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Senso di vuoto e di fallimento per la mia vita.

Inviata da Gianluca · 21 giu 2018 Depressione

Ciao sono uno studente di 23 anni frequentante la facoltà di infermieristica. Sono al terzo e ultimo anno di corso ma purtroppo da gennaio mi sono iscritto al primo anno fuori corso. Il mio problema principale? È da un anno a questa parte che ho cambiato totalmente stile di vita e non ne sono fiero. Non riesco più a studiare e faccio fatica a concentrarmi. La maggior parte degli esami li rimando perché studio poco e non mi sento pronto per sostenerli oltre al fatto che mi riduco sempre gli ultimi giorni per studiare seriamente. Finito il tirocinio nei reparti passo la maggior parte delle giornate al computer o a fare altro (nulla di seriamente costruttivo) e questo mi crea un senso di vuoto e di colpevolezza che mi fa dormire male la notte con fatica a prender sonno nei normali orari. Sono solito infatti prender sonno tardi e svegliarmi di conseguenza dopo le 11. La cosa però che non riesco a comprendere è come pur svegliandomi presto la mattina (le 6 ad esempio) non riesco a a prender sonno prima delle 3 della notte. Ora sono le 2 ad esempio ed ho gli occhi spalancati.
Parallelamente nutro una grande insoddisfazione per i miei risultati e per il mio andamento, sia scolastico che affettivo, infatti pur essendo fidanzato da ormai 5 anni con una ragazza, passiamo molto spesso le giornate a litigare e questa cosa mi fa star sempre di più male. Inoltre sono consuetudine i nostri tira e molla a causa appunto dei vari litigi nei vari contesti.
I miei genitori poi pur essendo (penso e spero) profondamente legati a me, sono profondamente delusi dalla situazione universitaria e spesso mi rimproverano e usano termini abbastanza pesanti che mi feriscono ma non controbatto e soprattutto non mi esprimo a riguardo, non lasciando trapelare emozioni ne positive ne negative ai loro discorsi. In realtà ci rimango molto male a quello che mi dicono e non mi espongo oltre per il carattere introverso anche perché so che hanno completamente ragione in fin dei conti.
Sono completamente svogliato nel fare le cose e anche nello andare a tirocinio perché mi spaventa non so cosa ed ho un blocco dentro che non riesco a superare. E seppur intraprendere questo mestiere mi ha dato parecchie soddisfazioni dai pazienti, ma anche dal personale sia medico che infermieristico dai quali ho ricevuto sempre parecchi complimenti per la condotta e per la professionalità (infatti non sono uno a cui "puzza il lavorare" ne me ne sto con "le mani in mano" dentro le unità operative.), non riesco ad uscire da questo circolo vizioso e vorrei farlo perché ho bisogno di avere obiettivi concreti.
Questa situazione mi sta opprimendo sempre più ed ho l'autostima al minimo. Tra l'altro non vorrei continuare a deludere i miei genitori che ci tengono moltissimo alla mia carriera, soprattutto mia madre che ha provato in tutti i modi di indirizzarmi in questa scelta.
Forse avrei voluto fare altro e realizzarmi in altri ambiti, ma tanto il desiderio di accontentarla e anche per mia indecisione ho virato per questa strada. Ora come ora sarebbe impossibile cambiare strada e dopo 4 anni mi sembrerebbe un completo fallimento provare anche solo ad accennarle questo discorso.
Non me la vivo per niente bene e sinceramente ho pensato e penso spesso al suicidio come unica alternativa. Tutti questi problemi accumulati si sono trasformati in un muro e non credo di riuscire ad abbatterlo dopo tutto questo tempo.

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Miglior risposta 22 GIU 2018

Buongiorno Gianluca
Effettivamente ci sono davvero innumerevoli questioni aperte che andrebbero considerate una per volta all'interno di un percorso terapeutico. Tuttavia ti chiedo anche se hai valutato anche l'aspetto fisico. A volte ci sono momenti in cui lo studio e lo stress a cui siamo sottoposti ci deprivano in modo rilevante e appesantiscono ulteriormente le situazioni con cui ci confrontiamo.
Nel valutare un supporto io ti invito a fare anche una serie di indagini mediche a cui aggiungerei un mineralogramma svolto in un centro medico valido. Questo tipo di indagine spesso evidenzia carenze minerali e vitaminiche che incidono anche sulla capacità di reazione emotiva e sullo stato fisico, appetito e sonno in particolare.
Ho sperimentato più volte con alcune situazioni questo tipo di possibilità.
Sono certa che potrai trovare indicazioni in merito da dottori che praticano anche un approccio di tipo olistico.

Dott.ssa Laura Gaido Psicologo a Grugliasco

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24 GIU 2018

Gentile Gianluca,

lei descrive una situazione che si protrae ormai da parecchio tempo caratterizzata da demotivazione, perdita di senso di autoefficacia e autorealizzazione, abbassamento dell'umore, irregolarità nel ritmo sonno veglia, pensieri suicidari.
Non vorrei entrare nel merito delle problematiche contestuali da lei descritte e tanto meno della loro relazione con il suo malessere, ma mi sento sicuro nel consigliarle un consulto psicologico dal vivo, non qua su internet. Perché solo dal vivo, in uno studio, dopo averla conosciuta, unno psicologo potrà consigliarle il percorso più opportuno.
Può rivolgersi ad uno psicoterapeuta privato, può chiedere un appuntamento al consultorio, può chiedere un appuntamento all'unità di psicologia della sua azienda sanitaria (o di una limitrofa se non vuole incontrare colleghi).
Sinceramente, le consiglio di non esitare oltre nel prendere la decisione di consultare uno psicologo psicoterapeuta o uno psichiatra, sono cose che si risolvono se le si prendono in mano, ma appunto, bisogna prenderle in mano. Io prendo questa sua mail molto positivamente, come primo passo, come presa di coscienza della necessità di intervenire con un percorso di comprensione e cambiamento. Per essere più felice.
In bocca al lupo,

Dott. Paolo Zandomeneghi

Dott. Paolo Zandomeneghi Psicologo a Rovereto

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24 GIU 2018

Cari Gianluca,
Il suo racconto mi suscita tante riflessioni, che sarebbe giusto osservare attentamente ...vorrei che lei prima di tutto prendesse consapevolezza della sua giovanissima età e di quante possibilità di scelta abbia davanti ...che capisco fatica ad osservare ...ma questa fatica del resto è dovuta alla sua stanchezza fisica ed emotiva, probabilmente dovuta anche al tipo di lavoro che lei svolge, di aiuto e accudimento in ambito sanitario. Un periodo di riposo è sicuramente necessario.
Necessario è anche capire quanto la sua scelta sia dettata dal suo cuore o sia stata indotta dalla sua famiglia. I genitori non sempre fanno le scelte giuste ,ma non lo fanno in cattiva fede loro amano i figli e vorrebbero il meglio . Spesso però il meglio per loro non è il meglio per i figli....
Si Liberi dalla necessità di compiacere gli altri e cerchi di capire cosa vuole veramente , magari seguendo un percorso terapeutico che le permetta di fare chiarezza.
Cambiare rotta durante il viaggio meraviglioso della vita, ci permette molto spesso di scoprire nuove mete ,che non avremmo mai scoperto se non avessimo iniziato un percorso ...per empio il suo ... che sarà per lei sempre un bagaglio di esperienza che le permetterà di essere dopo il ragazzo di oggi l' uomo migliore di domani . Sia riconoscente alla vita per tutto ciò che le ha donato fino ad oggi è guardi il futuro con uno sguardo nuovo e curioso per scoprire cosa le riserva .. immagini il suo futuro e lo collochi nel presente, lo guardi con occhi nuovi per godere della felicità e del successo .
La sua stanchezza ed il suo disagio meritano sicuramente di essere ascoltati e capiti ....le emozioni per quanto travolgenti ci dicono continuamente cosa fare ,come i sintomi dei pazienti ,che ci aiutano a capire il loro disagio.

Si ascolti e si accolga in tutto e per tutto compresi i difetti.

Buona lettura e grazie per aver esposto il suo problema condividendolo.

Anna Maria Della Grotta

D.ssa Anna Maria Della Grotta Psicologo a Roma

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24 GIU 2018

Carissimo. lei ha solo 23 anni, come può pensare che non ci sia più spazio per i cambiamenti? Nella vita tutto può cambiare da oggi a domani, tutto si può stravolgere. Spesso la vita delle persone subisce dei cambiamenti, a volte li realizziamo noi altre volte avvengono senza il nostro controllo. La sua vita cambierà ancora tante volte e lei non può assolutamente sapere cosa il futuro le riservi. Ora, non è mai troppo tardi per realizzare la vita che si vuole, soprattutto quando si è così giovani come lei. Tutto si può fare! Basta sapersi organizzare, però prima si deve pensare a dove andare e guardare bene a dove si sta andando.
Lei cosa vuole per la sua vita futura? Cosa sta facendo per ottenerlo?
Pensa che 4 anni di infermieristica siano andati a vuoto? Pensi se non lo avesse fatto, probabilmente ora avrebbe dei rimpianti, ma ora avendoci provato l'ha aiutata a capire che non è quello che vuole, dunque non è stato tempo perso. Il tempo perso, penso personalmente, che sia quello passato a pensare a cosa avremmo potuto fare e non abbiamo avuto il coraggio di fare, tempo perso è quello passato a rimpiangere ciò che non si ha. Le consiglio di riflettere su questo e su quale pensiero specifico in questo momento, si è fissata la sua mente e perché.
Resto a disposizione.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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24 GIU 2018

Carissimo....avere dei genitori esigenti e critici, come nel suo caso, predispone a psicopatologia che esordisce piu' o meno alla sua eta'. Lei ora e' in uno stato depressivo che non e' il problema, ma la conseguenza del suo disturbo, una sottostante personalita' di tipo evitante n(la invito a documentarsi a rigurado) che gli studi hanno fatto emergere. Le occorre una psicoterapia che, essendo giovane e motivato, puo' senz'altro risolverle il disturbo. Coraggio, se ne esce

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24 GIU 2018

Caro Gianluca, stai passando un periodo di crisi e fai molta fatica ad andare oltre. Da come ti racconti, sei bloccato nello studio e nella tua vita in genere e non riesci a fare nulla per venirne fuori: questo, però, sta alimentando un circolo pericoloso. Più non fai nulla, più ti colpevolizzi e ti senti un fallimento, più continui a non fare nulla perchè ti senti un fallimento e via dicendo. Due cose brevi: prova a "mettere da parte" i pensieri disfunzionali che ti stanno bloccando, lasciali andare come un rumore di sottofondo e sposta l'attenzione su qualcosa che ti piace davvero fare e che ti interessa. Penserai che questo qualcosa non c'è: benissimo, cercalo. Poniti degli obiettivi iniziali piccoli e molto raggiungibili (per capirci, non quello di laurearti domani o di prendere un nobel..) e sviluppa giorno dopo giorno delle abitudini positive. Penso già, per esempio, al sonno che ovviamente in questo momento non è tuo alleato per lo studio.....appena hai raggiunto un obiettivo premiati in qualche modo e poi stabiliscine uno poco più complesso, e via dicendo. Chiaramente, queste sono solo indicazioni di massima, ma sarebbe molto importante che tu inizi un percorso di psicoterapia per lavorare su te stesso e su quello che ti sta succedendo.
Un grosso in bocca al lupo per la tua vita, Dott.ssa Daniela Cannistrà.

Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Psicologo a Seregno

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24 GIU 2018

Gent.mo Gianluca,
dalle sue parole traspare una profonda tristezza ed un senso di ineluttabilità della propria sorte, data dalla mancanza o perdita di uno scopo, da una profonda inquietudine e da problematiche di studio e relazionali. Tutto questo, mi sembra, incide negativamente sulla qualità della sua vita, instaurando un circolo vizioso per il quale si trova bloccato e si sente un fallimento. Il suicidio non è chiaramente mai una soluzione, ci sono diverse strade che può tentare e che certamente la aiuteranno a: comprendere la natura profonda del suo malessere; rivalutare la situazione in chiave propositiva; porsi degli obiettivi raggiungibili; mettere a fuoco e modificare le dinamiche relazionali disfunzionali; regolarizzare i ritmi sonno/veglia ed, in una parola, recuperare l'entusiasmo per la vita. Se non ha mai intrapreso un percorso di psicoterapia, credo questo possa essere per lei il momento giusto. Se il senso del suo ragionamento è quello di non aver più nulla da perdere, non varrà se non altro la pena fare un tentativo? Di certo non potrà peggiorare la situazione. Sono certa che ne trarrà grandi benefici. Si faccia seguire da un collega preparato e successivamente, se lo riterrete opportuno, valuterete insieme anche l'eventualità di richiedere la consulenza di un medico psichiatra, per impostare un aiuto farmacologico in senso antidepressivo. nulla è perduto. Un caro saluto.

Anonimo-146018 Psicologo a Roma

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22 GIU 2018

Gentile Gianluca,
i motivi della sua insoddisfazione verso se stesso sembrano comprendere diversi ambiti anche diversi tra loro e, nonostante i rimandi positivi che riceve in ambito lavorativo all'interno del suo tirocinio, la sua autostima rimane scarsa. Un percorso di psicoterapia potrà aiutarla a esplorare più in profondità i suoi vissuti per cercare quali sono le origini delle sue insoddisfazioni e del suo malessere.
Se lo desidera rimango a sua disposizione
Un cordiale saluto,
drs Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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