Preoccupazione materna primaria

​"La salute mentale è il prodotto delle cure ininterrotte che permettono la continuità dello sviluppo emozionale" (Winnicott,1956).

9 FEB 2021 · Tempo di lettura: min.

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Preoccupazione materna primaria

Le cure materne, secondo D.W.Winnicott, si basano sulla sensibilità e sulla capacità empatica della madre che, grazie a uno stato mentale definito "preoccupazione materna primaria", è in grado di identificarsi con l'infante e di rispondere ai suoi bisogni.

Questo è uno stato molto particolare che ha determinate caratteristiche: si sviluppa a poco a poco per raggiungere un grado di elevata sensibilità durante la gravidanza, e specialmente verso la fine; dura ancora poche settimane dopo la nascita del bambino; una volta superato, non è facile che sia ricordato dalla madre. Cioè la madre tende a rimuovere il ricordo che ne ha.

Questo stato organizzato (che sarebbe una malattia se non vi fosse il fatto della gravidanza), potrebbe essere paragonato ad uno stato di ritiro, di dissociazione, ad una fuga o perfino ad un disturbo più profondo, quale un episodio schizoide in cui uno degli aspetti della personalità prende temporaneamente il sopravvento. Non si può comprendere la funzione della madre all'inizio della vita del bambino senza ammettere che essa deve essere capace di raggiungere questo stato di elevata sensibilità, quasi una malattia, e di guarirne.

Winnicott parla di madre normalmente devota a suo figlio. Vi sono molte donne, spiega, che sono buone madri in tanti altri modi e che sono capaci di una vita ricca e piena, ma che non sono capaci di questa malattia normale che permetterebbe loro di adattarsi con delicatezza e sensibilità ai primi bisogni del bambino. Oppure ne sono capaci con un bambino e non con un altro.

In maniera analoga alla madre in questo stato, il bambino ha: una costituzione; delle tendenze innate di sviluppo (la sfera dell'Io libera da conflitti); una mobilità ed una sensibilità; degli istinti, impliciti nella tendenza allo sviluppo e legati a delle zone la cui predominanza è variabile.

La madre che realizza lo stato di preoccupazione materna primaria offre al bambino delle condizioni che permetteranno alla sua costituzione d'incominciare ad evidenziarsi, alle sue tendenze di sviluppo d'incominciare a manifestarsi ed al bambino stesso di sperimentare il movimento spontaneo e di diventare padrone delle sensazioni che corrispondono a questa fase della sua vita. Le carenze materne provocano delle fasi di reazione e queste interrompono la continuità dell'essere del bambino.

Un eccesso di reazioni non genera la frustrazione ma una minaccia di annichilimento. Questa è una sorta di angoscia primitiva molto reale, che precede di gran lunga qualunque angoscia che includa la parola morte nella sua descrizione. In altre parole, la strutturazione dell'Io si basa su una "continuità dell'essere" sufficientemente non interrotta dalle reazioni all'urto dell'ambiente. Affinché questa continuità sia sufficiente all'inizio, è indispensabile che la madre si trovi in questo stato definito "preoccupazione materna primaria". Solo una madre sensibile in questo modo, può mettersi al posto del suo bambino e rispondere ai bisogni di quest'ultimo.

Questi sono all'inizio bisogni del corpo che si trasformano gradualmente in bisogni dell'Io. Incomincia ad esistere così un sistema di relazione tra l'Io della madre e quello del bambino dal quale la madre guarirà e che permetterà al bambino di elaborare l'idea della madre come persona. Da questo punto di vista il riconoscimento della madre come persona avviene in un modo positivo, normalmente, e non proviene da un'esperienza della madre vissuta come simbolo della frustrazione. L'incapacità della madre di adattarsi nelle fasi più primitive, non produce null'altro che l'annichilimento del Sé del bambino.

Ciò che la madre fa bene non è per nulla percepito dal bambino di questo stadio. Le sue carenze non sono sentite come carenze materne, ma agiscono come una minaccia all'esistenza personale del Sé. Secondo queste considerazioni, dunque, la strutturazione precoce dell'Io è silenziosa. La prima organizzazione dell'Io, proviene dall'esperienza delle minacce di annichilimento che non conducono all'annichilimento e dalle quali, ogni volta ci si rimette. Grazie a questa esperienza la fiducia nella guarigione incomincia a condurre ad un Io, e ad una capacità dell'Io di affrontare la frustrazione. Winnicott non idealizza la figura materna, considera anzi essenziali, entro certi limiti, le sue carenze. Grazie alle mancanze materne, il bambino esce dal silenzio del rapporto empatico per cimentarsi con la comunicazione esplicita.

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Scritto da

Dott.ssa Paola Zampiglia, Psicologa-Psicoterapeuta

Bibliografia

  • Winnicott, D.W.,(1975)"Dalla pediatria alla psicoanalisi. Patologia e normalità nel bambino. Un approccio innovatore" Edizioni Martinelli – Firenze 2001
  • Winnicott D.W. "Psicanalisi dello sviluppo" Armando Editore 2004
  • Winnicott,D.W. "Sviluppo affettivo e ambiente. Studi sulla teoria dello sviluppo affettivo" Armando Editore 2002

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