Pavlov, comportamentismo e condizionamento classico

Il condizionamento classico, promulgato da Ivan Pavlov, fa parte della teoria comportamentista, che vede nei comportamenti delle espressioni della psiche umana che possono essere modificati.

7 OTT 2019 · Ultima modifica: 8 OTT 2019 · Tempo di lettura: min.
Pavlov, comportamentismo e condizionamento classico

Il comportamentismo è una corrente che cambia profondamente l’idea della psicologia in sé e che vuole fare rientrare questa disciplina nell’ambito delle scienze naturali.

Il condizionamento classico e gli esperimenti di Pavlov, rientrano in questa branca della psicologia e sono le basi fondamentali di tale teoria.

Il comportamentismo o Behaoviorismo in psicologia

Il comportamentismo o Behaviorismo in psicologia nasce intorno ai primi del ‘900, con la pubblicazione di un articolo di J.B. Watson, dove approfondiva appunto i concetti di tale teoria psicologica. Alla base di questa corrente vi era il tentativo di portare la psicologia all’interno delle scienze naturali.

Infatti fino a quel momento la psicologia era considerata una “disciplina che ha per oggetto l’anima”, mentre con il comportamentismo venivano approfonditi tutti quelli aspetti legati al comportamento osservabile.

In questo modo la psiche viene scomposta nei suoi elementi basilari, come la personalità, emozioni, abitudini, apprendimento, etc per poterli poi osservare attraverso le manifestazioni osservabili e misurabili.

In questo contesto si inserisce Pavlov, con i suoi esperimenti sui cani e sul condizionamento classico.

comportamentismo o behaviorismo

Pavlov e il condizionamento classico

Il behaviorismo o comportamentismo trova i suoi primi fondamenti con gli studi di Ivan Pavlov sui riflessi incondizionati e condizionati, che hanno dato poi vita alla teoria del condizionamento classico.

Gli esperimenti di Pavlov per dimostrare tale teoria, vennero effettuati su dei cani monitorando l’aumento della salivazione in presenza di determinati stimoli: l'obiettivo era studiare come riflessi condizionati  potessero diventare  incondizionati. 

Il condizionamento classico studia le risposte che possono essere date, manipolando le condizioni ambientali, e riducendo il comportamento a meccanismo di stimolo-risposta. In questo contesto però non vengono considerati i meccanismi cognitivi o emotivi.

Cani di Pavlov

L’esperimento dei cani di Pavlov, anche conosciuto come esperimento sulla secrezione psichica del cane, consisteva nel legare l’animale in una gabbia, dopo avergli chirurgicamente impiantati dei tubi nella cavità orale, per registrare così i flussi salivari dell’animale.

Questa pratica atroce, permise a Pavlov di notare come ogni volta che il cane percepiva il cibo a livello olfattivo o visivo, la sua salivazione aumentava. In questo modo Pavlov poté definire i primi riflessi: lo stimolo incondizionato, determinato dal cibo, e la risposta incondizionata, determinata dalla salivazione.

A questo punto decise di associare uno stimolo neutro alla somministrazione del cibo: il suono della campanella.

L’obiettivo era quello di dimostrare che due stimoli presentati in maniera contigua finiscono per essere associati. Dopo un certo numero di esposizioni, il solo suono del campanello, anche in assenza della somministrazione del cibo, provocava negli animali un aumento della salivazione.

In questo modo Pavlov definì che il suono della campanella rappresentava uno stimolo condizionato e l’aumento della salivazione una risposta condizonata.

Il risultato di queste ricerche, venne esteso poi anche ai comportamenti umani, assumendo che i processi fondamentali dell’apprendimento dei riflessi condizionati fossero gli stessi, sia negli uomini che negli animali.

Il condizionamento classico di Pavlov si riflette in un’associazione ripetuta, in un lasso di tempo contiguo o ravvicinato, dello stimolo incondizionato e condizionato portando il soggetto a una risposta condizionata che è molto simile a quella incondizionata.

cani di pavlov

Riflesso incondizionato, condizionato e pavloviano

Gli esperimenti di Pavlov, hanno sottolineato alcuni elementi fondamentali, denominati anche riflessi pavloviani: le relazioni e le dinamiche tra questi fattori determinano quello che è il condizionamento classico. Vediamoli più da vicino:

  1. Stimolo incondizionato: Questo stimolo ha un valore significativo per il soggetto ed è pertanto in grado di portare una risposta incondizionata o automatica. Negli esperimenti di Pavlov questo stimolo è rappresentato dal cibo.
  2. Risposta incondizionata: è la risposta che fornisce il soggetto, quando si presenta lo stimolo incondizionato. Nel caso dei cani di Pavlov, è rappresentata dall’aumento della salivazione nei cani.
  3. Stimolo condizionato: è uno stimolo neutro che però può acquistare significato attraverso l’apprendimento associativo e pertanto provocare una nuova risposta. Negli esperimenti di Pavlov è rappresentato dal suono della campanella.
  4. Risposta condizionata: è la risposta del soggetto allo stimolo condizionato. Per i cani di Pavlov era l’aumento della salivazione al sentire il suono della campanella.

Le dinamiche tra questi riflessi incondizionati e condizionati, giocano un ruolo fondamentale nel condizionamento classico e nella teoria dell’apprendimento associativo.

Comportamentismo e apprendimento

Il comportamentismo sottolinea come l’apprendimento possa generarsi dall’associazione di due stimoli, uno condizionato e l’altro incondizionato, che possono generare nuove risposte grazie all’apprendimento associativo per condizionamento.

Infatti, se uno stimolo neutro dovesse presentarsi in molte occasioni in concomitanza con uno stimolo incondizionato, si creerà una risposta condizionata molto simile a quella incondizionata.

L’apprendimento in questo caso si crea attraverso l’associazione di due stimoli, che porta a una nuova risposta.

Questi studi hanno aiutato la psicologia a comprendere molti aspetti del comportamento umano, come per esempio le fobie e la loro cura, o le emozioni e come le associamo a nuovi stimoli.

apprendimento associativo

Stimoli e fobie

Dalla teoria del condizionamento classico è stata estrapolata una teoria che si chiama legge della generalizzazione dello stimolo, che prevede che una risposta condizionata, una volta appresa, può essere dettata anche da stimoli simili a quello iniziale, per associazione appunto, in base a caratteristiche fisiche misurabili (suoni o aspetto per esempio), o in base a somiglianze emozionali o simboliche.

Una volta instaurato tale meccanismo, l’apprendimento può avvenire per un’amplia classe di stimoli simili.


Questa legge è usata per spiegare la presenza delle fobie, dove la risposta ansiogena viene attivata in associazione a stimoli che in apparenza sembrano neutri, ma che in realtà sono associati emotivamente o simbolicamente alla causa originaria del problema (per esempio se si ha paura dei serpenti, ogni qualvolta si vedrà un prato o delle rocce, potrebbero presentarsi degli stati di ansia, e la persona che soffre di tale fobia, tenderá ad evitare qualsiasi situazione che includa di avvicinarsi a un campo).

Per curare le fobie si tende ad utilizzare la tecnica della desensibilizzazione sistematica, che lavorando sugli stimoli del condizionamento classico, cerca di spostare l’associazione con la risposta condizionata a qualcosa che non generi terrore, per esempio attraverso l’insegnamento di tecniche piacevoli di rilassamento.

Gli esperimenti di Pavlov


Gli esperimenti di Pavlov sull’aumento della salivazione non sono stati gli unici esperimenti che ha realizzato il fisiologo russo.

Un altro tipo di esperimento riguardava l’induzione degli stati di indecisione nei cani, permettendogli di indurre schizofrenia e stati confusionali nell’animale influendo sul loro sistema nervoso.

Per questo esperimento venivate mostrate al cane due figure geometriche: un cerchio o un’ellisse. L’animale previamente addestrato, doveva premere un bottone A nel caso gli venisse presentato un cerchio e un bottone B, nel caso di un’ellisse. Poco a poco venivano mostrati dei cerchi più simili ad ellissi per mandare il cane in confusione, e se sbagliava la risposta veniva sottoposto a una scarica elettrica.

Questo atroce esperimento, gli permise di studiare l’induzione di stati di indecisione e le varie tipologie della schizofrenia.

pavlov condizionamento classico

Pavlov e la psicologia moderna

Gli esperimenti di Pavlov sul riflesso condizionato hanno permesso di spiegare i meccanismi di stimolo-risposta, la loro formazione e la loro azione, trovando poi applicazioni in molti cambio della fisiologia, psichiatria e psicologia, anche se con risultati alterni.

In ogni caso questi studi, che sono stati i fondamenti del comportamentismo, come abbiamo visto all’inizio di questo articolo, hanno permesso di sviluppare una teoria in cui gli schemi di comportamento degli animali erano simili a quelli umani nevrotici.

In questo modo si dedusse che si potevano modificare i comportamenti attraverso il condizionamento classico. Questa scoperta fu molto importante per costruire strategie di trattamento dei comportamenti patologici.

Questa teoria valse a Pavlov nel 1904 il Premio Nobel per la Medicina e la fisiologia.

Conclusioni su Pavlov e il condizionamento classico

Gli studi di Pavlov hanno permesso di dimostrare alcune teorie sull’apprendimento associativo, che rivelano come i riflessi condizionati possano diventare incondizionati, quando i soggetti vengono esposti, ai due stimoli contemporaneamente.

Questa teoria del condizionamento classico, venne scoperta attraverso diversi esperimenti realizzati sui cani di Pavlov, inducendo negli animali stimoli per aumentare la salivazione in presenza di stimoli legati al cibo.

Il condizionamento classico, rientra nella teoria comportamentista, e può essere utile per spiegare e modificare alcuni comportamenti patologici o paure irrazionali come le fobie. 

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Bibliografia

  • https://it.wikipedia.org/wiki/Ivan_Pavlov
  • https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK470326/
  • https://books.google.es/books?id=qxh-CgAAQBAJ

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