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Mania di grattarmi la testa

Inviata da Licinia il 19 mar 2012 Disturbo ossessivo compulsivo

Da sempre ho l'impulso irrefrenabile di grattarmi la testa. Tanto che anche quando sono in presenza di altre persone non riesco a fermarmi. In particolare mi piace scovare le crosticine e poi le guardo. Come posso smettere?

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Cara Licinia,
lei si gratta la testa, per poter scovare delle crosticine.
Intanto mi fa pensare che lei abbia dei ben grattacapi, quindi delle cose da risolvere, dei dubbi, delle questioni da dirimere. Non a caso cerca le croste, quasi fossero le prove ultime che il problema è stato affrontato e debellato.
La crosta infatti è la parte esterna di copertura, la parte dura di qualcosa, quella che protegge ed è la parte in diretto contatto col mondo. In questo caso, la crosta è anche la solidificazione del conflitto, ovvero c'è stata escoriazione che ha prodotto fuoriuscita di sangue, di conseguenza la crosta ha formato un tappo per impedire la fuoriuscita continua. La crosta è il risultato di un conflitto e la sua risoluzione e lei la guarda, quasi come fosse un trofeo.
Tutto questo mi fa pensare alla rabbia e ad un conflitto interno, che non riesce a gestire correttamente. Questa condotta autolesiva, rappresenta una condotta ripetitiva, quasi ossessiva ed incontrollata di esprimere in modo visibile a sè e agli altri, che ha dei grattacapi, che si ribella, che non ne vuol più sapere, che è stufa.
Penso proprio che sia importante andare a fondo della questione e capire cosa c'è che la turba tanto e soprattutto qual'è il suo rapporto con la rabbia e con il modo di esprimerla.
Se non affronta tutto questo, si troverà gradualmente a far i conti con una rabbia sempre crescente e ad una frustrazione ancora più grande.
Credo anche che questa condotta scoperchi una solitudine molto grande e l'atto dimostrativo sembra essere quasi il tentativo di essere visti e fermati!
Per cui, si fermi e si guardi lei per prima!
Con chi ce l'ha? Chi vorrebbe scuoiare?
Vedrà che i conflitti possono essere visti e affrontati in modi meno dolorosi, dannosi e meno solitari.
Spero di esserle stata d'aiuto.

Sabrina Costantini

Sabrina Costantini Psicologo a Pisa

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Buongiorno, sono Giorgio da Torino. Io addirittura le croste (quelle 'bianche', pulite) più grandi le conservo e ogni tanto me le guardo! Lo so, forse è aberrante, nn so che farci. ciao.

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Buongiorno, devo essere sincera, la risposta la cerco, non la do, perchè anch' io ho questo problema ( ho la testa piena emi sento a disagio) ed ultimamente è molto peggiorato. Cerco aiuto. grazie. Mimi

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Gentile Licinia
la Terapia Breve Strategica da me praticata può aiutare a risolvere problematiche come quelle da lei esposte, disponendo di specifici protocolli di trattamento collaudati con successo da decenni. Per conoscere il tipo di approccio che, in un'alta percentuale di casi e in un numero limitato di sedute, porta alla soluzione del problema, può trovare in internet esaustive informazioni.
Cordiali saluti
dott. Giuseppe Pecere

Dott. Giuseppe Pecere Psicologo a Padova

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Gen.le Licinia,
il suo è un problema che potrei definire "classico", nel senso di NON originale. Come tutte le compulsioni, cioè come tutti quei comportamenti di cui non si riesce a fare a meno pur sapendo di sbagliare, necessitano di strategie mirate e focali. E' un problema che può esser completamente risolto in tempi brevi, se toccate le leve giuste di cambiamento, ovvero attraverso strategie mirate e focali sulla struttura del problema. Non esiti a chiedere aiuto: Anche il rimo passo fa già parte del cammino" A. Schnitzler.
Buona giornata,
Dr. Claudio Cecchi

Dott. Claudio Cecchi Psicologo a Arezzo

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Gent.ssima Licina,

Provi a concentrasi quando è in compagnia di altre persone sul "presente", ovvero sul momento che sta vivendo, evitando così di focalizzarsi completamente su sè stessa, quindi di essere orientata verso l' interno piuttosto che l'esterno.

Dott.ssa Roberta De Bellis Psicologo a Gallarate

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Gentile utente, da ciò che lei ha esposto sembra di essere di fronte ad un comportamento irrefrenabile che lei fatica a controllare anche in pubblico; di solito tali comportamenti sono da associare a stati d'ansia generali, che trovano sfogo in questi atti incontrollati.
Credo quindi che sia fondamentale rivolgersi ad uno psicologo che le faccia esplorare il motivo di questa sua ansia generalizzata e pian piano con la consapevolezza che ne emergerà potrà cercare di autocontrollarsi.
I miei migliori auguri, dott.ssa Angela Virone

Dott.ssa Angela Virone Psicologo a Agrigento

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Gentile Licinia, capisco il fastidio e l'imbarazzo che possono derivarle da questa abitudine. Dalle caratteristiche di irrefrenabilità che descrive, potrebbe essere una manifestazione di ansia e/o di disagio, che d'altra parte questo comportamento non può che peggiorare, innescando circoli viziosi (più é agitata più si gratta, più si gratta e più si agita). Presumibilmente il fatto che Lei adotti questo specifico tipo di gesti non è casuale e potrebbe essere importante comprenderlo meglio; forse ha a che fare con la sua immagine di sé o col rapporto con il suo corpo, ma sono solo ipotesi e andrebbero verificate. Un percorso psicoterapeutico per esplorare questi aspetti e aiutarla a migliorare la sua gestione delle emozioni (l'ansia ma anche la rabbia e la tristezza) potrebbe esserle di grande aiuto.

Caramia Dott. Antonella Psicologo a Rimini

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Gentile Licinia, capisco il fastidio e l'imbarazzo che possono derivarle da questa abitudine. Le caratteristiche di irrefrenabilita' di questo gesto fanno pensare ad un modo per manifestare un senso di ansia e/o di disagio, che d'altra parte questo comportamento non può che peggiorare, innescando dei circoli viziosi (più è agitata più si gratta, più si gratta più si agita). Presumibilmente il fatto che lei adotti questo tipo di comportamento piuttosto che un altro non é casuale e potrebbe essere utile comprenderlo, potrebbe avere a che fare con la sua immagine di sé e/o con il rapporto con il suo corpo. Un percorso psicoterapeutico mirato alla comprensione di questi aspetti e ad una migliore gestione delle emozioni (ansia ma forse anche rabbia..?) mi sembra consigliabile.

Caramia Dott. Antonella Psicologo a Rimini

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Buongiorno gentile Licinia,
se è da sempre che convive con quello che lei stessa definisce "impulso irrefrenabile" ma è ora che questo comportamento la porta ad interrogarsi, probabilmente è giunto, o sta giungendo, il momento di andare un pò più a fondo nella conoscenza di se stessa per nuove esigenze che la vita le porge. Come se questo comportarsi con parti di se non fosse più molto funzionale nell'adattamento con gli altri e con i conflitti interni a se stessa, del resto inevitabili nella crescita continua dell'essere umano. Una Psicoterapia cognitivo- comportamentale potrebbe esserle di giovamento.
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Quello che descrive e' la ripetizione di un gesto. Il disagio deriva dall'incapacita' di fermarsi, e quindi anche di autocontrollarsi in pubblico. Per lei, pare sia difficile resistere a certi impulsi: e' come se lei ci stesse chiedendo "come posso mantenere il controllo? Perche' perdo (voglio perdere) il controllo?" . La mia ipotesi, e sottolineo ipotesi, e' che potrebbero esserci "zone" della sua vita in cui lei e' costretto a iper-controllarsi. Con questo gesto, evidentemente auto-terepeutco, lei trova in qualche modo immediato sollievo al bisogno di lasciarsi andare. Cosa e' sotteso a tutto questo e' cio' che la invito ad esplorare, senza fretta ne' timore, con l'aiuto di un esperto. In bocca al lupo e arrivederci, dott. Roberto Fantasia

Psicologo Dott. Fantasia Roberto Psicologo a San Severo

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