Tornare al vecchio lavoro oppure no?

Inviata da Claudio · 17 ott 2013 Orientamento professionale

Buongiorno, sono un ragazzo di 30 anni e sono in difficoltà seria nell'attuale posto di lavoro. Premetto che lavoro come impiegato commerciale da meno di 2 anni, ed ho un contratto a tempo indeterminato con retribuzione da € 1.200 + auto aziendale, carburante pagato, telefono e portatile. Fino a 2 anni fa lavoravo come operaio per un azienda elettronica, nella quale mi trovavo benissimo, avevo ottimo rapporto con colleghi e datori di lavoro, stipendo da € 1.400, lavoro non pesante e orari ottimi (8:00-16:00), ma per ambizione personale (e su suggerimento di fidanzata e un paio di persone di cui mi sono fidato), ho provato a cambiare lavoro, gettandomi nel campo commerciale, che a detta di molti era l'unico che potesse offrirmi reali possibilità di crescita e carriera. Ora dopo 2 anni quasi di esperienza, mi rendo sempre più conto di quanto questo lavoro non mi piaccia, mi crei tensione e stati d'ansia, mi sento inadeguato ed imprparato per affrontare certe situazioni. L'azienda non mi supporta, il clima è teso e sempre più pesante ed io ogni giorno mi chiedo chi me lo ha fatto fare?

Vorrei tornare al vecchio lavoro dove sono certo di avere più di una possibilità di essere riassunto grazie all'ottimo rapporto con i titolari dell'azienda ed al modo in cui ci siamo lasciati, totalemte positivo. Però tutti mi dicono che sarebbe sbagliato, un fallimento e che mi precluderei eventuali nuove opportunità perchè, una volta tornato indietro non potrò più andar via.

Io la vedo come l'unica via d'uscita per tornare a stare bene e trovare serenità. Anche perchè con la mia ragazza abbiamo in progetto di andare a convivere e ci serve un po' di stabilità.

Voi cosa mi consigliereste?

Grazie mille.

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Miglior risposta 18 OTT 2013

Gentile Claudio, ho letto con attenzione la sua lettera e ciò che mi ha colpito particolarmente non sono tanto le descrizioni delle due tipologie di lavoro ma ciò che lei presenta tra le righe.
La scelta si pone tra ciò che noi pensiamo e desideriamo come persona e quello che pensano o credono di sapere gli altri di noi.
Al centro della sua scelta è necessario mettere la sua persona, il suo benessere psico-fisico. E' lei che deve essere contento del suo lavoro, non gli altri. Spero che questa mia riflessione le permetta di riportare se stesso in primo piano e di cercare persone competenti ad aiutarla ad avere una maggiore stima di se.
La saluto cordialmente
Dott.ssa Lucia Dies

Lucia Dies Psicologo a Perugia

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21 OTT 2013

Salve Claudio, posso dirle che situazioni del genere provocano ansia, angoscia, risentimenti e paura nel tornare indietro o nell'affrontare il futuro... e in particolare soltanto lei può capire come ci si sente e non gli altri che non vivono la sua vita.
Gli "altri" possono essere sicuramente una risorsa, ma se le opinioni altrui sono opportunamente "filtrate e pesate"... ciò riporta sempre poi all'ultimo ingrediente che conta: la sua opinione. Ovviamente presi gli opportuni accordi e senza prendere decisioni avventate, a mio avviso, se ci sono le condizioni, perchè no, si ritorna al vecchio lavoro... che non corrisponde ad un fallimento, ma un ritorno a ciò che veramente le "veste" meglio e la rende felice.
A presto
Dott.ssa Letizia Patricolo

Dott.ssa Letizia Patricolo Psicologo a Palermo

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18 OTT 2013

Gentile Claudio,
sembra che siano gli altri a decidere per lei cosa sia meglio. Mi chiedo se non ci sia un problema di autostima e di fiducia in sè. Da quello che scrive e riporta sembra che lei sappia cosa vuole, ma cerca comunque l'approvazione di qualcuno esterno per sentirsi certo di non sbagliare. Mi rendo conto prendere delle decisioni importanti crea a volte della confusione e uno stato d'ansia su quelli che possono essere i risultati di una scelta e un cambiamento. Potrebbe rivolgersi ad un collega che la aiuti a comprendere meglio sè stesso e quali sono le difficoltà che la portano ad essere incerto delle proprie scelte.
Dott. Barbara Michienzi

Dott.ssa Barbara Michienzi Psicologo a Roma

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18 OTT 2013

Gentile Claudio,
il posto di lavoro per garantire benessere e stabilità dovrebbe essere in linea con le caratteristiche personali. Le ambizioni ad avere uno stipendio maggiore e una evoluzione della propria carriera sono sempre accompagnate a delle sfide che di volta in volta ci fanno mettere in gioco, a volte esercitando pressioni che possono portare una situazione di stress prolungato, innescando così una serie di conseguenze sul piano del benessere psico-fisico.
Per avere un aiuto a trovare la strada migliore per lei potrebbe anche pensare di rivolgersi ad uno psicologo per avere una consulenza di orientamento professionale. Altrimenti il suo "cuore" parla già per lei, quindi non lo ignori.

Buona fortuna,

Dott. Claudio Stambul

Studio Stambul & Vezzani Psicologo a Firenze

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18 OTT 2013

Gentile Claudio, l'unico consiglio che mi sento di dare é di ascoltare ciò che dicono gli altri, per avere dei pareri e poi decidere responsabilmente in autonomia. Del resto, su qualunque lavoro ricada la scelta, chi dovrà svolgere giorno per giorno quel lavoro sei proprio tu. Chi può avere il diritto di scegliere al tuo posto?
Cordialmente, Dottor Savasta, Pistoia.

Dottor Antonino Savasta Psicologo Clinico Psicologo a Pistoia

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18 OTT 2013

Caro Claudio,
lei ha già la risposta.
Probabilmente non era già convinto a suo tempo.
Alcune scelte vanno fatte certamente basandosi su parametri razionali, ma anche emotivi.
La serenità infatti, oltre alla retribuzione e alla "certezza" di un posto di lavoro, è un fattore assai rilevante nel benessere psicologico.
Se lei è sicuro di poter essere reintegrato nel suo precedente posto di lavoro, provi.
Fare un "passo indietro" non è da perdenti, ma da persone mature che sanno riconoscere i propri aspetti positivi, le proprie qualità e gli ambiti dove riescono ad esprimerli al meglio, ma anche i propri limiti.

In bocca al lupo, Saluti
D.ssa Michelini

D.ssa Silvia Michelini Psicologo a Roma

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18 OTT 2013

Salve Claudio, se ha la possibilità di ritornare al vecchio lavoro dove si trovava benissimo ed in un clima disteso, penso che debba prenderla in considerazione. Dice che gli altri dicono che questo sarebbe un fallimento: lei lo vede sotto questo piano? forse è proprio su questo che dobbiamo riflettere.. alzarci tutti i giorni e andare a lavorare in un ambiente a noi non ottimale non è per niente facile!

Irene Olivi Psicologo a Seravezza

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18 OTT 2013

Gentile Claudio,
questa è una scelta che deve prendere in maniera autonoma, nessuno può sapere cosa è meglio per lei. Cerchi in qualche modo di bilanciare le sue ambizioni e di salvaguardare la propria tranquillità e stabilità affettiva, che non può essere compromessa solo per una differenza pecuniaria.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo.

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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