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Conoscere l'autostima: 5 aspetti da tenere a mente

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Articolo rivisto dal Comitato di GuidaPsicologi

La Dottoressa Elisa Simeoni, in questo articolo, risponderà ad alcune domande dell'intervista tenutasi durante la diretta su Radio '60 '70 '80.

29 GEN 2020 · Tempo di lettura: min.
Conoscere l'autostima: 5 aspetti da tenere a mente

Come si forma l'autostima?

Innanzitutto l'autostima può essere definita come la valutazione che ogni persona da di se stessa in termini di qualità, di capacità e di aspetto fisico. È la percezione che ognuno ha di sé, del proprio valore. Questa immagine è determinata non solo dalla propria valutazione soggettiva ma anche dal modo in cui gli altri ci giudicano (o pensiamo che ci giudicano).

Prende forma a partire dall'infanzia; è determinante il modo in cui i nostri genitori ci guardavano e soprattutto ciò che ci dicevano: ci sono genitori che spronano il proprio figlio, dicono "bravo, ti sei impegnato", anche di fronte al brutto voto e questo costruisce un senso di adeguatezza. Anche l'esserci del genitore in termini di supporto e conforto da la sensazione al bambino di essere amato e quindi di considerarsi amabile.

Genitori che invece pretendono troppo, pongono standard elevati o ancora peggio, screditano e svalutano il proprio figlio, non faranno altro che far maturare la concezione di non essere abbastanza o di considerarsi di valore solo in vista del raggiungimento di un risultato eccellente quindi di rispecchiarsi nella prestazione. E questi messaggi vengono conservati poi per il resto della vita sottoforma di dialogo interno infuenzando tutte le successive esperienze. Possiamo dire che da adulti trattiamo noi stessi come ci hanno trattati da piccoli e ci prendiamo cura di noi stessi e ci vogliamo bene tanto quanto gli altri si sono presi cura di noi e ci hanno voluto bene.

La famiglia è un pilastro fondamentale ma l'autostima è un processo continuo e perciò la alimentiamo anche attraverso le nostre esperienze di vita, attraverso le relazioni, le attività quotidiane, le sfide...

Si può dire che in secondo luogo, oltre la famiglia, le persone che contribuiscono di più alla nostra autostima in particolar modo nell'età scolastica e adolescenziale siano il gruppo dei pari, dei coetanei, all'interno del quale ci rispecchiamo e ci paragoniamo, ed infine delle relazioni in generale, quelle amorose ma anche quelle lavorative. Diciamo che in linea di massima non dipende solo da noi la costruzione e il consolidamento dell'autostima, ma anche dalle persone che ci circondano.

Per questo motivo, almeno in età adulta, è importante circondarsi di persone che ci mettono di buon umore ed hanno una buona considerazione di noi, poiché in età adulta, generalmente, possiamo scegliere da chi circondarci, il che non significa che dobbiamo circondarci solo da chi ci da ragione e mai torto...

In quali occasioni si può perdere l'autostima?

L'autostima si può perdere in svariate occasioni, non ce n'è solo una purtroppo.

La prima potrebbe essere di fronte ad un obiettivo o ad compito ritenuto importante per la persona. La persona può nutrire delle alte aspettative iniziali che però poi sul piano della realtà non trovano riscontro e possono essere così fonte di frustrazione e insoddisfazione. Questo perchè l'autostima scaturisce dal confronto dal nostro Sè ideale (quello che speriamo di ottenere o essere) e il nostro Sè reale (chi siamo realmente ed i risultati reali che otteniamo dalle nostre esperienze). Dall'altro lato troviamo invece chi si considera una nullità. Puntare alla perfezione o sentirsi una nullità sono ai due estremi di un continuum, ma hanno la stessa conseguenza, cioè quella di farci sentire inadeguati, sempre sotto pressione, sempre alla ricerca di prove.

Un'altra situazione comune è senza dubbio la fine di una relazione amorosa che speso lascia degli enormi strascichi soprattutto a chi viene lasciato. Ci si mette in dubbio, ci si incolpa e ci si domanda se forse si poteva agire in modo diverso o se abbiamo fatto abbastanza. Al posto di volersi male, in realtrà, bisognerebbe imparare ad accettare la perdita ed accettare il fatto che non tutto dipende da noi, in questo caso...

L'autostima può essere persa anche quando ci relazioniamo costantemente con persone negative, svalutanti, cosiddette "tossiche". Essere immersi in un contesto di relazioni connotate da invidia, svalutazione costante, negatività, può essere difficile, anche a lavoro, ma queste situazioni accadono anche in famiglia...

Come fronteggiare tali situazioni?

In linea con quanto detto prima, si potrebbe dire che per quanto riguarda l'ambito della performance è necessario porsi degli obiettivi sfidanti ma realistici e coerenti con le proprie capacità del momento. È inutile porsi degli obiettivi troppo elevati se poi non riusciamo a raggiungerli, diventando così frustrati e demotivati. È importante essere consapevoli delle proprie capacità e in caso, formarsi per imparare cose nuove e migliorarsi... ma soprattutto riconsiderare i fallimenti in un'ottica positiva e come spinta motivazionale per fare ancora meglio, anziché viverli in maniera catastrofica.Ricordarsi che se fallisco, non sono un fallito. Gli errori e gli sbagli possono farci migliorare se solo siamo in grado di analizzarli e capire che cos'è che non ha funzionato. Questo ci aiuta a conoscerci e ci da la possibilità di aggiustare il tiro o, in taluni casi, anche a ristrutturare l'obiettivo se strada facendo capiamo che posto in quel modo non va bene per noi.

Al termine di una relazione invece, il consiglio è quello di prendersi cura di sé. Stare in relazione a volte implica l'allontanarsi dalle cose che ci piacciono e implica il mettere al primo posto l'altro rispetto a se stesso. Ritornare ad essere single può essere fonte di sofferenza e richiede una certa elaborazione della perdita, ma può essere anche un'occasione per ritornare a coltivarci e a coltivare le passioni che un tempo ci facevano stare bene, in questo modo si alimenta anche l'autostima!

In famiglia invece l'antitodo è la parola, la comunicazione. Se qualcosa non ti va, parlane, esprimi come ti sei sentito anziché continuare a mandare giù e soffrire per come le persone ti trattano. Comunicare i propri pensieri e i propri sentimenti aiuterà le persone che ti stanno intorno a comprenderti meglio ma soprattutto le aiuterai a non ripetere più gli stessi errori e gli stessi atteggiamenti in futuro. Bisogna ricordarsi che gli altri non ci leggono nella mente... Esprimerti e comunicare aiuta anche a liberarsi dalle emozioni negative, senza accumularle e poi esplodere. Non è raro che poi alcune persone che tendono a reagire in modo passivo e ad immagazzinare soffrano di ansia... L'espressione contribuisce oltre che a gestire le emozioni negative in modo adeguato, alimenta l'autostima e fonte e farti sentire più sicuro di te!

Quali sono le caratteristiche di una persona con bassa o alta autostima?

Di sicuro le persone con alta autostima e le persone con bassa autostima hanno caratteristiche differenti sia in termini di pensieri, sia di sentimenti che di azioni. Più la nostra autostima è alta, più siamo fiduciosi in noi stessi, nutriremo emozioni positive e negli altri e più questi altri tenderanno a dimostrarci la stima che hanno nei nostri confronti. Se invece abbiamo poca stima di noi stessi, diventiamo anche pessimisti, saremo più molto severi e critici nei nostri confronti, non riusciamo ad affrontare le situazioni stressanti, e ci lamenteremo di più, confermando concretamente le aspettative negative che si hanno nei confronti della vita.

Le caratteristiche della persona con una bassa autostima possono essere riferibili a:

  • tendenza alla passività e alla sottimissione, nell'adattarsi a richieste e pressioni di altri senza batter ciglio;
  • provare spesso senso di inferiorità, timidezza, mancanza di autoaccettazione;
  • possibilità di manifestare ansia, depressione, disturbi psicosomatici;
  • tendenza ad essere solitaria e ad avere difficoltà nello stabilire rapporti con gli altri;
  • poca accettazione alle critiche che non vengono considerate come opportunità di crescita ma vissute come un affronto;
  • tendenza a non farsi notare quando si trova in gruppo;
  • scarsa rilevanza ai giudizi positivi che riceve dagli altri, rimanendo focalizzata sui propri difetti reali o immaginari;
  • tendenza ad essere eccessivamente attenta ai propri difetti quando parla con altri.

Si può dire che la mancanza di autostima rende invece inattivi, apatici e toglie la motivazione alla crescita.

Le caratteristiche della persona con un'alta autostima possono essere riferibili a:

  • tendenza ad assumere una posizione attiva e assertiva nelle situazioni sociali;
  • prevalenza di un senso di auto-accettazione, orgoglio, rispetto di sé, accettazione di sé (anche dei propri difetti);
  • fiducia nella propria capacità di affrontare le situazioni e riuscita nel stabilire e mantenere buoni rapporti con gli altri poiché riescono a far fronte anche all'eventuale giudizio negativo di altri;
  • miglior tolleranza dei fallimenti e delle frustrazioni, perciò provano meno uno stato di ansia intensa;
  • capacità di prendere decisioni in modo autonomo essendo sicuri di sé.

Come si può migliorare l'autostima?

La stima di sé essendo in parte un comportamento appreso, possiamo pian piano apprendere dei comportamenti nuovi, degli atteggiamenti diversi, dei modi di pensiero diverso, cercando di lavorare per trasformare il proprio dialogo interno.

  • Per migliorarla è importante avere la capacità di notare le proprie qualità, le proprie competenze e se non si conoscono, cercare di scoprirle magari facendo nuove esperienze che ci attraggono. Una volta trovate ci potrebbe aiutare l'esprimerle "a voce alta", ma non per fare confronti con gli altri e sminuirli, ma per apprezzarsi onestamente e iniziare a crederci perchè se non ci crediamo noi, nemmeno gli altri lo possono fare. La bassa autostima è una profezia che si auto-avvera: credo che non riuscirò a fare una cosa, per cui non ci riuscirò davvero. Bisogna tenere a mente che spetta noi cambiare la nostra vita!
  • A lungo termine è importante: riconoscere i tuoi diritti, considerare i propri bisogni; esprimere le tue sensazioni e le tue opinioni; essere assertivo nella tua vita.
  • Essere te stesso e vivere la tua vita come vuoi, conoscere i tuoi valori quello che reputi importante per te e comportarti in base ad essi e non come pensi che gli altri si aspettino che tu sia poiché spesso la bassa autostima deriva dal non vivere come si vuole o in linea con ciò che si reputa importante per sé.
  • Ricordarsi di accettare i limiti e i difetti ed i fallimenti perchè nessuno è perfetto.
  • Fondamentale è riconoscere gli standard ideali: è importante riconoscerli per poterli modificare. Inizialmente gli standard per il nostro comportamento sono stabiliti dagli altri: in particolare i genitori che defniscono ciò che va bene e ciò che non si deve fare, poi gli insegnanti e poi i coetanei con cui ci confrontiamo. Quando si è adulti però è importante ridefinire gli standard ideali che spesso sono troppo elevati in modo da non incorrere nel rischio di perseguire scopi irrealizzabili.

Dott.ssa Elisa Simeoni - Psicologa

 

Scritto da

Dott.ssa Elisa Simeoni

Psicologa Nº iscrizione: 20602

Psicologa, laureata in Psicologia Clinica con il massmo dei voti presso l'Università Cattolica di Milano, in formazione come Psicoterapeuta alla Scuola di Specializzazione “Mara Selvini Palazzoli" di Brescia ad orientamento sistemico-relazionale. In costante aggiornamento anche nel settore legato alla promozione della salute e del benessere, attraverso corsi e seminari.

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