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Sensazione/Paura di non amare più come prima/voler meno bene?

Inviata da Davide il 8 mag 2015 Terapia di coppia

Buongiorno,

Cercherò di spiegare la mia situazione cercando di essere più chiaro possibile. Premetto che sono molto agitato quindi non posso garantire sul fatto di essere del tutto chiaro quindi mi scuso in anticipo di eventuali errori sintattici e grammaticali ma vorrei solo sfogarmi senza fare attenzione più di tanto a come mi esprimo.
Sono follemente innamorato di una ragazza che, nonostante mi abbia detto più volta che mi vuole un bene fortissimo e che sono la persona più importante dopo la sua famiglia, nonostante in più occasioni ci è andata vicina, non riesce ancora a dirmi "ti amo" perché me lo dirà nel momento in cui sentirà di voler bene più a me che alla sua famiglia alla quale lei è legatissima. Io ho 21 anni, lei 19 e ci conosciamo da 9 mesi e stiamo insieme quasi da 6. Questa storia che lei non mi abbia ancora detto "ti amo" a volte mi ha creato qualche pensiero però ero arrivato ad un punto di farmene una ragione, alla fine, sono solo 5 mesi che stiamo insieme. Io invece per lei, nonostante i soli 5 mesi, sono arrivato ad un punto in cui la amo più di me stesso. Abitiamo un po' distanti (circa un'ora e un quarto di auto) e purtroppo non riusciamo a vederci di frequente (Quando lei è molto impegnata a causa dell'imminente maturità, ci vediamo una volta a settimana se va bene). Non facciamo granché, perché quando ci vediamo abbiamo poco tempo la sera e stiamo per lo più in auto a parlare e a farci delle coccole del tutto (o quasi) innocenti. Non abbiamo sperimentato ancora nulla a livello sessuale. L'altro ieri, che non la vedevo da una settimana quasi, vado da lei, contentissimo e felicissimo provando gli stessi identici sentimenti che ho sempre provato. Le ho portato anche un fiore talmente ero felice di vederla. Ma facciamo un passo indietro. Nei giorni prima, a causa di impegni miei e suoi, non siamo riusciti a vederci e neanche a sentirci tanto. In questi giorni, lei mi aveva chiesto "ma mi vuoi bene come prima?". Io sinceramente non gli avevo dato peso a questa domanda prima di tutto perché le volevo bene esattamente come prima, e poi pensavo che era una domanda così, fatta senza scopo preciso, ma che fosse più una domanda retorica. Comunque, le ho “confermato” di volerle bene come prima senza, ripeto, dare peso alla sua domanda. Il giorno dopo non ci siamo ancora potuti vedere e abbiamo parlato via messaggio e lei mi ha detto delle cose molto belle. Mi ha detto, in sintesi, che sua madre nota come noi siamo una bella coppia, valente e che funziona. Io ero al settimo cielo, perché prima di tutto avevo ottenuto una sorta di “approvazione” da parte di sua madre che farebbe contento qualunque fidanzato e poi ero molto felice del fatto che la mia ragazza da tantissimo peso a ciò che dice sua madre. Quindi, vado a letto contentissimo. Il giorno dopo ancora, dovevamo vederci. Io mi sveglio la mattina contentissimo che avrei visto la mia ragazza, le prendo un bel fiore e vado da lei. Nonostante le solite cose, ossia stare in auto a mangiare un pizza, parlare, scherzare, coccolarci, sono stato, come sempre, benissimo. Nel senso che, nonostante mi rendo conto che quello che facciamo è monotono, io sto benissimo, non ci sarebbe niente di meglio che stare vicino a lei per me. A volte, in cui, stando chiusi in auto non abbiamo nulla da dire e ci sono momenti di silenzio, io sto lo stesso benissimo, mi basta la sua presenza, non cerco per forza qualcosa da dire. Sto bene. Arriviamo a fine serata che la devo portare a casa e lei mi dice: “Vorrei dirti una cosa ma ho paura ti faccia deprimere”. Io a quel punto, nonostante tutto, volevo assolutamente sapere cose aveva da dire e quindi le dico di dirmelo. E lei mi dice: “Sai, in questi giorni ho pensato mi volessi meno bene, ma vedendoti oggi ho capito che mi sbagliavo”. Non so, forse in quel momento non ci avevo fatto ancora tanto caso, sta di fatto che sono cambiato, mi sono rattristito, anzi, ero già un po' triste da qualche minuto per alcuni discorsi suoi sul fatto che io un giorno, sperimentando il sesso, sarei cambiato. La porto a casa e torno, senza pensare a quel che aveva detto. Dormo, tranquillo, ed ecco il problema: mi sveglio la mattina totalmente convinto di non volerle più bene come prima. Le cose strane sono parecchie: prima di tutto, mi chiedo come sia possibile che la sera prima mi sento in paradiso con lei e il giorno dopo, senza neanche averci pensato dato che la notte ho dormito, sento questa sensazione. Secondo, è una cosa che non mi fa star male, ma di più. Quindi non mi viene da dire “Le voglio meno bene, pazienza”, ma dico “Ma come è possibile? In una notte, senza neanche il tempo per pensarci”. Quindi è una cosa che mi da rabbia, tristezza e ci sto malissimo, come se tutto ad un tratto non mi riconosco più. Io sono convinto che è una cosa che mi sono messo in testa io, perché mi ha spaventato la sua frase “pensavo mi volessi meno bene”. E dato che me l'ha ribadita, mi sono spaventato e me lo sono messo in testa, come se la notte il mio inconscio ha elaborato questa sua frase. Devo dire che io sono molto attento a ciò che dice, nel senso che, dato che è la persona più intelligente che io abbia mai conosciuto, per me è “legge” ciò che dice. Nel senso che spesso capita che lei è capace di farmi cambiare umore da un momento all'altro perché do tantissimo peso ad ogni cosa che dice. Ieri, pensando al fatto di non volerle più bene come prima mi è venuto un vero e proprio attacco di panico e non sono stato bene. Mi sono sentito tutto accaldato, mi girava la testa e facevo quasi fatica a respirare. Voglio dire, non è normale, è come se la mia testa mi sta impedendo di essere me stesso, come se mi sto mettendo in testa cose non vere che mi fanno star male. Se provassi davvero meno bene, non starei male. Cioè non ci potrei far nulla, invece mi fa disperare questa cosa. Ho paura che per qualche motivo, o meglio, per qualche frase detta da lei, mi sto mettendo in testa queste cose elaborate nel mio inconscio.

Vorrei opinioni, grazie.

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Caro Davide,
premetto che rispondo sempre molto volentieri alle lettere di giovani e stamattina ho trovato te; ho letto con molto interesse la tua lettera; sei riuscito a dare un quadro molto esatto della situazione: c'è il tuo entusiasmo e tutta la tua spensierata gioia dentro e poi questa tristezza con cui ti sei svegliato.
La mia impressione è questa: tu sei un tipo molto istintivo e molto solare, la tua ragazza invece è riflessiva e razionale. Penso che sia una ragazza che voglia "ponderare" molto bene le cose, una "ragazza in gamba" con una punta di tristezza dovuta al fatto che è da un lato un pò troppo matura per la sua età e dall'altro molto desiderosa di ascoltare i genitori (quest'ultima cosa non è necessariamente un male a patto di non esserne troppo influenzati).
A volte, questo temperamento riflessivo di lei "spegne" un poco il tuo fuoco e ridimensiona i tuoi entusiasmi facendoti pensare (e non è del tutto sbagliato).
Lei dà spessore e profondità alla relazione mentre tu è come se volessi vivere solo momenti belli e non fermarti mai a pensare. Siete molto complementari per questi diversi aspetti del carattere.
Ora questo episodio che ci racconti fa vedere che tu devi acquisire equilibrio e non farti "smontare" da quello che prova lei e dai suoi dubbi. Devi abituarti a guardare dentro di te e a mantenere autonome le tue sensazioni ed emozioni.
Lei capiterà che ti porrà domande su cui dovrai riflettere, ed è bene che tu rifletta, ma non lasciarti influenzare e "proteggi" gli stati d'animo e che sono tuoi.
Io credo che per te, così poco propenso a introspezione, le prese di coscienza avvengano in modo un pò doloroso.
Penso che la tua ragazza abbia volluto con la sua domanda mettere un poco in campo non tanto il presente quanto un possibile futuro... il pensiero di potersi amare meno... voleva forse vedere cosa ne pensavi a riguardo, lei cerca più prospettiva nella relazione e tu ti sei lasciato invadere dallo scoraggiamento.
Ora riprenditi e impara quando sei con lei anche ad accettare riflessioni meno giocose senza però deprimerti.
Fai sapere.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Caro Davide
ho letto solo ora la tua seconda comunicazione e il gentile tuo riscontro verso di me.
Sono contenta del fatto che hai riflettuto sulla situazione e hai anche cercato di analizzare davvero quello che provi interiormente.
Ho trovato molto interessante la tua riflessione sul fatto che dici che "probabilmente la paura tua quella di non amare più che di non essere amato".
Credo che, in qualche modo tu abbia centrato il problema in quanto, come ben spesso possiamo vedere, i due aspetti sono correlati; cioè, quando c'è una paura verso l'altro, di solito la paura riguarda anche se stessi.
Tu sei una persona molto riflessiva e, per questo devi imparare ad usare bene la mente; non perderti in rigiri mentali, cerca sempre la semplicità e l'equilibrio delle emozioni.
Nemmeno il fatto di sapere in che etichetta metterti (cioè iquale diagnosi precisa sia) ti servirà molto.
Diciamo che la cosa fondamentale è lavorare su te stesso con l'aiuto di uno psicoterapeuta.
Per altre comunicazioni e chiarimenti ci sono in mail privata per tua tutela.
Un caro saluto e auguri.
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta.

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Dott.ssa Silvana Ceccucci, prima di tutto grazie per la risposta.
Ormai è passata una settimana da quella mattina e la situazione è andata via via migliorando.Però ho ancora dei momenti di ansia in cui penso e mi viene paura al pensiero di non amarla più. L'unica cosa che so è che con lei sto benissimo e nei momenti in cui non penso a nulla mi sento di nuovo me stesso, mentre in altri momenti, purtroppo non riesco a fare a meno di pensare, è come se nella mia testa continuo a ripetermi "Oddio ho paura che non la amo più". E' come un tormentone nella mia testa. Ieri sera sono stato da lei e sono stato benissimo, avrei voluto restare lì per sempre, ma appena la porto a casa e rimanendo solo ho iniziato a pensare ancora a quella maledetta paura. Ma non capisco perché devo avere paura di una cosa del genere, nel senso che non si tratta di paura di non essere amati ma di non amare. E non può farmi stare così male, anche perché sto benissimo con lei e voglio solo lei. Devo in qualche modo togliermi quel pensiero in testa, perché non credo sia possibile in una notte svegliarsi e non amare più dopo aver passato una splendida giornata il giorno prima. Quindi non so, mmi sembro molto ansioso e poco spensierato e non so come combatterlo. Ho letto da qualche parte un certo DOC, può c'entrare qualcosa?

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Buongiorno Davide, sembra che la sua sensazione di voler meno bene alla sua fidanzata abbia il sapore di un pensiero pauroso, una piccola ruminazione mentale, tipico di personalità ansiose.
Sarebbe utile comprendere il significato di questo pensiero, cioè a cosa le serve.
Una volta compreso questo, le sarà più facile lasciarlo andare.
In bocca al lupo!
D.ssa Barbara Paolinelli

Dott.ssa Barbara Paolinelli Psicologo a Trento

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Gentile Davide, la tua descrizione è stata molto dettagliata, ma credo che dovresti parlare meglio con lei di quanto accaduto. Non tanto dell'attacco di panico in sè, quanto dei suoi dubbi e di queste frasi. Parlatene insieme e, se non riuscite a chiarire, rivolgetevi ad un collega della vostra zona che vi aiuti a guardarvi chiaramente dentro. Credo, inoltre, (ma è solo un'ipotesi) che questo tuo "volerle meno bene" sia soltanto una difesa contro il timore di non essere amato. La ami meno così se lei dovesse non amarti come tu ami lei, non ne soffriresti tanto. Ovviamente le mie sono soltanto ipotesi da prendere con le pinze. Il modo migliore per capire è certamente quello di parlare con lei e raccontarle quello che hai provato, così come hai fatto qui.

Dr.ssa Agnese Tiziana Magno Psicologo a Asola

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