Mi sento sola: come imparare a godere della solitudine

 “Mi sento sola” è una frase nella quale ci identifichiamo e che tendiamo a ripetere spesso. Ma la solitudine è davvero qualcosa di negativo?

15 NOV 2019 · Tempo di lettura: min.
Mi sento sola: come imparare a godere della solitudine

Molto spesso l’essere soli o lo stare da soli, viene considerata una situazione negativa, con la quale non si riesce a convivere e che fa stare male. In questo articolo cercheremo di affrontare la solitudine sotto 3 punti di vista:

  • quando la solitudine e l’isolamento sono sintomi di una patologia (come per esempio la depressione)
  • Quando essere soli ci rende tristi ma possiamo imparare a renderlo parte di un processo di crescita personale, in cui possiamo imparare a trasformare il sentimento di solitudine in un sentimento sereno e felice. La solitudine vissuta positivamente (ma in equilibrio con la socialità) e l’importanza di stare con noi stessi.
  • Quando al contrario ci riempiamo le giornate per non stare da soli, perché abbiamo paura di guardarci dentro.

sentirsi soli e solitudine

Le mille sfacettature della solitudine

Stare da soli non è sempre sinonimo di una situazione negativa.

In una società dove conta l’apparenza e il giudizio degli altri, dove la popolarità viene considerata sinonimo di successo e dove si misurano le capacità di una persona in base ai like sui social network, la solitudine viene vista come un evento da evitare a tutti i costi.

Essere o stare da soli potrebbe farci sentire tristi e sperduti e senza una vita piena.

Ma non è così, molto spesso prima di stare con gli altri, dobbiamo imparare a stare con noi stessi e apprezzare la solitudine. Bisogna imparare a dare valore alle persone che ci circondano, e a sentirci amati.

Ovviamente ci sono anche situazioni in cui la solitudine o l’isolamento sono sintomi di patologie come la depressione o che derivano da un contesto sociale e famigliare effettivamente complicato o conflittuale, e che vanno gestite in una forma terapeutica e sociale.

Vediamo come possiamo superare la solitudine e imparare a goderne nei casi in cui ci può far stare bene.

Isolamento e solitudine in Psicologia

Da un punto di vista psicologico, la solitudine non è considerata come stare da soli, ma come una condizione dove non si è capaci di comunicare e relazionarsi con gli altri: è pertanto un fatto mentale, prima che sociale. È una condizione che molto spesso parte dall'interno, da noi.

La psicoanalisi vede nella solitudine da un lato l’aspetto positivo di crescita personale e dall'altro quello negativo che può portare alla depressione o alla pulsione di morte.

solitudine patologia psicologia

Solitudine e patologia

Quando la solitudine si trasforma in fonte di sofferenza e malessere profondo inconsolabile, e quando questa sensazione perdura nel tempo potrebbe essere sintomo di qualche disagio psicologico.

L’isolamento e la solitudine sono sintomi di molte patologie, da alcune fobie como la fobia sociale, o altre patologie come la schizofrenia  e la depressione.

Può pertanto raffigurarsi come una paura: paura di stare con gli altri, o che gli altri ti facciano del male, o una solitudine esistenziale.

In questo senso può succedere che il soggetto si richiuda in sé stesso, inizia a pensare e rimuginare sulla sua vita fino all’ossessione, perdendo di vista molto spesso la realtà. La solitudine è pertanto un sintomo di diverse patologie, e non una vera e propria patologia in sé.

Sono tante le malattie che includono questo malessere tra le sintomatiche. Ne elenchiamo alcune:

  • Disturbi dello spettro autistico
  • Depressione
  • Schizofrenia (e patologie combinate come il disturbo schizoaffettivo 
  • Fobia sociale
  • Personalità ansiosa
  • Disturbo evitante di personalità.

Queste patologia hanno alla base un sentimento di inadeguatezza sociale, che vedono nella solitudine e nell’isolamento un arma per scappare dal giudizio degli altri, o da paranoie persecutorie.

In questi casi è fondamentale rivolgersi a uno specialista che sia in grado di identificare la patologia e indirizzare il soggetto verso la terapia più idonea.

Alcuni studi hanno infatti sottolineato come la solitudine non sia solo un fattore sociale, ma che includa anche un fattore neurobiologico. In una situazione di solitudine infatti, sembra che alcune aree del cervello svolgano un’attività ridotta che possa stimolare la sensazione che è alla base del malessere di solitudine e isolamento.

mi  sento sola ma voglio stare bene

Mi sento sola, ma voglio imparare a stare bene!

Se la nostra sensazione di solitudine dovesse essere solo un malessere temporaneo e non patologico, potremmo comunque pensare di chiedere aiuto a un terapeuta, perché ci accompagni in un percorso psicologico.

Molto spesso è utile cambiare il punto di vista su quello che stiamo vivendo: il sentirsi soli può essere più una sensazione interiore che un fatto reale.

Seguire un percorso terapeutico che aiuta a connetterci da un lato con noi stessi, dall’altro a instaurare relazioni gli altri può essere un buon punto di partenza. La psicologia positiva può venirci in aiuto per esempio quando parla di aree di miglioramento che si basano sulla valorizzazione dei nostri punti di forza.

Si potrebbe pertanto pensare di migliorare alcuni punti della nostra vita, trovando degli obiettivi (realizzabili) a medio termine che ci aiutino ad uscire dalla situazione di stallo in cui ci troviamo, concentrandoci in particolare, intorno a 3 punti fondamentali della vita, ossia gli affetti, il lavoro e gli hobby. In particolare:

  • amore e amicizia: le relazioni vanno coltivate! Non basta un messaggino per rimanere in contatto con qualcuno, imparate a comunicare davvero con chi vi sta vicino o con chi vi interessa. Cercate persone che condividano i vostri interessi, chiamate i vostri cari, invitate gli amici a uscire: poco a poco le relazioni inizieranno a prendere forma. Se così non fosse, avrete sempre la possibilità di conoscere nuove persone!
  • Lavoro: cercate di essere orgogliosi di voi stessi e di quello che fate, e se non vi sentite soddisfatti, cercate di migliorare. Fate un corso, studiate o cercate un nuovo progetto che vi motivi per migliorare la vostra situazione lavorativa o semplicemente sentirvi più preparati e performanti.
  • Trovate il vostro hobby preferito e divertitevi. Dedicate tempo alle vostre passioni! E se non avete passioni, dedicate tempo a scoprire quali sono le vostre passioni! Le passioni, insieme alle piccole cose della vita, sono qualcosa di cui spesso ci dimentichiamo, tanto siamo indaffarati nella fretta quotidiana. Ma sono un valore aggiunto fondamentale per la nostra stabilità emotiva, fisica e mentale.

Sentirsi soli è una sensazione che fa male, ma per superare questo dolore, a volte bisogna fermarsi e accettarlo, provando in seguito ad abbracciare nuove prospettive e punti di vista. Succede quando una storia o un’amicizia finisce, quando ci dobbiamo allontanare dai cari o separarci da qualcuno: accettare questi eventi, elaborarli e lasciarli andare, è il primo passo per superarli.

cosa fare quando si è soli

Quando non si vuole stare da soli

Nella vostra vita passate da una relazione a un’altra senza mai una pausa? O vi riempite di impegni per non avere mai neanche un momento libero?
Rimuginate su tutto quando siete da soli e vi sentite presi da ansia e da angoscia? Vuoi sempre compagnia o ricerchi situazioni o eventi sociali a cui partecipare continuamente? Se alcuni di questi atteggiamenti ti sembrano comuni, non necessariamente si tratta di comportamenti patologici, ma potresti dover affrontare un percorso di crescita personale per imparare a convivere con te stessa e a stare bene da sola.

Il primo passo è quello di rivolgerci a un terapeuta, che ci aiuti a comprendere attraverso la terapia, le cause del nostro malessere. Se il nostro malessere fosse solo una sensazione e non una patologia, probabilmente il terapeuta ci aiuterà a rafforzare alcuni atteggiamenti, pensieri e convinzioni intorno a noi stessi, perché possiamo affrontare al meglio il tempo passato da soli.

Imparare a stare da soli offre diversi vantaggi e punti di vista che sono occulti se stai sempre scappando da te stesso. Noi ne abbiamo trovati 8!

8 vantaggi di stare da soli (e stare bene)

Stare da soli può essere utile per pensare, prendere decisioni e accrescere la propria capacità creativa e decisionale.

Ecco 8 motivi per stare bene quando si è da soli:

  1. Svolgere attività ricreative da soli è divertente come realizzarle in compagnia, e rende più forti. L’importante è non pensare che gli altri ti stia giudicando perché sei da solo/a, ma godere del momento e dell’esperienza che stai vivendo.
  2. Essere soli rende più creativi: è vero che il lavoro di gruppo apporta normalmente risultati più completi, ma rimanere da soli previamente è importante per apportare idee creative e originali.
  3. Molto spesso per portare avanti un progetto, che sia lavorativo, di studio o un hobby, è meglio rimanere da soli. Sarà più facile concentrarsi e realizzare il progetto in maniera più efficiente.
  4. Il tempo passato da soli ti ricarica. Soprattutto se sei introverso, il tempo passato da soli è quello in cui ci si può rilassare davvero senza condizionamenti esterni.
  5. Fare attività da soli, può aiutarti a conoscere nuove amici. Se realizzi attività da solo, avrai più possibilità a conoscere nuove persone: normalmente quando si fa qualcosa da soli si è più aperti a parlare o conoscere.
  6. Imparare a stare da soli ti rende più adattabile e può aiutarti a prevenire alcuni disturbi mentali. Lo stare da soli può essere preso come un allenamento mentale: ti rende più flessibile, più attento a ciò che ti circonda, più sicuri di sé stessi e più aperto nei confronti degli altri.
  7. Stare da soli permette di pensare. Questa è uno dei punti più importanti: imparare a stare da soli, permette di schiarire le idee, di riflettere ed è un’ottima maniera per prepararci a prendere delle decisioni.
  8. Quando stai da solo fai solo quello che vuoi davvero fare. Stare da soli ogni tanto ci permette di fare quello che ci piace senza scendere a compromessi, potendogli dedicare tutto il tempo e l’attenzione che vogliamo.

internet e solitudine

Cercare compagnia su Internet può farci sentire soli

Lo sviluppo di Internet e delle relazioni virtuali, ha cambiato profondamente il substrato delle relazioni nella nostra società. Adolescenti, ventenni e trentenni, sono coloro che più hanno cambiato le loro abitudini nel conoscere nuova gente e impostare amicizie. Molto spesso si comunica più online che in persona, confondendo relazioni che si mantengono online come amicizie vere.

Il contatto umano è fondamentale per coltivare una relazione: internet rende tutto volatile, e amplifica le emozioni, rendendo più facili, dichiarazioni di odio o di amore. Per creare un legame è importante guardarsi negli occhi, e vivere fisicamente la realtà che ci circonda.

È importante essere rieducati alla realtà, a comunicare e a relazionarsi di persona, per costruire solide basi sociali. Il mondo virtuale dovrebbe essere solo uno spunto per conoscersi o rimanere in contatto, e l’utilizzo del computer in generale, non dovrebbe coinvolgere tutte le nostre giornate.

Esiste una sindrome denominata hikikomori che coinvolge molti adolescenti (partita dal Giappone si sta diffondendo velocemente anche in Europa) che non sono più in grado di avere una vita al di fuori della stanza e dello schermo del computer.

Comunicare, relazionarsi, accettarsi, cambiare il punto di vista e mettersi in gioco, sono aspetti fondamentali della vita reale, che dobbiamo insegnare anche alle nuove generazioni.

Come superare la solitudine

Abbiamo visto che la solitudine e sentirsi soli non siano la stessa cosa. Bisogna essere in grado di distinguere se il sentimento che proviamo, è sintomo di una patologia più grave o se è un malessere temporaneo.

Per fare questo è opportuno ricorrere all’aiuto di uno specialista, che attraverso un percorso terapeutico, ci possa aiutare a superare questo momento e definisca una diagnosi e una terapia adatti al nostro caso.

Quando vi sentite soli, è pertanto importante non avere paura di chiedere aiuto e capire che molto spesso ci sentiamo soli a causa di uno stato mentale e non necessariamente reale.

Per superare questo momento è importante approfondire attraverso la terapia ciò che ci turba, cercando di cambiare quei comportamenti che ci fanno stare male. 

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GuidaPsicologi.it

Bibliografia

  • https://www.healthline.com/health/how-to-be-happy-alone#do-right-now
  • https://www.psychologytoday.com/intl/blog/high-octane-women/201201/6-reasons-you-should-spend-more-time-alone
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_positiva

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