Ansia eccessiva alla guida

Inviata da Carlo · 17 dic 2014 Ansia

Salve dottori, vorrei un parere su questi sintomi che ho da poco più di un mese, sorti all'improvviso. Quando sono alla guida (da solo o con qualcuno accanto) mi prende un senso di ansia con tutti i sintomi relativi (capogiri, nausea, morsa allo stomaco, arti deboli) che mi sta impedendo di potermi muovere liberamente. Mi accade però solo su certe strade, cioè quelle lunghe e dritte, le rampe di immissione nelle autostrade e, appunto, le autostrade stesse, mentre per le strade dei paesi o le strade con molte curve non mi accade. Il pensiero che non riesco a togliermi dalla testa è che potrei sentirmi male alla guida lontano da casa, e la visione di questi lunghi rettilinei mi dà come la sensazione che manchi ancora molto al "traguardo", aumentando la mia ansia. Preciso che la stessa cosa mi accade sia a piedi sia in bici, non solo in macchina insomma. Quindi non è proprio paura di guidare in assoluto, è paura delle strade (e solo di certi tipi di strade).
Grazie.

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Miglior risposta 22 DIC 2014

Caro Carlo,
vorrei rassicurarla.
Può capitare che, in un determinato momento della nostra vita, compaiano sensazioni e vissuti simili in relazione a una specifica situazione. Per quanto ci lascino increduli e senza spiegazioni, questi sintomi non sono altro che segnali da decifrare al fine di poterli superare, spesso in tempi relativamente brevi. Credo che con la motivazione che l'ha portata sin qui potrà affrontare una consulenza e, se necessario, un percorso mirato alla risoluzione di questo momento.
Un saluto
Dr.ssa Panerai

Dr.ssa Martina Panerai, Psicologa, Sessuologa Psicologo a Velletri

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22 DIC 2014

Gentile Carlo, gli stati di ansia che descrive segnalano una "minaccia" che proviene dal suo mondo emotivo interno. Può essere utile dare voce a queste paure e, con l'auto di uno psicoterapeuta, tradurre il loro significato e capire come si legano a questo specifico momento della sua vita, dato che sono insorti improvvisamente giusto un mese fa.
Saluti
Maria Rita Milesi
Psicologa Psicoterapeuta a Bergamo e a Milano

Dr.ssa Maria Rita Milesi Psicologo a Bergamo

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22 DIC 2014

Caro Carlo,
l'ansia è sempre un campanello di allarme che ci ricorda di dover fare i conti con qualcosa che nella nostra vita non ci piace o vorremmo cambiare ma che allo stesso tempo ci spaventa. E' difficile poterle dire cosa ma forse lei ne sa più di me quando parla di "traguardi" lontani. Quali sono questi traguardi che vorrebbe raggiungere ma di cui allo stesso tempo ha paura? Cosa potrebbe accadere di positivo ma anche di negativo se dovesse raggiungere questi traguardi? Cerchi l'aiuto in un percorso psicologico per rispondere alle domande e vedrà che risolverà il suo problema. Saluti, dr Katjuscia Manganiello

Dr.ssa Katjuscia Manganiello Psicologo a Pesaro

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22 DIC 2014

buongiorno Carlo,
può darsi ci sia stato un evento scatenante nella sua vita recente che ha portato a questa situazione. Tuttavia, trattandosi di un disturbo d'ansia, lo si può risolvere solamente considerando la globalità della sua persona. Probabilmente ci sono alcuni aspetti di se che sta trascurando, consentendo cosi al disagio di manifestarsi.

resto disponibile per colloquio psicologico.
Cordialmente
dott. Alessandro Bertocchi

Dott. Alessandro Bertocchi Psicologo a Bentivoglio

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22 DIC 2014

Salve Carlo, condivido quanto scritto dalla collega Francesconi. Provi a consultare uno psicoterapeuta ad orientamento cognitivo-comportamentale. La sua condizione è piuttosto comune, e la psicoterapia cognitivo-comportamentale è l'approccio elettivo per porre rimedio alla sua sofferenza.
Buone feste Dott.ssa Lidia Angelone

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22 DIC 2014

Salve Carlo, condivido quanto scritto dalla collega Francesconi. Provi a consultare uno psicoterapeuta ad orientamento cognitivo-comportamentale. La sua condizione è piuttosto comune, e la psicoterapia cognitivo-comportamentale è l'approccio elettivo per porre rimedio alla sua sofferenza.
Buone feste Dott.ssa Lidia Angelone

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22 DIC 2014

Gentile Carlo
sebbene , come lei dice, i sintomi di ansia alla guida siano "sorti all'improvviso", tenga conto che c'è sempre dietro ogni sintomo un percorso e un perché che li porta alla luce.
I sintomi sono una comunicazione dell'inconscio e come tali ci parlano di noi e di qualcosa di importante che in noi sta accadendo.
Sono un pò come le spie della macchina che ci segnalano quando manca la benzina, l'olio o altro.
Detto questo un sintomo va compreso e interpretato. Il suo messaggio (del sintomo) ci sarà utile per comprendere cosa, profondamente, ci turba e ci impedisce di vivere bene e di stare bene.
Il sintomo vuole anche in qualche modo portarci a fare dei cambiamenti importanti.
Per comprendere nello specifico il suo sintomo, o meglio il messaggio del suo sintomo, ed utilizzarlo al meglio è necessario che lei svolga un percorso di psicoterapia.
Questo le sarà molto utile per conoscere meglio se stesso e le sue ansie che ora si concentrano su questi "rettilinei" che suscitano sgomento e paure varie.
Quindi non perda tempo e consulti uno specialista.
Cordiali saluti
Dot..ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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22 DIC 2014

Caro Carlo,l'idea di queste strade lunghe e diritte tipo autostrada mi fa pensare all'andarsene, all'allontanarsi dalle proprie cose e affetti. Il fatto che il panico insorga proprio in situazioni così specifiche è forse associato a qualche evento recente e magari improvviso?
purtroppo non conoscenfola e non avendo informazioni silla vita che svolge e sullo stsdio del ciclo vitale in cui si trova é difficile darle un parere piu approfondito.
le consiglio di parlare con un esperto perché questo genere di ansia non vada in futuro a limitare le sue possibilità.
Moglie L.

Dott.ssa Lucia Moglie Psicologo a Ancona

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22 DIC 2014

Grazie Dottoressa Francesconi, vede, ho letto (ed è anche abbastanza intuibile) che l'evitamento della situazione che genera ansia, se in un primo momento rassicura, poi può generare ancora più ansia. Io ci provo ogni giorno a rimettermi su quelle strade che mi fanno paura, ma spesse volte è un trauma, rischio fra l'altro di farmi male o fare male a qualcuno. Continuerò a provarci ad ogni modo, magari per gradi.

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17 DIC 2014

Buongiorno Carlo,
ciò che le sta succedendo è piuttosto comune.. i luoghi molto vasti e aperti, come può essere un’autostrada rettilinea, possono dare l’impressione di “solitudine”, di vuoto, di smarrimento, e quindi alimentare una certa ansia. Noto che ha una buona consapevolezza di ciò che le accade in quei momenti e dei pensieri preoccupanti che maggiormente si presentano nella sua mente e mi sembra di capire che tali timori le stiano limitando un po’ gli spostamenti o quanto meno la possibilità di muoversi serenamente. Ciò che le sta capitando è appunto un problema d’ansia e la modalità più opportuna sarebbe quella di intraprendere un percorso psicoterapeutico che la aiuti sia a fronteggiare meglio questo stato emotivo senza spaventarsene, conoscendo meglio di cosa si tratta e come si mantiene e amplifica il problema, quindi senza limitare la sua quotidianità, che a scoprire come mai è insorta quest’ansia proprio ora, a che cosa potrebbe essere legata.. ad esempio, sta succedendo o è recentemente successo qualcosa di particolare nella sua vita, un cambiamento, una perdita, un distacco, uno stress maggiore del solito? La sola risoluzione in termini di tolleranza dell’ansia potrebbe non bastare per eliminare del tutto il problema, che potrebbe ripresentarsi sotto altre forme d’ansia a distanza di tempo.
L’approccio cognitivo comportamentale si è dimostrato ampiamente efficace nel trattare queste problematiche, anche in tempi medio-brevi. Provi a consultare un terapeuta della sua zona, magari ricorrendo all’elenco di questo sito.
A disposizione per ulteriori informazioni,
un caro saluto,
Dott.ssa Chiara Francesconi

Anonimo-127163 Psicologo a Fano

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