Perché non riesco a mantenere una relazione sentimentale?

Inviata da Laura. 1 mag 2017 4 Risposte  · Terapia di coppia

Salve mi chiamo Laura e ho 28 anni.
Sono sempre passata da una relazione stabile ad un'altra in brevi archi di tempo.
Il problema è che per quanto diverse le persone con cui stavo, le relazioni sono sempre finite allo stesso modo.
Soffro di gelosia, ma non è una gelosia per paura, piuttosto è una mania di controllo, un desiderio di conoscenza totale della vita dell'altro, di ciò che pensa e sente ogni secondo della sua giornata.
Le storie iniziano sempre bene, poi andando avanti mi crescono le ansie e le paranoie, fino a che non porto la relazione e l'altro all'esasperazione e finisco per farmi lasciare.
In tutto questo io sono consapevole che le mie ansie e i miei scatti emotivi sono infondati, immaginari, tutti nella mia testa, ma non ce la faccio a controllarmi, anche perché tendo a comunicare tutto all'altro.
L'unico modo per tranquillizzarmi è distrarmi, quindi creo altre relazioni parallele; ma questo non sempre ha funzionato.
Mi sento malfunzionante, come se fossi pazza o la pazzia si accendesse improvvisamente.
La mia testa crea mondi e questo non solo mi fa stare male per ciò che penso ma contemporaneamente mi sento in colpa verso l'altro perché so che è tutto fasullo e verso me stessa perché mi faccio trattare da pazza e perché passo male.
Non so assolutamente perché io sia così, ma davvero vorrei trovare una soluzione perché altrimenti vivrò con i sensi di colpa piangendo la notte perché ho sciupato tutte queste storie così belle, e perché ne sciuperò altrettante.
Mi rovino la vita e non permetto a nessuno di sopportarmi.
Sono stati ragazzi che mi hanno adorato, amato, che si sono annullati per me.
È come se volessi che il mondo fosse un teatro di marionette ed io la marionettista, tanto che spesso spero che ciò di cui ho paura sia vero, come tradimenti etc, tanto che quando scoprii alcune cose mi sentii male ed insieme sollevata.
Non capisco se sia orgoglio o cosa.
Qual è il mio problema? Voglio uscirne.

insieme

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Salve Laura
Mi racconta un episodio in cui ha avvertito questa gelosia che descrive?
Resto a disposizione
Dottssa Fabrizia Tudisco

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Buonasera Laura, domanda semplice: ma lei vuole una relazione seria, stabile e, soprattutto, esclusiva? Perchè da come ha scritto, in realtà, il problema sembra più la gestione dei sensi di colpa per le storie parallele che per la reale volontà di dedicarsi ad un partner unico. Forse (se fosse così e non ho capito male) è il caso che lei chiarisca a se stessa questa cosa. Come si immagina (visto che è abituata a crearsi mondi) in una casa con un compagno unico, per tutta la vita, senza avere neanche una storia in contemporanea? Se crede che questo scenario sia uno di quelli che lei vorrebbe raggiungere, allora si può considerare una terapia incentrata sui sui significati relazionali e ciò che teme si potrebbe verificare; ad es., ma è una ipotesi generale che potrebbe non riguardarla: non riesce ad avere un partner unico in quanto, dovesse andare male la storia, si ritroverebbe rifiutata (concretamente ed emotivamente) e quindi con un marcato senso di solitudine e ciò la riporterebbe ad un qualcosa di simile accaduto in passato (ad es., in famiglia? Sempre ipotesi...). Forse, si può ipotizzare che anche nelle amicizie lei abbia una strategia relazionale (non consapevole) simile per cui cerca di avere più amicizie (magari anche superficiali) piuttosto che poche ma molto intime...Ho parlato anche dell'ambito amicale in quanto così come ci spendiamo in una relazione con il partner, anche nell'ambito degli amici il contenuto utilizzato nella relazione (anche se con forme diverse) è abbastanza simile. Questo perchè tutte le volte che ci interfacciamo con qualcuno che sia altro da noi, riattiviamo le strategie emotive che hanno funzionato con i nostri genitori quando siamo stati bambini. Quelle strategie che ci hanno permesso di mantenere le figure più importanti molto vicine e che ci hanno nutrito e protetto, una volta che sono state confermate nelle esperienze relazionali successive, vengono integrate e riutilizzate ogni volta che dobbiamo gestire una relazione. Rispetto a ciò che chiede, dunque, credo che sarebbe utile una terapia che leghi, con un filo immaginario, tutte le sue esperienze relazionali passate. In quanto, i suoi rapporti presenti ed il come li gestisce sono il precipitato di ciò che si è stabilizzato, all'interno del suo sistema affettivo-cognitivo, nel passato.
Buona fortuna
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta
Costruttivista-Postrazionalista Roma

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3 MAG 2017

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Gentile Laura,
in psicopatologia accade di frequente che il paziente non è consapevole di avere dei problemi psicologici e pensa che invece i problemi li abbiano gli altri (es. tipico è quello del paranoico).
Lei invece è già consapevole di avere pensieri e comportamenti disfunzionali per cui il lavoro di psicoterapia (che comunque dovrà fare sotto la guida di un professionista) potrà essere finalizzato a scoprire le cause che hanno originato questo disturbo ed apprendere tecniche e strategie per neutralizzarle onde costruire finalmente una relazione sentimentale duratura e appagante.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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2 MAG 2017

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6025 Risposte

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Buongiorno Laura, credo sia già un importante passo riconoscere ciò che sta dietro ad alcuni suoi comportamenti che compromettono le relazioni:il desiderio di controllo e di essere la "regista" della vita dell'altro.Ora sarebbe importante andare ancora oltre nella comprensione di sé per capire perché questi bisogni sono così forti da ripresentarsi in ogni relazioni,cosa li alimenta, come cambiare.. Per fare questo le consiglio di affidarsi a uno specialista che la accompagni in questo cammino di conoscenza.

A disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti
Dottssa Esposito Malara Grazia

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2 MAG 2017

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