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Accettare la morte di una persona cara

Inviata da Nina il 10 giu 2015 Elaborazione del lutto

Sembrerà ridicolo perchè sono adulta, ho 40 anni, ho un buon lavoro, una vita, ma da quando è mancato mio padre non trovo pace. Mi stanno assalendo l'ansia perchè non ho mai avuto figli. Mi ritrovo che forse è troppo tardi e non ci posso fare più nulla, ho tutto questo amore che non so più a chi devo dare. Ero figlia unica e adesso non ho più nessuno dei miei genitori. Io e mio marito pensavamo che i figli ci avrebbero tolto la libertà e le risorse per fare quello che ci pareva, ma adesso sto provando una forte solitudine. Ma mica si può fare un figlio per solitudine? È una responsabilità che ti resta per tutta la vita quella!

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Cara Nina
l'elaborazione di questo lutto a riguardo della perdita di tuo padre e, considerato il fastto che non hai più nemmeno la mamma, è certo difficile perché è una situazione di dolore e di sdradicamento.
Forse per te fare un figlio non sarebbe tanto un discorso di non essere sola ma di "radicarti" di nuovo e forse come sentire di dare nuova vita alla tua famiglia.
Comunque sia, proprio questa situazione di solitudine potrebbe portarti a concepire un qualche impegno verso altri, a realizzare in altro modo il tuo bisogno di contatto.
Tieni presente che tutto quello che farai per altri ti darà un maggior senso di appartenenza, anche se si tratterenbbe di una appartenenza molto ampia, alla famiglia umana.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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"Io e mio marito pensavamo che i figli ci avrebbero tolto la libertà e le risorse per fare quello che ci pareva, ma adesso sto provando una forte solitudine".L'essere umano è progettato dalla natura con tutte le caratteristiche e funzioni per essere in grado di "rispondere" a diversi "mandati": trovare un partner , costruire un "nido", "fare copie di sè", nutrire, dare sicurezza, stabilità, educare, e cosi via dicendo. Avendo dato priorità ad altre cose... alla fine arriva il conto... ora, tutto quel dono (amore) che la vita vi ha regalato dove lo mettiamo ?. Non sottovaluti la sua situazione. Consulti uno psicoterapeuta che vi aiuti a mettervi sul binario che conduce alla felicità. Ne avete pieno diritto ed è giusto che lei e suo marito vi concediate un futuro migliore.

Dott. Francisco Sanchez Psicologo a Salerno

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Ciao Nina,
credo da quello che leggo che si sono unite due emozioni e sensazioni diverse; una il dolore per la perdita dei tuoi genitori e l'altra il senso di solitudine. Certamente la perdita dei nostri cari ci fa sentire soli al mondo e proprio nel ruolo di figli che abbiamo bisogno di accudimento e sostegno; che purtroppo per la perdita non sentiamo e questa sensazione ci fa venire a galla tantissime emozioni.
Il dolore, il senso di colpa, la rabbia e la frustrazione; tutte emozioni che vanno elaborate e che possono portarci a pensare che possiamo colmare tutto questo con un figlio.
Da quello che scrivi mi sembra che la vostra scelta di non avere figli sia stata ragionata e ponderata con tuo marito e che ora le emozioni che senti sono altre tanto che scrivi " non trovo pace". Ritengo che elaborare un lutto sia un percorso doloroso e che richiede il suo tempo e potrebbe essere utile per te guardare questo e tutte le emozioni e sensazioni collegate; puoi farlo con un sostegno di un professionista.
Se vuoi contattarmi resto a completa disposizione.
Spero che lentamente questo senso di solitudine venga incanalato in altro e ti possa dare modo di sfruttare quell'amore che senti di avere.
Un caro saluto
Dott.ssa Eleonora Sellitto

Dott.ssa Eleonora Sellitto Psicologo a Roma

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Cara Nina, questo tuo senso di solitudine in questo momento della tua vita è evidente ..la perdita di un padre di una guida ...tu figlia unica ti trovi a doverlo affrontare da sola e pensi subito a come poter colmare questo vuoto profondo ...se con un figlio. Ora condividi con i tuoi cari con il tuo compagno la perdita e il dolore del lutto è un dolore che deve essere necessariamente condiviso ... . Il figlio è un atto di grande amore per una coppia non serve a riempire vuoti o sostituire chi non c'è più. Sei una 40 enne matura ma non vecchia per cui per un figlio hai ancora tempo. Ti sono vicina se hai bisogno di approfondire sono qui a disposizione.
Un abbraccio
Dott.Rosas Maria Giovanna

Dott.ssa Maria Giovanna Rosas Psicologo a Como

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Gentile Nina,
forse ci vuole un po' di incoscienza per fare i figli, ma d'altra parte la vita è piena di scelte. spesso un po' rischiose.
A 40 anni la fertilità della donna è diminuita ma non assente; ma a monte dovreste prima decidere di provare. Penso che dei colloqui con uno psicologo pscoterapeuta potrebbero aiutarla molto, sia a superare il lutto, sia a prendere delle decisioni responsabili o comunque a vivere più serenamente.
cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Gentile Nina,
la perdita di una persona cara al dì là dell'età è un evento che inevitabilmente solleva e smuove emozioni, bisogni, desideri, pensieri. La perdita di un genitore può attivare tutta una serie di emozioni, bisogni e desideri legati alla dimensione dell'attaccamento e dell'accudimento...questo è il suo caso.
In questo momento potrebbe esserle utile fermarsi e concedersi il tempo di elaborare la perdita di suo padre e tutto ciò che questo evento ha elicitato. Nella sua vita c'è una persona importante, suo marito...condivida con lui questi vissuti, pensieri e si conceda di vivere le sue emozioni nella relazione con lui.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Stefania Valagussa

Dott.ssa Stefania Valagussa Psicologo a Concorezzo

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Gentile Nina,
la carica affettiva che lei sente, la può riversare sulla sua relazione di coppia, a prescindere dall'eventuale nascita di un bambino, che di certo sarebbe un completamento della vostra condizione di vita, ma che non è indispensabile per la vostra serenità. Lasci che le cose accadino da sole, se devono accadere. L'accanimento fine a sé stesso, spesso porta infelicità. Viva la sua vita senza farsi troppo condizionare dai rimpianti. Glielo auguro fortemente.
Cordiali saluti.

Dott. Paolo Cervoni Psicologo a Roma

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Cara Nina,
la perdita dei tuoi genitori e quella più recente di tuo padre ti hanno tolto il ruolo di "figlia". Ad un tratto, sebbene già adulta ed autonoma da tempo, stai provando il senso di reponsabilità che deriva dal non avere più la propria figura di accudimento.

Non è un caso che, proprio ora, tu senta il bisogno di ristabilire una qualche forma di accudimento pensando ad un figlio. Come ben osservi, però, fare un figlio per colmare la propria solitudine è un pò come cercare che sia lui ad accudire il genitore e non viceversa, come sarebbe naturale.

Non prendere decisioni affrettate e concediti il tempo di elaborare il lutto.
Appoggiati a tuo marito e condividi con lui questi pensieri, offri a lui, a te stessa e alle cose che ti piacciono l'amore che "non sai a chi dare". Lasciati sorprendere dal futuro.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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