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Anno all’estero ma ho attacchi di panico

Inviata da Carlotta · 26 set 2017 Attacchi di panico

Salve,
Sono una ragazza di 24 anni, un mio grande desiderio è sempre stato passare un anno all’estero; quindi il secondo anno di università con l’erasmus sarei dovuta andare a berlino.. ci sono andata o almeno ci ho provato, descrivo brevemente cosa è successo:
La prima volta che son partita ho avuto un attacco di panico il secondo giorno che ero la, il terzo giorno sono tornata a casa spaventatissima.
3 settimane dopo sono ripartita, sono arrivata la mattina e stavo benissimo.. poi la sera di nuovo un attacco di panico e la mattina sono ritornata a casa.
La settimana dopo sarei dovuta andare su per forza perchè iniziavano i corsi, allora son partita con mia sorella che gentilmente mi ha accompagnato sperando andasse meglio.. ma niente stessa storia.
Sono tornata a casa e non sono più ripartita. E tutto ciò mi ha fatto sentire una fallita totale, tanto da non alzarmi dal letto per giorni..
ho passato un anno bruttissimo con qualche attacco di panico anche a casa senza un motivo. Ho deciso di andare da uno psicologo ma sono stata solo che peggio, infatti dopo la 7 seduta ho mollato, mi faceva stare davvero ma davvero male.
Poi da un giorno all’altro mi sono sentita subito bene, e ho ricominciato la mia vita.. qualche giorno buio qua e la ma niente di che.
Ora mi sono appena laureata, e dovrei fare la magistrale.. vorrei farla all’estero. Mi hanno già preso alcune università, devo solo decidere la meta.
Ma c’è qualcosa che mi blocca, la paura di sentirmi ancora male, di ripassare tutto quello che ho passato.. il fatto che se non ci dovessi ancora riuscire mi farebbe sentire proprio un fallimento totale.
Ho pensato di partire con delle gocce o pastiglie calmanti o qualcosa del genere che in caso stessi male avrei quelle.
Vorrei un consiglio “veloce” da un esperto.. non voglio assolutamente ricominciare sedute dallo psicologo, anche perchè non ne avrei tempo dato che devo sbrigarmi ad andare.

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Miglior risposta 28 SET 2017

Gentile Carlotta,
Non avere tempo per se stessi, perché si hanno obiettivi più importanti da raggiungere, significa in qualche modo aumentare le probabilità che si manifestino emergenze emotive improvvise.
Un attacco di panico per quanto sgradevole è un importante indicatore di un cambiamento interiore in corso, per questo non deve essere eliminato, ma compreso. Dal suo racconto mancano molti elementi della storia personale, soprattutto delle relazioni significative, perciò non è possibile fare ipotesi sul significato che ha per questa emergenza emotiva.
Gli attacchi di panico sono spesso reazioni abnormi che si manifestano come onde anomale e sono il risultato di reazioni emotive inascoltate o che la persona non ha gli strumenti per comprendere.
Il fatto che sia stata male durante il percorso con lo psicologo, potrebbe essere legato al fatto che le terapie psicologiche portano il paziente a prendere consapevolezza di aspetti a cui di solito non fa attenzione, al proprio modo di funzionare e questo all’inizio può generare sofferenza. E’ in genere un effetto che diminuisce con il procedere della terapia.
Un caro saluto.
Dott.ssa Patrizia Mattioli

Dott.ssa Patrizia Mattioli Psicologo a Roma

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5 OTT 2017

Salve Carlotta,
lei introduce un tema importante...l'anticipazione della delusione e del fallimento. Tutto il suo racconto riconduce ad un'aspettativa tale, legata all'aspettativa di soffrire, e da lì il voler evitare di ripeterlo. Vista così sembrerebbe essersi ficcata in un vicolo cieco: se parto mi anticipo che starò male, e quindi comincio a preoccuparmi già prima, anticipandomi che riaccadrà; se non parto comunque starò male, perchè mi fa sentire di aver fallito (cosa? in quale ambito o totalmente? nei confronti di chi? cosa vuol dire fallire? che implicazioni ha? ). A conclusione di questo dilemma, c'è comprensibilmente la necessità di una risoluzione con una certa urgenza. L'urgenza, però, ahimè, fa parte ed è sintomo del problema stesso, per cui la si può considerare come un pezzo del puzzle. Io non posso darle soluzioni veloci. Trovo interessante però come si rivolga alla stessa tipologia di "esperti", nonostante l'esperienza che riporta non averle giovato, e nonostante non si senta di voler intraprendere un altro percorso, o ripartire da quello interrotto. Come mai si è rivolta proprio ad un sito di psicologi? Come mai non si è recata da uno psichiatra per farsi prescrivere un farmaco (soluzione veloce) ? Ci aveva fatto caso? A volte abbiamo un basso livello di consapevolezza delle scelte che operiamo, ma cominciare a considerare tutto ciò che facciamo come una scelta ci apre un curioso e interessante modo di guardare alle nostre azioni. Io non posso essere l'esperta d Carlotta perchè lo è lei; da quello che scrive e dalle scelte che ha compiuto finora, mi fa pensare che più che di risposte veloci e immediate lei stia cercando delle giuste domande, che la facciano sentire di poter vivere con un discreto grado di sicurezza e serenità "a lungo termine". La paura poi la frena..ha mai sentito parlare di autosabotaggio? Per ultimo, colludo con la sua richiesta di soluzione e le rimando che una soluzione terapeutica si può trovare in ogni luogo (esistono anche le consulenze via skype) e in ogni momento; non credo lei non sia intenzionata a tornare da uno psicologo, credo sia spaventata dal fallimento, connesso alla "velocità". Se così fosse, non avrebbe cercato un aiuto da noi. Non sto suggerendo sia l'unica soluzione, sto dicendo che una parte di te sta chiedendo un aiuto "diverso", e credo sia interessante ascoltarla.
In bocca al lupo,
Caterina Zanusso

Dott.ssa Zanusso Caterina - Studio di psicologia e nutrizione Psicologo a Padova

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28 SET 2017

Gentile Carlotta,
comprendo la difficoltà nel prendere una scelta, a seguito del periodo che ha descritto. E' molto comune che dinanzi agli attacchi di panico e manifestazioni di ansia in genere, l'atteggiamento sia quello del "voglio liberarmene al più presto", a causa del vissuto doloroso a cui si accompagnano; La invito però a considerare l'ansia da un altro punto di vista: come un segnale che va colto e accolto, più che combattuto e annientato.
Sicuramente per far questo ritengo sia fondamentale per Lei riprendere un percorso di psicoterapia; mi rincresce che la sua prima esperienza non sia stata positiva, ma provi a consigliarsi con qualcuno di fiducia.
AugurandoLe il meglio per il suo percorso prossimo, resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott.ssa Valeria D'Ambra

Dott.ssa Valeria D'Ambra Psicologo a Siracusa

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28 SET 2017

Ciao Carlotta, non voglio aggiungere altro di tecnico a quello che hanno già detto i miei colleghi. Se non è tua intenzione riprendere la terapia mi sento di segnalarti l'esistenza di gruppi di auto mutuo aiuto sui disturbi di ansia e gli attacchi di panico, in cui potresti parlare del tuo problema, condividere le tue esperienze con gli altri e ricevere un valido sostegno. Se vuoi puoi controllare se ce ne sono nella tua città o nelle vicinanze. A proposito ti posso segnalare due associazioni che se ne occupano e con le quali ho collaborato tempo fa, sono la LIDAP ONLUS e la ALPA. Rimango comunque a disposizioni se desideri ulteriori informazioni. Un abbraccio.

Dott. Pierluigi Salvi - Associazione di Promozione Sociale LOGOS Psicologo a Empoli

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28 SET 2017

Gentile Carlotta,
concordo con tutti i colleghi, che è difficile dare consigli veloci e pratici.
La precedente esperienza terapeutica non l'ha soddisfatta, ma è possibile che le circostanze di allora siano mutate.
A livello pratico posso solo consigliare di riprendere le sedute , optando con colleghi nel paese in cui farà la Magistrale oppure valutare la possibilità di sedute on line.
I miei migliori auguri
Dott.ssa Vanda Braga

Dott.ssa Braga Vanda Psicologo a Rezzato

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28 SET 2017

Buongiorno Carlotta,
Ho appena letto con attenzione la tua lettera. Comprendo la tua preoccupazione e mi dispiace che la psicoterapia non ti abbia aiutata pienamente a fronteggiare le tue difficoltà. Sei stata molto in gamba, perché hai trovato risorse interiori che ti hanno permesso di raggiungere ottimi risultati e immagino ne sarai fiera. Mi chiedo se sia stato il precedente terapeuta a parlarti di attacchi di panico o disturbo di panico...a volte non volendo (soprattutto per farsi comprendere) si usano parole "improprie". Se avessi sofferto di sintomi specifici del disturbo di panico la terapia d'Eccellenza è quella cognitivo comportamentale. E' sicuramente quello che ti consiglio. Ci sono terapeuti, come me, che offrono dopo un primo consulto vis a vis incontri anche su skype o web mediati.
A volte cerchiamo risposte subito che ci aiutino, ma dirti fai questo o quest'altro alimenterebbe aspettative che poi non sempre vengono realizzate.
Per me non sarebbe professionale e soprattutto etico!
Ti mando un grande in bocca al lupo,
Dott.essa Cecilia

Dott.ssa Maria Rosita Cecilia Psicologo a Pescina

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28 SET 2017

Buongiorno, leggo con attenzione la sua lettera. La sua paura di non riuscire a stare bene mi colpisce cosi come la disperazione di un futuro incerto. Sono assolutamente d'accordo con lei che probabilmente ha perso un po di fiducia nelle cure psicologiche. Tuttavia, le consiglio di continuare a cercare la terapia giusta per lei. E magari di elaborare l 'origine del suo problema che verosimilmente appartiene ad un suo passato e poi di lavorare sul suo presente. Cordialmente

Dott. Davide Perrone Psicologo a Torino

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27 SET 2017

Gentile Carlotta,
un attacco di panico, cosi come un qualsiasi attacco d'ansia é indicativo di qualcosa che difficilmente comprenderà se nn affronta in maniera diretta una terapia. Col tempo potrà pure controllare gli attacchi attraverso farmaci o altre strategie "cognitive", ma un consiglio "veloce" ed efficace é quello di riprendere la terapia, per il suo benessere futuro. Si informi, gli psicologi, magari anche italiani, si trovano all'estero.

In bocca al lupo

Dott. Fabio Madeo

Dott. Fabio Madeo Psicologo a Roma

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27 SET 2017

Salve Carlotta,credo che la sua situazione vada considerata con attenzione per quelle che sono le motivazioni alla base dei suoi attacchi di panico. Bisognerebbe considerare anche la sua difficoltà nel lasciare la propria famiglia, ci ha mai pensato? Per ulteriori chiarimenti, sono a sua disposizione.

Dott.ssa Anna Parente Psicologo a Chieti

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27 SET 2017

Salve Carlotta
dalle sue parole si percepiscono il disagio e la difficoltà che scandiscono il suo racconto, come gli attacchi di panico che l'hanno colpita stanno probabilmente scandendo questa fase della sua vita. pur comprendendo la sua richiesta di una soluzione rapida al problema devo purtroppo dirle che le soluzioni rapide difficilmente sono durature e che un disagio che emerge con gli attacchi di panico può avere radici profonde che vanno prima di tutto accolte e poi affrontate in terapia. Le auguro di trovare il tempo e la spinta ad affrontare un percorso terapeutico attraverso il quale prendersi cura del suo sintomo per risolverlo.

Dott.ssa Veronica Cice Psicologo a Caserta

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27 SET 2017

Cara Carlotta,
purtroppo per il disturbo di panico, la soluzione migliore è quella di una terapia cognitivo-comportamentale. Se si informa in giro vedrà che è la terapia maggiormente raccomandata per questo tipo di disturbo. sicuramente non ci sono consigli pratici e veloci da dare in questo modo, ne tanto meno lo psicologo ha il compito di dispensarne. Mi sento solo di dirle che gli attacchi di panico partono da una valutazione erronea di sensazioni corporee. Ora cosa ci sia alla base di questa valutazione lo si scopre proprio in seduta.
Ci parla di attacchi di panico improvvisi, ma ha fatto caso alla situazione in cui si sono presentati? Cosa stava facendo? Con chi era?
Spero non abbia perso fiducia nella psicologia,
Resto a sua disposizione per ulteriori chiarimenti
Dott.ssa Nadia Fasano

Dott.ssa Nadia Fasano Psicologo a Vomero

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27 SET 2017

Gentile Carlotta,
il farmaco in caso tu stessi male potrebbe essere un buon compromesso, dato che non vuoi andare da uno psicologo. Parlane col tuo medico di base e senti cosa ti consiglia: potrebbe prescriverti lui qualcosa o forse indirizzarti a uno psichiatra.
Il "consiglio veloce" è comunque quello di provare e andare a fare la magistrale all'estero come ti sei prefissata. Del resto non è detto che se hai avuto questi problemi in passato, si ripresenteranno.
Una volta che ti troverai all'estero cerca di scrivere le cose che pensi che andranno male di giorno in giorno. Ogni sera poi verifica se le cose che credevi sarebbero andate male sono andate male davvero.
Infine considera che quello che tu descrivi come fallimento puó essere semplicemente una difficoltà momentanea, che come hai visto puó essere superata.
Se dovessi ancora avere gli attacchi comunque considera la possibilità di parlarne con un altro psicologo/a con il/la quale forse potrai trovarti meglio rispetto al precedente.
Ti auguro tutto il meglio.

Cordiali saluti,

dott.ssa Elisa Canossa, psicologa psicoterapeuta a Padova e Sustinente (MN)

Dott.ssa Elisa Canossa - Studio di psicologia e psicoterapia Psicologo a Sustinente

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