Come si cura l'ansia di tipo ossessivo?

Inviata da Giulia il 28 dic 2017 Ansia

Salve, sono una ragazza che soffre di disturbo d'ansia di tipo ossessivo, curato con cipralex, che mi è stato prescritto dal mio psichiatra/ psicoterapeuta. Vi scrivo perchè ho alcuni dubbi riguardo alla metodo adoperato dal mio specialista per curare il mio disturbo... i Vado da lui una volta ogni due mesi circa( ora che sto meglio) e facciamo una semplice chiaccherata riguardante a ciò che mi è successo dall'ultimo incontro, ai miei miglioramenti...ma non credo che questo aiuti a curare la mia ansia..
sono molto a mio agio con il mio psicoterapeuta , parlo di tutto con lui,ma ho paura che questo non basti e che dopo aver smesso di prendere i farmaci , l'ansia mi ritorni dopo un certo periodo, come già capitato. Quindi mi chiedo il metodo utilizzato dal mio terapista è sufficiente ? O devo cercare altro ? La mia paura è che il mio benessere attuale sia dato solo dal consumo di cipralex e non dalla reale risoluzione del problema.
Vi ringrazio per l'attenzione
Buona serata

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Gentile Giulia,

in effetti le consiglio in associazione alla terapia farmacologica che sta seguendo di intraprendere un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale. Sono state registrate grandi percntuali di successi nel trattamento delle problematiche ossessive e la mia esperienza personale lo conferma.

I miei migliori auguri
Per qualsiasi chiarimento mi contatti pure privatamente,

Cordiali saluti,

Dott.ssa SIlvia Picazio

Dott.ssa Silvia Picazio Psicologo a Roma

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Buongiorno. Nel suo caso penso che una psicoterapia con l ausilio dell emdr sia di grande aiuto in quanto tale tecnica serve per elaborare i pensieri disfunzioni che tengono in vita i pensieri ossessivi. Buonagiornata

Dott. Davide Perrone Psicologo a Torino

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Buongiorno gentilissima,
mi occupo da dieci anni di ansia e panico, molte per cercano un approccio concreto che le aiuti a superare concretamente il disturbo, non solo i sintomi. I suoi dubbi sono più che legittimi. Per quanto riguarda i farmaci, le posso dire che se mantenendoli si sente meglio, questo è grazie alla consulenza psicologica, se invece è in stallo oppure peggiora forse non è l' approccio più efficace. La saluto cordialmente. Alessandra Monticone, Psicologa, Asti

Monticone Alessandra Psicologo a Asti

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Cara Giulia, il farmaco può essere utile qualora il disagio comprometta la qualità di vita e per creare le condizioni che consentono di poter intraprendere un lavoro psicoterapeutico ma da solo potrebbe non essere sufficiente. È fondamentale comprendere l'origine del disagio e ricostruire una serie di passaggi che ti consentano di comprendere e comprenderti. Il sintomo è un alleato che non va silenziato ma è la porta d'ingresso per la strada del cambiamento.
Resto a disposizione.
Cordiali saluti

Dott.ssa Alessandra Mallo Psicologo a Aprilia

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Buonasera Giulia,
il farmaco non è una cura, ma serve per alleviare momentaneamente il problema. Per risolverlo bisogna lavorare sulla propria storia, andando a recuperare e scardinare tutte le questioni in sospeso che anche inconsciamente dentro di noi si muovono e provocano disagio.
La auguro di prendere in cura se stessa attraverso un percorso di analisi.
Un saluto

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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Gentile Giulia,
Da quanto emerge dalla sua descrizione, l'intervento al momento in essere sembra di natura prettamente farmacologica. il Cipralex viene prescritto nel trattamento dell'ansia generalizzata. Il farmaco agisce sul sintomo e non sulle sue cause. Sotto questo aspetto, un eventuale percorso psicologico potrebbe dunque contribuire ad aiutarla a risolvere alla radice il suo problema. Prima di procedere in tale senso, è utile comunque che ne parli con il professionista che la sta seguendo al fine di intercettare il modo migliore per supportarla.
Per qualsiasi ulteriore necessità, mi contatti pure privatamente.
Cordialmente,
Maurizio Rabuffi

Dott. Maurizio Rabuffi Psicologo a Cologno Monzese

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Gentile Giulia,
mi sembra che la sua esperienza terapeutica ha le caratteristiche di un principale approccio farmacologico e monitoraggio.
Non credo si possa parlare di psicoterapia, vista la comparsa dei sintomi alla sospensione del farmaco e le sue riflessioni e questi, proverei a parlarne con il suo terapeuta e considerarle insieme.
Se il suo intento è fare un percorso di cura psicoterapeutico che l’aiuti a risolvere la sua ansia e La soddisfi lo faccia.
Buona giornata
Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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Gentile Giulia,
Da quanto scrive, il trattamento adoperato dal collega che la ha in cura è un trattamento farmacologico con monitoraggio a cadenza bimestrale e relativa visita psichiatrica.
Mi sembra di intuire che la sua aspettativa sia legata ad un percorso psicoterapeutico continuativo.
Mi sento di consigliarle di discutere dei dubbi leciti e qui riportati, direttamente con il suo psichiatra e di chiarire con lui i suoi bisogni, le aspettative e le zone d'ombra che intravede in questo percorso di cura.
Non rientra nelle nostre possibilità il formulare giudizi o valutazioni sulle tecniche adoperate da altri professionisti, anche perchè non ne conosciamo la provenienza ne tantomeno le modalità.
Si rivolga al suo psicoterapeuta con sincerità.
Un caro saluto.
Dott. Alessandro Gullotta - Psicologo Torino

Dott. Alessandro Gullotta - Psicologo Clinico Psicologo a Torino

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