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Come aiutare le vittime di violenza sessuale?

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Gli episodi di violenza sessuale non lasciano solamente ferite fisiche ma anche forti cicatrici psicologiche, causando l'emergere di disturbi come depressione o stress post-traumatico.

13 LUG 2018 · Ultima modifica: 29 AGO 2019 · Tempo di lettura: min.
Come aiutare le vittime di violenza sessuale?

«Nessuno, di fronte alle donne, è più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell'uomo malsicuro della propria virilità», Simone de Beauvoir.

Secondo gli ultimi dati dell'Istat, il 21% delle donne italiane ha subito almeno una volta nella vita un episodio di violenza sessuale. Un dato allarmante che non riguarda solamente le donne ma che può colpire anche uomini e bambini. La violenza sessuale, infatti, è ancora un problema molto presente e radicato nel nostro paese. A livello culturale e giuridico c'è ancora molto da fare, anche per permettere a molte delle vittime di sentirsi al sicuro quando decidono di denunciare.

Tuttavia, spesso, soprattutto nei casi mediatici di violenza sessuale, si tende ancora a colpevolizzare la vittima. Ci si ricorda troppo poco di come si può aiutare chi ha subito una violenza sessuale.

Come aiutare le vittime di aggressioni e violenze sessuali?

Uno dei primi scogli che deve superare la persona è il sentimento di colpa. Nonostante sia la vittima, non è raro che si senta colpevole dell'evento. A questo sentimento soggettivo si aggiunge spesso il giudizio della società e, in alcuni casi, anche della giustizia.

Come eri vestita? Perché eri in giro da sola a quell'ora? Hai cercato di opporre resistenza? Perché non hai reagito? Eri per caso un po' ubriaca?

Molto spesso, più che concentrarsi sulle colpe dell'aggressore, ci si concentra sulla "responsabilità" della vittima che, ovviamente, non ha nessuna responsabilità rispetto a quanto accaduto.

Per la vittima è fondamentale il supporto di amici e parenti. Gli episodi di violenza sessuale, infatti, non lasciano solamente ferite fisiche ma anche cicatrici psicologiche, causando l'emergere di disturbi come depressione, stress post-traumatico, dipendenza da sostanze, disturbi alimentari o problemi sessuali.

Il primo passo, dunque, per aiutare la vittima è quello di chiarire che non è stata colpa sua e che in nessun modo si è meritata la violenza. Tutto ciò, in realtà, dovrebbe essere un percorso che dovrebbero intraprendere non solo le vittime di violenza sessuale, ma tutta la società. Le prime reazioni esterne sono fondamentali per ridurre i danni causati dall'aggressore. Cercate di mantenere la calma e di ascoltare il racconto della vittima, mostrando comprensione e senza giudicare. È necessario manifestare fin da subito il proprio appoggio ricordando sempre alla vittima che non esiste nessuna giustificazione per l'aggressore.

I giorni seguenti all'aggressione è indispensabile non lasciare da sola la vittima, pur concedendole lo spazio di cui ha bisogno e cercando di trattarla con attenzione ma nella maniera più normale possibile, senza mostrare troppa curiosità per i dettagli. Quando deciderà di denunciare l'accaduto, accompagnatela in questo percorso difficile.

È indispensabile l'aiuto di amici e parenti anche se in molte occasioni chi si trova vicino alla vittima non sa come comportarsi. In generale, infatti, è indispensabile che la persona vittima di violenza sessuale inizi una terapia con uno psicologo o uno psicoterapeuta che possa guidarla, permettergli di integrare questo episodio di violenza nella propria vita e di riavvicinarsi progressivamente ad alcuni aspetti che vengono evitati a causa del trauma (ad esempio le relazioni sessuali). La terapia può essere anche accompagnata da trattamento farmacologico che aiuta a ridurre i sintomi causati dal trauma.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in violenza sessuale.

Articolo corretto e rivisto dal Dott. Gianfranco Inserra

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