Una madre può essere invidiosa di un figlio?

Inviata da Sebastian · 20 lug 2015 Terapia familiare

Buongiorno, ho 33 anni, ho un grosso problema con mia madre. Questo problema si protrae da sempre , ma nell'ultimo periodo è diventato sempre più incisivo nella mia vita. Tutte le cose che io cerco di realizzare , lei cerca di distruggerle. Da bambino ad esempio mi piaceva disegnare, avevo intrapreso la carriera da fumettista, con anche un discreto successo, con collaborazioni importanti già a 18 anni , alcuni corsi che mi avevano aperto buone strade. Non si è data pace fino a quando non è riuscita a distruggere tutto il mio lavoro. Dicendomi che un lavoro doveva essere qualcosa di diverso ed il mio poteva solo restare un hobby. Negli anni sucesivi quando ancora lottavo con questo conflitto, avviai un'attività, un negozio di fumetti, che poteva comunque aiutarmi a coltivare la mia passione. Anche lì non mi fu possibile continuare, continui attacchi e cattiverie, la frase più significativa fu, "gli altri hanno lavori normali, tu vuoi solo divertirti". Ad un certo punto asfissiato da questa situazione decisi di cambiare vita, iniziai a lavorare nei locali e uscii definitivamente di casa, per lo più lavoravo nei locali notturni , frequentavo il mondo della moda. Il lavoro mi piaceva e mi permetteva di incassare abbastanza. Ma lei non era contenta è cominciò la mia crociata. Prima svalutando la mia vita , ero diventato un poco di buono e mi chiese se le persone che frequentavo, con tutti i soldi che avevano non mi facessero schifo. La risposta era no! io in quell'ambiente stavo benissimo. Lei continuava infierire ed io entrai in una terribile depressione , che è sfociata in una terribile malattia cronica. Devastato da tutto questo ho optato per un trasferimento, sono andato a vivere a Parigi e mi sono mantenuto nel mondo della moda come fotografo. Anche lì , non era possibile, chiamava mi accusava , io dovevo tornare a casa. Avevo fatto la scelta sbagliata. Asfissiato presi casa a Milano, ma la malattia stava avanzando e lei non mi lasciava tregua. Mi disse perfino che voleva vedermi morto. Che frequentavo persone orribili. Che buttavo la mia vita. Io non capivo questa cattiveria nei miei confronti. Tanto ero stanco che mi sono quasi lasciato morire. Poi ho trovato un ottimo analista e ha dato una boccata d'aria alla mia vita. Mi ha fatto uscire dalla depressione e mi ha aiutato a trasferirmi in Belgio dove sto cercando di rifarmi una vita. Dopo un periodo di assestamento, dove ho campato con piccoli lavoretti , ho aperto un'attività di volontariato, il lavoro si sta lanciando bene. Ma l'incubo è tornato, lei "mia madre" è tornata all'attacco. Con dispetti cattiverie, le persone troppo ricchi , troppo importanti che "pretendo di frequentare " che svalorizzano la famiglia. Faccio notare che il mio lavoro da gestione ufficio polito , con contatti internazionali, non lo vedo così svalutante . Che mio fratello vive facendo il magazziniere ed è sempre raffigurato come la persona perfetta. La mia domanda è , questa donna non sarà un po' invidiosa dei miei successi, tanto da volerli distruggere? Avrei sempre avuto buone possibilità e mi ha sempre costretto con la forza e coi ricatti a rinunciarvi. Mi sapreste dare qualche consiglio? Fra l'altro quello che salta all'occhio è sempre la sua condizione di vittima, come per le mie scelte io sia stato in grado di rovinare la sua vita e la sua famiglia, per bloccarmi in uno straziante senso di colpa, Potermi ricattare.

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Miglior risposta 21 LUG 2015

Caro Sebastian,
dietro al senso di colpa suscitato dai comportmenti di sua madre, si percepisce il rancore per tutti gli ostacoli che lei ha frapposto alla sua realizzazione.

Descrive sua madre come una vittima eppure, nei suoi confronti, sembra una persecutrice. Mi chiedo come funzioni questo meccanismo: sua madre vede lei come persecutore (della sua vita e della sua famiglia), pur perseguitandola.

Come immaginerà, non è possibile avere una strategia o uno strumento per cambiare il comportamento di sua madre, ma è possibile avere strategie e strumenti per vivere con soddisfazione e piena autonomia nonostante questi comportamenti.

Consulti uno psicologo, non faccia da sè.

Un saluto
Dott.ssa Francesca Fontanella

Dott.ssa Francesca Fontanella Psicologo a Rovereto

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