Autoerotismo: benessere individuale e di coppia. Quando inizia? Che differenze ci sono tra uomini e donne? Quali benefici produce?

L'autoerotismo rappresenta una conquista nella crescita di ogni individuo. Nonostante i tabù ancora presenti, molti studi ne sottolineano il carattere benefico.

10 OTT 2021 · Tempo di lettura: min.

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Autoerotismo: benessere individuale e di coppia. Quando inizia? Che differenze ci sono tra uomini e donne? Quali benefici produce?

Il nostro approccio alla sessualità avviene sin dalla nascita. Durante il travaglio, infatti, il corpo della madre rilascia l'ossitocina e la prolattina, due neurotrasmettitori collegati allo stimolo del piacere e all'amore, gli stessi che si liberano durante un orgasmo.

Tutto l'approccio iniziale al mondo (caratterizzato da baci, carezze, vicinanza) predispone il bambino alla sessualità.

Forme di autoerotismo sono presenti sin nella primissima infanzia. Con la scoperta del loro corpo, i bambini, infatti, scoprono il piacere. Non è infrequente vederli toccarsi o sfregare i genitali. Già in questo primo momento inizia, però, una distinzione rispetto all'approccio maschio-femmina dell'autoerotismo. La distinzione ha soprattutto cause culturali, più che legate alle differenze fisiche o di genere.

La nostra cultura, infatti, tende ancora ad inserire la sessualità nell'area dei tabù. E tende a farlo maggiormente col mondo femminile. Se, infatti, è concesso ai maschietti di avere approcci sessuali di masturbazione, alle bambine viene chiesto di frenarli con una più elevata intensità.

Nell'adolescenza, l'autoerotismo è uno dei tasselli legati ai compiti di sviluppo. Poter provare piacere in maniera autonoma, infatti, significa avere raggiunto la propria indipendenza funzionale. Oltre a ciò, l'autoerotismo permette una maggiore conoscenza del proprio corpo e favorisce un migliore approccio alla sessualità di coppia che, così, risente di minori ansie e accresce il valore affettivo, in quanto non solo finalizzata al raggiungimento del piacere (che ci si può procurare anche in autonomia) ma all'esperienza della condivisione.

La masturbazione, per come la intendiamo comunemente, inizia intorno agli 11/ 12 anni (età del menarca e del semarca), ha un picco di frequenza durante l'adolescenza, poi decresce, pur mantenendosi presente poi per tutta vita.

Mentre i ragazzi praticano autoerotismo sia in maniera solitaria che con amici (connotandola di un aspetto goliardico ma comunque sociale), le ragazze tendono maggiormente a tenere segreta la masturbazione, aspetto che permane anche durante l'età adulta. La maggior parte delle donne, infatti, tende a negare di avere avuto approcci autoerotici.

Ma quali differenze si riscontrano tra uomini e donne rispetto all'autoerotismo?

Gli uomini che dichiarano di praticare autoerotismo sono il 90% rispetto ad un 70% del mondo femminile.

Nonostante i livelli di libido siano pressoché equiparabili, la tendenza all'autoerotismo maschile è nettamente superiore: annualmente si parla di circa 156 volte, rispetto alle 50 femminili.

Mentre per le donne l'eccitazione è associabile, soprattutto, a fantasie narrative (racconti, storie: ecco il motivo del grande successo della trilogia di "Cinquanta sfumature"…), per gli uomini è generalmente più utile una fantasia di tipo visivo.

L'autoerotismo giova alla salute o la danneggia?

L'autoerotismo ha sempre fatto parte della vita dell'uomo. Diverse fonti storiche hanno dimostrato come nelle società antiche vi fosse una attenzione particolare alla pratica della masturbazione.

In Egitto, ad esempio, le regine venivano seppellite con affianco il dildo, affinché potessero usufruirne anche nella nuova vita. Anche nell'antica Grecia la masturbazione era ben accettata.

Con l'avvento del cristianesimo l'autoerotismo assume una connotazione morale: la sessualità viene relegata alla procreazione e la masturbazione diventa quindi sinonimo di peccato. Questa visione assume sempre più importanza nel Medioevo, dove l'autoerotismo diventa un atto grave e dove vengono ideati degli strumenti punitivi specifici.

In epoca vittoriana, si inizia a insinuare l'idea che l'autoerotismo porti a problemi mentali. Ma proprio in quel periodo si studiano modalità di cura dell'isteria tramite il raggiungimento dell'orgasmo.

Con Freud si inizia a percepire l'autoerotismo come qualcosa di funzionale. Gli studi degli anni 50 e 60 di Master e Johnson porteranno a un nuovo approccio alla sessualità e ad una conseguente apertura di pensiero.

Oggi, diversi studi attribuiscono all'autoerotismo (e all'orgasmo) una serie di effetti benefici sul corpo e sulla mente.

Nelle donne favorisce:

  • il rilascio di endorfine e dopamina (miglioramento del tono umorale);
  • la maggiore lubrificazione interna con evitamento delle sensazioni sgradevoli dovute alla secchezza vaginale;
  • l'abbassamento dei livelli di stress;
  • la diminuzione dei dolori mestruali;
  • l'aumento della libido;
  • il miglioramento della vita sessuale di coppia.

Negli uomini favorisce:

  • il rilascio di endorfine e dopamina;
  • una minore probabilità di insorgenza di tumore alla prostata (alcuni studi del 2016 hanno dimostrato che eiaculare 21 giorni al mese riduce del 30% la probabilità di sviluppare questa patologia)
  • una riduzione dell'ansia da prestazione durante i rapporti sessuali;
  • una diminuzione dei valori di stress;
  • un aumento della concentrazione.

"Non condannate la masturbazione. È fare sesso con qualcuno che stimate veramente" Woody Allen

 

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Scritto da

Dott.ssa Silvia Brocca

Bibliografia

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