo tentare di non ripeterli.

Alla morte non c'era rimedio, per la maternità potevo ancora scegliere ed evitare di ripetere l'errore. Mi ricordo che promisi a me stessa che sarei stata mamma solo quando fossi stata pronta, e non avrei mai ceduto a nessuna pressione del tempo, dei costumi o della società, un proposito che tengo ancora ben presente.

Superata la fase dell'accettazione però arriva il momento di ricostruire e fu allora che Ila mia psicologa mi chiese cosa mi faceva sentire felice. La risposta per me era ovvia: i miei libri. Era come respirare aria nuova l'idea di tuffarmi in quelli e perdermi in qualcosa che amavo. I libri in effetti erano sempre stati l'unica cosa che mi faceva sentire completamente in pace con l'universo. Così decidemmo insieme che avremmo riempito la voragine che aveva lasciato il dolore con le cose e le persone che amavo. Studiare mi aveva già salvata nei lunghi pomeriggi al reparto di oncologia e l'avrebbe fatto ancora.

Ero appassionata della facoltà di lingue e letterature, e amavo studiare le parole, il loro combinarsi su un foglio, la potenza che avevano i componimenti dei poeti. Ancora oggi la cosa che amo di più è vedere le frasi che prendono corpo sul foglio, le lettere che appaiono e che scorrono, ed ogni tanto ricordo ancora quella donna misteriosa che batteva sulla sua olivetti avvolta in una nube di fumo durante le estati che passavo con lei. Forse sono l'unica che se la ricorda così.

Per me la mia psicologa fu un'amica fidata che mi aiutò ad accettare tutto quello che era successo, a riempire quel vuoto con qualcosa di bello, qualcosa che amavo ed amo, e che per fortuna è diventato il mio lavoro ed a ricominciare a sentirmi felice. Ho ancora dei momenti di tristezza nel ricordare mia madre, ma questo è normale, significa avere dei sentimenti e capita a tutti coloro che hanno vissuto un lutto tanto doloroso.

E ad oggi, dopo 10 anni, consiglierei a tutti di fare la mia scelta e di non vergognarsi dell'aver bisogno di aiuto.

Lunga è la notte e chiara è l'alba, e l'ora più buia è quella prima di vedere la luce, ma quando la luce arriva riempe di calore ogni cosa. Solo noi abbiamo in mano le chiavi della nostra felicità.

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Commenti 77
  • VIRGINIA

    Ho perso mamma un anno fa... E non mi do pace Mi manca lei mi manca in tutto... Ho cambiato vita sono andata via dalla nostra casa e in un altra città... Ho cambiato lavoro e iniziato una convivenza ma lei manca... riempio i miei vuoti a volte abbuffandomi di cibo ... Mi sento apatica e svogliata... e la cosa che mi fa più male che so che lei non vorrebbe vedermi cosi ... Anch'io come voi ho lasciato il lavoro e per sei mesi mi sono presa cura di lei la mia cucciola le sono stata accanto sempre facevamo le notti sveglie ... Ho vissuto la.malattia ventiquattrore su ventiquattro vivendo ogni suo dolore accompagnandola a tutte le terapie ... sono seguita ormai da mesi da una psicologa fortunatamente le crisi di ansia sono passate e per me è un grande passo e ora spero mi torni la voglia di fare e mi passi questa apatia che viene e va spesso

  • Francy Angius

    Dentro di noi , vi è un bambino che non muore mai e quell'anima dolce , vive di ricordi limpidi e di brevi, piccoli istanti, fissi nella nostra memoria. Queste , sono le PERLE del nostro cuore, che ci danno vita ogni giorno e sono la base dei nostri sentimenti, anche quando stiamo bene. Sembra un " gioco di parole", ma la nostra memoria vuole dimenticare, quando è ferita. L'unica cosa che SALVA veramente da un lutto è la MEMORIA dei sorrisi e dei baci che quella persona ci ha regalato, dei momenti vissuti con lei in armonia e felicità. Questo è il sole , capace di sciogliere il ghiaccio del futuro e ritemprare il nostro mondo interiore, specchio di quello esteriore. Se per un'attimo, entriamo nello scrigno segreto della nostra anima , chiudendo gli occhi e ricordando quella felicità, piangeremo è vero, ma quella sarà l'energia che DISSIPA la sfiducia, la disperazione, la solitudine e la rabbia che sentiamo per un destino ingiusto e crudele. Solo il sole può sciogliere la neve, solo l'amore può far nascere nuova VITA e nella nostra memoria stò GIOIA per aver amato quella persona o averci provato. Nel passato e nel futuro saremo gli stessi e la nostra anima deve rimanere la stessa, con altre storie da vivere , con la gioia che ogni angolo di strada ci ha regalato e ci regalerà. La forza di vivere viene dal cuore, dove il tempo , non esiste più e dove quello che è nostro , appartiene solo a noi e nessuno ce lo potrà togliere mai. Andiamo orgogliosi delle nostre perle di memoria e non buttiamole via col dolore, anzi, accarezziamolo con i momenti di felicità , vissuti con la persona amata e perduta e la vita tornerà meravigliosa e piacevole, se vissuta nel nostro cuore, che , se ama il passato, amerà pure il presente ed ancor di più il futuro che ci chiama ad essere felici e leggeri e rinnovati!!!

  • Cypraea villoresi

    Ciò che ho letto mi ha profondamente commossa...forse è troppo presto accettare qualcosa di così doloroso unico e profondo...ma leggo tra le righe i sentimenti di chi ha scritto, a volte non sentirsi sole in un dolore aiuta!

  • Sabrina Ciccarelli

    Mia madre è morta nel sonno...due mesi fa..sembrava in pace....felice del momento di apparente serenità...abbiamo avuto un rapporto difficilissimo che si stava sanando negli ultimi tempi..con baci e abbracci...nuovi e inaspettati...lei stessa mi disse che voleva le coccole..dopo una vita...si accetta ma il dolore resta e cresce ogni giorno...perché cresce quell'amore viscerale..che la mamma rappresenta...chiunque e in qualunque modo essa sia....

  • Maria Grazia Russo

    Mi ha molto commosso la testimonianza della scrittrice...Io sono la prima di 3 sorelle...mia madre e' morta dopo una lenta agonia divorata dalle piaghe da decubito...e da una delle malattie piu' devastanti del secolo che e' l'Alzheimer...la malattia che annienta qualsiasi legame con la persona che come lei e' stata Nostra madre....parlarle, chiamarla e rendersi tristemente conto che NON ti riconosce......E' morta a Dicembre...il giorno prima del Mio compleanno nel 2017.......(e' stato uno dei Natali piu' brutti della mia vita per me e per le mie sorelle)...In qualche modo anche se con dolore sto cercando di superare il lutto...ma mia sorella piu' piccola..anche se ha quasi 48 anni Non se ne da' pace.......Sta attraversando da mesi un periodo molto brutto e buio della sua vita...piange, si dispera, non vuole vivere, dice che non ha piu' nessuno scopo nella sua vita, dice di volerla raggiungere..... Ci sta...o meglio mi sta rendendo la vita un Inferno!!!!! Non so come fare per aiutarla, scarica su di me in maniera cattiva tutta la sua frustrazione.....ora le cose vanno un po' meglio, ma sono in balia dei suoi alti e bassi psichici e ho paura per Lei ma anche per la Mia salute psichica visto che vivo con Lei...Sono molto preoccupata e Non so come fare per aiutarla...in qualche modo cosi sta distruggendo anche me...mesi fa m i ha portato allo stremo.......Temo che un giorno o l'altro faccia qualche sciocchezza...in qualche modo si sta autodistruggendo da sola!!!!! E' difficile lo so superare questo nostro lutto, io sono stata accanto a nostra madre nelle notti piu' critiche e disperate della Sua esistenza, ma in qualche modo ho accettato il fatto che sia morta, cosi' come l'altra sorella..........ma la piu' "piccola" NON si da pace..............

  • Lidia giirdano

    Salve a tutti...anch'io ho perso la mia amata mamma 10 giorni fa...mi manca, mi manca da sempre....il destino ha voluto che le scelte delle nostre vite ci facessero vivere lontane e godere di stare insieme solo pochi giorni l'anno. Ho vissuto con lei l'ultimo anno della sua malattia occupandomi di lei con amore cercando di recuperare il tempo perduto...l'ho vista spegnere come una candela pian piano ed ho atteso che mi dicesse di amarmi....ma non ho ricevuto quello che mi aspettavo....e il dolore mi lacera dentro....vorrei averla vissuta nei suoi giorni migliori, splendida e bella era la mia mamma....e come l'autrice di questo articolo mi ha lasciato la sua somiglianza e il suo sguardo.

  • Maria Luisa

    Mia mamma è morta una settimana fa ed ha lasciato in me un vuoto incolmabile e tanti sensi di colpa. Ultimamente era diventato molto impegnativo gestirla e assisterla ed io ero molto stanca e spesso non vedevo l'ora di ritornare a casa mia per riposarmi la schiena. Lei era diventata inappetente e necessitava di essere cambiata spesso ed io ero esasperata perché nonostante la fatica non riuscivo a vedere miglioramenti circa il suo stato di salute...e mi innervosivo e spesso me la prendevo con lei perché, secondo me, non mi aiutava ad aiutarla...nel senso che non era collaborativa...nella mia stupida testa pensavo che potesse farlo. E invece la mia povera mamma si sentiva frustrata per questo e per il fatto che stava sempre più male...ed io non l'ho capito! E le strillavo dicendole di mangiare...di non fare storie...Alla fine penso che si sia anche lasciata morire vedendomi infastidita...Sono stata un verme! Ed ora pagherei oro per riaverla ancora con me. Vivrò sempre con questo rimorso. Per il resto della mia vita.

  • Teresa ruggieri

    Anche mia madre è venuta a mancare tre giorni fa, e ne sento la mancanza...piano piano la supererò, e mio padre è disperato.

  • Monaco Anauran Brunella Blake

    Anche la mia mamma è venuta a mancare 20 giorni fa per una infezione ai dotti biliari, dopo coliche durate un mese i medici credevano fosse una semplice colecisti da togliere e invece, Colangelo e pancreatite...siamo stati nel miglior centro epato-biliare-pancreatico di Italia, in provincia di Verona, e a 63 anni è mancata per negligenza. Essere impotenti di fronte alla sofferenza è la cosa più atroce che c'è.

  • Vito Schiavone

    Ciao. Sono trascorsi anni da queste righe. Le ho lette perché cercavo ciò. Ho fatto morire miafre x un infezione da calcoli al condotto viliare dopo mesi di mal di pancia e portandoloa solo alla fine da medici incompenti. Il dolore è forte per il rimorso di non averla portata prima da gente capace.


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