La mediazione familiare lavora sul presente e sul futuro della famiglia

La mediazione familiare a partire dai conflitti, con la negoziazione, aiuta le parti a pervenire ad accordi condivisi, nell'interesse dei figli nel rispetto dei loro bisogni e necessità.

25 SET 2013 · Tempo di lettura: min.

PUBBLICITÀ

La scelta di rivolgersi al mediatore familiare è volontaria. Foto: Anna Lisa Orsenigo

L'evento separazione è, ad oggi, un accadimento nel ciclo di vita della famiglia e dell'individuo che può presentarsi e a cui è necessario far fronte. Pur apportando dolore, sofferenza, delusione, rabbia, colpa in chi lo subisce e in chi lo agisce, non pone fine al “ruolo genitoriale": ovvero alle responsabilità nei confronti dei figli.

Che cos'è la mediazione familiare?

In questo contesto la mediazione familiare è una disciplina specifica, che richiede una formazione altrettanto specifica, dove a partire dai conflitti, attraverso la negoziazione, aiuti le parti a pervenire ad accordi condivisi, nell'interesse dei figli nel rispetto dei loro bisogni e delle loro necessità.

Il mediatore familiare è una figura professionale, appositamente formata, esterna al sistema familiare, pertanto neutra, il cui compito è quello di aiutare le parti affinché pervengano ad accordi comuni rispetto al progetto educativo di ogni figlio in linea con il principio della “condivisione", come prevede la legge 54/2006 circa l'affidamento condiviso.

Il mediatore aiuta le parti a negoziare nel rispetto del segreto professionale

Da parte dei genitori la scelta di seguire un percorso di questo tipo, in media una decina di incontri, a volte anche un numero inferiore, è libera, volontaria e può essere interrotta dagli stessi o dal mediatore, laddove le premesse iniziali vengono meno. Ciò non impedisce un ritorno in tempi successivi. Alla stessa stregua il mediatore per deontologia non è tenuto a rendere conto - né all'Avvocato né al Giudice - di quanto accade in mediazione in osservanza del principio della riservatezza.

Il ruolo del mediatore risiede anche nella capacità di aiutare le parti in lite a “negoziare" e giungere ad un accordo, che non avvantaggi un cliente a scapito dell'altro.

A partire da presupposto sopra nominato, la relazione tra gli adulti non è up-down, ma “win to win": dove ciascuno rinuncia a qualcosa per sé significativo avendo ottenuto in cambio qualcosa d'altro di altrettanto significativo.

Differenza tra mediazione familiare e terapia familiare

La mediazione familiare lavora sul presente e in prospettiva futura. Il passato, le cause dell'insuccesso della coppia, non rientrano in queste competenze, e risultano di competenza della terapia.

La coppia separata/divorziata mantiene tutte le responsabilità rispetto al “ruolo genitoriale" e, questa co-genitorialità, è un diritto per i figli e un dovere per i genitori. I figli devono poter sentire che possono contare sull'amore dei propri genitori, anche se separati, e ciò è reso più facile se gli adulti hanno tra di loro un rapporto di rispetto e di comunicazione.

PUBBLICITÀ

Scritto da

Dott.ssa Annalisa Orsenigo

Lascia un commento

PUBBLICITÀ

Commenti 1
  • Anima Vocalya

    Come si fa a mediare quando il PATRIGNO odia il suo figliastro? E maltratta la moglie per scagliarla contro il figlio?

ultimi articoli su terapia familiare