Come riconoscere uno stalker e come difendersi

Davvero la caccia è considerata uno sport? L’etica sportiva richiede che tutti gli atleti debbano gareggiare a parità di condizioni, rispettando un regolamento liberamente accettato. 

6 FEB 2014 · Tempo di lettura: min.
Come riconoscere uno stalker e come difendersi
Gli animali gareggiano con l’uomo a parità di condizioni? Per i nostri progenitori era un bisogno elementare: “La sopravvivenza era assicurata principalmente attraverso la caccia e si era instaurata una relazione esistenziale tra uomo e animale”: la vita dell’animale nutriva la vita umana, ma anche viceversa.

Oltre la caccia, altro elemento fondamentale per la sopravvivenza è la relazione uomo-donna che assicura il soddisfacimento e la continuità della specie. Sia la caccia che gli elementi sessuali sono una costante nelle espressioni artistiche dei nostri antenati, fino ai nostri giorni.

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A questo punto non appare così strana la scelta di un termine di derivazione venatoria per indicare lo stalking: un problema di relazioni interpersonali che assumono i caratteri dell’assoluta necessità e insostituibilità. Apollo a Dafne: « Poiché non puoi essere mia moglie, sarai almeno il mio albero. O alloro, sempre io ti poterò sulla mia chioma, sulla mia cetra, sulla mia faretra.» La ricerca di un piacere legato alla sofferenza, all’umiliazione, allo schiacciamento dell’altro è tipico della relazione sado-masochistica.

Esistono molti casi di disturbo sessuale di tipo sado-masochista? Il termine “sadismo” indica una perversione sessuale in cui il soggetto trae godimento dalla sofferenza che infligge agli altri. Può essere un tratto del carattere oltre che una perversione, colui che si compiace del suo essere crudele. Il termine “masochismo”  indica invece una perversione sessuale in cui il soggetto tre godimento dalla sofferenza che riceve dall’altro. Anche in questo caso può essere un tratto del carattere: persona che si procura maltrattamento, umiliazioni e sofferenze. Dal punto di vista clinico il quadro più grave è quello del sadismo sessuale associato a Disturbo Antisociale di Personalità, perché in questo caso il soggetto potrebbe cercare partners non consenzienti e provare piacere nel controllo “totale” della vittima.

Quali possono essere i Disturbi sessuali nello Stalker?

Parafilie (o perversioni) - sessuali - affettive (o non sessuali).

Il DSM IV definisce parafilie come “serie di impulsi, fantasie o comportamenti di natura sessuale che hanno le caratteristiche principali di essere ricorrenti (una periodicità di sei mesi) ed intensamente eccitanti sessualmente. Solitamente essi riguardano oggetti inanimati, persone non consenzienti e la sofferenza di se stessi o del partner”. La vittima è oggetto di un pensiero ossessivo per lo “stalker”, che la vede come una preda:

  •  il criterio di selezione da parte del persecutore è basato principalmente sulle caratteristiche proprie della vittima stessa, che può essere considerata una persona da rovinare poiché percepita come felice e/o realizzata; in questo contesto, nella percezione della vittima per lo più non esiste alcuna spiegazione plausibile sul perché sia stata presa di mira;
  • gli “stalkers” sadici hanno già avuto in precedenza tendenze comportamentali simili, soprattutto se di età superiore ai 40 anni;
  • le minacce possono essere esplicite (“moriremo insieme”) o subdole (la consegna di un mazzo di fiori secchi);
  • lo “stalker” sadico può essere molto pericoloso, in particolar modo per la violenza psicologica. Genera paura e ansia nella vittima;
  • alcuni comportamenti hanno una matrice sessuale ed hanno principalmente lo scopo di umiliare la vittima, disgustarla e, in generale, minarne l’autostima.

Sadismo non sessuale o psichico Consiste nel maltrattare familiari, amici, partner o persone “care” e nel provare gioia per le sconfitte altrui. Questi soggetti non praticano una sessualità sadica. Spesso si scelgono professioni in cui possano mettere in atto la loro perversione. Hanno la tendenza a punire ogni minimo errore e un senso fanatico dell’autorità.

Masochismo non sessuale È una forma di sottomissione psicologica necessaria al mantenimento di una relazione. Più il partner è distaccato, più è umiliante, più è irraggiungibile, più diventa attraente ed indispensabile. Raramente questi soggetti vivono una sessualità di tipo masochistico

Le parafilie AFFETTIVE nello Stalker

Voyeurismo affettivo Consiste nel bisogno di spiare e controllare il partner, nascondendosi e traendo soddisfazione da questo comportamento, anche laddove dovesse essere doloroso tutto ciò che si osserva.

Dipendenza affettiva La persona dipendente non può “fare a meno” dell’altra.

Gelosia delirante È la forma peggiore di gelosia e si manifesta non solo nei confronti di un partner, ma anche (spesso) nei confronti di amici, genitori, fratelli con cui si tende a costruire rapporti esclusivi. Per una corretta diagnosi è necessaria l’impossibilità di costruire relazioni durature. Spesso queste persone vivono una sessualità di tipo masochistico.

Stalking vero e proprio Molestie ripetute e una modalità asfissiante di persecuzione talvolta pericolosa, che va dalle telefonate anonime, ai pedinamenti, agli appostamenti, fino alle minacce, la segregazione e l’omicidio. Della relazione amorosa, non tollera la distanza né la separazione.

Caratteristiche essenziali stalker
  • Indifferenza verso l’altro, mancanza di empatia
  • Incapaci di preoccuparsi per l’altro, riconoscere i propri errori e i propri bisogni.
  • Incapaci di instaurare una vera relazione, caratterizzata da reciprocità e rispetto dei bisogni dell’altro.
  • Si tratta di persone che non si mettono mai in discussione e non riuscendo a vivere il conflitto nella propria interiorità ma devono espellerlo nell’altro.
  • Hanno bisogno di sminuire gli altri per mantenere una buona autostima, sono avidi di potere e di ammirazione
  • Non è necessario distruggere la vittima, l’importante è averne il controllo,
Tratti comuni allo stalker
  • Difficoltà a separarsi dal nucleo familiare
  • Abbandono, separazione, lutto, abusi
  • Narcisismo
  • Impulsività, ossessione e compulsione
  • Fallimenti sentimentali
  • Manipolazione
  • Scarsa responsabilità sentimentale e comportamentale
  • Necessità di controllo sugli altri
  • Incapacità di tollerare il rifiuto
  • Dipendenza affettiva
  • Attribuzione delle colpe ad altri
Che cosa puo fare la vittima per difendersi dallo stalker?
  • È importante che si diffonda il più possibile il significato di stalking e soprattutto i comportamenti caratteristici dello stalker, in modo da riconoscerli fin dall’inizio.
  • E’ importante un rifiuto fermo unico, senza possibilità di replica e possibilmente privo o povero di aggressività o contro-minacce.
  • È importante poi rivolgersi a persone specializzate come psicoterapeuti e operatori delle forze dell’ordine per essere sostenuti
  • E’ bene conservare tutte le informazioni che si possiedono sul persecutore e tutte le possibili tracce, come lettere, sms, messaggi in segreteria telefonica, mail, etc,.
Iniziative concrete per difendersi dallo stalker:
  1. Denunciare subito e senza esitazioni i fatti al personale di Polizia; si valuterà se procedere alla richiesta di ammonimento o alla presentazione della querela;
  2. Evitare qualsiasi contatto con lo “stalker”. Quando è necessario l’incontro dovrà avvenire solo in presenza di testimoni;
  3. Attivare una segreteria telefonica (consentirà di conoscere se durante l’assenza sono giunte delle chiamate per verificare la presenza in casa)
  4. Registrare le telefonate (è importante poter far ascoltare il contenuto esatto ed il tono della conversazione);
  5. Memorizzare gli sms e conservare le mail, eventuali bigliettini anche anonimi e qualsiasi sia il loro contenuto;
  6. Annotare tutti gli episodi avvenuti, specificando cosa è successo, quando e dove ed eventuali testimoni;
  7. Osservare se si è seguiti dallo “stalker” e se lo stesso viene notato sostare nei pressi della propria abitazione o del posto di lavoro;
  8. Informare della situazione le persone vicine;
  9. Non diffondere informazioni personali;
  10. Tenere sempre a portata di mano un telefono cellulare per poter chiedere aiuto in caso di emergenza (si è verificato che in un caso di “stalking” la vittima, manifestando paure che potesse trovare ad attenderla nei pressi della propria abitazione il suo ex convivente, ha mantenuto la comunicazione telefonica con la Centrale Operativa della Questura fino a che non è entrata in casa).
 “Sono cinque anni che mi sento un burattino messo all’angolo:  mi picchia, mi umilia, mi offende, mi costringe ad avere rapporti sessuali, mi fa sentire trasparente, qualche giorno fa ho detto basta,  ho deciso di volermi bene e sono venuta qui a parlare con lei”.
Scritto da

Dott.ssa Stefania Schiesaro

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