Accesso Psicologi Registra il tuo centro gratis

Violenza psicologica: l'importanza di mettere in discussione la relazione

Gli uomini, pur essendo succubi della violenza psicologica da parte del partner o della famiglia, sono meno inclini ad ammettere di essere vittime.

6 GIU 2018 · Tempo di lettura: min.
Violenza psicologica: l'importanza di mettere in discussione la relazione

«La violenza, sotto qualunque forma si manifesti, è un fallimento», Jean-Paul Sartre.

La violenza psicologica non sempre è così facile da identificare. Non lascia lividi o tracce a livello fisico, eppure può avere un impatto devastante sulla persona che la subisce. Insulti, minacce, umiliazioni o gelosia sono solo alcuni dei comportamenti utilizzati nella violenza psicologica. L'obiettivo è quello di poter controllare l'altra persona che non è in grado di riconoscersi come vittima della violenza.

Violenza psicologica: perché se ne sente parlare quasi sempre come violenza sulle donne?

Solitamente, si sente parlare di violenza psicologica nei confronti delle donne, un tema che per troppo tempo è rimasto rinchiuso fra le mura domestiche. Il femminismo ha permesso di scoprire queste dinamiche attraverso la denuncia della cosiddetta violenza di genere. Tuttavia, la violenza psicologica può essere esercitata verso qualunque soggetto, uomini, donne o bambini e in qualsiasi contesto sociale, come la coppia o la famiglia. In ogni caso, le conseguenze sono ugualmente negative per la vittima, sia a livello fisico che a livello psicologico.

Gli uomini sono meno predisposti a confessare di essere vittime o effettivamente non lo sono?

Gli uomini, pur essendo succubi della violenza psicologica da parte del partner o della famiglia, sono meno inclini ad ammettere di essere vittime. Pur essendo meno diffuso, questo fenomeno, infatti, riguarda anche il sesso maschile. Tuttavia, è proprio la cultura maschilista a non dare importanza alla violenza psicologica nei confronti degli uomini. I soggetti di sesso maschile, infatti, sono, secondo la nostra cultura, forti fisicamente e psicologicamente. Per questo, la reazione di molti uomini è quella di vergognarsi o di temere di essere ridicolizzati.

Le cause della violenza psicologica

Alla base della violenza psicologica c'è un rapporto aggressore-vittima attraverso cui si cerca di controllare l'altro soggetto e di renderlo succube. In alcuni casi, è l'insicurezza dell'aggressore che lo porta a proiettare i propri timori sull'altro. In altri casi, invece, è possibile che lo scopo sia direttamente quello di umiliare l'altra persona, soprattutto nel caso in cui l'aggressore soffra di aggressività patologica.

violenzapsico.jpg

I sintomi: quando bisogna mettere in discussione la propria relazione?

I sintomi della violenza psicologica sono numerosi ma esistono dei campanelli d'allarme che sono piuttosto indicativi. Innanzitutto, l'aggressore cerca di esercitare un controllo globale sulla vita della vittima, giustificandolo con la gelosia o con un senso di protezione. Ciò si trasforma in una riduzione estrema dell'autonomia della vittima, non solo a livello psicologico ma anche, ad esempio, a livello economico. Per evitare che la vittima si allontani, inoltre, l'aggressore utilizza una serie di comportamenti, come insulti, critiche o minacce per distruggere la sua autostima e renderla dipendente. In questo modo, la vittima arriva a un livello di confusione tale da crede di essere la causa dei comportamenti dell'aggressore.

Quali sono le conseguenze della violenza psicologica a lungo termine?

A lungo termine, la vittima rischia di ricadere in questo tipo di relazioni basate sulla dipendenza affettiva. Ovviamente, le conseguenze sull'autostima sono devastanti e possono minare anche la fiducia nei confronti degli altri. Questi effetti, inoltre, creano un circolo vizioso pericoloso in cui ci si lega ancora di più all'aggressore per paura di restare soli o di meritare solo questo tipo di relazioni.

Come uscire dal circolo vizioso della violenza psicologica?

Per tutti questi motivi, può essere di vitale importanza richiedere l'aiuto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta, per poter risolvere le ferite causate da questo tipo di relazione tossica. Non sempre la soluzione si basa sull'interruzione del rapporto, anche se a volte può essere l'unico rimedio. In alcuni casi, se non sono stati superati determinati limiti, può essere anche utile la terapia di coppia, solamente se entrambi i partner sono coscienti e convinti di dover cambiare completamente le dinamiche del loro rapporto.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni sul tema, puoi consultare il nostro elenco di professionisti esperti in violenza domestica.

Articolo rivisto e corretto dalla dottoressa Patrizia Mattioli

psicologi
Linkedin
Scritto da

GuidaPsicologi.it

Lascia un commento
1 Commenti
  • Emma Belardi

    Tutto quello che ho letto è in qualche modo riconducibile alla mia esperienza tutti i comportamenti di lui solo da poco (un anno) sono riuscita a classificarli come violenza psicologiche ero talmente convinta di sbagliare che non i accorgevo di essere manipolata

ultimi articoli su violenza di genere