Non riesco ad accettare la morte

Inviata da Andrea · 2 lug 2015 Fobie

Premetto. Sono un ragazzo di 20 anni che peró, a parer mio, rispetto ai ragazzi della mia età ha sempre pensato un pó più in là degli altri.
Non ne ho parlato molto di questa cosa perchè, anche se esco con moltissima gente e sono un ragazzo apertissimo, non mi sembra uno dei migliori discorsi da fare in pubblico o davanti ad una birra.
Bene, io non riesco ad accettare la morte, di certo non credo alla barzelletta che la chiesa, o chissà quale organizzazione ha messo in scena e stipulato per tenere a bada le grandi masse di persone, promettendo una vita eterna.
Svolgo una vita normale, sono un ragazzo fortunato, nato in una famiglia che a livello economico sta bene e ho già girato abbastanza il mondo, ma non riesco a togliermi questo pallino
2/3 volte al giorno mi frulla per la testa questo pensiero, anche nei momenti meno opportuni e non so proprio come rispondermi.
Non riesco ad accettare che, anche se il più lontano possibile, esisterà un mondo senza le persone che tutt'ora lo compongono, i miei famigliari ed io.
Questa cosa è straziante, mi rovina anche i momenti più belli.
Come sa devo fare?
Sono una persona che non accetta le cose e questo è il problema, non riesco ad accettare la morte.

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Miglior risposta 6 LUG 2015

Caro Andrea
alla tua lettera viene voglia di rispondere in quanto ci mostri bene i due lati della medaglia.
Da un lato c'è la "brillantezza" della tua vita di "giovane fortunato" avendo tutto quello che ti serve e desideri e sembri anche sereno.
Dall'altro c'è questa incalzante idea della morte e paura della morte.
Certo della Morte tutti vorremmo dimenticarcene ...eppure è un soffio che è sempre presente, insieme alla nostra vita; proprio come mostri tu.
Freud ha insegnato che l'accettazione dell' idea della morte fa parte del Principio di Realtà e se non l'accettiamo non entriamo totalmente nella realtà.
Escludendo la Morte si resta nel Principio del Piacere il quale però non può connotare totalmente la vita.
La vita infatti è un tutt' Uno e lo stesso Principio Vita e Principio Morte si attraversano di continuo.
Quindi non si può in ogni caso escludere questa Grande Disturbatrice dell'ordine interiore, che ne è, paradossalmente, la prima ordinatrice.
Alla morte occorre dare un senso e una collocazione.
Questo tuo "disturbo" ti indica una via per la profondità e il progresso nella conoscenza e percezione di te.
Lasciatene disturbare, ti recherà molta conoscenza in più dei fatti della vita e ne te porterà il vero senso.
Come tutti i viaggi significanti anche questo andrebbe fatto con un compagno di viaggio.
Una Guida.
Se vuoi puoi cercarlo e trovarlo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Ceccucci

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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20 LUG 2015

La morte fa tanto paura perchè ci toglie le nostre certezze, è un viaggio verso l'ignoto o verso qualcosa di finito. Sarebbe importante concentrarsi sul presente e la nostra vita, godere delle persone a cui vogliamo bene ed imparare a camminare con le nostre gambe, è importante il sostegno degli altri ma non deve eccedere in un'assoluta dipendenza. Cerchiamo di capire quali sono le nostre risorse per stare bene con noi stessi, i nostri bisogni....Vediamo la morte come qualcosa di costruttivo che ci stimoli a vivere come noi desideriamo senza sprecare tempo inutile

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6 LUG 2015

Caro Andrea, sarebbe interessante poter discutere con te delle tue esperienze personali ed affettivo-familiari e cosa ti spinga a pensare così spesso all'argomento.
Dott.ssa R.Pranzo

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3 LUG 2015

Caro Andrea, sarebbe interessante poter chiacchierare con te riguardo a quelle che possono essere state le tue esperienze dirette e indirette (familiari, conoscenti ma anche film e letteratura) con la morte fino ad oggi. Si potrebbe arrivare a comprendere da dove deriva il tuo pensiero "ossessivo" e imparare a gestirlo e col tempo superarlo. Dott.ssa R.Pranzo - Torino

Anonimo-146760 Psicologo a Torino

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3 LUG 2015

Caro Andrea,
pur non avendo da lustri la tua età, avverto una profonda risonanza con i tuoi vissuti e nell'immediato, alla luce della mia esperienza esistenziale e professionale, posso garantirti che tu hai un prepotente bisogno di sperimentare le incessanti rinascite che richiedono una reale emancipazione affettiva. Sinteticamente, magari non subito, essendo tu come essere unico ed irripetibile, dotato di una sbocciante saggezza, cerca di immaginarti completamente solo al mondo, accogliere l'attimo desolatamente disperato, lasciando scorrere tutto ciò che ti attraversa dentro; qualcosa di nuovo che dirti non so, cambierà immediatamente la tua prospettiva. Con questo, non ti ho passato la "formula magica" ma la possibilità di scoprire che "dietro l'angolo" non esiste solo la morte ma attimi di infinito. Certamente, se senza fretta, nella tua zona, riuscirai a trovare un mio o mia collega con formazione seriamente psicodinamica, non ci metterai molto ad uscire dalla "zona d'ombra". Resto a disposizione se lo riterrai opportuno.
Con profonda stima

Dottssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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2 LUG 2015

Caro Andrea, c' è qualcosa a volte che accade tra le persone, un particolare scambio affettivo, una condivisione di un emozione con qualcuno che per noi è importante, un intenso momento di incontro, di gioco o di comprensione con l'altro, che ha il potere di porre in rilievo quel momento, quell'emozione condivisa, e di lasciare sullo sfondo tutto il resto, anche l'ineluttabile idea della morte. Momenti come questi ci aiutano ad alimentare il desiderio di vivere il presente e a vedere il nostro futuro con fiducia e speranza. Anche se il finale della nostre vite sembra apparentemente già scritto, di fatto non è così, perché momenti come questi possono fare un'enorme differenza. Un sincero in bocca al lupo. Un caro saluto. Dott. Massimo Perrini - Psicologo Psicoterapeuta Psicoanalista Relazionale a Roma

Dott. Perrini Massimo Psicologo a Roma

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2 LUG 2015

Caro Andrea,
in effetti questa faccenda della morte è difficile da inquadrare. Sappiamo già in partenza che "non sarà per sempre" e queste riflessioni hanno accompagnato tanti pensatori dell'umanità, persone con una sensibilità marcata e la capacità di astrarre l'esistenza.

Puoi fare tesoro di questa tua profondità di pensiero e di sensazione e trasformarla in una risorsa, che ti consenta di vivere il quì ed ora, il tuo presente, con la consapevolezza che ogni attimo è unico e va vissuto.

E' straziante immaginare la fine, hai ragione. Si può scegliere di attenderla con apprensione, con noncuranza, struggendosi o cercandola. Si può anche, conoscendone l'ineluttabilità, dare valore al tempo che ci separa da lei.

Puoi anche mettere in parola, musica, arte questo tuo sentire per condividere e non sentirti solo.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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