24 anni, vita “perfetta”, senso di fallimento

Inviata da schubert34 · 17 mar 2023 Autorealizzazione e orientamento personale

Buonasera.
Ho 24 anni e sto per terminare la mia quarta laurea (tra conservatorio e università)
Dovrei essere la persona più felice del mondo, e invece mi sento in una vera e propria crisi esistenziale mista a sintomi depressivi (di cui ho già sofferto in passato)
Mi sento inferiore a tutti, mi paragono in continuazione e provo una invidia davvero fortissima.
Fin da bambina la mia identità è stata essere LA PIÙ BRAVA, in qualsiasi ambito.
Se non sento questo, crolla tutto per me, ed entrando nel mondo del lavoro e “adulto” questo mi sta portando alla pazzia.
Vedo tutti più bravi,più realizzati e più di buon cuore.

Provo una invidia davvero fortissima verso le persone a me più vicine, ho costanti dubbi.
Vedo come realizzare solo le persone che hanno fatto percorsi “seri” (medicina/giurisprudenza…) mentre i miei genitori mi hanno lasciata l’assoluta libertà di scegliere proprio una cosa molto artistica di cui ora però mi sento stanca, non so se voglio dedicarci la vita.
A piombare nell’essere “normale” mi sento davvero una nullità e desidero scomparire.
Esiste forse una forma patologica di invidia? Di infelicita?

Ci sono persone predisposte più naturalmente all’infelicita?

Non ammetto di avere fatto sbagli, mi sento già vecchia, e solo piena di errori commessi.
La scelta perfetta l’ho mancata, tutto è rovinato. O meglio, no: ci sono razionalmente che non è che è tutto rovinato ma sicuramente è tutto mediocre e grigio.
Ho 24 anni e sono piena di rimpianti.

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Miglior risposta 18 MAR 2023

Buongiorno,

mi sento di dirle che non c'è nulla di sbagliato in come si sente ed è molto positivo esserne consapevoli ed esprimerlo prima di tutto a se stessi. E' da qui che parte la risalita verso il benessere. Lei è alla fine di un percorso e pertanto si sta proiettando in un mondo nuovo che non conosce. Questo accade attraverso l'immagine che ha di lei e il confronto con gli altri, confronto che l'accompagna fin da bambina nella percezione di Sè rispetto al mondo esterno.
Le scelte che ha fatto in totale libertà l'hanno portata a realizzare ciò che più risuona con il suo nucleo creativo e in questo non c'è nessun errore. Attualmente non percepisce corrispondenza tra la teoria e la pratica, tra ciò in cui ha investito e la realizzazione sul piano di realtà. E' un tema di percezione che deriva in gran parte dall'immagine che ha di lei rispetto all'immagine che ha degli altri. La vita è cambiamento ed evoluzione pertanto in questa fase è necessario trovare quella "svolta evolutiva" che le consenta di capire cosa fare e come realizzarlo. C'è sempre una soluzione. Un percorso psicologico potrebbe esserle molto utile per vedersi e vedere il mondo attraverso altre lenti, per osservare e leggere la realtà oltre quelle nuvole grigie che in questo momento oscurano la vista alla luminosità di ciò che lei è.

Un caro saluto

Dott.ssa Barbara Nelli Psicologo a Milano

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IERI, 20 MAR 2023

Le consiglierei dei colloqui con uno psicoterapeuta, per superare tale periodo

Dr. Michele Scala Psicologo a Padova

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IERI, 20 MAR 2023

Gentile ragazza,
premesso che sarebbe interessante sapere quali studi ha fatto, è opportuno sottolineare che non vi è una correlazione diretta tra il successo negli studi e il senso di felicità o infelicità.
Probabilmente la pressione, sia auto- che etero-imposta, ad essere sempre "la più brava" l'ha condizionata a vivere finora la vita con pesantezza e con la estenuante necessità di paragonarsi agli altri avvertendo sentimenti di invidia e insoddisfazione..
Ritengo che ora, tramite un percorso di psicoterapia, sia il caso di rimettere più ordine nei suoi pensieri e modificare certi suoi postulati disfunzionali per ritrovare equilibrio e benessere psicologico.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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IERI, 20 MAR 2023

Gentilissima,

I suoi lunghi e faticosi studi portati a termine, con dedizione, hanno richiesto a lei grandi energie che lei non sente più di avere. Essendo percorsi molto lunghi, è normale incorrere nel tempo in cambiamenti che riguardano i nostri bisogni, desideri, aspettative. Se nei percorsi precedenti il percorso era scandito dai tempi e modalità accademici, ora si ritrova in un suo spazio, tutto da costruire, dove solo lei deciderà le regole.

Il confronto, l'idealizzazione nei confronti della vita altrui è una cosa che facciamo tutti noi del resto, soprattutto quando abbiamo momentaneamente perso di vista le nostre prerogative, trovandoci in nuovi percorsi. Il suo momento di vita al momento vede chiuso un capitolo, iniziato ora in uno nuovo, con una pagina pagina bianca, che lei dice lei vede "grigia".

Per quanto vede mediocre e grigio, questo momento rifocalizzato su di lei come persona e non solo come futura professionista (qualsiasi professione dovesse scegliere), attraverso un percorso psicologico, potrebbe di nuovo ritrovare il suo percorso e comprendere la giusta direzione verso la sua realizzazione.

Del resto anche durante lo studio dello strumento alcuni passaggi non "escono" immediati. Rallentare la velocità di esecuzione, riprendere il passaggio/brano in un secondo momento aiuta la maturazione esecutiva. Così come rivedere la tecnica con un* maestr*, aiuta a migliorare la propria agilità. Quindi non dimentichi ciò che ha imparato dai suoi studi, ma provi a riutilizzarli in questo momento di crisi.

Un saluto
Dott. Daniele Palamara

Dott. Daniele Palamara Psicologo a Roma

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IERI, 20 MAR 2023

Ciao Schubert,
da quello che scrivi mi sembra che il tuo modo di affrontare sia stato sempre quello di puntare ad essere la PIU' BRAVA , avevi degli obiettivi e un livello qualitativo che ti facevano da quida, i tuoi genitri ti hanno lasciata libera di scegliere e adesso stai sentendo che questo modo di vivere non funziona più e metti in discussione tutte le scelte fatte e tutti gli obittivi raggiunti.
Sei davvero certa che siano questi i problemi da affrontare le tue scelte del passato o come stai vivendo il presente ??
Se sei interessata ti informo che lavoro anche online . sostegnopsicologicoonline.it
Un saluto
Dott.ssa Cristiana Michelucci

Dott.ssa Cristiana Michelucci Psicologo a Pescara

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IERI, 20 MAR 2023

Buonasera Schubert, in tutta sincerità le dico che io, oltre ad essere una psicologa, specializzanda in psicoterapia, sono una musicista professionista. Le rispondo facendole i complimenti per il suo percorso e faccio questo con la consapevolezza dei sacrifici che ci vogliono per seguire questo tipo di percorso. Lei ha 24 anni ed è alla sua QUARTA LAUREA. Dei suoi rimpianti se ne può parlare, ma solo in un contesto terapeutico perché è solo in quel modo che lei può essere sostenuta e supportata in questa fase così delicata. Il mio ascolto è orientato psicoanaliticamente perché la mia formazione è psicoanalitica, freudiana e lacaniana. Questo permette di considerare aspetti estremamente importanti dell'essere umano e di analizzare, comprendere e snodare la questione personale di ciascuno. Qualora volesse chiedere un colloquio, la informo che, in circostanze che lo richiedono, come potrebbe essere la sua, ricevo online.
Stia bene.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Maci

Roberta Maci Psicologo a Siracusa

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IERI, 20 MAR 2023

Gentile Schubert 34,
Immagino quanto possa essere stata e sia faticosa la rincorsa alla perfezione. Esserne consapevole è un buon primo passo insieme al dato di realtà che ciò che la fa stare male è un senso di profonda insoddisfazione e che la perfezione non esiste, se così non fosse non ci sarebbe evoluzione. Gli aspetti legati alla flessione dell'umore, di cui ha già sofferto in passato, sono da ricercare probabilmente nella sua storia di vita e di approccio alla stessa. Se ne prenda cura. Colgo nel suo breve racconto la determinazione a conseguire obiettivi; potrebbe volgere questa sua risorsa nel cercare dentro di lei altri tipi di traguardi. Un caro saluto. Maria dr. Zaupa

Dottoressa Maria Zaupa Psicologo a Vicenza

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IERI, 20 MAR 2023

Gentilissima, nel suo racconto condivide con noi come fin da bambina il suo imperativo sia stato quello di essere "LA PIU' BRAVA" e che sta per ottenere la quarta laurea. Ciò di cui non ci parla è come va negli altri ambiti di vita: relazioni con i suoi genitori, con gli amici, amore, divertimento, passioni, piacere affettivo e sessuale. Nella vita se si è perfetti in un solo ambito della vita trascurando, inevitabilmente, gli altri è molto probabile sentire ad un certo punto una forte sofferenza e una forte solitudine. Se i propri successi personali non possono essere condivisi con altri, non hanno un significato per i propri genitori o per un partner o per degli amici che sono felici per noi, allora tutto perde di senso. Ci si ritrova sopra un piedistallo dal quale si guarda tutti dall'alto e allo stesso tempo si prova una forte invidia perché chi sta più in basso di noi è connesso con altri e, in virtù di ciò, vive una vita più soddisfacente.
Ad un certo punto ci dice che ha mancato la scelta perfetta. Posto che è molto facile idealizzare "la vita come avrebbe potuto essere se..." e che la scelta perfetta non esiste, sarebbe utile conoscere quale ambito riguardava questa scelta "perfetta" e lavorare sull'esplorazione di questo tema esplicitandone pensieri ed emozioni.
Quando poi ha parlato dell'estrema libertà che i suoi genitori le hanno lasciato, mi sono domandato come si è trovata in questo spazio vuoto, immagina felice di potersi esprimere liberamente e, tuttavia, anche un po' persa...

Dott. Lelio Bizzarri Psicologo a Roma

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IERI, 20 MAR 2023

Gentile Schubert34,
nessuno è predisposto naturalmente all'infelicità. La felicità può essere considerata come il provare ciò che esiste di bello nella vita. Non è un’emozione oggettiva, né è casuale, come un evento del destino, ma è una capacità individuale da scoprire.
Per questo un compito importante della psicologia è trovare i tratti e le esperienze positive, che aiutano la persona ad essere più serena ed integrata con gli altri esseri umani e con il mondo.
Per quanto riguarda i suoi rimorsi, credo che ritrovarsi a fare i conti con le proprie scelte passate, senza potervi porre rimedio, significa portare con sé ogni giorno il peso del passato, che, come un enorme fardello, diventano uno scomodo compagno di viaggio.
Nei rimpianti, invece, non si è colpevoli di un danno, non si sono infrante regole morali proprie o altrui, ma si vive nell’idea che il presente sia peggio di quanto avrebbe potuto essere se solo si avesse avuto il coraggio, la volontà o la capacità di fare. Chi prova rimpianti porta addosso tutte le ferite delle battaglie evitate, per evocare le parole del poeta Pessoa.
Imparare a lasciare i rimorsi e i rimpianti nel passato e accettare i nostri limiti e le nostre imperfezioni nel presente diventa così il trampolino di lancio per un futuro sereno ed equilibrato e soprattutto libero dai sensi di colpa. Come affermato dallo scrittore e teologo C. S. Lewis, «Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio, ma puoi iniziare dove sei e cambiare il finale», magari attraverso il supporto di un professionista.
Spero di esserle stata utile e resto a sua completa disposizione per un'eventuale consulenza psicologica, anche online.
Un saluto.
Dott.ssa Deborah De Luca

Dott.ssa Deborah De Luca Psicologo a Monterotondo

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IERI, 20 MAR 2023

Ciao shubert34, ho letto con attenzione quello che hai condiviso. Credo che le crisi esistenziali siano inevitabili nella vita e diano motivo di crescita, per quanto riguarda i sintomi depressivi sarebbe da approfondire di che genere sono e come li hai affrontato la scorsa volta, visto che parli di passato.
A riguardo del senso di inferiorità e invidia a mio riguardo potrebbero essere legati a quell'immagine di BRAVA BAMBINA che si crea da piccoli e che diventa il nostro modo di andare nel mondo e che realmente sembra funzionare per un certo periodo...fino alla crisi esistenziale che ci dice cosnon può più funzionare.
Mi colpisce quando scrivi che i tuoi ti hanno lasciata libera di scegliere perché percepisco come se gli rimproverassi qualcosa.
Credo che la scelta giusta in questo momento sia intraprendere un percorso psicologico con un professionista che possa aiutarti a mettere ordine nella tua vita, a dare un nome a certe dinamiche che ti vivono perché "Si cambia solo ciò che si conosce."
Abbi cura di te.

Dott.ssa Valeria Montella Psicologo a Sesto Fiorentino

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IERI, 20 MAR 2023

Carissima, vorrei chiamarti per nome, in modo da esserti più vicino, ma purtroppo hai messo un nickname impersonale. Peccato.
Normalmente cerco di dare dei consigli alle persone che presentano dei disagi e chiedono aiuto su questa pagina. Solo alla fine, talvolta, consiglio di iniziare un percorso psicoterapeutico, dopo aver provato delle soluzioni homemade. Ma nel tuo caso, invece, ti consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico il prima possibile, con un professionista che sia in grado di entrare in connessione empatica con te, comprendere il tuo profondo disagio e sia capace di farti esplorare i recessi nascosti del tuo io. Non si possono dare consigli senza conoscere la tua infanzia, i rapporti con i tuoi genitori, che sono certamente alla base di questi tuoi problemi.
Hai bisogno di sollevare il tappeto e togliere pian piano tutta quella polvere che si è accumulata sotto, tutte quelle emozioni che hai nascosto lì sotto, senza esprimerle, senza buttarle fuori, concentrata com'eri a DOVER essere sempre la migliore, la prima, senza alcun rispetto per il tuo se, per i tuoi sentimenti, per le tue emozioni.
Hai bisogno di lavorare molto per imparare ad accettarti, per imparare ad accettare i tuoi difetti, le tue paure, i tuoi pianti nascosti.
Il benessere a la felicità non arrivano quando raggiungiamo un traguardo, anche se molto ambito, se abbiamo dovuto farlo per forza, la felicità arriva quando sappiamo accettarci, accettare i nostri limiti, non confrontarci con gli altri, quando capiamo di essere unici, unici ed imperfetti, imperfetti ma unici, talmente unici ed imperfetti da essere, paradossalmente perfetti.
Di solito non lo scrivo, lascio alle persone la facoltà di decidere, ma nel tuo caso ti invito a chiamarmi, per un primo colloquio esplorativo senza impegno. Possiamo vederci in videoconferenza e parlarne un po' assieme. Prima di scegliere ti invito ad andare ad ascoltarmi sul mio profilo di TikTok, anche se non sei iscritta puoi lo stesso vedere i video. Cerca Rodolfo Vittori scienzadelbenessere, e poi chiamami che ne parliamo. Hai 24 anni, grandi successi alle spalle, non puoi essere infelice per il resto della tua vita.
Un grande abbraccio
dott. Rodolfo Vittori

Dott. Rodolfo Vittori Psicologo a Romans d'Isonzo

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IERI, 20 MAR 2023

Buongiorno,
anche se l'invidia è molto comune, più che una forma patologica d'invidia a parte è già l'invidia di per sé che ci può guidare male, attraverso il confronto con altri che può diventare fuorviante e sminuente.
A complicare le cose nel confronto con gli altri c'è il fatto che possiamo tendere a sovrastimare le loro qualità rispetto a noi e sottostimare le nostre qualità rispetto a loro. Soprattutto in momenti in cui prevale in noi un certo stile di pensiero.
Sono davvero realizzati a 24 anni i medici e gli avvocati? (a proposito, ce ne sono già a 24 anni?) O lo sono magari a 35/40 anni, dopo aver superato centinaia di difficoltà, così come chi si è laureato in discipline artistiche?
Si prenda cura di sé, si rivolga a un/una terapeuta per un orientamento personale e professionale, riscoprire le sue risorse e sfruttarle a pieno grazie a un mindset rinnovato, ricalibrare gli obiettivi in modo efficace e gestire gli stati d'animo e le difficoltà.
Le faccio tanti auguri.
Dott. Giovanni Iacoviello

Dott. Giovanni Iacoviello Psicologo a Bergamo

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IERI, 20 MAR 2023

Buongiorno cara,
la ringrazio di aver condiviso parte della sua vita e devo dirle che sono rimasta particolarmente colpita. Mi ha catturato il suo modo di esprimersi, sembra che lei abbia passato gran parte della sua vita a prepararsi, spinta da curiosità e da quel "essere brava" diventato poi parte di lei. Si è preparata e poi è entrata nel mondo e ora si sente meno o tende a confrontare tutto con questo domanda: "sarò brava abbastanza?"
Mi verrebbe da chiederle cosa simbolizza questo essere brava e cosa succede se invece non lo è in tutto? Come mai sente il bisogno di alzare l'asticella sempre al massimo?
Alle sue domande rispondo così...
Nessuno muore così povero da essere dimenticato.
Le consiglio oltremodo di intraprendere un percorso di psicoterapia per esplorare nel dettaglio le domande che lei porta.
Un caro saluto
Dott.ssa Cecilia Cicchetti

Dott.ssa Cecilia Cicchetti Psicologo a Milano

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18 MAR 2023

Cara ragazza, i vissuti che provi non sono legati al presente ma ad un nucleo di profonda insicurezza che va rintracciato nella tua storia evolutiva e di cui sarebbe opportuno prendersene cura perché tu possa tornare a vedere la realtà esterna ed interna in maniera più autentica.
Ti auguro il meglio
Dottoressa Aniela Corsini

Dott.ssa Aniela Corsini Psicologo a San Benedetto del Tronto

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18 MAR 2023

Buongiorno
Capisco lo stato in cui si trova.
Fare degli sbagli e normale fa parte della vita.
Le faccio i mie complimenti per aver conseguito quattro lauree.
Le consiglierei dei colloqui con uno psicoterapeuta, per superare tale periodo.
Dott.ssa Patrizia Carboni
Psicologa Psicoterapeuta
Roma

Dott.ssa Patrizia Carboni Psicologo a Roma

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18 MAR 2023

Buongiorno cara,

Grazie per aver condiviso qui la tua storia.
Innanzitutto- no, non ci sono persone predisposte più naturalmente all’infelicita e di sicuro non devi cercare gli imperfezioni in te stessa.

Siamo tutti imperfetti, ma per qualche motivo (forse perché te lo dicevano i genitori, nonni, maestre) sei cresciuta nell’illusione di perfezione. Adesso, crescendo, questa illusione sta per crollare ma è assolutamente normale. È impossibile essere più bravi in tutto e sempre.
Non aver paura di guardare la realtà, di vivere la TUA vita reale.

Per farlo, penso che sarebbe di ottimo sostegno un percorso psicologico con una professionista.
A questo proposito rimango a disposizione a Bergamo e online,

Ti auguro ogni bene,
Un caro saluto,
Dott.ssa Svetlana Loginova

Dott.ssa Svetlana Loginova Psicologo a Bergamo

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18 MAR 2023

Ciao, capisco che ti stai sentendo in una crisi esistenziale e che la tua autostima sta attraversando un momento difficile. La pressione che senti di essere sempre la migliore e di dover realizzarti in maniera perfetta può essere molto stressante e porta a pensieri negativi che peggiorano il tuo stato d'animo. Ti suggerirei di considerare l'idea di iniziare una terapia individuale per affrontare questi problemi. La terapia può aiutarti a esplorare questi pensieri e sentimenti in modo più approfondito, a capire meglio le tue esigenze e i tuoi desideri, e a sviluppare le abilità necessarie per affrontare situazioni difficili come quella che stai vivendo. La tua invidia può essere una reazione naturale alle pressioni che stai vivendo, ma può anche essere un sintomo di un problema più profondo. Un terapeuta può aiutarti a esplorare queste emozioni in modo più dettagliato e darti gli strumenti per affrontarle in maniera efficace.
Ci sono anche molte tecniche che un terapeuta può insegnarti per migliorare la tua autostima e la tua percezione di te stessa. La terapia può anche aiutarti a riconoscere il valore delle tue scelte passate e a capire come puoi utilizzarle per costruire una vita che ti renda felice e soddisfatta.
Infine, ti assicuro che non sei sola. Molte persone attraversano periodi di crisi esistenziale e sintomi depressivi. Non c'è niente di sbagliato nell'affrontare questi problemi e cercare aiuto. Se sei interessata a iniziare una terapia individuale, ti consiglio di cercare un terapeuta che ti ispiri fiducia e con cui senti di poterti aprire.
Mi trovi online

Dott.ssa Nicoleta Senni Pop-Span Psicologo a Asti

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18 MAR 2023

Buongiorno, iniziando a rispondere alle tue domande: non è tanto li felicità patologica ma quel senso opprimente di tristezza che provi è un sintomo depressivo che ti consiglio di non trascurare. L’invidia, come la gelosia, potremmo dire che sono patologiche nel momento in cui non ci permettono di vivere sereni.
La tua identità d’altronde si è creata è formata nell’approvazione e nel primeggiare per cui la tua vita adulta non ha altri punti di riferimento.
Se il percorso artistico è stata una tua scelta, credo non ci sia motivo di rimpianti. Essere un medico per forza o un avvocato per forza non farebbe di te un buon professionista pertanto non avresti un gran prestigio.
Non trascurare i sintomi depressivi, prenditi cura di te.

Cristina Leani Psicologo a Cremona

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