I 7 segnali che sei vittima di violenza psicologica

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

Esistono uomini che amano e uomini che vogliono possedere. Nelle relazioni il controllo ossessivo è una violenza psicologica che subiscono molte donne, riconoscerla è importante.

24 nov 2014 · Tempo di lettura: min.
I 7 segnali che sei vittima di violenza psicologica

Avete mai avuto un'amica che racconta di un fidanzato troppo geloso ma che non riesce a lasciarlo? Vi è mai capitato di vedere una donna che piange perché è stata insultata dal compagno o avvilita perché lui le fa proposte sessuali insistenti? Queste donne non hanno solo un fidanzato un po' mascalzone come spesso si crede: stanno subendo delle vere e proprie violenze psicologiche.

I dati italiani sono sempre più allarmanti: 7 milioni e 134 mila donne nello scorso anno riportano di subire violenza psicologica dall'attuale partner.

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Ognuna di queste donne dichiara che i comportamenti di violenza psicologica si sono insinuati gradualmente nella coppia e che sono diventati più marcati dopo il matrimonio, per questo è bene riconoscerli in maniera preventiva.

Ma quali sono i 7 comportamenti più comuni del partner che fa violenza psicologica?

1. Svalutazione continua

Il partner che vuole minare l'autostima della donna le ripete in maniera insistente che non vale nulla, che i suoi sogni non sono valevoli di sforzi, che se lui la lascia non ci sarà nessuno che la amerà come lui…

"Non amerai mai nessuno perché non sei stata amata dai tuoi genitori… me lo ripeteva spesso, sapendo che soffrivo del rapporto complicato con i miei e poi aggiungeva che solo lui poteva amarmi nonostante avessi tanti problemi" Marta

2. Controllo delle amicizie e degli affetti

Capita spesso che l'uomo cerchi di isolare la donna, che la tratti come un oggetto di proprietà adducendo la scusa che vuole proteggerla e cerchi di allontanarla da coloro che "non capiscono il suo amore":

"Non potevo parlare neanche con le mie sorelle e fratelli" Giorgia

"Uscivo con le mie amiche di nascosto per non vederlo dare di matto" Michaela…

3. Gelosie ingiustificate e stalking

Il compagno che vuole usare violenza psicologica di solito è un individuo controllatore, che tempesta la donna di telefonate quando è in giro da sola, vuole sapere con chi è, dove si trova, a volte addirittura come è vestita:

"Un giorno mi disse che se uscivo con una gonna corta mi andavo a cercare delle violenze sessuali. Che se proprio ci tenevo a vestirmi come una poco di buono era meglio che lui fosse con me, al massimo potevo cambiarmi a casa sua e poi uscivamo" Marta

"Comincia col non andargli più bene come mi vesto: troppo corto o troppo scollato o inopportuno o inadeguato" Michaela

"Tutto è iniziato con una piccola gelosia, io pensavo che era normale anche perché ero molto piccola, poi la gelosia diventava sempre più forte e mi diceva che se faceva tutto questo era perché mi amava e mi diceva se io lo lasciavo nessuno mi prendeva" Giorgia

violenza psicologica

4. Insulti e minacce

Moltissime che riescono a uscirne raccontano che il compagno aveva iniziato ad arrabbiarsi perché veniva contraddetto per poi finire con insulti e minacce quando si provava ad allontanarsi da lui. Le minacce non riguardavano solo la donna ma anche la sua famiglia:

"Mi ricordo il giorno che riuscì finalmente a lasciarlo. Iniziò ad insultarmi a dirmi che ero una poco di buono (uso eufemismi, non potete immaginare le parolacce), a dirmi che sicuramente lo tradivo, che lui mi amava e che lo avevo distrutto, e a giurare che me l'avrebbe fatta pagare…arrivò persino a chiamare mio padre per dirgli che sua figlia non valeva niente, che era solo una *******" Marta

Per le donne che non riconoscono i segnali o decidono di ignorarli, e che magari si sposano o mettono su famiglia con questi individui, la situazione peggiora notevolmente con la convivenza.

5. Limitazioni all'autonomia morale ed economica

Dalla vigilanza continua sugli spostamenti, al controllo ossessivo dei soldi sino alla reclusione. Spesso le testimonianze raccontano una vera e propria prigionia, caratterizzata da umiliazioni e attacchi all'autostima continui che hanno portato ad un disagio emotivo importante, ma anche dal controllo delle sostanze economiche della famiglia per limitare le possibilità della donna di rendersi indipendente, sino ad arrivare anche a divieti restrittivi della libertà di pensiero, come quello di leggere un libro, di vedere la tv o di navigare in internet. Il partner ha paura che la donna si informi, sviluppi un pensiero autonomo e lo abbandoni. Si comincia con un "non c'è bisogno che lavori" e si continua così:

"Dopo qualche anno di fidanzamento rimango incinta del primo figlio, io pensavo che un figlio l'avrebbe cambiato, ma niente le cose andavano sempre peggio perché poi avendo una casa nostra lui poteva gestirmi come voleva, non potevo uscire di casa neanche fuori al balcone… quando c'era lui neanche la tv potevo guardare, la guardavo di nascosto con il volume basso perché se arrivava lui sentiva la voce della tv. Un giorno la maestra di mio figlio doveva parlarmi urgentemente, e lui mi disse ok vai ma devi metterci 5 minuti non guardare nessuno per strada fra 5 minuti ti richiamo per sapere se stai a casa" Giorgia

6. Insistenza continua per ottenere rapporti sessuali

Capita spesso che il partner prevaricatore lo sia anche nel rapporto sessuale, rivelandosi eccessivamente insistente con la donna anche quando lei non ne manifesti la voglia. Alcuni giustificano anche i tentativi di abuso con "il troppo amore".

"Mi diceva che dovevo soddisfare le sue esigenze, che lui era un uomo e che sarebbe andato a cercare un'altra da un'altra parte" Rita

"Se non facevo quello che diceva lui mi riempiva di parole, sputi, qualche schiaffo anche…" Giorgia

7. Falsi pentimenti

L'uomo la cui partner cerca di lasciare per questi abusi si mostra pentito, piangente e disperato, giura che cambierà e che lo farà solo per amore. Bisogna a quel punto raccogliere la forza e fare ciò che ci racconta Giorgia, e che consiglia a tutte le donne che come lei sono passate da questa brutta esperienza:

" Una mattina andai a scuola e parlai con un centro d'ascolto per le donne che si trovava nella scuola stessa, mi hanno aperto gli occhi giorno per giorno e dopo 3 mesi una mattina quando lui non c'era presi i miei figli e me ne andai a casa dei miei genitori, mia mamma ringraziava Dio per quello che avevo fatto, non ci credeva nessuno della mia famiglia perché non li ho mai ascoltati, è stata dura all'inizio ma dopo 15 anni di tormento ce l'ho fatta.. Un messaggio a tutte le Donne vittime di queste violenze fisiche o psicologiche: abbiate il coraggio, anche io non avevo il coraggio di lasciarlo perché c'era qualcosa che mi tratteneva. Scappate da queste "persone" così perché loro non cambieranno mai, vogliono solo distruggerci giorno per giorno fisico e mente, DONNE siamo forti e ce la possiamo fare!".

Se ti trovi in questa situazione puoi trovare aiuto consultando il nostro elenco di psicologi esperti in violenza domestica.

Ci teniamo a precisare che sia donne che uomini possono essere vittime di violenza psicologica.

violenza psicologica come reagire

Violenza psicologica come reagire

Per riuscire a reagire alla violenza psicologica è necessario tempo, forza e consapevolezza da parte della persona che la subisce, perché l’unica via da percorrere è quella della fuga (intesa come venir via e lasciare la situazione che ci fa star male).

Ma per riuscire a percorrere questo cammino, il percorso è lungo, e sicuramente il primo passo è riconoscere di avere un problema e chiedere aiuto. Chiedere aiuto non è mai sintomo di debolezza: anzi tutto il contrario! È sinonimo di coraggio e consapevolezza, ed è qualcosa di cui andare fieri (e questo vale per ogni situazione che ci fa star male).

Vediamo più da vicino quali comportamenti potrebbero aiutarci ad uscire da una situazione di violenza psicologica:

  1. Ammettere il problema e affrontarlo: se c’è qualcosa che vi fa star male, avete un problema. L’accettazione è il primo passo alla soluzione del problema
  2. Chiedere aiuto: parlate del vostro problema con i vostri cari, amici e parenti perché vi possano essere di supporto, ma rivolgetevi soprattutto a un esperto del settore, terapeuta o avvocato, perché vi possa seguire professionalmente nel vostro percorso (o se volete intraprendere un caso giudiziario nei confronti di chi ha esercitato violenza su di voi).
  3. Concentratevi su voi stessi, sui vostri desideri e bisogni. La violenza psicologica tende a sminuire, denigrare, umiliare le persone che la subiscono: ripartire da sé stessi dopo una violenza psicologica, è un modo per imparare a mettersi al centro del proprio mondo e stare bene. SI potrebbe pensare di creare una lista di desideri e progetti, per cercare di ripartire da questi.
  4. Migliorare l' autostima. Connesso al punto precedente, è importante ricordare quanto si è importanti e unici, e quanto ci meritiamo amore e serenità. Anche qui potrebbe essere utile stilare una lista di tutte le cose che si amano di sé stessi.
  5. Lasciare la persona, il lavoro, la situazione che fa star male. L’amore non fa star male: se qualcuno vi tratta male non vi ama, vi sta solo manipolando.

Reagire alla violenza psicologica non è facile, soprattutto quando sono coinvolti i sentimenti, ma è un passo necessario per ritrovare la serenità e la felicità. Imparare a chiedere aiuto e a riconoscere il problema è un passo fondamentale.

violenza psicologica sugli uomini e sulle donne

Violenza Psicologica sulle donne e sugli uomini.


Come abbiamo appena accennato la violenza psicologica può essere esercitata sia sugli uomini che sulle donne, anche se normalmente le vittime più colpite da violenza psicologica sono le donne e i bambini: manipolate e sottomesse dai partner, all’interno di relazioni tossiche e disfunzionali, sono loro che normalmente portano i segni psicologici perenni di queste maltrattamenti.

Lo stesso vale per la violenza psicologica sul lavoro e nella società, che coinvolge casi di mobbing, gender gap, stalking e straining, in cui nonostante siano coinvolti sia uomini che donne, sono sempre le donne le vittime più colpite.

Normalmente la violenza psicologica in questi ambiti è più difficile da dimostrare, o anche più difficile trovare sostegno da parte dei colleghi, che non sempre sono da aiuto. Infatti in ambito lavorativo ci sono colleghi che tendono ad aiutare chi si trova in difficoltà, ma altri che tendono a fare gruppo ed esercitare ulteriori pressioni psicologiche sulle persone magari già toccate dal mobbing o altri maltrattamenti.

In altri casi, inoltre, potrebbero semplicemente sminuire la situazione per paura di perdere il posto di lavoro o per invidia. In questi contesti è molto difficile trovare appoggio o comprensione, per le dinamiche complesse dei posti lavorativi: se vi doveste sentire vittima di violenza psicologica sul posto di lavoro, non dubitate a chiedere aiuto a un terapeuta e/o a un avvocato.

violenza psicologica nella coppia

Violenza psicologica nella coppia

La violenza psicologica nella coppia si caratterizza, come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, da atteggiamenti che sminuiscono il partner, o lo rimproverano, o lo deridono, o dalla gelosia eccessiva e dallo stalking, dal controllo o dalla limitazione morale ed economica. Anche alcuni comportamenti passivo-aggressivi possono essere ritenuti violenza psicologica, perché tendono a fare sentire in colpa il partner e a creare dei forti disagi psicologici e dell’autostima.

Anche il comportamento narcisista o narcisista perverso, che tende a manipolare e annientare psicologicamente l’altro, rientra in questo tipo di maltrattamenti.

Tutti questi abusi possono essere perpetrati sia nei confronti delle donne che degli uomini.

Un’analisi Istat del 2014 ha rivelato che delle donne che hanno subito violenza psicologica ed economica, il 26,4% era da parte del partner mentre il 46,1% dall’ex partner. Nonostante i casi certificati di violenza psicologica sulle donne siano in diminuzione negli anni, le donne colpite da tale violenza nel 2017 erano ancora oltre 8,3 milioni.

Mentre, sempre per un’indagine Istat, sono intorno ai 3 milioni gli uomini che hanno subito violenza psicologica: la violenza psicologica sugli uomini riguarda soprattuto denigrazione dell’uomo da parte della donna (accade soprattuto per le capacità famigliare, sessuali, o lavorative/economiche) e l’alienazione parentale o economica posteriore a una separazione o a un divorzio (che non permette all’uomo di veder il figlio, o ai problemi economici che possono sorgere, dovuti alla ricerca di una nuova casa, insieme all’assegno di mantenimento).

violenza psicologica in famiglia

Violenza psicologica in famiglia

La violenza psicologica in famiglia, può avvenire all’interno della coppia, di cui abbiamo già parlato, oppure nei confronti dei bambini.

Questo tipo di violenza è molto grave, perché può portare danni psicologici profondi ai bambini che si trasformeranno in traumi quando saranno adulti e potrebbero sfociare in patologie.

Le violenze psicologiche sui bambini si manifestano normalmente in forma di rimproveri continui o disapprovazione, anche nei casi di errori innocenti, o forme di manipolazione, che tendono a trasmettere al bambino il messaggio che vale poco, minando la sua autostima e fiducia in sé stesso.

I bambini che hanno subito violenza psicologica, tendono fin da subito a presentarne dei sintomi, come chiusura in sé stesso o disturbi del sonno, dell’alimentzione e dell’apprendimento, mentre da adulto potrebbero manifestare comportamenti devianti come assumere droghe o alcool, fomentati dall'insicurezza e dal malessere.

In questi casi normalmente è sempre uno dei due genitori ad esercitare violenza psicologica, e nonostante il tentativo di protezione da parte dell’altro genitore, il primo finisce quasi sempre per sminuirlo, continuando a perpetrare abusi psicologici sul figlio.

Ovviamente bisogna distinguere tra punizione o rimprovero necessario all’educazione e violenza psicologica.

Il limite risiede nel momento in cui si sconfina nella lesione dell’autostima del bambino.

Imparare a rispettare i limiti e le regole imposte dai genitori è importante nell’educazione del bambino. Ma questo atteggiamento deve essere sempre bilanciato dalla sicurezza per il bambino che i genitori lo ameranno sempre esattamente per come è, e lo proteggeranno da qualsiasi pericolo nonostante a volte ci siano dei confronti conflittuali.

Un metodo educativo molto severo e incisivo può scivolare nella violenza psicologica, ma anche prendere in giro o offendere potrebbe arrecare delle ferite emotive. Molto spesso una buona comunicazione può aiutare a capire quali sono i disagi del bambino e capire quali sono le metodologie educative migliori da prendere. Anche in questo senso un terapeuta, può aiutare a capire e a creare una relazione più sana tra bambino e genitore.

violenza psicologia è un reato

La violenza psicologica è un reato penale

La violenza psicologia è un reato penale, e come tale è possibile denunciare il colpevole dei maltrattamenti.

Tale tipo di violenza non è considerata come una tipologia di reato autonoma, ma è integrata nei seguenti reati:

  • maltrattamenti in famiglia: include violenze fisiche e psicologiche all’interno del nucleo famigliare
  • Minaccia: nonostante sia una violenza verbale, questo tipo di violenza più diventare psicologica quando è molto pesante o intimidatoria e potrebbe fare intimorire la vittima.
  • Violenza privata: può essere sia psicologica che fisica, e implica obbligare qualcuno a fare, o non fare, qualcosa esercitando appunto tale violenza
  • stalking: include la violenza psicologica, nel momento in cui gli atti sono persecutori e perpetrati nel tempo, e possono condizionare la scelta della vittima.

Per denunciare un caso di violenza psicologica, potete recarvi negli uffici delle forze dell’ordine e realizzare una denuncia orale o scritta. Anche se non è tangibile come quella fisica, anche la violenza psicologica può essere provata attraverso registrazioni audio e video, messaggi, foto e testimonianze. Pertanto nel caso vi troviate coinvolti in un caso di violenza psicologica, ricordatevi che è un reato penale e non dubitate a chiedere aiuto.

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Scritto da

GuidaPsicologi.it

Bibliografia

  • https://www.istat.it/it/violenza-sulle-donne/il-fenomeno/violenza-dentro-e-fuori-la-famiglia/numero-delle-vittime-e-forme-di-violenza
  • https://www.osservatoriodiritti.it/2019/02/20/violenza-sugli-uomini/
  • https://www.healthline.com/health/signs-of-mental-abuse#what-to-do
  • https://www.healthline.com/health/child-neglect-and-psychological-abuse#abusive-parents
  • https://www.mayoclinic.org/healthy-lifestyle/adult-health/in-depth/domestic-violence/art-20048397

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Commenti 139
  • Trincia Emanuele

    Sono Emanuele e da 4 anni ricevo dalla mia compagna molta mmmda. Io la penso un po' all'antica, che se sto con una altre non esistono. Invece lei da 4 anni mi tortura al punto di aver usato termini duri al punto di ferire i miei sentimenti. ESEMPIO- Cammino per strada? Chi hai vicino!? Ho sentito parlare? Tu hai un'altra!!! Chi è sta pu.....! Mi fai schifo! Etc etc. Oppure se il cell era occupato? Chi era!? Ti chiamo e sei occupato!! E io, amici,famiglia e le sue amiche a dimostrare che io sono la persona più onesta e rispettosa. Poi mi faceva le su scuse ammettendo i suoi errori, tempo 2 mesi e ricomincia. Ed io sempre li a dire che sbagliava. Ora sono alla rottura per questo suo comportamento e denuncia per calunnia e stalking. Le donne sono veramente pazze e registe di film di fantascienza, non sanno manco quello che vogliono.

  • Beatrice

    Salve, io sono stata lasciata dal padre di mio figlio a 4 mesi dala sua nascita la prima volta, quando lo fece abitavamo dai suoi. Persone che mi hanno sempre trattata con freddezza, e laddove avevano usatocomunque gentilezza finche ero inc8nta appena nato il piccolo l indifferenza e la negativita si sostituirono. Ho visto la mia relazione sbriciolarsi da dopo il parto e inevitabilmente riconosco nei genitori del mio ex i colpevoli .lui durante la gravidanza non volle mai andare a vivere altrove, ma si comportava lacomeun adolescente, giocando alpch24 e non co traddicendo mai i suoi anche quando la nostra indiividualita veniva lesa. Io ho soffertomolto. Poichevivevo a 1500km da casamia e avevo cambiatonazione perrincoreereil sogno di averelamia famiglia con l uomo che mel aveva ardentelente promessa... sono passati 4 anni.ho rincorso ques uomo ectoplasmatico ... quasi a sembrareiodisperata lacarnefice. Poiche lui tornava con me,venivaa letti con me, mi promettevacambiamenti e poipuntualmente mi riabbandonava sola col piccolo anche senzamezzi.... la depressiine la rabbia la disperazione,ho provato di tutto..poiha cominciato a ricattarmi..poi ė ritornatoinnamorato... intanto mia madreha fatto dal 2017 al 2018una chelioterapia eevstante e sino tornata da leiin italia... lui ė venuto initalia promettendo di stabilirsi con noi...ovviamente maifatto..mi sino ancora una volta sentita stuprata con l inganno...uno schifo..ho preso altri 15kg,miamadreé morta dinuovo lui passa natale 2018 ckn noi in italiapromettendo marie monti...parte a gennaio perla scusa dellafine congedo e ritorni al lavoro ma una volta la silicenzia...chiude igni comunicazione per mesi..da gennaio riappare a aprile dice do che ha preso casa per noi3, io bimbolui...dico che mi fa paura trasferirmi e miminaccia. Di togliermi il bambino, che ha 4anni ormai... ilbimbo deve andarea scuolaevedereil papasecondo mequindi una settimana fa nonostante tutto torno da kui, cambioancora paese ninostante tutta la miafamiglia testimone degli eventi melo scons8gliasse..arrivo e in una casa bellanin céposto per me..nin sono ammessa. Sotto ricatto luiha preso a dormire col balbino e monopolizzare i nostri movimenti , nin mi parla,mi umilia econtraddicedavanti a chiunque .la sua famiglia mi evita, ho saputo storiesu di me inventate dllle sue sorelle..mi sento in trappolama ooichegli ho scritto quando spariva enormeme te di messaggi rischio ii di passareper persecutrice. Mi sento in pericolo comemamma.

  • Alena

    Io mi trovo in una situazione così vorrei andare ma non so dove..non ho nessuno..

  • valentina marengo

    volevo chiedere se era possibile che l'uomo che fa queste cose elencate, anche se solo in parte, puo non rendersi conto che si tratta di violenza psicologica; o comunque che lo faccia per un modo di pensare suo sbagliato che lo porta a farr queste cose "d'istinto"???

  • giuseppina cocozza

    Può essere un segnale anche il sesso estremo? Tipo lividi, morsi eccetera?

  • valerio

    sono piu' le donne degli uomini che fanno violenza psicologica sul partner.poi si sa,i potenziali clienti in questo caso sono le donne e quindi come non ritrovarsi in questa situazione e chiedere aiuto.non serve poi richiamare gli articoli,provate ad essere neutrali se ci riuscite ma dubito...

  • Orietta Nardi

    Buongiorno, vorrei sapere se si può considerare violenza psicologica sentirsi dire ‘ti do una ciabattata nei denti ‘... si forse ho risposto male io... ma secondo voi?

  • Alessandro

    Buona sera io parlo della mia esperienza. Sono sposato da 6 anni dove dove sono nati 3 bellissimi doni di Dio.. io e mia moglie abbiamo avuto varie litigate e discussioni.. ma comunque con degli equilibri.. non che mia moglie da Santa è predicare Dio conmle solite frasi ( il matrimonio è sacro ed e contro la parola di Dio) il 5 febbraio mi denuncia per maltrattamenti il 6 scopro un flirt su una sua chat e quando gli dico che ho scoperto il fattaccio Si fa rinchiudere dentro un centro Antiviolenza con i miei figli tramide una sua amica assistente sociale e via con le accuse di maltrattamenti.... nei giorni che cercavo disperatamente di contattarla scopro in un suo cellulare una chat con ben 2 flirt con dei tizi con tanto di piano studiato ad arte per farmi patire le pene di Cristo con tanto di carte falsificate da psicologi e neurologo... ora io dico no alla Violenza sulle donne Ma mi rivolgo a tutte le autorità forze dell’ordine e Polizia di verificare se realmente chi denuncia lo fa per difendersi dai mariti violenti ho per ripicche verso i mariti.... i veri violenti sono proprio loro!

  • maria angela abbatecola

    ho subito violenza psicologica....poi dopo la separazione anche mio figlio ha subito lo stesso trattamento e da vittima son passata carneficie...il punto e' che adesso a furia di seguire il protocollo io sono stufa

  • Marilisa Ricotta

    Buongiorno, vorrei raccontare la mia storia perché ho bisogno di un consiglio. Non c'è la faccio più... Mi chiamo Marilisa, ho 39 anni 4 anni fa mi sono sposata per la seconda volta ed ho sbagliato, ho creduto alle promesse di un uomo, promesse che mi hanno fatto sperare che sarebbe cambiato. Ho una figlia di 14 anni dal precedente matrimonio, e stupenda, ma continua a dirmi che devo lasciare mio marito e forse ha ragione, lei dice è che mi ha fatto il lavaggio del cervello perché mi lascio trattare come una donna di servizio e non come una moglie. Da quando ci siamo sposati io pago l'affitto, le bollette e la spesa con il mio stipendio da per time, lui é un responsabile dell'azienda per cui lavoro anche io e guadagna il triplo di me. Lui paga le vacanze, qualche regalo per le sue figlie e familiari e per natale anche a mia figlia. Mi aveva promesso che tutto questo non sarebbe successo e invece mi trovo catapultata in una relazione che mi logora e mi sta portando sul lastrico. In casa non fa niente non si alza neanche dal divano, dice che è stanco. Se litighiamo per queste cose se ne va in trasferta per giorni e quando torna ha continuamente sbalzi d'umore, se glielo dico alza la voce. Purtroppo non posso dire "non sapevo che in parte fosse così". La mia famiglia mi aveva pregato di non sposarlo e avevano ragione, loro hanno capito che non sarebbe mai cambiato. Mi trovo in conflitto con i miei sentimenti che sperano sempre, ma la realtà è diversa.. Io pago e rimango senza soldi mentre lui si compra il rolex da 7000 euro...


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