abusi psicologici

Inviata da Pamela · 14 mag 2012 Violenza di genere

Da poco tempo mi sono resa conto di essere stata vittima di abusi psicologici, fisici, economici da parte di mio marito, e non solo anche da parte di suo padre , sua madre e sua sorella. Quello che mi domando e´ perche´ si sono accaniti tutti su di me. Io non sono una persona debole di carattere anzi il contrario sono una combattente ma da quando ho sposato quest uomo mi sono trovata davanti ad alcune circostanze che mi hanno disorientato, non potevo più uscire, non potevo piu vedere nessuno tra familiari conoscenti amici ero completamente isolata, senza soldi, neanche il mio stipendio...per non contare il fatto che venivo umiliata da mio marito da mia suocera e da mia cognata, non perdevano occasione per dirmi che ero un incapace, che ero sporca (secondo loro non ero capace a pulire casa, lavare piatti ecc) ero una stupida, avevo un carattere debole e il tutto si èe inasprito con la nascita di mio figlio, ero tenuta sotto minaccia che mi avrebbero fatto togliere il bimbo, non volevano neanche che lo allattassi. Da un mese sono andata via da casa Mio martito potrebbe avere una qualche psicosi, ma i suoi familiari perche si sentivano autorizzati a schiacciarmi? Esiste qualche psicosi collettiva? O come gli animali se nel branco sei l'anello debole ti sbranano? Ovviamente con questa separazione mio marito si è calmato , ma non i suoi genitori e sua sorella che continuano a insultarmi, accusarmi di aver rovinato una famiglia, ho tanti sensi di colpa ,ma so che la colpa non e tutta mia

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Miglior risposta 16 MAG 2012

Salve Pamela,
da quello che dice sembra quasi che lei si sia svegliata da un sogno, di cui era la protagonista, o la vittima, senza averne piena consapevolezza, come se si fosse stata anestetizzata la coscienza. Come è potuto accadere? La risposta la dà lei stessa: l'hanno isolata, le hanno tolto gli strumenti per un'autonomia non solo economica ma anche quasi mentale, l'hanno ricattata. Ma alla fine si è svegliata! E questo dimostra che lei è una donna forte. Allora continui per questa strada, magari chiedendo aiuto alle tante associazioni che si occupano di donne vittime di violenze: lì potrà sicuramente avere condivisione, comprensione e aiuto.
Buona fortuna
Dr.ssa Alfonsina Pica, psicologa e psicoterapeuta

Dott.ssa Alfonsina Pica Psicologo a San Miniato

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31 OTT 2012

Per Anonimo 30/10/2012, mi dispiace della vita che ti ritrovi a fare, ma sai anche io penso che valga la pena tentare di stare comunque con tuo marito, per lo meno per non arrivare a trattare i figli come pacchi postali. E' durissima sapere che tuo figlio non vivrà mai in una famiglia normale.

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30 OTT 2012

E' capitata la stessa cosa anche a me, tutto è cominciato 19 anni fa,quando il mio fidanzato che ora è mio marito,ha voluto che io non uscissi più,non avessi più amici, in pratica che non avessi più una vita sociale, non ho neanche preso la patente, mi ha resa insicura, vedo pericoli ovunque. Non mi ha costretta gridandomi contro o mettendomi le mani addosso, questo devo dire che non lo ha mai fatto e devo dire anche che non è una cattiva persona, ma semplicemente tenendomi il muso o non facendosi né sentire e né vedere per giorni, quindi io, che allora soffrivo a stargli lontano, ho incominciato a non uscire più neanche per andare a comprare il pane. Sono arrivata al punto che, adesso che a lui non importa se esco oppure no, non riesco ad uscire più, mi vengono come degli attacchi. Immaginare di fare un tragitto diverso da quello che solitamente faccio per accompagnare mia figlia a scuola mi mette l'ansia. Questo però accade solo nel mio paese, perché se mi trovo da un'altra parte, tipo in vacanza, riesco ad uscire anche se non riesco ad avere una buona vita sociale, me ne accorgo soprattutto quando mi fermo a parlare con qualcuno, mi capita di non riuscirlo/a a guardare in faccia e poi quando vedo qualcuno che mi fissa un po' di più penso ecco quello/a ha capito io che vita faccio e allora abbasso gli occhi e vado via. Solo a casa mi sento al sicuro.

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24 MAG 2012

gentile Pamela lei deve stare tranquilla e deve cercare di rinascere nel modo che le è più funzionale, riguardo alla separazione cerchi di dialogare con il suo ex in termini soft e per quanto concerne il resto della sua famiglia non si preoccupi. dott. Eva Scardone

Dr.ssa Eva Scardone Psicologo a Marcianise

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23 MAG 2012

Gent.Le Pamela..
Quello che più mi ha colpito nella sua storia sono i sensi di colpa che lei sente e la sensazione di avere una qualche responsabilità in quelle che, per come le descrive, paiono effettivamente come delle violenze. Dolorose e schiaccianti sofferenze. In realtà chi si trova costretta dentro circuiti di abusi e violenza, sia essa fisica o psicologica, è una vittima, ma non necessariamente una persona debole di carattere. Non credo lei sia una persona debole, è riuscita ad allontanarsi da suo marito e ora racconta la sua storia si fa e ci fa delle domande. Sono d'accordo con le colleghe che le consigliano un percorso psicoterapeutico. Lei non ha solo bisogno di uno spazio di accoglienza rispetto alle sofferenze che ha vissuto, lei ne ha soprattutto diritto, Pamela. Le faccio i miei migliori auguri.
Dott.ssa Stefania Corda - Cagliari

Dott.ssa Stefania Corda Psicologo a Cagliari

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21 MAG 2012

Cara Pamela, se le cose stanno così come hai scritto, via i sensi di colpa e vai a vanti a testa alta e con la tua dognità ritrovata!!!
Purtroppo ciò che hai descritto e molto ma molto comune, più di quello che si potrebbe pensare, i motivi possono essere tanti, insoddisfazione proiettata su di te, aggressività, invidia inconscia, dinamiche familiari irrisolte, ecc.
Hai subito tanto, hai sofferto tanto ma fortunatamente la tua energia vitale si è riattivata, adesso hai la consapevolezza, adesso hai la "luce" e questa è la tua risorsa più grande.
Non sprecare energie adesso rimuginando sul passato o peggio ancora ODIANDOLI, piuttosto ricaricati coltivando il tuo benessere e prendendoti cura di te, viviti il nuovo presente e coccolati quotidianamente per un futuro piacevole, pensa a te stessa e a tuo figlio, siete voi il centro dell'Universo, tutto il resto non conta più ormai.
Forza Pamela, non farti tante domande e vai avanti....Ti auguro tantà gioia e serenità.

Studio Genesis, Dott. Lupo e coll. Psicologo a Battipaglia

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21 MAG 2012

Gentile Pamela, non credo che la situazione che descrive possa considerarsi una psicosi collettiva o di gruppo. Pare un sistema che aveva bisogno di qualcuno nel ruolo di "vittima" che occupava lei. La responsabilità quindi non è sua ma del gruppo e dei suoi bisogni. Lei è stata molto forte a riuscire ad uscire dal suo ruolo. Ne rimanga lontana. Auguri

Alessandro Degasperi Psicologo a Trento

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21 MAG 2012

Cara signora Pamela la sua descrizione di vittima di abusi presenta delle caratteristiche che ricorrono molto spesso in queste situazioni tra cui il tentativo di isolamento dalla famiglia d'origine, non poter disporre del proprio stipendio, intromissioni da parte della famiglia del marito, essere squalificata come madre...
non si capisce bene però cosa lei voglia per se stessa?
La sua preoccupazione per una eventuale psicosi che origine ha?
Lei come tutte le vittime si sente anche in colpa e responsabile per tutto quello che è successo...
le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che la aiuti a lavorare per la sua autostima, nel senso che l'aiuti a ritrovare il suo valore personale, fiducia nelle sue capacità, attraverso una revisione del suo modo di essere, e della sua storia personale, che conterrà qualche elemento critico, se lei ha accettato per parecchio tempo di rischiare di essere distrutta.
Un caro saluto!
Dott. Giovanna Ferro – psicologa psicoterapeuta - Savona

Dott.ssa Giovanna Ferro Psicologo a Savona

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17 MAG 2012

Gentile Pamela, la Sua situazione è sicuramente molto complessa e delicata, ma il primo passo è comunque riuscito a compierlo allontanandosi da suo marito e allo stesso tempo chiedendo aiuto presso questo portale. Purtroppo è difficile dare una riposta chiara per una situazione così complessa, quello che è certo è che il comportamento di suo marito è il risultato di un apprendimento avvenuto all'interno del nucleo famigliare presso il quale è cresciuto e si è formato. Le consiglio di contattare uno psicoterapeuta esperto con il quale possa intraprendere un percorso per comprendere quale sia la Sua lettura chiave di lettura del problema e, soprattutto per eleborare il senso di colpa che riporta nella Sua richiesta.

I miei migliori auguri

Dott. Luca Pivetti

Studio Associato Chrysalis Psicologo a Arese

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16 MAG 2012

Cara Pamela,
non credo proprio che la colpa sia tutta sua!
Anzi, direi che la sua unica colpa è quella di aver subito troppo a lungo, di aver dato credito a quanto dicevano, affidando loro il potere che appartiene solo a lei!
E' stato un duro gioco al massacro, che per fortuna lei ha spezzato!
C'è in questa famiglia, una modalità perversa di stare in relazione. E' una modalità che non appartiene solo a suo marito ma a tutta la famiglia. Il legame con l'altro, si stabilisce creando uno stato di sottomissione e sfruttamento psicologico, emotivo, economico, ecc. Colui che adotta questa modalità, inconsapevolmente tenta di stabilire il proprio potere, di creare la propria identità e posizione, pur a discapito degli altri.
Gli individui che mostrano queste dinamiche, sono incapaci di alimentare la fiducia e la stima in sè in assoluto, devono farlo attraverso gli altri, abbassando gli altri, innalzano sè.
E' un processo sottile e lungo, all'inizio c'è la seduzione, si fa sentire l'altro importante e amato, quasi indispensabile, per legarlo a sè, renderlo dipendente e debole, così si garantisce la durata del legame e l'impossibilità di abbandono. Adesso sono le vittime che hanno bisogno e non possono fare a meno.
La svalutazione continua infatti, crea uno stato emotivo di prostrazione e sudditanza emotiva, la vittima perde sempre più lucidità e potere, è confusa, disorientata, depressa.
Complimenti, è stata brava ad uscirne!
Non sarà facile mantenere questa posizione, perchè se lei ha aderito significa che c'è qualche crepa nella sua autostima, che ha permesso a questa famiglia di entrare e demolire.
Porti avanti tutto ciò che la rafforza, che la rende autonoma e la mostri le porprie capacità!
Probabilmente suo marito tornerà all'attacco, per ora si è dato una calmata, ma questo potrebbe solo essere un'esca d'abbocco. I suoi familiari del resto, con la svalutazione e l'accusa curano il terreno per renderlo fertile e instillare in lei il dubbio!
Non sarà facile, ma se lo vuole sicuramente ci riuscirà!
Un grande in bocca al lupo, Pamela!

Sabrina Costantini Psicologo a Pisa

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16 MAG 2012

Buongiorno gentile Pamela,
ho letto attentamente tutte e due le sue richieste. La sua è una situazione complessa, nello stesso tempo ci sono alcuni elementi poco chiari, probabilmente dovuti al limite di spazio. Quello che appare evidente è la sua delusione difronte al cambiamento avvenuto una volta sposati. La parte legata ai sensi di colpa è poco chiara. Come non è molto chiaro se lei ama tuttora suo marito oppure prova sentimenti di rabbia nei suoi confronti perchè non è stato in grado di creare famiglia con lei invece di continuare a sentirsi famiglia con i suoi. In ogni caso, con i limiti di un consulto orientativo on line, mi sento di dirle di concentrarsi su di lei e sul bene verso suo figlio più che continuare a concentrarsi sulla famiglia d'origine di suo marito. Ritrovi anche il piacere di essere accolta e compresa dalla sua, di lei Pamela, famiglia d'origine. Basta anche solo un riferimento familiare che coinvolga un parente per sentirsi "a casa".
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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16 MAG 2012

Cara Pamela,
la situazione che ci hai descritto è senz’altro molto delicata ma il fatto che tu abbia trovato la forza ed il coraggio per uscire da tanto dolore dimostra che quel lato “combattente” di te è ancora forte. Il consiglio che mi sento di darti è di consultare un legale che possa suggerirti come meglio tutelare te stessa e il tuo bambino; inoltre potresti prendere in considerazione la possibilità di rivolgerti ad uno psicologo per un consulto: colloqui con un professionista potrebbero aiutarti a fare maggiore chiarezza su ciò che in passato può averti spinta in determinate direzioni o a prendere certe decisioni. Adesso è importante che tu abbia riconquistato la tua autonomia, la tua indipendenza e la tua libertà e che ne sia consapevole.
I miei più sinceri auguri,
dott.ssa Ornella Convertino

Studio Convertino Psicologo a Monza

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15 MAG 2012

Grazie a tutti per le vs risposte, volevo precisare che sono stata fidanzata per 15 anni. Mio marito è sempre stato dolcissimo con me, molto premuroso, affabile mai un segno di violenza, nessun'offesa grave, avevamo dei litigi banali che si risolvevano nel giro di qualche ora. Nel corso di questi 15 anni mio marito aveva un pessimo rapporto con i suoi familiari. Una volta sposati mio marito ha fatto pace con i suoi genitori e da lì sono nati i miei problemi. Preciso anche che i miei suoceri fino a che siamo stati fidanzati mi hanno sempre trattato con una certa indifferenza e non sono mai stati invadenti, con il matrimonio si sono scatenati . Ho subito per due anni, sono una persona che non ha piu un briciolo di dignità, mi sento umiliata, incapace, una nullità. So che mio marito non è cattivo ma forse troppo manipolato, ma questo cambiamento con il matrimonio mi ha shokkato. Mi sento in colpa ma non sapevo come risolvere la situazione, vorrei aiutarlo ma i suoi familiari con il loro atteggiamento non lo permetterebbero.

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15 MAG 2012

Salve Pamela, in questo periodo direi che lei ha bisogno di un supporto sia per gestire il suo attuale senso di colpa, sia per comprendere cosa l'ha spinta a restare in quella situazione. Rispondo brevemente alla sua domanda sulla famiglia di suo marito. Qualunque sia il comportamento del suo partner, questo è il prodotto di ciò che ha appreso nella sua famiglia di origine, quindi anche se il comportamento di una persona sola dovesse cambiare, tutti cercheranno di ristabilire l'equilibrio iniziale (anche cercando e perseguitando un caproespiatorio). E' normale che siano tutti contro di lei, ma può continuare ad andare per la sua strada insegnando a sua volta a suo figlio che...si può essere felici e non si deve interagire per forza con chi ci manca di rispetto. buon lavoro! dott.ssa Simona Rosati

Simona Rosati Psicologo a Roma

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15 MAG 2012

Cara Pamela, le consapevolezze a cui è pervenuta nell'ultimo periodo sono sicuramente di grande importanza, anche in base ad esse ha trovato le risorse per lasciare l'uomo che ha sposato,
per provare a ricrearsi uno spazio di autonomia e di dignità personale, caratteristiche che sente di aver perduto nel corso del tempo, accanto a questo uomo.
Credo che in un momento così delicato della sua vita sia di fondamentale importanza provare a dare un senso a quello che le è capitato in passato e, soprattutto, ad inserire gli eventi dolorosi che racconta nella sua storia personale. Questo le permetterà di guardare al futuro in modo aperto.
La saluto cordialmente.

Studio di Psicologia e Psicoterapia Dott.ssa Laura Colombo Psicologo a Badia Polesine

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14 MAG 2012

Gentile Pamela,
la mia esperienza clinica mi porta a suggerirLe un percorso di narrazione ed esplorazione per ricostruire ed elaborare i fattori personali, storici e di contesto, che l'hanno portata a sposarsi e poi a "legarsi" ad un uomo ed ad una famiglia così descritta. Dalla sua domanda emergono dubbi e riflessioni anche sulle sue inconsapevoli responsabilità. In special modo se ha figli, deve attraverso un sostegno psicologico, rielaborare la sua storia di vita, per affrontare al meglio i legami del passato e quelli del futuro. Buona fortuna.

Sportellopsiche Dott.ssa Stefania De Giovanni Psicologo a Napoli

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14 MAG 2012

Salve Pamela, la situazione che ci ha descritto è davvero molto particolare purtroppo comune....un'intera famiglia che si accanisce contro il nuovo elemento che è entrato a fare parte del loro clan. Lei dice di non essere debole caratterialmente però poi subito dopo precisa che tutti loro avevano capito che lei era l'anello più debole. Nel sistema familiare si attuano dei comportamenti che vengono rinforzati da ciascun membro del sistema per cui suo marito non faceva altro che supportare le credenze che su di lei si erano diffuse.
Pamela per quanto tempo ha sopportato questa situazione? Sono contenta che lei abbia trovato la forza di reagire e di mettere fine a queste violenze, le consiglio di intraprendere un percorso terapeutico che la aiuti ad eliminare il senso di colpa del perchè tutti contro di lei, a rielaborare la separazione e le violenze subite. Le faccio i miei migliori auguri.
D.ssa Concetta Lorico Psicologa Psicoterapeuta Familiare Piacenza

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