Non riesco più a sorridere

Inviata da Laura Rollo. 21 lug 2015 8 Risposte  · Autostima

Buon giorno. Sono una ragazza di 28 anni convivo ho tre cani. È un periodo che non riesco più a sorridere sono sempre arrabbiata ,piango davvero tanto , non riesco più ad avere autostima in me stessa penso che tutti siano migliori e più belle di me mi sembra di avere proprio una malattia perché è come se mi torturassi a livello mentale!non so come fare a vivere più tranquilla poi non lavoro da pochi mesi mi sento così inutile ,io e il mio ragazzo sono 12 anni che stiamo insieme e lui all inizio si drogava un giorno stette male io non sapevo facesse uso di niente e ho chiamato l ambulanza e gli ho salvato la vita lui da quel momento ha smesso e per davvero l ho accompagnato in vari percorsi al Sert ma ho sempre paura mi nasconda qualcosa .forse perché io che ero all oscuro di tutto sono come rimasta scioccata che non mi avesse confidato una simile cosa ? Non so più cosa pensare ma ora il vero problema sono solo io che non riesco a vivere felice tranquilla ridendo .sono sempre tesa sempre cupa mi sento come soffocare da questo mio essere così. Io ero solare sempre con voglia di fare.mi sveglio la mattina e piango.aspetto vostre risposte.non so più davvero cosa fare

paura , ragazzo , ragazza , lavoro , riesco , male , insieme

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Gentile Joy,
dalle sue parole emerge chiaramente la sofferenza e la difficoltà che connotano questo periodo. è assolutamente comprensibile la preoccupazione che ha nei confronti del suo ragazzo ma è importante che si dia delle priorità...in questo momento lei è la priorità (e a cascata ne trarrà giovamento anche il suo fidanzato). Riporta un quadro ben preciso che necessita di un approfondimento. Potrebbe esserle utile un percorso psicologico nel quale guardare questo malessere, collocarlo temporalmente (parla genericamente di un periodo), capirne evoluzione e genesi, oltre che significato. Nel contesto di una relazione terapeutica avrà modo anche di acquisire strumenti che le consentiranno di gestire in modo maggiormente funzionale la situazione contingente migliorando la sua qualità della vita e restituendole la voglia di investire nuovamente su di sè e sul suo futuro.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Stefania Valagussa

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Gentile Joy,
da quello che lei ci riporta si rileva uno stato di sofferenza e preoccupazione. I suoi cambiamenti nel tono dell'umore e nella sua autostima sono verosimilmente dovuti alle difficoltà che sta incontrando in questo periodo, in seguito alla perdita del suo lavoro e allo stato di ansia per la salute del suo ragazzo e al timore che possa nasconderle qualcosa. Affinché ritorni ad avere un livello adeguato di autostima e una migliore qualità di vita e del suo stato d'animo è necessario un approfondimento per ottenere maggiori informazioni anamnestiche. Le consiglio di intraprendere un percorso di sostegno psicologico al fine di dare delle risposte ai suoi quesiti e acquisire degli strumenti per poter gestire efficacemente le situazioni stressanti della vita quotidiana e le emozioni negative.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento, cordiali saluti,
Dott.ssa Annalisa Settanni
Psicologa
Triggiano (BARI)

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23 LUG 2015

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Buongiorno Joy, ho letto con attenzione la sua "domanda", e mi pare che la sua storia abbia provocato in lei il riaffiorare di pensieri e di paure relative alla sua immagine di Sé.
La perdita del lavoro, il senso di inutilità che riporta con grande dolore, la sfiducia nei confronti del suo attuale compagno... tutto questo spesso si ripercuote in maniera del tutto negativa sul nostro valore personale, rendendo più presente una insicurezza latente e forse nascosta quando la vita scorre priva di grandi scossoni.
Concordo con la collega, la dottoressa Valagussa, quando le dice che il suo disagio potrebbe giovarsi di un percorso psicologico (di sostegno in questo momento, oppure di una terapia analitica e quindi più approfondita), soprattutto per poter ritrovare le origini di una sfiducia diffusa che dal suo racconto sembra averla colpita in questo ultimo periodo.
Si rivolga con speranza a un collega o ad una collega, per ritrovare quello stato che lei ha anche scelto di evocare nel suo nome, Joy=Gioia.

Le faccio i miei migliori auguri.
Dott. Alberto Agnelli

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21 LUG 2015

Logo Studio di Psicoterapia e Training Autogeno dott. Alberto Agnelli Studio di Psicoterapia e Training Autogeno dott. Alberto Agnelli

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Cara Joy,
quello che scrive è un richiamo di aiuto e il nickname scelto un messaggio di speranza.

Ha ancora risorse, in lei, e può ottenere molto da un percorso psicologico.
Ha già pensato a rivolgersi ad uno psicologo? Finora ha utilizzato le sue risorse per supportare il suo ragazzo e per sostenere se stessa ad elaborare sfiducia e delusione.

Ora è il momento per lei. E' molto provata e non vale la pena tenere duro e rischiare di stare peggio.

Un caro saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

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21 LUG 2015

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Cara Joy,
venire a conoscenza della dipendenza del proprio ragazzo e affrontare quanto ti è capitato è stata per te un'esperienza dolorosa che ti ha portato a sviluppare l'atteggiamento di cui parli all'inizio, rabbia, poca autostima, ecc.
Spesso però, queste esperienze, per quanto difficili, ci insegnano a tirar fuori la forza che abbiamo dentro e, a tempo debito, a reagire cercando nuove soluzioni.
Credo che la prima cosa da fare sia iniziare nuovamente a lavorare, anche svolgere dei lavoretti sarà un modo per essere meno tesa e per canalizzare le energie verso qualcosa di costruttivo per te. Per quanto riguarda il tuo ragazzo sarebbe opportuno che si facesse seguire da un esperto. Per ovvi motivi e per il tuo benessere, non dovresti essere tu ad occuparti di questa cosa ma, continuando ad essergli accanto per dargli il tuo sostegno, puoi finalmente darti il permesso di riprendere le redini della tua vita.

Un caro saluto,
Dr.ssa Ilaria Terrone, Bari

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21 LUG 2015

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Buongiorno,

penso che questo periodo per lei coincida con un crollo delle certezze.. Può essere che la perdita del lavoro (prima perdita di sicurezza), le abbia scatenato un vecchio trauma, scoprire che il suo ragazzo si drogava (altra perdita di sicurezza).

Questo non fa altro che alimentare il suo senso di incertezza, precarietà e sfiducia nel domani.

Le consiglio di condividere questo suo stato d'animo con il suo ragazzo. Tenere dentro certe emozioni non fa bene.
Provi a parlare con uno specialista (o privato o dell'usl).
E si ponga piccoli obbiettivi per il suo futuro prossimo.

Spero di esserla stata utile.
Mariangela Romanelli

Bologna - Treviso - Castelfranco V.to

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21 LUG 2015

Logo Dott.ssa Mariangela Romanelli Dott.ssa Mariangela Romanelli

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Il suo è uno stato iniziale di depressione. Certamente da ciò che riferisce, la sua situazione sentimentale non è estranea a quanto prova in questo momento. È come se vivesse in uno stato di allerta continua. Credo che lei abbia trascurato troppo sé stessa e i suoi sentimenti in tutti questi anni e adesso ne risente. Però la sua età di 28 anni è e deve essere anche la sua forza per uscire da questa situazione. Non è un'epoca di bilanci, la sua. È un'epoca di costruzione. Deve porsi i suoi obiettivi e deve raggiungerli. Guardi dentro sé stessa:sono sicuro che lei ha dei sogni nel cassetto, ha degli obiettivi che vorrebbe raggiungere. Ebbene è il momento di farlo. È il momento di costruire la sua vita. Forse un pò di sostegno psicologico non guasterebbe. La aiuterebbe a superare questa prima fase in cui si sente tesa e depressa. Una cosa è certa non può vivere all'ombra del suo ragazzo come un'infermiera. Deve pensare anche a sé stessa, perché la sua, ripeto, è una vita ancora tutta da costruire.

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21 LUG 2015

Logo Dott. Sergio Rossi Dott. Sergio Rossi

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Buongiorno,

dal modo in cui si descrive nelle prime righe della sua mail credo stia attraversando un periodo caratterizzato da un umore fortemente depresso, esacerbato sicuramente dalla preoccupazione relativa alla situazione del suo partner. In queste condizioni non può reggere da sola entrambe le situazioni; le consiglio di dare la priorità, in questo momento, a se stessa e al suo benessere. Provi a contattare lo psicologo più vicino a lei per una prima consulenza, sia privatamente sia tramite Asl. E' un primo passo importante che le permetterà di fare chiarezza sul suo problema e sulla modalità più efficace per risolverlo.

Resto a sua disposizione.

Saluti.

Dott. Guglielmo D'Allocco

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21 LUG 2015

Logo Dott. Guglielmo D'Allocco Dott. Guglielmo D'Allocco

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