Ansia eccessiva della morte dei genitori e di rimanere sola

Inviata da Reef · 29 set 2020

Buonasera,
Vi contatto perché da sempre ho un’ansia eccessiva della morte dei miei genitori.
Sono una ragazza di 22 anni e durante l’infanzia, ho vissuto 5 lutti un anno dopo l’altro, con conseguente distruzione della mia famiglia. Da circa 3 anni e mezzo, sono fidanzata con un ragazzo che purtroppo lavora su una compagnia crocieristica diversa dalla mia, quindi non riusciamo a goderci a pieno la nostra relazione. A causa del mio lavoro, mi trovo perennemente lontana dai miei genitori (unici parenti che ho insieme ad uno zio) e dal mio ragazzo. Da 2 anni a questa parte (ovvero quando ho iniziato ad imbarcare), quest’ansia di rimanere sola è aumentata a dismisura. Amo il mio lavoro, ma sento che questa mia scelta mi obblighi a sprecare gli ultimi anni con i miei genitori (di 62 e 53 anni) e vivo con la perenne fobia che possano chiamarmi per informarmi dell’ennesimo lutto. Non posso però lasciare il mio impiego per motivi economici e la mancanza di occupazione nella mia città. Piango solo al pensiero di perdere i miei genitori e mi capita di desiderare di morire prima di loro pur di non vivere quest’enorme dolore. Mi rendo conto inoltre che questo mio trauma affetta la mia relazione perché nonostante la mia età, ho un desiderio esagerato di sposarmi ed avere dei figli, come se questo potesse darmi un senso per continuare a vivere. Ovviamente il mio ragazzo (27 anni) non si sente ancora pronto per un passo del genere. Non riesco nemmeno a guardare un film in cui si assiste alla morte di un genitore perché le mie palpitazioni aumentano e mi manca l’aria. Purtroppo non ho nessuno con cui parlarne perché non voglio far preoccupare i miei genitori né il mio ragazzo (che ho anche paura di perdere). A causa del mio lavoro, ho inoltre poche amicizie e nonostante io abbia svariate ragioni per possedere una buona autostima (parlo 6 lingue, sono una bella ragazza, mi manca poco per essere manager), mi sento molto insicura. Sono quindi cosciente dell’origine del trauma, ma comunque vivo con questo perenne stato d’angoscia e preoccupazione del futuro sentimentale e soprattutto familiare. Grazie mille per l’eventuale risposta,
Cordiali saluti

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Miglior risposta 30 SET 2020

Buongiorno. Aver vissuto numerosi lutti è certamente un motivo di sofferenza e di angoscia. È comune che il significato della morte sia per Lei più accessibile rispetto ad altri, perché avendolo sperimentato più volte è saliente. L'attuale paura è verosimilmente significabile però alla luce non solo di tali eventi, ma anche e soprattutto di una progettualità che è incerta, e di uno spazio di condivisione delle esperienze che è limitato. Lei ad oggi non ha particolari alterità significative a parte il compagno - che vede poco e non condivide, ad oggi, il Suo progetto - e i Suoi genitori. C'è un domani incerto, fonte di ansia e angoscia, e una sensazione di solitudine che La porta ad aggrapparsi e rivolgersi a chi ha vicino - compresa la paura di perderlo. Manca un senso di mantenimento di se nel tempo che sia personale e identitario. Sarà utile certamente inserire i lutti nella storia di vita con un senso, ma sarà verosimilmente ancora più utile impostare il lavoro sulla costruzione di un progetto di sè, individuale e familiare. Questa paura che sente assumerà senso e significato, riducendosi al contempo. Contatti un terapeuta. Cordialità, DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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1 OTT 2020

Buonasera Reef,
Come già spiegato da altri colleghi, aver vissuto numerosi lutti, soprattutto in giovane età, è causa della forte sofferenza e della perdita della sensazione di sicurezza che sta vivendo in questo momento, soprattutto per le relazioni per lei più significative come quella con i suoi genitori e con il fidanzato. In aggiunta, lavorare a distanza senza poter vedere frequentemente le persone per lei importanti rende tutto più difficile: aumenta la sensazione di solitudine, porta a fornire maggiore attenzione a pensieri negativi, a rimuginare sui pericoli del futuro senza aver la possibilità di condividere, di avere un supporto emotivo, affettivo, una vicinanza... È davvero dura la sua situazione. Essere consapevoli della causa della sofferenza e ricercare un aiuto, però, è già un primo fondamentale passo, significa che c'è una parte di lei che vuole lottare per farla stare meglio, per cambiare le cose, per vivere una vita in linea con i suoi valori, obiettivi, con la persona che vuole essere, e questo è importante. Posso consigliarle di ascoltare questa parte di lei e ricercare un aiuto di un professionista. La terapia EMDR potrebbe aiutarla nell'elaborazione dei traumi dei lutti, alleviare quelle emozioni negative che attualmente la fanno stare male. Il suo lavoro so che complica la situazione ma c'è sempre qualcosa che si può fare, potrebbe ricercare un professionista nella sua zona che svolge anche terapia online in modo da iniziare intanto un percorso di supporto, parlarne con qualcuno già la aiuterebbe a distanziarsi da emozioni e pensieri negativi e a rielaborare, e poi quando è a terra potrebbe proseguire in studio, magari con tecniche più specifiche. La sua vita è anche adesso, prendersi cura di noi stessi ci fa stare meglio e ci aiuta anche nelle relazioni con gli altri e con la vita stessa, non si abbatta e ascolti la sua parte "combattiva". Le auguro di poter stare meglio a breve, un caro saluto.

Dott.ssa Giulia Fruzzetti Psicologo a Livorno

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30 SET 2020

Buongiorno Reef,
Il suo racconto trasmette l'angoscia che prova al pensiero della perdita dei suoi affetti più cari, e sembra essere molto consapevole di quanto i lutti che si è trovata suo malgrado a vivere in un'età così delicata abbiano a che vedere con la sofferenza che si porta dietro.
Questo mi sembra un buon punto di partenza.
Forse potrebbe valutare la possibilità di intraprendere un percorso con un terapeuta che le permetta di prendere contatto con le emozioni suscitate da quegli eventi, in modo da riuscire a prendere in mano la sua vita, senza che le sue paure le impediscano di vivere con la serenità e l'entusiasmo che merita una giovane donna come lei.

Stia bene,

Dott.ssa Ottavia Baroli

Dr.ssa Ottavia Baroli Psicologo a Biella

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29 SET 2020

Cara Reef,
immagino quanto difficile possa essere per Lei provare l'angoscia che descrive e che non se ne va. Mi chiedo se dopo le esperienze difficili che ha vissuto abbia mai avuto l'occasione di condividere quello che provava, di parlare di quel che era successo. Non so se ha mai ricevuto un aiuto professionale per affrontare tutto questo ma in ogni caso sarebbe utile chiederlo adesso. Ideale sarebbe iniziare un percorso psicologico in presenza ma se viaggia molto e anche prossimamente continuerà a spostarsi, potrebbe cercare un professionista nella Sua zona che lavori anche online per poter continuare in presenza quando ne avrà l'occasione. Non poter parlare di quello che La turba rende tutto più difficile ed è per questo motivo che Le consiglierei di cercare un aiuto professionale al più presto.
Cordialmente,
Dott.ssa Katarina Faggionato

Dr.ssa Katarina Faggionato Psicologo a Vicenza

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29 SET 2020

Cara Reef, sembra che sin da piccola abbia vissuto dei lutti che ti hanno certamente segnata. L'ansia che provi rispetto ai tuoi genitori sembra molto rimandare al timore delle separazioni, che, come quello che hai riportato tu stessa, riflettono le perdite avute in passato. Tuttavia ciò che provi non ti fa vivere serenamente e, soprattutto, non ti consente di vivere a pieno il tempo che riesci a trascorrere con i tuoi. Di rimando, la tua condizione, come riferisci, compromette anche il rapporto con il tuo ragazzo. Quindi, é molto importante affrontare, con l'aiuto di uno psicologo, il trauma che hai vissuto precedentemente ed elaborare, di conseguenza, la paura della separazione dai tuoi e l'ansia, in generale, per poter vivere i piccoli momenti che vivi nel presente con i tuoi cari e il tuo fidanzato, da una videochiamata ad un messaggio, ad un incontro.
Buona fortuna e serenità.
Dr.ssa Amanda D'Ambra.

Dr.ssa Amanda D'Ambra Psicologo a Torino

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