Ricucire un rapporto madre figlia, si può?

Inviata da Sara · 29 ott 2019 Terapia familiare

Buongiorno, ho 31 anni e da 11 anni circa non ho più un rapporto con mia madre, soprattutto dopo la morte di mio padre 2 anni fa, il quale quando stava ancora bene, era l'unico che cercava di avvicinarci.
Ho preso questa decisione a causa di tanti episodi brutti avvenuti nella nostra famiglia proprio a discapito di mio padre da parte di mia madre e di mio fratello (o meglio fratellastro in quanto abbiamo la mamma in comune, però è stato cresciuto da mio padre fin dai primi anni di vita).
In questi anni la vita di mia mamma è peggiorata, sotto tanti aspetti, economici e non; so che non sta passando un periodo felice, a causa sempre di mio fratello che ha sempre dato problemi.
Nel frattempo io sono diventata mamma da un mese e non so perché, se sono gli ormoni i no, mi sento sempre triste e dispiaciuta per lei e tutto ciò che sta passando, cercando anche di pensare a possibili giustificazioni dei suoi errori con me e mio padre. Spesso la sogno sofferente e ogni volta che penso a questa situazione scoppiò in lacrime senza controllo.
Non mi confronto con nessuno riguardo questo mio stato d'animo perché vigliaccamente non voglio affrontare il discorso, nemmeno con mio marito, che semplicemente mi direbbe di chiamarla, ma entrambi sappiamo che un mio riavvicinamento potrebbe gli stessi problemi che ha avuto mio padre a causa loro.
Ho paura di fare la stessa fine di mio padre, che per amore, si è fatto togliere tutto quello che aveva ed poi rimasto solo, dopo aver avuto discussioni e maltrattamenti da parte di mio fratello, sempre giustificato da mia madre.
Non so cosa fare, il rancore mi dilania e sono bloccata in un limbo di indecisione e paura.
Vorrei vedere mia madre serena e vorrei ovviamente che fosse la madre che non è, non so se sono io a farmi delle illusioni o no.
Lei ha provato spesso a contattarmi, con messaggini e chiamate. Mi manda gli auguri per le feste e anche ora che è nata mia figlia, ma non so se il suo è un atteggiamento spontaneo e sincero o un modo per avvicinarmi, visto che ora ha bisogno di aiuto lei e soprattutto mio fratello.
Quando ha saputo da altre persone che mi sono sposata, mi ha colpevolizzata dicendo che lei è sempre mia madre e non era giusto non dirle nulla; anche quando è morto mio padre disse la stessa cosa, perché io non l'ho contattata per dirle che papà stava in rianimazione e poi è morto.
Come devo comportarmi? Come faccio ad affrontare questa situazione? Non ho il coraggio di prendere un contatto con lei, non so se per orgoglio o paura o egoismo.
E poi, sarebbe sano per me riavvicinarmi a lei?

Grazie

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Miglior risposta 31 OTT 2019

Essere vicini non significa abbandonare se stessi, ma valutare la giusta distanza e i paletti da non superare. Lei potrà in questo modo recuperare la relazione con la madre, solo se e quando si sentirà fiduciosa in se stessa. Le consiglio un breve percorso psicologico. Cordialmente. Alessandra

Monticone Alessandra Psicologo a Asti

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7 NOV 2019

Non credo sia un caso che il suo essere diventata madre le abbia fatto riemergere degli irrisolti legati al rapporto con sua madre. Diventare genitori ci costringe a guardare in faccia alcune problematiche infantili o comunque passate al fine di poter prendere le distanze, con consapevolezza, dalle dinamiche non funzionali all'interno delle quali siamo cresciuti.
Credo che potrebbe iniziare ad intendere il riavvicinamento a sua madre come un qualcosa di lento e graduale, misurando i passi secondo il suo sentire, senza sentirsi forzata. Non possiamo sapere ad oggi se quello che ne deriverà potrà essere un sano e profondo rapporto madre-figlia oppure semplicemente un riprendere la comunicazione restando sulla superficie, ma direi che comunque ne vale la pena, soprattutto perché lo stato attuale delle cose non la rende felice.
Se sente di no riuscirci da sola chieda il supporto di uno specialista.
A disposizione x chiarimenti.
Dott.ssa Arianna Sala
Studio il Mandorlo
Cernusco sul Naviglio

Studio Il Mandorlo Psicologo a Cernusco sul Naviglio

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31 OTT 2019

Gentile Sara,
mi sembra ponga molte questioni sospese nel rapporto con sua madre, arginate con l'allontanamento e la negazione della sua esistenza nella sua vita. Si percepisce il suo dolore, una forte densità emotiva negativa e in latenza un aspettativa, desiderio di avere una figura importante che le è mancata e con cui ci sono sospesi, resistenze e paure. Credo che l'essere diventata madre proponga tutto ciò, proverei a pensare che prima di affrontare sua madre debba affrontare con se stessa tutto quello che ha tenuto dentro e di cui non ha parlato con nessuno. Credo le sarebbe di aiuto un lavoro psicoterapeutico per parlare del suo dolore che mi sembra profondo, visto che coinvolge la sua attività onirica.
Disponibile per approfondimenti.
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dott.ssa Elisabetta Ciaccia studio di psicologia Psicologo a Milano

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30 OTT 2019

Buongiorno Sara
Mancano molte informazioni importanti per capire le reali dinamiche familiari e il ruolo di sua madre negli eventi descritti.
Le consiglio di intraprendere un percorso di psicoterapia ad orientamento sistemico relazionale per dare una rilettura diversa della sua storia familiare ed eventualmente dare la possibilità a sua madre di far parte della sua vita.
Cordiali saluti
Dr. ssa Condina

Anonimo-176886 Psicologo a Olginate

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