Sono stata vittima di violenza psicologica e non so superarlo

Inviata da Enula · 22 ago 2022 Autorealizzazione e orientamento personale

Buonasera a tutti e grazie a chi risponderà alle mie domande.
Ho chiuso da un mese e mezzo una relazione di quasi 7 anni. Sono una ragazza di 29 anni, lui 31; io Campana e lui Toscano; entrambi musicisti, ci siamo conosciuti appunto in un’orchestra. Eravamo entrambi molto giovani, molto innamorati e, anche per il nostro stile di vita, ci spingemmo praticamente subito a vivere insieme. La nostra vita implica innumerevoli spostamenti, periodi di lavoro in Italia e all’Estero. I primi anni di relazione riuscivamo a lavorare praticamente insieme un pò ovunque, dunque eravamo sempre insieme. Abbiamo instaurato dall’inizio un rapporto quasi simbiotico; lui era rientrato da pochissimo da un lungo periodo di lavoro all’estero ed era tornato a vivere in Toscana in una città dove non conosceva nessuno; io per comodità lavorative e per amore decisi di trasferirmi e raggiungerlo. Da subito intuii che fosse una persona abbastanza “possessiva” e chiusa su certi aspetti; ciò mi spinse a nascondergli di una precedente relazione in cui ero purtroppo inciampata per pochi mesi con una persona sposata. Dopo circa un anno la storia venne fuori e lui, preso dalla rabbia, mi riversò addosso tante parole molto pesanti e soprattutto mi sputò in faccia. Forse per paura di perderlo o forse per i sensi di colpa di non avergli detto tutta la verità, accettai di passare sopra questi gesti considerando il tutto un episodio. Dopo 2 anni vinsi un concorso in un’orchestra stabile in Abruzzo e fui costretta a trasferirmi; lui rimase in Toscana per comodità lavorative. Da qui nacquero i primi problemi; il distacco fu abbastanza pesante per entrambi e vedendoci pochi giorni al mese finivamo col litigare sempre più frequentemente. I litigi nel tempo si evolsero sempre di più; lui usava questa storia che gli avevo nascosto praticamente in ogni litigio, come per zittirmi. Il mio temperamento non è semplice, tendo a continuare a ribattere quando penso di aver ragione, ma non ho mai offeso o insultato nessuno, né mi sono spinta ad usare altri argomenti per giustificare qualcosa. Lui nel tempo ha sviluppato sempre di più questo modo orribile di fare nei miei riguardi: ogni litigio usava insulti sempre più pesanti, offese, rinfacci su cose fatte da lui per me. La situazione nel posto di lavoro in cui mi trovavo era pesante, non ricevevo pagamenti per diversi mesi e mi trovai costretta a dimettermi dopo circa 18 mesi; uno degli ultimi giorni in cui stavo preparando il trasloco per un litigio futilissimo arrivò a sputarmi nuovamente in faccia e a spaccarmi la porta di casa. Spesso e volentieri prendeva le sue cose e andava via per intere giornate per poi tornare e chiedermi scusa, assicurandomi che non sarebbe mai più successo. Non mi ha mai messo le mani addosso eppure spesso ho addirittura pensato che se l’avesse fatto sarebbe stato meno doloroso. Dopo pochi mesi dalle mie dimissioni, essendo tornati a vivere insieme in Toscana, dopo un ennesimo pesante litigio, lui mi lasciò. Per ben due mesi e mezzo mi umiliò con tante frasi sprezzanti, chiedendomi di trovare addirittura qualcuno a cui cedere il cagnolino che mi aveva regalato quando vivevo da sola a L’aquila (perché ammetto che mi ha fatto anche tanti gesti romantici) e mettendomi in una difficoltà estrema sia con la mia famiglia che a livello economico. Nel momento in cui si rese conto che stavo mollando la presa, che stavo smettendo di pregarlo, tornò sui suoi passi; con molta difficoltà (provai ad esprimergli le mie insicurezze) lo feci anch’io. Il lockdown ci diede modo di riavvicinarci, i mesi trascorsero sereni come l’inizio della nostra storia. In me però era cambiato qualcosa; il mio temperamento si era spento nei suoi confronti, ero diventata accondiscendente, se avvertivo l’inizio di un litigio preferivo stare zitta e cambiare stanza. Per fortuna qualche Orchestra continuò a lavorare con lo streaming e dopo diversi mesi ripresi a viaggiare (lui lavorava per lo più a scuola). Ciò lo portò a soffrire di gelosia; ogni volta mi diceva che era colpa mia se lui soffriva di gelosia; ogni cosa diventava un problema insormontabile.. anche il nostro cane ( che lui mi aveva regalato) diventava un problema (lui stava a casa a fare il dogsitter e io in giro a fare la stupida). Negli anni gli ho sempre raccontato qualsiasi cosa, anche quando sentivo amici proprio per evitare problemi, ma puntualmente diventava una cosa che mi si ritorceva contro. La madre (separata dal marito in malo modo per un suo tradimento) “ovviamente” gli dava ragione in ogni caso e lui puntualmente tendeva a chiamarla in causa. Fino ad aprile 2021. Mi raggiunse a casa dei miei per il mio compleanno; premetto che i miei non hanno mai avuto molto in simpatia la sua persona ma l’hanno sempre accolto come un figlio. Al suo arrivo per una stupidaggine si litigò avanti a mia madre; e fu lei a darmi il cosiddetto la. Anche la sera prima del mio compleanno andai a dormire molto presto per un litigio con lui. Mia madre mi disse chiaramente “non ti vedo più felice”. Dopo circa una settimana mi feci forza e affrontai il discorso, gli dissi che ero stanca di essere sempre messa in discussione, di ricevere insulti per ogni litigio, che mi facesse sentire la persona più sporca sulla faccia della terra. Lui ebbe un crollo totale, mi pregò di non lasciarlo, di non andar via di casa, di riprovarci e che sarebbe cambiato. E io purtroppo mi feci convincere. Trascorsero un paio di mesi in cui mi sentivo come messa in trappola. In estate partii per quasi tre mesi di lavoro in Orchestra. Lui si lasciò andare così tanto che finì dallo psicoterapeuta (e io ne fui felice perché convinta che avrebbe affrontato il reale problema); nonostante le mille difficoltà provai a stargli accanto, a comprenderlo. Ricevevo telefonate in cui si disperava, altre in cui mi odiava e mi accusava di avere relazioni con altri. Dopo poco puntò il dito contro un ragazzo con il quale ho instaurato da subito un bellissimo rapporto d’amicizia (lavoravo nel posto in cui anche noi ci conoscemmo, dove c’erano per lo più persone a noi care). Conosceva tutti. Eppure nonostante gli raccontassi qualsiasi cosa, si fissò sempre più che io avevo un’altra relazione. Continuava ad accusarmi di averlo fatto impazzire, che era a casa a vomitare sangue, che aveva perso peso, che la famiglia stava impazzendo appresso a lui. Dopo l’ennesimo litigio, in un momento di forte stress anche lavorativo per me, scoppiai e gli dissi che doveva lasciarmi in pace. Lui di tutta risposta si presentò, contro la mia volontà, nella città in cui ero a lavoro, con la scusa di voler guardare la partita con i suoi amici. Quella notte mi inviò un messaggio terribile, affermando che tutti gli avevano confermato un rapporto stretto con questo ragazzo (e non glielo avevo mai nascosto); tornò a casa e mi buttò tutte le mie cose in sacchi della spesa invitandomi a svuotargli casa il prima possibile. Quando finalmente riuscii a passare a casa e a svuotare le cose, cercò di avvicinarsi ma subito dopo iniziò un nuovo litigio e quando gli dissi che era una persona violenta verbalmente mi urlò di andare via, aprendomi la portiera dell’auto avanti a tutti i nostri vicini e urlando come il matto che mi avrebbe denunciata. Andai via, con l’aiuto delle mie sorelle che mi vennero incontro. Scoprii dopo pochi giorni che aveva una storiella con un’altra; che aveva raccontato tante cose personali alla mia famiglia con l’intento di farmi disprezzare, aveva trasformato discorsi e inventato cattiverie con la mia e la sua famiglia. Riprendermi fu molto dura. Dopo mesi fui costretta per lavoro a tornare in Toscana e lui si rifece vivo. Per mesi non c’è stato assolutamente nessun contatto fisico tra noi; puntualmente lui si presentava a casa con mazzi di rose, con regali, cene improvvisate. Io non riuscivo a dirgli mai no, ma in me si era rotto qualcosa e non riuscivo più a lasciarmi andare anche solo per un bacio. Dopo circa 6 mesi cominciai a convincermi che realmente fosse cambiato, che il percorso che aveva fatto lo avesse aiutato (nonostante fossi in disaccordo che l’avesse interrotto perché convinto di non averne più bisogno). E lentamente iniziai a lasciarmi andare di nuovo; ma più io mi avvicinavo, più lui si allontanava. Iniziai ad avere dei dubbi e, per sbagliando, un giorno presi il suo iPad tra le mani e scoprii un mondo. Decine di conversazioni in cui ci provava con chiunque, parole sprezzanti su di me, prese in giro addirittura con sue ex alunne, appuntamenti presi in giorni in cui io lavoravo, inviti in hotel quando era fuori per lavoro. E soprattutto una conversazione con una ragazza che aveva conosciuto quando mi mollò. Dopo alcuni giorni in cui non sapevo cosa fare, decisi di affrontare la cosa e ovviamente mi rispose che erano tutte stupidaggini, che non aveva mai avuto alcun incontro con nessuna di loro, che l’aveva fatto per sentirsi adulato e che un pò la colpa era mia perché non lo facevo sentire desiderato. In me è scattata una sorta di voglia di avere ragione. Dopo un paio di settimane ho riaperto il suo iPad e ho beccato conversazioni che venivano cancellate nel mentre che io leggevo, convinto di riuscire a nascondere ancora. E la cosa ancora più assurda è che continuava a cacciar fuori la storia del ragazzo dell’estate prima, che non avevo diritto di parola perché io avevo problemi con gli uomini, che ero andata con uno sposato, che negli anni avevo fatto i miei sporchi comodi. Io. Dopo poche settimane in cui tra l’altro organizzavamo un trasloco, sono ripartita per lavoro nella solita Orchestra; lui ha lavorato i primi 5 giorni e sono stati i giorni più falsi della mia vita. Era venuto per dimostrare a questo ragazzo che ero roba sua; appena ci ritrovavamo da soli in casa mi disprezzava, dicendomi che non dovevo neanche rivolgergli parola. Nei giorni successivi ha ripreso ad insultarmi, a darmi colpe, a dirmene di ogni fino ad una mattina in cui mi ha anche minacciata più volte. Ero in aeroporto e stavo per avere un attacco di panico per tutte ciò che mi diceva. Da lì ho deciso di mettere un punto definitivo. Non ci siamo mai più visti e lui ha continuato per settimane a minacciarmi, a minacciare questa persona, ad insultarmi. Per disperazione per la prima volta ho contattato suo padre e gli ho inoltrato tutte le cose che continuava a scrivermi, chiedendogli di farlo smettere perchè altrimenti mi sarei trovata costretta a denunciarlo. Ha “smesso” e ha iniziato a pregarmi di tornare insieme, alternando giorni in cui si scusava e altri in cui mi dava colpe. Io ad oggi, dopo quasi due mesi, sono molto sicura della decisione che ho preso. Ho capito di provare qualcosa per questo ragazzo che con tanta pazienza mi è stato vicino, non ha mai spinto per avere altro e con tanta calma ci stiamo conoscendo. Però ho spesso momenti in cui mi tornano alla mente i tanti gesti che ha compiuto nei miei confronti il mio ex: dagli sputi in faccia, alla porta distrutta, ai miei vestiti lanciati nel piscio del cane, agli insulti, le minacce. E alterno a ciò momenti di nostalgia e dispiacere; ogni volta che mi scrive un messaggio “d’amore” in me nascono quasi dei sensi di colpa perché penso che sta male e che forse ha ancora bisogno di me.
Voglio uscirne, voglio che non sia più nella mia testa. Sono consapevole del male che mi ha fatto eppure continuo a sentirmi io in colpa per il suo dolore.

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Miglior risposta 23 AGO 2022

Cara,

pare che il suo ex sia intrappolato in una doppia lealtà fra sua madre e suo padre; rispetto alla prima, si allea rispetto al tradimento da lei subito, aggredendola per la sua precedente relazione con un uomo sposato, invece che esprimere la rabbia repressa nei confronti di suo padre.
Tuttavia, la lealtà che mostra anche a quest'ultimo, per quanto negata non appena chiedi un confronto sulle sue chat con altre, si evidenzia nelle relazioni che stava portando avanti alle tue spalle.
Detto questo, prima elabora adeguatamente il fatto inequivocabile che si trova in una relazione tossica all'interno di un percorso psicoterapeutico, prima le sarà possibile ritrovare la direzione e il senso della sua vita.
Sono a sua completa disposizione per qualsiasi approfondimento.

Dott.ssa Francesca Orefice.


Dott.ssa Francesca Orefice Psicologo a Bologna

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24 AGO 2022

Cara Enula
Mi dispiace innanzitutto per la sua situazione emotiva, anzi, per la vostra, perché entrambi siete all'interno di un vortice emotivo che nulla può fare se non devastare chi lo compone. Sarò un po' scomodo e mi scuso, ma vorrei cercare di esserle d'aiuto e le semplici parole di conforto non aiutano, se non nel farci sentire un po' coccolati all'inizio. Il problema dei rapporti tossici come il vostro, non è una persona o l'altra. Sono convinto che presi singolarmente entrambi siate delle brave persone e che questa tossicità e compulsività non si manifesterà con la stessa intensità con chiunque, ma è qualcosa di specifico e "unico" per la vostra relazione, per la vostra "chimica".
La relazione si compone di due persone, lei non può suonare senza strumento e lo strumento non può suonare da solo. La vostra compulsività, le vostre reazioni, le vostre azioni, sono possibili solo perchè l'altro risponde in un modo perfetto ai nostri bisogni. Insomma, voi siete perfetti per "le vostre malattie". Un salvatore ha bisogno di una persona da salvare, un carnefice ha bisogno di una vittima, ma anche una vittima ha bisogno nel profondo di qualcuno che la faccia stare male. Senza di uno l'altro non esiste.
Forse la domanda seria, o almeno utile, è : perchè ho bisogno di stare male? Chi devo salvare? Perchè? qual'è il vantaggio di essere buoni?
Lei non potrà fare nulla per lui, nessuno può fare nulla per nessuno, a condizione che quella persona non sia consapevole di sé e voglia cambiare. E' come se lei si volesse mettere a dieta per lui sperando che lui dimagrisca. Il cambiamento parte da dentro di noi...e non è detto che fare cose buone sia per forza dettato da vera bontà, spesso c'è sotto il bisogno di essere amati, di sacrificarsi per l'altro nella speranza di essere amati per la nostra bontà (sottomissione), ecc.
siete due drogati, uno è droga, drogato e spacciatore dell'altro. E l'unico modo per smettere di drogarsi non è "smettere di usare la droga", ma dire...BASTA, QUESTO STILE DI VITA MI STA UCCIDENDO.
Spero sinceramente lei possa ritrovare (o trovare) l'equilibrio e quel sano egoismo che possa farla stare bene a tal punto da poter dire BASTA a tutto ciò che la fa soffrire e che può scegliere.

Dott Goffredo Luigi Bordese Psicologo a Pavia

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23 AGO 2022

Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa essere per lei molto utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice Psicologo a Roma

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23 AGO 2022

Cara Enula,
mi dispiace per la situazione sentimentale che ha vissuto e sta vivendo tuttora.
Enula, lei è consapevole razionalmente che questa storia la fa stare male ed è un rapporto non sano, tuttavia, ha difficoltà in quanto il ragazzo la manipola emotivamente.
Quando lei si allontana lui sembra cambiato, romantico e pentito ma poi ritorna purtroppo tutto come prima.
Per uscirne emotivamente e prendere le distanze da questa storia le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico.
Resto disponibile se vorrà crearsi uno spazio suo personale di ascolto e supporto per gestire al meglio questa situazione che la fa soffrire emotivamente.
Cordiali saluti.

Dott.ssa Margherita Romeo

Dott.ssa Margherita Romeo Psicologo a Roma

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23 AGO 2022

Cara Enula, mi spiace per la situazione che ha vissuto e che sta vivendo anche ora. Dal suo racconto emerge una relazione non sempre facile e felice. I sentimenti contrastanti che prova ora sembrano rispecchiare la vostra relazione, che alternava momenti di gioia a momenti di tristezza. Non sarà semplice andare oltre ciò che ha vissuto, ma con il tempo riuscirà a staccarsi da questa persona e a viversi serenamente i rapporti che avrà modo di iniziare nel corso della sua vita. Potrebbe esserle utile un consulto psicologico con un professionista che le possa essere di supporto in questo momento della sua vita.
Resto a disposizione, un caro saluto, dott.ssa Sara Manzoni.

Dott.ssa Sara Manzoni Psicologo a Treviglio

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