Il femminicidio

Oggi la dott.ssa Borroni ci parla di femminicidio.

18 SET 2019 · Tempo di lettura: min.
Il femminicidio

Il Femminicidio e la violenza sulle donne hanno contorni ampi e investono realtà differenti. Pensiamo a quelle donne che non hanno né un volto né un nome né mai lo avranno, sono le bambine indiane, cinesi e africane, vendute in matrimonio a 10 anni, stuprate, bruciate vive. In queste manifestazioni si esprime non solo una specifica configurazione di ordine sociale ma anche un attacco violento contro la maternità’ Si tratta di un tentativo estremo di controllo sul processo creativo che racconta di un invidia degli uomini nei confronti della potenza femminile rappresentata dalla potenza della madre.

Spostandoci invece alle nostre latitudini, ci sono donne vittime di femminicidio che hanno un volto e un nome preciso, queste donne sono vittime di legami di coppia perversi, dove sembra assolutamente necessario prevalere sull’altro. La qualità di queste relazioni si fonda non tanto sul capire e l’essere capiti dall’altro coniuge ma sull’acquisire potere, consegnandoli magari parte di sé non accettate (di solito la fragilità) per poi dominarlo sottomettendolo e magari distruggendolo.

Sono spesso relazioni di coppia  che  nascono in modo particolarmente squilibrato, con una idealizzazione del compagno da parte di donne che non sembrano avere un adeguato investimento narcisistico su di sé. Poi può accadere che grazie ad una evoluzione verificatesi nella loro esistenza, il raggiungimento di una maggiore stabilità professionale ed economica,  incontri che si rivelano decisivi per la scoperta di nuove dimensioni di sé, o semplicemente una evoluzione interiore che le porta  a non funzionare solo come fondamento della sicurezza narcisistica dell’altro, decidono di rompere il legame.

Questa decisione determina spesso un’escalation di violenza, messa in atto con ogni mezzo sadico da parte del compagno che implica spesso il rischio per la vita della donna e purtroppo anche degli stessi  figli

Ma la violenza si nutre dei silenzi ed è l’espressione di chi ha perso la possibilità di raccontare e di costruire uno spazio per le emozioni proprie e di chi le ascolta.

Se ci sono le parole, ci sono anche gli strumenti per pensare la realtà e trasformarla, il linguaggio non descrive solo la realtà, ma la crea e la trasforma. Non esitate a chiedere aiuto, non rimanete nel silenzio, non abbiate paura non siete sole. 

La vostra Psicologa

 Federica 

Scritto da

Studio dott.ssa Federica Borroni

Lascia un commento

ultimi articoli su violenza di genere