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transfer nel rapporto terapeuta-paziente

Inviata da margherita il 17 mar 2016 Orientamento professionale

Salve a tutti.
Ho diciotto anni e, circa un anno fa, ho deciso di intraprendere un percorso di psicoterapia, per varie ragioni (fra cui, il bisogno di sentirmi veramente ascoltata e compresa da qualcuno.)
Con la mia psicoterapeuta si è fin da subito instaurato un rapporto di fiducia estrema, che, negli ultimi mesi, sembra essersi trasformato dentro di me in qualcosa di più grande. Ho incominciato a sognare la mia terapeuta, ad attendere i nostri incontri settimanali con smania, a nutrire verso lei una profonda simpatia, a voler sapere di più sulla sua persona e sulla sua vita. Sarà per il grande aiuto che mi sta offrendo, sarà perché, avendo un fratello problematico, sono sempre stata piuttosto 'ignorata' dai miei genitori e le mie difficoltà non sono mai state prese in seria considerazione...forse per queste ragioni, forse per altre, non la vedo più come 'la mia psicoterapeuta, bensì come un affetto, una figura fondamentale nella mia vita, di cui non riesco a fare a meno.
Non riesco a parlare con lei perché me ne vergogno, temo quello che potrebbe pensare di me; del resto, non riesco neppure a tenermi tutto dentro, mi sento 'falsa' e scorretta nei suoi confronti. Dentro di me, ho quasi paura che, saputo tutto ciò, lei possa diventare ostile nei miei confronti, o scacciarmi dal setting terapeutico.
Cosa avete da consigliarmi in merito?

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Cara Margherita,
pur comprendendo la difficoltà nel riportare all' interno del contesto terapeutico questi pensieri ed emozioni relativi alla sua terapeuta, credo che ciò di cui ci parla, sia "materiale" prezioso che può arricchire (e non poco) il suo percorso, donandole spunti di riflessione fondamentali per la conoscenza di sè.
Le consiglio, pertanto, di fare uno sforzo ed aprirsi alla sua terapeuta che si asterrà da qualsiasi giudizio e, ne sono certa, sarà lieta, di approfondire insieme a lei queste nuove dinamiche.

Le faccio un grande "in bocca al lupo" e resto a sua disposizione.
Coraggio :)

Dott.ssa Ilaria Visconti - Firenze

Anonimo-125947 Psicologo a Firenze

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Cara Margherita
lo spazio della psicoterapia è lo spazio delle emozioni e dei pensieri espressi; un luogo privilegiato dove condividere e poter dire tutto, non togliere a te stessa la possibilità di un dialogo più profondo con la tua psicoterapeuta.
Non devi assolutamente aver paura della sua reazione, a quella, eventualmente, penserai dopo.
Io ti dico di aprirti e di mettere al servizio della psicoterapia ogni tua emozione, supera questa paura.
Forse dovrai ulteriormente aumentare la dose di fiducia nella tua psicoterapeuta, ma credo che sia proprio la cosa migliore che tu possa fare e la più corretta anche in rispetto a lei.
Un caro saluto
Dot. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Margherita,
innanzitutto mi congratulo con te per la tua decisione di intraprendere a 18 anni un percorso di psicoterapia : è una esperienza formativa unica e positiva che consiglio a tutti i giovani.
Detto ciò, mi sento di rassicurarti in merito alla tua preoccupazione.
Il transfert positivo ( per fortuna molto più frequente di quello negativo) è un fenomeno ben noto agli psicoterapeuti, il cui ruolo nei confronti dei pazienti giovani è a volte simil-genitoriale.
Puoi essere certa che se in seduta aprirai questo tema, la tua terapeuta non solo non ti sarà ostile ma anzi ti apprezzerà per la tua sincerità e per il fatto che porti materiale utile per il tuo percorso terapeutico.
Un cordiale saluto.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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innanzitutto mi congratulo con te per la tua decisione di intraprendere a 18 anni un percorso di psicoterapia : è una esperienza formativa unica e positiva che consiglio a tutti i giovani.
Detto ciò, mi sento di rassicurarti in merito alla tua preoccupazione.
Il transfert positivo ( per fortuna molto più frequente di quello negativo) è un fenomeno ben noto agli psicoterapeuti, il cui ruolo nei confronti dei pazienti giovani è a volte simil-genitoriale.
Puoi essere certa che se in seduta aprirai questo tema, la tua terapeuta non solo non ti sarà ostile ma anzi ti apprezzerà per la tua sincerità e per il fatto che porti materiale utile per il tuo percorso terapeutico.
Un cordiale saluto.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Cara Margherita,
Io non penso che la sua terapeuta proverebbe ostilità se sapesse di questi suoi sentimenti, nè tantomeno che interromperebbe la terapia.
Succede molto spesso che, durante la terapia, i pazienti sviluppino verso il terapeuta sentimenti svariati, che vanno dall'amore all'odio.
Anzi, le dirò di più: è proprio analizzando e parlando di questi sentimenti che la terapia procede e va avanti, perché quello che lei sente per la sua terapeuta, è un materiale prezioso che vi aiuterà a capire tante cose su come lei funziona nelle relazioni e su ciò di cui ha bisogno.
Quindi cerchi di superare la vergogna, e parli con la sua terapeuta di quello che le sta capitando. La vostra relazione non potrà che uscirne ulteriormente rinsaldata, e lei si sentirà molto meglio. Spero di esserle stata d'aiuto.
Dott.ssa Federica Casale

Dott.ssa Federica Casale - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Torino

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Gentile Margherita,
la relazione paziente-terapeuta è una relazione particolare. E' evidente che il percorso che stai facendo sia positivo. Ciò che descrivi è un transfert positivo...più che della terapeuta hai bisogno dello spazio che si è venuto a creare con Lei.
Non c'è nulla di sbagliato o impossibile a dirsi, comunica ciò che stai vivendo...la difficoltà a ricondurre il tutto sul piano della cura fa un po' parte del gioco, sembra brutto ma è necessario che questi sentimenti siano usati per il proseguo del percorso.
Sognare i terapeuti, è solitamente un buon indice, sono sogni di transfert: significa che qualcosa si è instaurato, il transfert appunto, e la terapia può proseguire su piani più profondi.
Non so quale sia l'orientamento della tua terapeuta, ma in questi casi non si deve dubitare, non penserà male, anzi, comunicarle questo tuo vissuto sarà un'utile aiuto per il percorso.

Coraggio.
A disposizione.
Un caro saluto
Dott.ssa Fornari Daniela

Dott.ssa Daniela Fornari Psicologo a Iseo

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Buonasera Margherita, in generale penso che in un contesto molto particolare, come quello psicoterapico, l'onestà sia la strada maestra per raggiungere obiettivi importanti. Rispetto alla sua terapeuta dovrebbe avere il senso, costante, che è stata preparata e formata a gestire anche situazioni come questa (che, tra l'altro, non solo sono comuni ma, forse, è strano quando non capita qualcosa del genere). Dunque, l'importante è informare la sua terapeuta appena lei ha la percezione che stia accadendo, dentro di lei, una qualunque cosa che si discosti dalla sua "normalità funzionale". Come affermava G. Bateson, l'informazione emerge dalle differenze. Tutto ciò che ha descritto è fondamentale che sia condiviso all'interno del setting terapeutico, in quanto foriero di trasformazioni e generativita' abbastanza certe.
Buona fortuna,
dott. Massimo Bedetti
Psicologo/Psicoterapeuta, Roma

Dott. Massimo Bedetti Psicologo/Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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