Genitori manipolatori affettivi: come riconoscerli? 5 + 3 tecniche manipolative

Esistono genitori, che inconsciamente o a causa di problemi infantili o psicologici non superati, esercitano un controllo manipolatore sui propri figli. Come riconoscerne la tecniche?

3 MAR 2021 · Tempo di lettura: min.

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Genitori manipolatori affettivi: come riconoscerli? 5 + 3 tecniche manipolative

Essere genitori significa in primis prendersi cura del bambino e guidare il suo sviluppo, attraverso l’amore incondizionato e soddisfando i suoi bisogni. I genitori sono persone individuali che agiscono e sentono a seconda della maturazione emotiva e affettiva e in base alla consapevolezza di sé e del mondo che hanno raggiunto.

Normalmente i genitori che hanno raggiungo una stabilità e un equilibrio emotivo, riescono ad educare i proprio figli considerandoli come persone a sé stanti fornendogli a loro volta stabilita, autonomia e amore.

I genitori invece che soffrono di problemi psicologici irrisolti tendono proiettare sui propri figli i traumi che loro stesso hanno subito e che non hanno superato, rendendo l’ambiente famigliare un ambiente potenzialmente tossico. Questa difficoltà di separazione tra il proprio io passato del genitore e i bisogni attuali dei loro figli può essere motivo di manipolazione affettiva e psicologica da parte del genitore verso il bambino in maniera più o meno inconscia.

La manipolazione affettiva tra genitori e figli

Le manipolazioni affettive esistono in molte relazione ed alcune sono ovviamente più gravi di altre. Alcuni tipi di manipolazione sono dei ricatti emotivi che riversano sul bambino forti pressioni e responsabilità e che, anche se sono usate in maniera abbastanza comune, possono nascondere un significato più profondo.

Come per esempio la frase “Fai felice la mamma e abbracciami!" Analizzandola bene a un livello più profondo si trasforma in “Sei tu l’unico motivo della mia gioia e se non mi dai quello che voglio, potresti essere incolpato della tristezza di tua mamma”. Non si possono sovraccaricare i bambini di emozioni o responsabilità, perché sono loro i primi ad avere bisogno di cure e attenzione per poter soddisfare i propri bisogni. Se questo non accade i bambini potrebbero soffrire di diverse mancanze.

Prima di tutto la mancanza di fiducia in sé stessi e l’autostima, che hanno le loro basi nell’amore, nell’approvazione e nella sicurezza data dal legame tra genitori e figli. Nella sua teoria dell’attaccamento, Bowlby ci parla infatti dei diversi modelli comportamentali genitoriali e di come questi possano influenzare il futuro adulto: in particolare suggerisce che i bambini che ricevono una base sicura di attaccamento, ossia vedono nel genitore un punto di riferimento, di amore e di protezione, sviluppano un maggiore senso di autonomia, sicurezza e si sentono più amati e pertanto più curiosi e sereni nell’esplorare il mondo.

Coloro che invece non si sentono amati, si attribuiranno la colpa di tale mancanza e faranno di tutto per soddisfare le richieste dei propri genitori, come negare le proprie emozioni e l’infanzia stessa per potere arrivare a ricevere un po’ d’amore.

Questo stile genitoriale porta il bambino a cadere nella trappola della dipendenza affettiva, assumendo l’idea che non si meritano di essere amati se non compiacendo l’altro o mendicando amore. Questo stile comportamentale verrà portato avanti anche nelle relazioni da adulti portando a problemi relazionali ed emotivi.

Manipolazione affettiva genitori

5 tipologie di manipolazione

Nel suo libro “Madri e padri Manipolatori”, la psicologa Kathya Bonatti introduce alcune tecniche manipolatorie che mettono in atto i genitori sui figli. Dopo aver delineato le cause principali delle ferite emotive di un bambino, che si dividono in cause omissive (ovvero tutte quelle cause che indicano una mancanza: dalla mancanza affettiva, ma anche mancanza di cure igieniche o cura di bisogni essenziali, che portano alla creazione di un vuoto emotivo e a una bassa autostima nel figlio) e cause commissive (ovvero tutti quei comportamenti metti in atto in maniera violenta, sia psicologica che mentale, e volontaria proprio per manipolare il bambino, per esempio attraverso l’uso dell’umiliazione, screditamento o riversando su di loro rabbia e insoddisfazione), la psicologa elenca alcuni macrogruppi di manipolazione tipici di genitori patologici.

Manipolazione omissiva


La manipolazione omissiva tende a mettere in atto tutti quei comportamenti volti a denigrare o sminuire o a non considerare i figli. In questo caso ci troviamo nell’ambito della manipolazione legata alla mancanza quindi saranno comportamenti tipo: non prendersi cura dei figli, non ascoltarli, non avere contatto fisico, etc facendo arrivare loro il messaggio di non essere importanti.

Manipolazione commissiva

La manipolazione commissiva si basa sulla possibilità del genitore di ottenere un tornaconto personale manipolando il proprio figlio. Per esempio spingerlo al matrimonio per ottenere dei nipoti o fomentare la rivalità tra fratelli per sentirsi il più amato della famiglia. In questo tipo di manipolazione i figli sono presi da due comportamenti antitetici, tra un’illusione d’amore e l’opportunismo e rischiano di crescere con un'autostima molto bassa.

La manipolazione raffinata


Questo tipo di manipolazione si verifica quando il genitore si sente legittimato a richiedere ai figli dei favori, proprio in virtù del fatto di essersi preso cura di loro nell’infanzia. Ossia è una manipolazione che prevede di ricevere qualcosa in cambio grazie a un previo atteggiamento di generosità e attenzione.

Vittimismo


È una delle tecniche manipolatorie per eccellenza, usata non solo dai genitori, ma da diversi profili di manipolatori patologici. Il vittimista attira l’attenzione su di sé attraverso problemi di salute o incapacità nel fare le cose, o sottolineando il bisogno di qualcosa, facendo leva sul fatto che lui da solo non vi può riuscire, perché troppo malato o debole o incapace o sfortunato (ma nella maggior parte dei casi non è vero e sono tutti problemi che potrebbe risolvere da solo: è solo una maniera per attirare a sé l’altro). Il vittimista può controllare gli altri senza dover chiedere nulla, ma facendo leva sulla pena e sulla compassione, manipolando così i loro sentimenti.

Senso di colpa

Anche il senso di colpa è un atteggiamento tipico di diversi manipolatori affettivi. Il principio è fare sentire in colpa l’altro in modo tale che si concentri sui bisogni del manipolatore e al loro soddisfacimento, a discapito dei suoi.

Ricatto emotivo


Il ricatto emotivo, facendo leva sull’amore incondizionato dei figlio nei confronti del genitore, è un tipo di comportamento molto difficile da riconoscere e superare. Questo perché da un lato il figlio non vorrebbe mai fare del male al proprio genitore e perché magari si sentono in dovere di aiutarli. Questi tipi di ricatti emotivi riguardano frasi come “Se non fai questa cosa non ti voglio più bene” o “se non fai questa cosa vuol dire che non mi vuoi bene”. Il figlio pertanto per dimostrare o ricevere amore deve mettere da parte i suoi desideri e compiacere il genitore.

Il ricatto emotivo, a parte la visione egoista e di privazione della libertà individuale, di amore compensatorio e non incondizionato, instilla nel figlio anche una paura costante di perdere l’altro, portandolo a un futuro di relazioni instabili.

tecniche manipolazione

+3 Tecniche usate dai manipolatori

A parte le tecniche più generali di manipolazione descritte dalla dottoressa Kathya Bonatti, ne aggiungiamo altre 3 che sono usate spesso e con frequenza senza che i figli se ne rendano conto:

Fare carico al bambino delle proprie insicurezze

Di insicurezze ne abbiamo tutti e derivano da diversi contesti, tra cui familiari, esperenziali, culturali, etc Ma in questo contesto parleremo di quelle insicurezze che un genitore proietta su un bambino, in maniera più o meno inconscia per manipolarlo.

Pensiamo per esempio a un bambino che torna a casa dalla scuola o dal suo hobby preferito e racconta, in maniera orgogliosa, quello che ha fatto e ottenuto alla mamma o al babbo, ricevendo in cambio commenti come “dovrai essere più intelligente o più alto o più sveglio, se vorrai mai arrivare a dei buoni risultati”.

Ossia il genitore fa leva su caratteristiche che ritiene siano importanti per svolgere determinati ruoli, mentre il bambino, sentendosi ripetere sempre la stessa cosa, a lungo andare penserà di non possedere tali qualità o ne verrano fuori dei complessi (fisici, psicologici o emotivi).

Il genitore in questo caso, invece di riflettere l'eccitazione di suo figlio "wow fantastico, sono così felice che tu abbia realizzato questo compito" indirizza il figlio verso l’insicurezza, probabilmente perché lui stesso da giovane è stato vittima di tali tipologie di commenti oppure perché pensa di proteggere il bambino da delusione ed esperienze negative. Ma il contenuto della sua comunicazione non corrisponde alla sua intenzione, perché questo genitore non capisce l'eccitazione di suo figlio nell’avere raggiunto un obiettivo a causa della personale insicurezza sull’argomento,

Screditare chiunque si prenda cura del bambino

Questo tipo di manipolazione non riguarda solo screditare l’altro genitore, che sia ancora partner o meno, davanti al proprio figlio, ma anche l’effetto negativo di screditare chiunque sia responsabile dell’educazione del bambino (insegnanti, nonni, parenti, etc).

Ovviamente la manipolazione più grande è quella che può fare un genitore separato screditando l’altro o attribuendogli la colpa, per guadagnarsi l’affetto del figlio e per scaricare il proprio dolore su di lui.

Il figlio ovviamente in balia degli eventi e preso dal suo stesso dolore tenderà a credere all’accuse di questo genitore, allontandosii dall’altro genitore, alimentando l’acquisizione di comportamenti disfunzionali relazionali e creando una frattura profonda nella fiducia incondizionata di cui i figli investono i genitori.

Ma la campagna di screditamento potrebbe includere anche la professionalità degli insegnanti o il valore del loro lavoro o di altri tipi di professionisti che sono chiamati a prendersi cura dei bambini, o magari alcune critiche volte a minare l’autorità dei nonni o dei parenti vicini che si prendono cura dei bambini. Tutto questo per minare la fiducia che il bambino riveste nei confronti di queste persone, portando il figlio a vedere l’unica fonte di autorità nella sua vita.

Mettono in pratica l’isolamento sociale

In particolare tra gli adolescenti, alcuni genitori usano l'esclusione sociale forzata come tattica manipolativa (ovvero proibire di uscire e vedere gli amici) quando ritengono che altri metodi di disciplina non stiano avendo l'effetto desiderato. Con poche eccezioni, non c'è niente che la maggior parte degli adolescenti apprezzi di più delle loro relazioni sociali. Alcuni genitori saggi notano questo sviluppo nella vita dei loro figli e iniziano a manipolarlo per cambiare il comportamento.

Ovviamente non si parla di quei casi in cui i genitori puniscono in maniera chiara, ragionevole e coerente alcune azioni sbagliate del ragazzo, ma di quei casi in cui il genitore lascia che le sue emozioni vincano sull’educazione e punisce il figlio non per spiegargli un messaggio, ma perché si è sentito ferito. Normalmente sono punizioni esagerate e che non prendono in considerazione il messaggio che deve essere veicolato e capito. Infatti in questi casi, Il genitore manipolatore non riflette su quello che sta dicendo e facendo, influenzato dalla sua stessa emozione instabile.

come riconoscere un  genitore manipolatore

Come riconoscere un genitore manipolatore?

I comportamenti tipici di un genitore manipolatore sono stati descritti nel libro di Isabelle Nazare-Aga, "Genitori manipolatori., Riconoscere e fuggire l’amore malato".

In questo libro vengono descritti una serie di comportamenti che mette in atto un genitore manipolatore e viene suggerito che per parlare di manipolazione devono essere presenti almeno 14 de seguenti 30 punti.

  1. Colpevolizza gli altri in nome del legame familiare
  2. Deresponsabilizzazione
  3. Non comunica ma si aspetta che gli altri capiscano le sue intenzioni
  4. Risponde in maniera vaga
  5. È un volta bandiera a seconda delle gente e delle situazioni in cui si trova
  6. Spiega razionalmente le sue richieste irrazionali
  7. Insegna agli altri ad essere perfetti
  8. Svaluta e critica tutti gli altri e mette in dubbio la qualità o la professionalità delle persone che lo circondano
  9. Invia i suoi messaggi attraverso intermediari
  10. Crea confusione e zizzania tra le persone, soprattutto tra le coppie
  11. Vittimista
  12. Non adempie ai suoi doveri o alle richieste nonostante dica di occuparsene
  13. Rigira i valori morali degli altri solo per giustificare le proprio richieste
  14. Minaccia
  15. Cambia discorso quando vuole
  16. Evita colloqui e riunioni
  17. È un bugiardo patologico
  18. Fa leva sull’ignoranza degli altri per fare valere le proprie opinioni
  19. È egocentrico
  20. È geloso
  21. Non tollera le critiche
  22. Difende le sue tesi con ogni mezzo, anche dicendo falsità
  23. Non tiene conto delle necessità degli altri
  24. Si riduce sempre all’ultimo momento per fare richieste agli altri
  25. Nonostante i suoi discorsi siano coerenti e logici, il suo stile di vita tradisce tutt’altro.
  26. Usa lusinghe e regali per adulare l’altro
  27. Crea un ambiente malsano e stati di malessere nelle persone intorno a lui
  28. Persegue I suoi obiettivi, ma spesso anche a discapito degli altri
  29. Manipola gli altri perché facciano delle cose anche contro la loro volontà
  30. Anche quando non c’è gli altri parlano di lui.

Come proteggersi dalla manipolazione


Essere vittima di manipolazione da parte dei genitori è difficile, doloroso e soprattuto complicato uscirne, da un lato per l’affetto profondo che unisce i figli ai genitori, e dall’altro perché i figli saranno comunque sempre tentati da trovare una riconciliazione con l’amore del genitore, in quanto è un bisogno fondamentale per i bambini.

Ma anche da adulti, l’unica maniera per affrontare un genitore manipolatore è la distanza affettiva, proprio perché in quanto condizione patologica non sarà possibile eliminarla da parte del genitore. L’allontamento è l’unica via possibile, e nei momenti di vicinanza è possibile ricorrere ad alcuni comportamenti di protezione che ci possono aiutare a non farci toccare dai rigiri del genitore, facendo sì che il manipolatore perda interesse dal manipolarci non riscontrando nessuna risposta, tra cui:

  • Stile neutro di comunicazione
  • Buttarla sul ridere (umorismo e autoironia)
  • Ironia.

Questi atteggiamenti servono appunto per smontare le strategie alla base del concetto di manipolazione che tendono a ferire e dominare l’altro. Ovviamente nel caso di bisogno o di malessere profondo, il consiglio è sempre quello di rivolgersi a uno specialista che ci accompagni nell’elaborazione e superamento di questi traumi.

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