Attacchi di panico, consigli

Inviata da Marco · 19 nov 2017 Attacchi di panico

Salve a tutti, sono un ragazzo di 23 anni, circa 9 anni fa ho iniziato a soffrire di attacchi di panico, in seguito a problemi scolastici (bullismo). Conseguentemente mi sono ritirato dalla scuola. Poco tempo dopo ho iniziato una terapia farmacologica assistito da uno psichiatra, terapia che continuo tutt'ora (2 Compresse di Sereupin al giorno ed uso di xanax all'occorrenza). Nel corso di questi 9 anni ho avuto molti alti e bassi, momenti in cui sono riuscito a vivere una vita "normale" (ad esempio, sono ritornato a scuola 3 anni dopo il mio ritiro, nel 2013 ho conseguito la patente di guida senza alcun particolare disturbo, che per me è stato uno dei miei più grandi successi) seguiti da anni in cui le mie paure/fobie ed ossessioni mi hanno fatto rinchiudere a casa, perdendo ogni contatto con amici ed in generale con il mondo esterno (condizione che sto vivendo tutt'ora). Sono iscritto all'Università, ma non sono mai riuscito ad andare a frequentare neanche un giorno, per paura di subire un attacco di panico, inoltre il lungo periodo di isolamento (che adesso dura da più o meno 3 anni) mi fa pesare una possibile integrazione con le relazioni di tutti i giorni. In pratica le mie giornate da 3 anni a questa parte sono tutte uguali, vado a letto tardi, mi sveglio verso le 15 del pomeriggio, passo le giornate al pc o giocando ai videogames, e le uniche volte che esco fuori lo faccio insieme ai miei genitori. Vorrei poter essere autonomo ma i miei disturbi e le mie paure me lo impediscono. Sono anche un tipo piuttosto ipocondriaco, se avverto un sintomo nel mio corpo cerco su internet le possibili malattie. Nonostante l'isolamento, negli ultimi mesi di questo 2017 le crisi di panico sembravano quasi scomparse, fino a qualche settimana fa, quando ho iniziato ad avere dei bruschi risvegli da incubi(ero solo in casa), che mi lasciavano molto agitato da appena sveglio, tanto che in uno di questi casi mi sono agitato così tanto che istintivamente ho chiamato il 118 per la paura imminente di stare per morire, il centralinista mi ha rassicurato e dopo qualche minuto le xanax che avevo preso durante l'attacco di panico mi hanno aiutato a calmare la tempesta. Avevo classificato quell'attacco di panico come il peggiore della mia vita, fino a ieri sera, quando in seguito ad uno stato di agitazione ho deciso di fare un controllo della pressione arteriosa, trovandola abbastanza elevata, con battiti cardiaci elevati. Da li si è scatenata una paura continua che è durata per almeno un'ora abbondante, con momenti in cui sembrava passare e momenti in cui peggiorava drasticamente. In quei momenti ho provato sensazioni terribili, ed ho pensato le cose più brutte che potevano esserci. Notando che il battito non rallentava, sono andato insieme a mia madre al pronto soccorso, dove in seguito ad un elettro cardiogramma è risultata una tachicardia sinusale, i dottori mi hanno tranquillizzato dicendomi che era legata al mio bruttissimo attacco di panico. Adesso, se penso a quei momenti mi sento ancora scosso, al momento attuale anche le cose che fino a ieri mi rendevano allegro, o semplicemente mi creavano interesse hanno perso il loro fascino. Mi sento tornato come agli inizi delle mie crisi, quando ero più giovane e suscettibile. Spero che sia soltanto colpa della paura ancora troppo fresca dentro di me, il fatto di ieri mi ha lasciato molto triste e depresso. Sempre in ospedale mi hanno consigliato di ripetere la visita dal mio psichiatra e di trovare uno psicoterapeuta che mi segua. Vorrei chiedervi gentilmente consiglio su quale terapia potrebbe aiutarmi a risolvere questi problemi, magari iniziando ad attutirli. Aggiungo che in passato ho provato a seguire delle terapie cognitivo-comportamentali, cambiando 3 - 4 psicologi, alcune le ho lasciate per la mancanza di sicurezza e fiducia nel dottore, alcune invece sono state da me abbandonate perché mi sentivo in un momento nel quale non ero deciso realmente a risolvere il problema (ad esempio non svolgevo i compiti, o mi mancava la motivazione nel farli, reputandoli magari inutili). Concludo dicendo che nonostante gli attacchi di panico e la difficoltà nell'uscire di casa (Ancora di più se solo) siano i miei principali problemi, convivo anche con alcune ossessioni/compulsioni, con cui ho imparato a convivere, ma dalle quali so che sarebbe meglio liberarsi. Grazie a tutti per le eventuali risposte.

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Miglior risposta 21 NOV 2017

Gentile Marco, la situazione che lei denuncia e che, a quanto ho capito, dura da tempo, giustamente desta il suo allarme e il desiderio di trovare una cura. Gli attacchi di panico, il sintomo che sembra più preoccuparla, è, per l'appunto un campanello d'allarme che denuncia qualcosa che si è risvegliato ma spaventa. Perché non interrogarlo, anziché metterlo a tacere "semplicemente" con un farmaco? Perché, alla fine, non iniziare un percorso di cura in cui domandarsi cosa significano questi attacchi di panico, cosa coprono? Interrogarsi sul perché si vivono determinate situazioni, tanto più se di malessere, è un buon punto di partenza per iniziare a chiedersi dove ci si trova nel proprio percorso di vita e verso dove si vuole andare. Lei dice che ha già interpellato dei curanti che le prescrivevano "compiti" che non riusciva a svolgere... effettivamente le cure in campo psicologico sono tante e, per dir la verità, anche molto diverse tra loro. Si può appunto andare nella direzione di interrogare il sintomo, anziché "educarlo". Capisco comunque che la ricerca di un terapeuta con il quale riuscire a fare dei "passi in avanti" non è semplice. Non si scoraggi, continui la sua ricerca. Sicuramente fin dai primi incontri lei capirà se il terapeuta che ha trovato è "quello giusto", quello che le permetterà di trovare il "bandolo della matassa" e, finalmente, avanzare nella "questione" che la riguarda.

Dott.ssa Silvia Busnelli Psicologo a Meda

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20 NOV 2017

Salve Marco,
mi dispiace che 9 anni fa abbia iniziato a soffrire di attacchi di panico e che dopo tanto tempo di terapia farmacologica il suo problema persista ancora ed in maniera così forte. Evidentemente, per liberarsi dai suoi "mostri" personali, è necessaria una ristrutturazione che solo la psicoterapia può realizzare. A differenza del farmaco, la psicoterapia è fondamentalmente relazione, e forse questo è l'aspetto che ora come ora, più la spaventa. Tenga presente però, che ogni cosa è legata ad un momento, e ciò che è valido in un momemto, deve essere lasciato andare in un altro. Tanto tempo fa lei imparato che gli altri, il mondo "là fuori" è pericoloso, e non si fida. Tuttavia, se il panico sopraggiunge anche in casa, è davvero il momento di recuperare tutte le risorse che sicuramente ha e pian piano incamminarsi verso il cambiamento. L'attacco di panico può essere assimilato alla reazione degli animali "preda" quando sono minacciati da un predatore. Il solo ruggito scatena reazioni ormonali tali per cui l'organismo entra in uno stato di freezing e morte apparente, come unica possibilità di salvezza. Il predatore perde interesse nella preda, che diventa come una carcassa, un guscio vuoto e se ne va. Ugualmente, davanti ad un forte pericolo percepito, il nostro cervello, con l'attacco di panico, simula una reazione che ci fa credere di essere sul punto di morire, l'esito è che noi ci blocchiamo ovunque siamo, e la nostra vita si ferma in quel punto. Se pensa che i suoi attacchi siano collegati agli episodi di bullismo, forse anche lei si è sentito come una preda, ed è rimasto lì, fermo nella sua vita a 9 anni fa, permettendo a quei ragazzi di avere ancora potere su di lei. È fondamentale rimuovere il trauma con la psicoterapia e riappropriarsi della sua vita, delle sue possibilità, della forza e delle capacità di cui sicuramente è dotato. La terapia elettiva per il trauma è 'EMDR, che consente una veloce ristrutturazione delle connessioni ed una modifica del vissuto emotivo legato ai ricordi. A questa abbinerei l'ipnosi, che aiuta a rilassarsi e ad apprendere strumenti che possono essere utilizzati come un pronto soccorso al momento del bisogno. Questo è il miglior consiglio che ritengo di poterle dare avendo a disposizione solo il suo messaggio, ed essendo al di fuori del setting clinico. Rimango a sua disposizione per ulteriori chiarimenti.
I migliori auguri!

Dott.ssa Alessia Vilei Psicologo a Merine

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20 NOV 2017

Caro Marco, la tua storia parla di tristezza, preoccupazione, ma soprattutto "mancanza di pace"....come se ogni volta ci fosse un pericolo in agguato e non potessi mai permetterti di rilassarti. Ė la storia dell'ansia, che sembra accompagnarti ormai da tanti anni senza grossi miglioramenti. Ci sarebbero molte altre cose da capire ma questa sede non ce lo permette molto...di solito l'approccio cognitivo comportamentale ě efficace per difficoltâ come la tua, ma mi sembra che forse fino ad oggi non hai trovato il giusto feeling con i vari professionisti che hai incontrato. Mi sento a questo punto di consigliarti di cercare una persona che istintivamente ti ispiri fiducia, a prescindere dall'approccio. Ė arrivato il momento, se lo desideri, di riprenderti la tua vita e di godere di tutte le bellezze che puó offrirti. Auguri!

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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20 NOV 2017

Buongiorno Marco, dalla lettera che ha scritto si evince che oramai i suoi disturbi stanno purtroppo creando dei seri problemi per la sua vita anche di relazione. Trovo giusto prendere dei farmaci in questo momento ancorche gli stessi seguendo la sintomatologia dovrebbero farla stare meglio. Tuttavia, la psicoterapia è di estrema importanza. Pertanto le consiglio una psicoterapia con l'ausilio dell'EMDR tecnica che serve per elaborare pensieri disfunzionali e traumatici che, purtroppo, mantengono in vita i suoi disturbi. Cordiali Saluti

Dott. Davide Perrone Psicologo a Torino

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20 NOV 2017

Salve, Marco.
Sono passati davvero tanti anni, ben 9, dall’esordio degli attacchi di panico. Purtroppo la sola terapia farmacologica non è sufficiente per comprendere e migliorare il disturbo e soprattutto non aiuta a sviluppare consapevolezze e strategie. Pertanto, sì, come Le è già stato detto, è assolutamente opportuna una psicoterapia e l’orientamento cognitivo-comportamentale potrebbe essere quello più indicato.
Le auguro questa volta di darsi davvero una chance di cambiamento.

Cordiali saluti

Dott.ssa Ilaria Gisondi

Dott.ssa Ilaria Gisondi Psicologo a Trezzano sul Naviglio

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