Un senso di vuoto e fallimento

Inviata da Alex · 24 mag 2020 Autorealizzazione e orientamento personale

Salve,
Sono una ragazza si 22 anni. Sono al terzo anno di università e per laurearmi mi manca solo la tesi. Ma proprio in questo periodo mi sento a terra. Penso principalmente che sia causato dal fatto che non riesco ad avere idee e sento come un vuoto, non riesco a prendere decisioni. A volte ho come la sensazione di aver sbagliato percorso di studi, e sento in continuo la pressione dei genitori che si aspettano giustamente il meglio dai propri figli.
Sono sempre andata bene a scuola, mai avuto particolari problemi, ma negli ultimi tre anni non riesco a capire cosa voglio veramente. Con i pochi veri amici che ho non ne parlo, non riesco ad avere un rapporto così profondo da esprimere questo disagio. Inoltre ho giornate in cui mi sento molto giù, mi sento una pressione addosso che cerco di mascherare in famiglia; altri invece sto meglio. Sento come se avessi perso il senso dell'orientamento e non capisco cosa voglio veramente.

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Miglior risposta 8 GIU 2020

Gentile Alex,
spesso capita alla sua età di vivere un senso di disagio e di smarrimento all'approssimarsi del termine di un percorso di studi quando bisogna prendere altre decisioni importanti per la propria vita.
Quanto alla pressione dei genitori forse sarebbe il caso di avere con loro un confronto calmo e diretto a scopo di chiarimento delle loro aspettative e della sua situazione emotiva.
Sembra che lei stia attraversando anche una fase di calo del tono dell'umore per cui le suggerisco di intraprendere un percorso di psicoterapia preferibilmente ad orientamento cognitivo-comportamentale.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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16 GIU 2020

Gent.le Alex,
dalle sue parole si sente la difficoltà che sta incontrando nel gestire la sua vita al meglio.. Si prenda spazio e tempo per questo. Non demorda perché la sua richiesta merita tanta attenzione!
Si rivolga ad una terapeuta della sua zona che possa aiutarla.
Rimango a disposizione.
Un caro saluto

Dott.ssa Nadin Della Bella Psicologo a Torino

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4 GIU 2020

Carissima, la laurea in fin dei conti, anche se soddisferà le aspettative dei suoi genitori è pur sempre e solo un titolo di studio. Può rappresentarci se decidiamo di impegnarci in una professione attinente, oppure no e quindi, decidere nonostante tutto, di cambiare strada. Dato che non è l'unica che ha questo disagio, le consiglio di non pensare molto alle altre alternative, ovvero ad altre cose che avrebbe potuto studiare, perchè di solito le persone di interessi ne hanno di vario genere e lei potrebbe trovare interessanti anche cose che sono lontane dal suo campo ma non è detto che sarebbe valsa la pena passarci su gli anni universitari. Nessuno può sapere cosa farà della sua vita, il mondo è in continuo cambiamento ed in costante variabilità, come il mondo della produzione, della cultura e del lavoro. Dunque, non si chieda troppo se è stata la soluzione migliore o peggiore, perchè ancora non lo può sapere. Qualunque cosa abbia scelto ci creda fino in fondo, si impegni ne realizzarla e impari a divertircisi forse un giorno saprà essere anche remunerativa e soddisfacente, chi lo sà? Se no cambierà strada. Mai dire mai.
Per quanto riguarda i suoi genitori, forse ha paura di deluderli? Bhe, la cosa importante è avere fatto sempre tutto ciò che si poteva e sono sicura che lei lo ha fatto, ma si ricordi che la vita è oltre i suo pensieri dunque si occupi di ciò che sta nella realtà e non vada troppo lontano con la mente.
Resto a disposizione.
Cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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3 GIU 2020

Salve Alex,
la fine del percorso di studi e l'affacciarsi al mondo del lavoro coincide anche con l'entrare nel mondo adulto vero e proprio e come ogni cambiamento può essere soggetto a paure, timori e dubbi. Quindi una dose di queste emozioni e sentimenti può essere sicuramente normale e fisiologica considerato il momento evolutivo specifico.
Se invece queste emozioni e sentimenti rimangono prolungati nel tempo e portano ad una paralisi della progettualità della persona, e se l'investimento di energie che ogni cambiamento richiede viene focalizzato più sul rimuginare rispetto agli errori fatti in passato invece che sulla visione sul futuro, può essere di aiuto rivolgersi ad un professionista che potrà accompagnarla sia a fare un punto su questi stati d'animo, sia nel sostegno decisionale, sia nell'eventuale orientamento professionale.

Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o approfondimento.

Cordiali saluti
Dott.ssa Maria A. Chiorazzi

Dott.ssa Maria A. Chiorazzi Psicologo a Milano

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29 MAG 2020

Buongiorno Alex,
è bene chiedersi che cosa si vuole veramente ed è proprio da lì che si può ripartire. Il bimbo sano sa ciò che vuole e cosa gli piace e bisognerebbe ricercare quel bimbo in ciascuno di noi per potersi fare del bene. Se si sente confusa le consiglierei di investire del tempo per lavorare su di sé e capire meglio da dove arriva quella "pressione" di cui parla. Attraverso un percorso psicologico potrebbe ripercorrere la sua storia, rielaborarla e comprendere molto di sé, per ripartire al meglio.
Rimango a disposizione.
Cordiali Saluti
Dott. G. Gramaglia

Gramaglia Dr. Giancarlo Psicologo a Torino

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28 MAG 2020

Cara Alex,
comprendo come tu possa sentirti, dalle tue parole emerge chiaramente il senso di frustrazione e i dubbi di questi ultimi anni. Sai, è naturale attraversare dei momenti nella vita in cui si sente di "perdere l'orientamento", come tu stessa scrivi, ciò accade soprattutto quando si è giovani e si deve strutturare la propria identità e si è in cerca della propria strada.
Il periodo universitario, poi, può essere un momento molto spensierato ma è anche una fase che pone di fronte a scelte importanti ed a un senso di responsabilità. Terminare l'università significa, anche a livello simbolico, diventare grandi e capita molto spesso che ci siano degli arresti proprio in prossimità della fine. Si sente la stanchezza del percorso ma anche la paura e l'incognita di ciò che sarà dopo, quando ci si sarà laureati. Inoltre, non va sottovalutato il periodo storico che si sta vivendo, la quarantena ha messo tutti a dura prova e anche questa fase in cui c'è un 'alternanza di desideri e paure richiede nuovi adattamenti, è naturale che lo studio e la concentrazione ne abbiano risentito.
Concediti del tempo per riprendere con lo studio, poniti dei piccoli obiettivi quotidiani e non caricarti di aspettative troppo alte che non farebbero altro che farti sentire ulteriormente frustrata e con il rischio di bloccarti.
Prova a spiegare ai tuoi genitori come ti senti e che hai bisogno di tempo.
Sei stata molto coraggiosa ad aprirti, scrivendo una mail, quando ti sentirai pronta e se ne sentirai la necessità, il prossimo passo potrà magari essere quello di iniziare un percorso psicologico che ti aiuti a trovare un nuovo equilibrio.
Un caro saluto
Dott.ssa Romina Rotunno

Dott.ssa Romina Rotunno Psicologo a Milano

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25 MAG 2020

Cara Alex
Di fatto la mia risposta si basa su argomentazioni molto simili da quelle già esposte in precedenza dal collega che mi ha preceduto ma in particolare voglio accennare al discorso del falso sè possibilmente in termini più semplici possibili. Molti ragazzi maschi e femmine quando sono al termine della scuola media superiore e devono fare una scelta professionale che è di fatto poi diventa anche una scelta di vita sono orientati da modelli professionali e di vita “interni” sia nel caso che si abbia completa consapevolezza sia nel caso che la stessa sia insufficiente o parziale. Spesso purtroppo nella scelta prevale l’esigenza di soddisfare le aspettative dei genitori e cioè , al di là delle eventuali pressioni esercitate esplicitamente, si fanno delle scelte tali per cui i genitori non rimangano delusi perché si vuole la loro approvazione o semplicemente perché si vuole compiacerli , farli contenti . Ma vivere la nostra vita senza fare i conti con i nostri bisogni emotivi più profondi prima o poi ci si ritorce come un boomerang perchè ciascuno di noi deve poter dare un senso alla propria vita e aggiungo un proprio senso alla vita che quindi non può essere preso a prestito da altri ; nemmeno dai propri genitori. Per consolazione posso dirti che non sei la prima e nemmeno l’unica che dopo i primi 2-3 anni di università cambia facoltà o addirittura vita ad esempio abbondonando gli studi , provando a lavorare, andando a fare un’esperienza all’estero ecc. se poi dietro la tua crisi ci sono anche problemi sentimentali allora la situazione può apparire ancora più complessa ; bisogna sapersi guardare dentro con l’aiuto di uno psicoterapeuta per capire le vere ragioni di questo senso di disorientamento.
Un cordiale saluto e...un incoraggiamento
Dr.Cesarano F.

Dr. Cesarano Fernando Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo Clinico Psicologo a Gallarate

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25 MAG 2020

Ciao Alex, anzitutto vorrei dirti che anche solo scrivere ciò che hai scritto per chiedere chiarimenti o aiuto è un primo passo fondamentale. Pertanto il mio invito è quello di rivolgerti ad un terapeuta in modo da approfondire questo tuo malessere, capirlo fino in fondo in modo da sapere come superarlo. Perché si può superare! Immagino che dovresti chiedere ai tuoi genitori ma se hanno avuto modo di vedere almeno in parte come stai lo capiranno.
Può capitare di non riuscire a parlarne con familiari e amici e certamente loro non avrebbero le competenze adeguate per aiutarti a sbrogliare questo nodo. Ma di sicuro potrebbero essere comunque un punto di riferimento al quale rivolgerti quando ti sentirai pronta!

Dott.ssa Michela Garzia
Psicologa, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale (in training).

Dott.ssa Michela Garzia Psicologo a Alliste

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25 MAG 2020

Ciao Alex, gli altri ti vedono ma tu forse non ti vedi. Sei ad un capolinea e non hai ancora definito le tappe successive. Forse la tua identità era definita dai vari programmi a breve e medio termine, ma ora è necessario che ti proietti nei prossimi 5-10 anni. Lavoro, affetti, luoghi magari cambiano o devono cambiare e tu magari sei ancora al balcone. Guarda dov'è la tua strada, scendi giù e vai con coraggio.

Dott. Bonacina Giampiero - Psicologo e Psicoterapeuta Psicologo a Valmadrera

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25 MAG 2020

Salve Alex capisco il suo disorientamento che fa un po’ parte in alcuni momenti di un percorso universitario. Lei tuttavia vive un disorientamento un po’ troppo forte e ciò le procura sintomi di natura depressiva. Al di là delle parole e delle eventuali diagnosi, credo sia importante che lei possa connettersi con se stessa per scoprire e divenire consapevole di quali vissuti stanno all’origine del suo attuale sentire. Qualche spunto lo indica nella sua lettera ma per darle un aiuto concreto sarebbe necessario condurre un colloquio o forse più di qualcuno per vedere insieme ad uno psicoterapeuta cosa sta accadendo. Resto a disposizione . Mi cerchi pure su miodottore. La saluto cordialmente

Dott.ssa Daniela La Porta Psicologo a Roma

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25 MAG 2020

Ciao Alex, quando ci si avvicina al termine di un percorso le sensazioni possono essere quelle che descrivi ma è importante non fermarsi ed andare avanti. Adesso l' obiettivo è laurearsi e poi dopo valuterai tutto il resto. Quindi un passo alla volta...
Se hai bisogno di una consulenza per approfondire quanto descritto sono disponibile, in questo periodo ho attivato una promozione online per gli studenti.
Dr.ssa Romina Bove
Terapeuta EMDR e Mindfulness
Modena

Bove Romina Psicologo a Modena

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25 MAG 2020

Buongiorno Alex. Ci sta dicendo che negli ultimi tre anni si é un po’ smarrita, non sa che cosa vorrebbe dalla sua vita. Teme anche di aver scelto un percorso di studi universitari che non la soddisfi veramente. Avere qualcuno con cui poter parlare liberamente di quello che si sta provando la potrebbe certamente aiutare. Una persona che la ascolterebbe senza giudicarla negativamente ma accogliendola in tutta sé stessa. Vedo che invece questo non sta avvenendo, né con i suoi amici con i quali non sente di avere un rapporto profondo né in famiglia con la quale cerca di indossare una maschera. Le consiglierei un percorso psicoterapeutico. Con quali obiettivi? Assieme ad un terapeuta potrebbe lavorare su di sé, vedere come si é strutturato nel corso degli anni il suo funzionamento interno, con che modalità si approccia alle persone, quali sono i bisogni che la caratterizzano. A sua disposizione.
Dott. Erik Mancin

Dott. Erik Mancin Psicologo a Parma

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25 MAG 2020

Ciao Alex
mi dispiace per il periodo che stai affrontando, mi sneto di dirti che però può succedere di sentirsi fuori strada, e di certo la situazione della pandemia dalla quale stiamo lentamente uscendo non ha aiutato!

Mi occupo anche di colloqui di orientamento scolastico e molti ragazzi in questo periodo dell'anno stanno entrando in crisi per una scelta che comprendono essere non del tutto congrua alla propria persona, ai propri interessi. C'è da dire che usando le tue parole, "perdere il senso dell'orientamento" può succedere e non sempre è una cosa negativa, anzi. può accadere a tutti, in differenti fasi della vita e a diverse età.
Si potrebbe lavorare insieme per ripercorrere le ragioni per cui hai iniziato a sentirti in crisi tre anni fa, cosa è successo nella tua vita, perchè pensi che i tuoi genitori ti abbiano tanto condizionato nelle tue scelte per esempio ( cosa piuttosto frequente). Questo è alla base di un percorso di orientamento che porta a definire chi vuoi essere nella vita e non solo nel lavoro.

Se volessi, sono disponibile per iniziare un percorso insieme partendo dall'analisi delle tue abilità, interessi, desideri, valori,capire insieme che strategie usi per scegliere, come affronti un cambiamento per esempio.
Ti auguro intanto una buona giornata
Drssa Giorgi Giulia

Drssa Giulia Giorgi Psicologo a Viareggio

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25 MAG 2020

Buon giorno Alex,
ti trovi a ridosso di una fase di passaggio importante che non è legata solo al rendimento scolastico, ma anche ai progetti futuri. Non è facile, si tratta di lasciar andare un momento della vita per entrare in un altro. Questa chiusura nei confronto con gli amici, da un lato ti può aiutare a concentrarti su di te, dall'altro può privarti della vicinanza e dello scambio con chi è in una fase della vita simile alla tua. E' comprensibile inoltre che tu possa fare i conti con le aspettative, anche benevole, dei tuoi genitori e al contempo percepirle in modo pressorio. Probabilmente, uno spazio terapeutico, tutto per te, in cui fermarti a pensare su ciò che vuoi per te e su ciò di cui hai bisogno può aiutarti a trasformare questo senso di vuoto e fallimento in qualcosa di costruttivo e utile, orientandoti verso il futuro che desideri.
Saluti,
Dr.ssa Michela Picchio

Dr. ssa Michela Picchio Psicologo a Chiaravalle

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25 MAG 2020

Cara Alex, per ottenere chiarezza bisogna conoscere la composizione ed il gioco dei fattori in campo. Quel che descrive in termini di malessere potrebbe essere il frutto di un conflitto interiore non pienamente riconosciuto ed accolto. Parlo di auto realizzazione e codici di appartenenza. Progetti personali e aspettative, come scrive Lei: "la pressione dei genitori che si aspettano giustamente il meglio dai propri figli". Un breve percorso terapeutico potrebbe aiutarLa ad entrare in contatto con "il gioco delle parti". Ciò farebbe chiarezza e libererebbe energie utili per prendere decisioni responsabili per la Sua crescita personale. Cordialmente.

Dott. Ivano Ancora Psicologo a Torino

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25 MAG 2020

La sua richiesta mi colpisce perché sembra toccare molti temi che fanno parte del mondo giovanile: la paura di fallire, le preoccupazioni per il futuro, il timore di non essere all’altezza delle aspettative genitoriali, l’inquietudine che accompagna la ricerca di una propria identità e di un proprio posto nel mondo.
“Cadere” è possibile, talvolta inevitabile e ci si può rialzare. Per farlo è tanto importante appoggiarsi a qualcuno, condividere la propria caduta e il proprio bisogno di rialzarsi.
Mi sembra che un primo passo significativo lei l’abbia fatto entrando a contatto con il suo malessere e anche scrivendo questo post, che è una richiesta di un parere ma in qualche modo anche una prima richiesta di aiuto.
La sua rete di amicizie può essere una risorsa vitale a cui dare fiducia: aprirsi e condividere può aiutarla infatti ad “alleggerire” il peso che sente. Rivolgersi ad uno psicologo può essere un ulteriore passo importante: la sofferenza psicologica merita un supporto professionale e lo psicologo, con la sua formazione e con la sua esperienza clinica e umana, può essere uno strumento in grado di “aprire la strada’’ ad un cambiamento possibile. Un caro saluto.

Dott. Marco Bubola Psicologo a Conegliano

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25 MAG 2020

Buongiorno Alex,
Lei parla di un senso di vuoto, il che mi fa pensare alla mancanza o alla fragilità di un vero progetto di vita su cui magari finora non ha mai riflettuto. All'approssimarsi della laurea non intravede un futuro a cui tendere. A volte se non si è scelta quella strada per profonda convinzione o per realizzare una passione, questo può succedere e togliere la visione sulla vita futura. Le consiglio di contattare una psicologa per dei colloqui motivazionali allo scopo di scoprire gli ostacoli, rimuovere la mancanza di entusiasmo e ritrovare la serenità della vita. Mi offro online. Un augurio e un saluto affettuoso
Dr. ssa Anna Agresti
Psicologa psicoterapeuta Pedagogista, Antropologia esistenziale.

Dr.ssa Anna Agresti Psicologo a Prato

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25 MAG 2020

Buongiorno Alex,

capita in alcuni momenti della vita quello che descrivi, soprattutto quando stiamo per terminare il percorso che avevamo intrapreso.
Positivo che tu ti stia interrogando sulla situazione, dando spazio sia a cosa pensi sia a come ti senti.
Posso capire la difficoltà nel descrivere e raccontare quello che provi agli amici, in questo momento potrebbe essere utile trovare un tuo spazio personale di ascolto con uno psicologo dove poter esprimere e dare significato a tutto quello senti.
(Hai già fatto il primo passo ascoltando quello che provi!)
Buona giornata
Dott.ssa Eleonora Conti

Eleonora Conti Psicologo a Ferrara

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25 MAG 2020

Cara Alex, descrivi in maniera chiara e coerente Il tuo disagio e può succedere che alla fine di un percorso lungo e faticoso ci si sente disorientati. Prova qualche incontro con un collega, ti aiuterà a trasformare questo tuo vissuto in un nuovo trampolino di lancio.
Dott.ssa Michela Roselli

Dott.ssa Michela Roselli Psicologo a Aprilia

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25 MAG 2020

Cara Alex, quando ci avviciniamo a raggiungere un obiettivo siamo chiamati da un lato a "tirare le somme" e dall'altro a riprogettarci nuovamente, e questo futuro dice di chi siamo e verso cosa tendiamo. Tirare le somme di quanto fatto finora e affermare con sicurezza cosa faremo dopo ci definisce: dice di chi siamo. Sensazioni di indecisione, di stallo, di non riconoscimento di sè possono essere frequenti sia laddove il percorso fatto non sia totalmente identitario (Lei parla di pressioni e di non sapere se ha fatto la scelta giusta...) Sia laddove il futuro ci appare nebuloso, spaventoso, o semplicemente "di qualcun altro". Queste sensazioni emergono soprattutto nei momenti di bivio fondamentale dell'esistenza, e la laurea è uno di questi. Lei si trova nella posizione di dover decidere, e questo è da un lato un elemento che La mette in scacco ma dall'altro La mette nella posizione unica di poter scegliere la strada da prendere. Se questa non Le è chiara, valuti un sostegno per comprendere: chi è stata finora, quanto le scelte siano state autentiche, quanto pesino le aspettative del contesto, cosa vuole fare "da grande" e chi vuole essere. Lavorare sul futuro è il grande scopo della psicoterapia e potrebbe beneficiarne. Se preferisce non rivolgersi a un professionista, provi a pensare con calma alla Sua esistenza e valuti le scelte che ha fatto: perché ha scelto questa facoltà? Come è successo? Ciò che voleva ottenere allora è lo stesso che vuole ora? Cosa succederebbe se la Sua vita cambiasse corso, professionalmente e contestualmente parlando? Chi vuole essere tra cinque anni? Ecc... e veda cosa ne esce! A disposizione, in bocca al lupo! DP

Dott. Daniel Michael Portolani Psicologo a Brescia

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