Il lutto in età evolutiva

Il lutto è un evento naturale della vita che mette la persona di fronte ad una serie di emozioni e difficoltà da affrontare. Quando ciò avviene in fase evolutiva, diviene tutto più complesso

23 MAG 2016 · Tempo di lettura: min.
Il lutto in età evolutiva

La letteratura internazionale da lungo tempo ha posto particolare attenzione a quella che è la tematica del lutto nel ciclo di vita, e come questo può interferire sulle normali dinamiche relazionali e sociali del singolo individuo, e in molti casi anche del sistema famiglia.

L'evento luttuoso è un momento particolarmente doloroso per qualunque essere umano, la morte mette la persona dinanzi alla propria impotenza aumentando in tal modo le diverse emozioni negative che accompagnano il momento della perdita.

Il lutto per un bambino

Quando parliamo di perdita in età evolutiva le cose si complicano maggiormente, davanti avremo un bambino che si troverà a fronteggiare un dolore più grande di lui senza avere spesso, le risorse e gli strumenti adeguati per farlo. Per tale motivo è fondamentale la figura dell'adulto nell'aiutare il bambino ad esternare ciò che prova.

A seconda del livello di sviluppo cognitivo (Oltjenbruns, 2001), il bambino esternerà il suo disagio e dolore nel modo a lui più familiare e consono. Saranno possibili comportamenti aggressivi, di isolamento, assenza di comportamenti ludici, comportamenti regressivi o in altri casi di iper responsabilizzazione. È ancora possibile che il malessere si presenti con sintomi fisici e somatici come mal di testa, mal di pancia, inappetenza. A livello comportamentale è probabile che il bambino sperimenti ansia e tensione soprattutto nei momenti in cui dovrà allontanarsi dalla figura di attaccamento e riferimento (Oltjenbruns, 2001). Ciò è comprensibile, il bambino vive la paura che ciò che è accaduto possa succedere nuovamente.

Tocca a voi rassicurarlo, se la morte per esempio ha colpito una persona in giovane età, il bambino potrà pensare che anche lui potrà morire, cosi come è successo alla persona a lui cara. Spiegategli con parole semplici che la morte fa parte della vita, che solitamente si muore quando si è anziani (razionalizzate ciò, si è anziani quando, si hanno i capelli bianchi, non si hanno più i denti ecc ecc.) in modo tale che il bambino possa capire realmente ciò che gli state dicendo, e possa in tal modo rasserenarsi, continuate con lo spiegargli che quello che è successo al papà/ mamma/ fratello ecc. è stata un'eccezione e che non si muore ogni giorno (Ronchetti, 2012).

Nei casi in cui i bambini vedono ad esempio un loro caro morire dopo una lunga malattia, è probabile che avvertano uno stato di ansia di fronte ad un loro malessere, anche in questo caso è fondamentale ascoltarli facendosi dire cosa li preoccupa. Non è importante eliminare l'ansia, ma più che altro capire cosa la genera.

Anche loro devono capire

È essenziale mostrarsi emotivamente disponibili con i bambini, si deve dar loro la possibilità di capire ciò che è accaduto e chiedere spiegazioni su tutto ciò che per è loro importante sapere.

Bisogna evitare la modalità "top secret" dettata da un iper protezionismo. Non bisogna proteggere il bambino da un evento naturale che prima o poi dovrà conoscere.

Bisogna invece offrire al bambino gli strumenti per fronteggiare il dolore condividendolo e aprendolo con chi per lui è una figura di riferimento. Non abbiate paura d farvi vedere tristi, la tristezza è un'emozione come un' altra, approfittate di questo momento invece per rimandare l'idea al bambino, che anche la tristezza può essere condivisa, che nonostante la tristezza potranno esserci momenti ancora felici. Spiegate al bambino il perché della vostra tristezza, darete cosi l'opportunità anche a lui di essere triste ed esternare le sue angosce senza sentirsi strano e solo.

I bambini hanno una infinità di risorse, e nonostante la perdita sia un evento traumatico in fase evolutiva, se gestita in maniera adeguata, può divenire anche una opportunità per apprendere nuove modalità adattive di fronteggiamento di un evento altamente stressante.

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Scritto da

Dott.ssa Cristina Anile

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