Il lutto ai tempi dei social network

Descrivere l'esperienza del lutto oggi potrebbe sembrare assai più complesso che farlo in passato. Anche se i vissuti emotivi e le reazioni alla perdita rimangono simili nei secoli, le modalità di affrontare le perdite variano

23 FEB 2024 · Tempo di lettura: min.
Il lutto ai tempi dei social network

Descrivere l'esperienza del lutto oggi potrebbe sembrare assai più complesso che farlo in passato. Anche se i vissuti emotivi e le reazioni alla perdita rimangono simili nei secoli, le modalità di affrontare le perdite variano secondo il periodo storico. Il lutto, nella società moderna occidentale sembra aver subito enormi influenze contestuali, l'uomo si è quindi dovuto adattare, creando nuove modalità per viverlo. L'uomo ha dovuto allargare la sua visuale sulla morte, visto che la modernità l'ha resa quasi inopportuna per un individuo che ormai insegue il mito dell'immortalità (Morin, 2002). Il senso di isolamento e l'estraniamento dalla realtà sono percezioni comuni tra chi vive un lutto.

La tecnologia e il web demarcano questo confine e contemporaneamente favoriscono quella che Gamba (2004) ha chiamato protezione dello schermo. La tecnologia tutela l'Io fragile del dolente permettendogli, da una parte, di essere in un contesto "affollato" come quello interattivo di Rete, dall'altro gli consente di non abbandonare spazi familiari e protetti, ovvero il luogo da cui ci si connette.

L'evoluzione del web, soprattutto dei social network ha mutato profondamente molte delle nostre abitudini. In rete ci conosciamo, ci informiamo, studiamo o ci svaghiamo. È in rete elaboriamo anche i nostri lutti, personali o collettivi, e condividiamo le emozioni che tali eventi suscitano. Si assiste a quello che attualmente viene chiamo "online mourning", in cui il lutto e le esperienze di morte vengono condivise sul web; il lutto diventa un evento social (Bruno M., 2018).

Come è cambiato il lutto grazie ai social media?

Ma per quale motivo? Sicuramente la tecnologia ha demolito il tabù della morte, attraverso il suo potere invasivo che supera ogni barriera; inoltre avvicina chi sta vivendo la stessa sofferenza: «L'interattività dei social crea aggregazione, intorno al memorial si forma una comunità che condivide lo stesso dolore. Questo scambio è prezioso soprattutto oggi, visto che si sono quasi persi i rituali per elaborare il lutto nella società; un tempo c'erano le veglie e i rosari, adesso ci sono le commemorazioni online» sostiene Ziccardi nel suo libro "Il libro digitale dei morti". La tecnologia sembra essere una delle modalità che abbiamo trovato per attenuare il senso di perdita, visto che, dal punto di vista psicologico, esprimere il dolore è un passo essenziale per poterlo elaborare e superare.

Spesso però non vogliamo farlo con chi abbiamo intorno. Online, invece, pare ci si possa sfogare con meno paura, sfruttando l'effetto disinibitorio della tecnologia, per cui protetti dallo schermo, si riesce a parlare più sinceramente sostiene Sheri Jacobson, psicoterapeuta inglese. Scrivere post in memoria crea un filo, un legame virtuale che attenua il senso di distacco. «Anche se fisicamente la persona non c'è più, online possiamo sentirla vicina» aggiunge Ziccardi (2017).

Vi sono però dei rischi nella condivisione online. Tra questi abbiamo l'esposizione al giudizio degli altri: pubblicando così il nostro lutto ci esponiamo ad attacchi che possono colpire la nostra sensibilità e compromettere l'immagine di chi vogliamo ricordare. C'è anche il rischio che i nostri post siano derisi o, peggio, cadano nel silenzio, non suscitino cioè le risposte e i like sperati. Questo può causare un senso di frustrazione dannoso. Un secondo rischio è quello di rimanere chiusi nella gabbia del web: il filo virtuale che si crea col defunto o con la community può imprigionare nel lutto, impedendo di guardare avanti (Bruno M. 2018).

Come è cambiato il lutto grazie ai social media?

Quali sono i rischi di condividere un lutto sui social network?

Va tuttavia sottolineato come, l'uso che viene fatto dei social network, in relazione alla morte e al lutto, ha spesso risvolti promozionali e di marketing. Ne è un esempio l'agenzia di onoranze funebri Taffo Funeral Service, la quale sfida da tempo il tabù della morte attraverso le sue campagne di marketing irriverenti, su un tema su cui non è facilissimo creare delle strategie di vendita. L'obiettivo prefissato è ambizioso: scrollarsi di dosso l'immagine triste e angustiante a cui un'impresa funebre è comunemente legata.

La chiave di lettura di tutti i messaggi di Taffo è proprio l'ironia e il tono di voce utilizzato è tipicamente friendly. I social media manager di Taffo fanno largo uso del Real Time marketing, pratica molto in voga e tipica nella comunicazione digitale del web 2.0, riuscendo a sfruttare la notizia (o la moda/tendenza) del momento per promuovere o pubblicizzare la propria attività o i servizi offerti dall'agenzia funebre. Ciò che sicuramente rimane impresso è il modo geniale con cui riescono a strappare sempre una risata in maniera molto irriverente ma non superando mai quel limite segnato dal buon gusto (Gallo AT., 2017).

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Scritto da

Dott.ssa Arianna Plutino

Bibliografia

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