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Abituarsi all'idea della morte di una persona cara

Inviata da Jennyfer · 29 set 2015 Elaborazione del lutto

Sembrerà strana la mia domanda perché sono una persona già grande, con una vita, una familgia, una casa, un lavoro che mi piace molto: sto facendo una terribile fatica ad abituarmi al fatto che i miei nonni, ormai ultranovantenni mi stiano lasciando. Sono sempre più rimbambiti, sempre meno auto-sufficienti... e per me questo distacco, che dovrà avvenire prima o poi mi spezza il cuore.
I miei nonni sono stati la mia famiglia, non ho vissuto con i miei genitori, ma con loro. Forse nei 20 anni che abbiamo passato insieme non li ho apprezzati abbastanza e me ne pento, ma appena mi sono trasferita in un'altra città per studiare hanno iniziato a mancarmi terribilmente. Sono stati loro a incoraggiarmi negli studi, sempre, mai mettendomi sottto pressione. Mi hanno trasmesso l'amore per il lavoro, per la famiglia, il sapore delle cose semplici, del bello della vita che si trova in una crostata preparata con amore, mi hanno dato un modello a cui ispirarmi sia professionalmente (mio nonno a 18 anni era già cavaliere del lavoro) che umanamente, sono insieme da 70 anni! Erano cosí orgogliosi quando mi sono laureata, cosí felici quando mi son sposata...insomma sono i miei genitori. Sto male all'idea di perderli, hanno colmato il vuoto lasciato dall'abbandono di mia madre e mio padre e anche se adesso ho una famiglia mia so che mi sentirà molto sola senza di loro. Come posso abituarmi piano piano a questo pensiero? Grazie per le risposte

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Cara Jennifer,
lei è stata fortunata a potersi giovare di una seconda possibilità avendo dei nonni che con amore si sono assunti nei suoi confronti una nuova funzione genitoriale proteggendola con quest'atto riparativo da quei danni che lei avrebbe potuto ricevere e poi a sua volta probabilmente trasmettere ai suoi figli lungo la catena generazionale.
Quindi può essere giustamente grata non solo per se stesa ma anche per i suoi figli.
Come sa, l'uomo non è padrone nè della vita nè della morte nel senso che può solo cercare di vivere al meglio la prima e accettare la seconda senza poterne avere il controllo.
Il fatto che lei sta assistendo nel tempo ad un decadimento progressivo dei suoi nonni e ne sta parlando a noi è già un modo per iniziare ad elaborare un lutto futuro in una modalità discreta e delicata e lo stesso potrà fare con i suoi figli facendo loro capire che l'amore dei nonni per lei è stato salvifico anche per loro che ne sono ignari.
Per ora può solo restituire in piccola parte l'affetto che ha ricevuto. In futuro potrà conservare di loro un caro ricordo e questo è quello che ogni persona, prima di andarsene, dovrebbe augurarsi di lasciare in quelli che restano.
Cordiali saluti.
Dr Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Jennifer,
non so se ci si possa mai abituare alla perdita di persone care. Capisco la sua paura, sta già pensando a come si sentirà quando loro non ci saranno più, e questo la fa soffrire ancora prima del tempo. Questa tendenza a voler correre avanti è un segnale di una certa dose di ansia, anche comprensibile. Ma quanti momenti presenti sta perdendo? A volte pensare solo al futuro è un vero e proprio ostacolo per il presente. Quindi provi a fare con loro qualcosa, così da non rimpiangere di "non aver fatto". Adesso sta rimpiangendo quando era giovane, poi cosa potrebbe rimpiangere se continua a non viversi il presente? Può condividere con loro le sue giornate, può coinvolgerli raccontandogli la quotidianità, insomma li tenga ancora con se ora che ci sono. Quando, spero il più tardi possibile, non ci saranno più, in realtà vivranno nei suoi ricordi e in tutto quello che lei ha costruito. Il dolore sarà grande, come negarlo, ma il tempo l'aiuterà a capire, che anche lei ha la stessa funzione per i suoi familiari, è il riferimento dei suoi figli e se ne deve occupare. Come vede ha ancora moltissime cose nel presente a cui pensare ma le possono sfuggire se si perderà nelle preoccupazioni del futuro. Un caro saluto,
Dott.ssa Roberta Schiazza
Psicologa e psicoterapeuta Chieti Pescara

Studio Di Psicologia e Psicoterapia Dott.ssa Roberta Schiazza Psicologo a Chieti Scalo

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Cara Jennyfer,
ora, che i suoi nonni sono ancora vivi, non corra avanti con il pensiero e viva il presente.
Goda della loro compagnia e,quando sta con loro, colga l'occasione per piccole sorprese, per ringraziarli di cose passate e per far loro sapere del suo amore e gratitudine per tutto quello che sono stati per lei.

Se avranno voglia di parlare della morte, accolga la loro richiesta. A volte gli anziani cercano questa condivisione. Da un punto di vista evolutivo i suoi nonni sono consapevoli da sempre che spetta a loro andarsene per primi e lasciarla a vivere la sua vita. Per quanto doloroso, salvo casi eccezionali, andare prima del figlio o nipote è quello che, un genitore e nonno si auspica.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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Cara Jennyfer,
anche se pare banale dirlo, la morte fa parte della vita ma ciò non toglie che la perdita di persone care è sempre un evento doloroso.
Non mi sembra, da queste poche righe, che lei non li abbia apprezzati abbastanza, ha ben chiaro nella mente e nel cuore tutto quello che hanno fatto per lei, dalle cose quotidiane (che poi sono le più preziose) all' importante ruolo genitoriale che hanno ricoperto nella sua vita.
L' affetto reciproco che vi lega si scorge leggendo le sue parole e sono certa che i suoi nonni sanno bene quanto sono stati e sono tutt'ora importanti per lei.
Il lutto è un evento straziante che richiede di essere elaborato e non esiste medicina per guarirlo, ma occorre tempo per accettare la realtà dei fatti sui quali nessuno di noi può avere controllo.
Comprendo le sue paure, ma non dimentichi che i suoi nonni sono ancora vivi e hanno bisogno di lei, come lei ha avuto bisogno di loro, quindi continui ad essere presente e affettuosa come è stata fin'ora e si rassereni pensando a tutto quello che le hanno insegnato, come il significato dell' amore e della vita.
Sono certa che, quando sarà il momento, troverà dentro di sè e nella sua nuova famiglia tutte le risorse per fronteggiare al meglio la situazione.
Un caro saluto.

Dott.ssa Ilaria Visconti - Firenze

Anonimo-125947 Psicologo a Firenze

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Buongiorno jennyfer, un modo per abituarsi alla scomparsa di persone così care, almeno io, non lo conosco. Spero sinceramente che i colleghi sapranno colmare questo mio vuoto.Tuttavia, credo che lei, in realtà, lo stia già facendo, prendendosi cura di loro con la consapevolezza che quelle potrebbero essere le ultime attenzioni che offre loro. Credo che il miglior modo (ma è solo una mia convinzione, non un concetto specialistico) sia quello di, rimanendo con loro, scomparire anche lei, quando sarà, un po con loro. Sappiamo tutti che, quando perdiamo un nostro caro, qualcosa di noi lo perdiamo; in realtà, sono convinto che, il ricordo che noi abbiamo di quella persona a noi così cara, sia proprio quella parte che ci manca e che non ci verrà mai più restituita (fortunatamente, oserei dire). Magari è solo una visione romantica della relazione con persone che tra un po di tempo ci lasceranno, ma credo anche che questa modalità, le permetta di vivere fino all'ultimo istante (o quasi) con loro, diminuendo l'intensità del trauma da lutto che, inevitabilmente, seguirà. Infine si ricordi, e questa è una funzione meravigliosa del nostro cervello, che i ricordi non sono come un oggetto che lei prende da un cassetto e, dopo utilizzato o rivisto, lo ripone nel cassetto. In realtà, i ricordi sono continue ri-costruzioni di ciò che abbiamo vissuto. Dunque, i ricordi che lei avrà dei suoi nonni (tra cent'anni), dipenderanno molto da come si sente lei nel momento in cui ricostruisce un particolare evento trascorso con loro. Dunque, più è presente, non solo fisicamente ma anche psicologicamente, più pezzi da ricostruire avrà e più li sentirà ancora vicini.
Un saluto caro,
dott. Massimo Bedetti,
Psicologo/Psicoterapeuta Costruttivista Postrazionalista-Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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