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Stalking: sindrome del molestatore assillante

La sindrome da Stalking ha acquistato connotazione di delitto sessuale solo dopo alcuni casi gravi finiti con l’omicidio della vittima

30 APR 2015 · Tempo di lettura: min.
Foto di: anticapitalistes.net

Lo Stalking è definito come un comportamento criminale intimidatorio e di terrore psicologico che può sfociare in atti violenti contro la vittima designata. Esso invade la loro vita terrorizzandole mediante comportamenti ossessivi di osservazione (monitoring), pedinamento, molestie, intimidazioni spesso con epilogo devastante.

I primi ad affrontare questo problema sono stati gli Americani, lo Stato della California emanò la prima legge nel 1990 e l'emanazione di provvedimenti nel 1993 con il ''Model Anti- Stalking Code'' che per considerasi un reato deve avere queste caratteristiche:

  • Ripetizione per almeno due volte del comportamento illecito
  • Condotta continua di minacce del criminale verso vittima o sua famiglia
  • Consapevolezza di incutere terrore mediante proprie azioni.

Tale fenomeno è definito come ''un comportamento intenzionale malevolo e persistente di seguire e molestare una persona''.

Secondo questo modello complessivamente l'87% degli stalker sono uomini, il 94% delle vittime sono donne. Vengono molestati uomini per il 64% da altri stalker uomini; il 77% delle donne molestate ed il 64% degli uomini sono molestati da persone conosciute; il 59% delle donne molestate è da parte di partner sia attuali che precedenti, il 30% vale anche per gli uomini. Il 78% delle donne molestate ha una fascia di età compresa tra 18-39 anni.

Secondo dati ISTAT in Italia ''oltre due milioni di donne italiane sono perseguitate dagli ex partner *( dati completi sono disponibili su Corriere delle Sera.it 2007).

Le classificazioni dello stalker nella letteratura

Classificazione degli Stalker (Zona , Sarma e Lane nel 1993).

Inseguitori ossessivi ( obsessional followers): ex partner o colleghi di lavoro che in seguito ad un netto rifiuto hanno iniziato le molestie o per convinzione di aver ricevuto un torto.

Amanti ossessivi (love obsessional): soggetti psicotici convinti di essere stati amati dalla vittima, ma in realtà non c'è mai stata una presente relazione. Tale convincimento è avvallato da problematiche psicotiche di tipo schizzofrenico e di disturbi bipolari in maggioranza di sesso maschile.

Inseguitori erotomanici (erotomanic followers): credono di essere amati dal molestato non essendo stati mai ex partner; soffrono di disturbo delirante ,maniacale o schizzofrenico, ne rappresentano casi più marginali.

Altra classificazione è stata effettuata da Harmon R.B. e Owens H. nel 1995 in base allo stile di attaccamento (rabbioso/amoroso) o al tipo di rapporto instaurato con la vittima (professionale/personale/mediatico/occupazionale o inesistente).

Rifiutati: molestano ex partner con preciso scopo di ripristinare una relazione soggetti con disturbo di personalità.

Rancorosi : agiscono per bisogno di vendicare un torto subito dalla stessa vittima soffrono di disturbi paranoidi di personalità.

Predatori: inseguono e molestano vittime con comportamenti sessualmente aggressivi (parafiliaci).

Ricercatori di intimità: ''ama'' la sua vittima (persona conosciuta o famosa) con la quale desidera instaurare una relazione intima (psicotici deliranti e maniacali) affetti da erotomania.

Inadeguati: per mancanza di abilità sociali o cognitive corteggiano con modalità inadeguate e cambiano facilmente loro oggetto di desiderio per raccogliere numerosi fallimenti.

Comportamento dello Stalker verso la vittima

Violazione della privacy: può usare sistemi di tipo legale per adescarla ad esempio una controversia legale. Molestarla nelle ore di lavoro e sul posto di lavoro, arrivare a sorvegliarla anche con l'ausilio di mezzi tecnologici, utilizzare internet o computer per trafugare la sua identità allo scopo di screditarla, isolarla.

Avere nei suoi riguardi comportamenti di controllo ossessivi, mirare ad una terza persona ad esempio un familiare delle vittima, un amica, ecc.. per adescarla ed avvicinarla. Potrebbe commettere un furto di oggetti personali od introdursi in casa della vittima ed arrivare ad uccidere un animale di sua proprietà. Ricattarla ad esempio se straniera per l'immigrazione.

Mettere in atto comportamenti autolesionistici in sua presenza per farla sentire in colpa e ricattarla, o solo per farsi notare. Spedire messaggi, fiori regali ripetutamente a casa o al lavoro, prendere contatti con datore di lavoro della vittima, divulgare foto i informazioni private e imbarazzanti della vittima per umiliarla.

Pedinarla ed arrivare se trova un occasione propizia a violentarla sessualmente o aggredirla fisicamente oppure a parole, arrivando anche in casi estremi a sfregiarla fisicamente od ucciderla ''o mia o di nessuno''.

Avvalersi di un bambino per tormentarla o controllarla.

Scritto da

Studio Psicologia Giuridica Criminologia e Psicodiagnosi

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