La separazione di coppia e la relazione genitoriale

Quando i coniugi con figli si separano è possibile mantenere un rapporto fra genitori e fra genitori-figli rispettoso delle emozioni e dei bisogni di ciascuno.

29 MAR 2021 · Tempo di lettura: min.

PUBBLICITÀ

La separazione di coppia e la relazione genitoriale

Le statistiche registrano un costante aumento delle separazioni di coppia negli ultimi anni, con un sostanziale innalzamento della curva in tempo di Covid.

Raramente la separazione avviene con modalità non conflittuali, il più delle volte è preceduta da momenti di forte tensione all'interno della famiglia e seguita da dinamiche emotive e comportamentali, da parte dei due partner e delle rispettive famiglie di appartenenza, che coinvolgono, in forma più o meno diretta, i figli.

E sono proprio loro, specie se minori in fase delicata della crescita, a riportarne le maggiori conseguenze, soprattutto quando le battaglie fra coniugi, legate alla gestione delle risorse economiche e all'affidamento dei figli, sono accompagnate da risentimenti e tentativi di strumentalizzazione. Una separazione, con queste forme di conflittualità, può determinare una delegittimazione reciproca dei genitori agli occhi dei figli, con effetti sul loro sviluppo emotivo.

Dinamiche, queste, molte volte messe in atto anche inconsapevolmente dai genitori, nel tentativo di veder accolte quelle che, dal loro diverso punto di vista, ritengono giuste ragioni.

Può, in rari casi, accadere che il genitore affidatario adotti particolari comportamenti allo scopo di allontanare (alienare) i figli dal genitore che ha lasciato l'abitazione familiare, come negarne l'importanza, rimarcarne l'inaffidabilità, sottolineare continuamente di essere l'unico a prendersi cura di loro e quindi di essere il genitore migliore, rielaborare a proprio vantaggio il racconto dei fatti, facendo apparire "colpevole" l'altro, assecondare le richieste dei figli in palese contrapposizione con il pensiero dell'altro.

Simili comportamenti, se mantenuti nel tempo, possono determinare nel figlio un rifiuto verso il genitore meno presente fisicamente , causando in lui una perdita o una confusione affettiva.

La paura dell'abbandono che può sperimentare il minore e il suo bisogno di punti di riferimento stabili possono indurlo ad appoggiarsi al genitore affidatario, percepito come il più rassicurante e creare con lui una sorta di "Alleanza", sacrificando la relazione con l'altro genitore, il quale può avvertire un senso di esclusione, di impotenza e di perdita di ruolo.

Questa dinamica relazionale, nel rapporto genitori-figli, va tenuta in considerazione proprio per gli effetti che può produrre sui figli, nella loro crescita e nel corso della loro vita, nella gestione delle emozioni, nell'instaurare rapporti affettivi stabili e relazioni sociali solide.

I bambini hanno bisogno di mantenere una relazione affettiva costante con entrambi i genitori, hanno bisogno di amare e di sentirsi amati, di introiettare modelli genitoriali positivi.

Una separazione, comunque, anche se frutto di una decisione condivisa dei coniugi, rappresenta sempre una fase molto critica nell'esperienza di vita di una famiglia. Spesso i genitori sperimentano, al momento di informare i figli, un senso di smarrimento, di preoccupazione, di incertezza su come comunicare loro la decisione, come rispondere alle possibili domande , come contenere gli effetti sul piano relazionale, emotivo ed affettivo.

Altri interrogativi riguardano le problematiche legate all'inserimento nel sistema relazionale di figure nuove, nell'eventualità che uno o entrambi gli ex coniugi intendano ricostruire una famiglia. Quando e come presentare ai figli queste persone, quale ruolo attribuire loro senza indebolire o compromettere quello dei genitori legittimi,

Ritengo quindi utile, nella fase critica della separazione coniugale, soprattutto se accompagnata da tensioni, un aiuto da parte dello psicologo, per una migliore gestione delle emozioni, per facilitare la comprensione dei sentimenti e delle esigenze di tutti i membri della famiglia coinvolti, per avviare un processo di empatia e di fattiva collaborazione nella cura dei figli, salvaguardando il loro bisogno di continuare ad amare e a sentirsi amati incondizionatamente da entrambi i genitori.

Il vincolo coniugale può sciogliersi, ma la relazione genitoriale no e occorre salvaguardarla, anche con un percorso di supporto psicologico, quando può risultare utile.

La relazione fra i due genitori nei confronti dei figli, nonché fra genitori e figli può continuare, dopo la separazione, su un piano di reciproca fiducia, collaborazione e ritrovata stima. Per il benessere di tutti i soggetti coinvolti e dei minori, soprattutto.

PUBBLICITÀ

Scritto da

Dott.ssa Romana Spadaccini

Bibliografia

  • Clemente E., Danieli R., Como A. " Psicologia generale ed Applicata, l'intervento sui nuclei familiari e sui minori" , Paravia;
  • Andolfi M., Mascellani A. " Storie di adolescenza. Esperienze di Terapia familiare", Raffaello Cortina Editore

Lascia un commento

PUBBLICITÀ

ultimi articoli su terapia familiare