Paura della morte delle persone a cui voglio bene

Inviata da G75 · 26 ago 2015 Fobie

salve sono una donna ormai adulta, di 40 anni, ma ho perso mia madre molto presto, quando avevo solo 18 anni. Ci avevo messo anni a superare questa cosa e pensavo di stare bene, in verità non mi manca più ho fatto pace con questa cosa ma mi sono resa conto di vivere nel terrore della morte di un'altra persona cara. I miei nonni hanno ormai 92 anni a testa, mio figlio è ragazzino, mio marito prende la moto ogni giorno per andare a lavorare ed io vivo in un costante stato di apprensione. Mi trovo mille cose da fare per non pensarci. Ho paura di provare dinuovo quel dolore, è stato già duro la prima volta, non so se potrei farcela una seconda senza crollare. Non ci pensavo più da tantissimo tempo alla morte, poi è successo che ho avuto un incidente mentre andavo al lavoro e mentre mi portavano in ospedale l'unica cosa che pensavo era lo spavento che si stava prendendo la mia famiglia, la paura di lasciarli soli, la paura che mio figlio dovesse provare quel dolore. Da quel momento il più piccolo problema di salute di una persona cara o anche solo il fatto che mio figlio vada a scuola da solo in bicicletta mi gettano in uno stato di ansia. So che non è razionale ma è come se la morte fosse tornata di colpo a far parte della mia vita e questo mi fa sentire come se fossi tornata indietro di 22 anni.

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Miglior risposta 27 AGO 2015

Gentile lettrice,
lei ha ragione, è proprio come se fosse tornata indietro di 22 anni. L'incidente che lei ha avuto ha rappresentato quello che può essere assimilato ad un P.T.S.D. (disturbo post-traumatico da stress) che ha riattivato le paure e le reazioni che ha vissuto tanti anni fa per la perdita di sua madre.
Il consiglio è quello di intraprendere un percorso di psicoterapia preferibilmente di tipo cognitivo-comportamentale che includa tecniche di rilassamento.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio Campagna (Salerno)

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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28 AGO 2015

Gentile G75,
la sua storia di vita l'ha resa particolarmente sensibile al tema della morte e della perdita, e le paure e le ansie si legano a questa particolare sensibilità. Potrebbe esserle utile un percorso psicologico da un lato per valutare la presenza di traumi non risolti e dall'altro per guardare e gestire le manifestazioni ansiose ed i pensieri intrusivi che peggiorano la sua qualità della vita e ostacolano il suo funzionamento quotidiano.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Stefania Valagussa

Dott.ssa Stefania Valagussa Psicologo a Concorezzo

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27 AGO 2015

Carissima G75,
la sua reazione, se pur irrazionale, le sta dicendo qualcosa.
Inoltre, che sia irrazionale, non significa che non sia importante.
Qualcosa dopo il suo incidente ha riattivato vissuti passati, situazioni che nel presente le creano questo pensiero ricorrente.

Potrebbe pensare di cominciare un percorso terapeutico per eviscerare le problematiche sottostanti a questi pensieri.

Coraggio.

Un caro saluto,
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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27 AGO 2015

Gentile signora G.
i dolori, come le montagne, si possono superare ma non dimenticare, cancellare. Lei ha la percezione di aver superato, a tempo debito, il dolore della perdita di sua madre e il suo recente malore l'ha catapultata indietro nel tempo. Le è tornato in mente tutto quello che ha passato e ha immaginato che potesse un giorno succedere la stessa cosa a suo figlio. E' perfettamente naturale che il suo stato d'animo abbia virato verso una tonalità di tipo ansioso... Probabilmente, superare questo momento è l'occasione per aggiungere un ulteriore tassello all'elaborazione del lutto, confrontandosi con la perdita di sua madre con gli occhi non più della ragazza di 18 anni ma della donna di 40.
Un caro saluto
Dott.ssa Stefania D'Antuono

Dott.ssa Anna Stefania D'antuono Psicologo a Venezia

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27 AGO 2015

Cara G75,
la morte è così strettamente connessa alla vita che è quasi strano che non capiti di pensarvi ogni giorno. La natura ha messo a punto un sistema tale per cui riusciamo a vivere, nonostante esista la morte.

Alcune persone, per esperienze personali e per sensibilità, notano questa compresenza.

Per alleggerire i suoi pensieri, tenga un diario e annoti su carta le paure e le preoccupazioni. Valuti anche un percorso di consulenza e sostegno psicologici, per imparare a gestire i picchi emotivi d'ansia e i pensieri intrusivi.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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27 AGO 2015

Gentile G75
i disturbi d'ansia si giovano moltissimo della psicoterapia che è necessaria non solo per i contenuti che fornisce, ma anche per una "relazione" terapeutica che ovviamente non ci si può dare da soli.
Ciò che ci dice fa pensare che il trauma dei 18 anni faccia sentire ancora i suoi effetti e le consiglio pertanto di cercare uno psicoterapeuta che la aiuti.
I traumi si risolvono abbastanza facilmente e possono essere alla base di stati d'ansia.
cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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26 AGO 2015

Gentile signora,
il timore di perdere le persone care sembra avere per lei le caratteristiche di un pensiero angoscioso e ossessivo. Probabilmente è davvero la riattivazione di uno stato doloroso già vissuto in passato con la perdita della mamma. E' possibile che questo pensiero sia collegato al timore di separarsi dalle persone e derivi da una forma di insicurezza personale. Eppure lei può gradualmente superare questa condizione di apprensione e giungere a vivere le relazioni e gli affetti con maggiore serenità. Si tratta di osservare e pensare sé stessa con maggiore fiducia nelle sue possibilità di superare le difficoltà che la vita inevitabilmente ci mette di fronte. In un certo senso lei lo ha già fatto quando è mancata sua madre ed è stata brava e coraggiosa. In bocca al lupo.

Dott. Mazzoleni Damiano Psicologo a Lecco

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