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Perché non riesco a superare la timidezza?

Inviata da Elena il 29 ott 2014 Autostima

Salve, scrivo qui perché vorrei un consiglio su come dare una svolta alla mia inutile vita. Il mio problema è la timidezza esagerata ho 22 anni e non sono mai riuscita a superarla,questa timidezza mi impedisce di fare tutto, non ho un lavoro in quanto non vado a cercarlo perché mi vergogno di entrare nei negozi e chiedere,ho provato a cercare su internet e ho fatto qualche colloquio ma con esito negativo visto che nessuno mi ha chiamato ho fatto solo la baby sitter per qualche mese,ogni volta che ho fatto un colloquio avevo sempre l'ansia la paura anche se riuscivo lo stesso a parlare Ma ma comunque chi avevo difronte se ne accorgeva che provavo imbarazzo infatti me lo facevano notare e a me dava terribilmente fastidio. Sono disperata non solo per il lavoro ma perché questa timidezza mi blocca non riesco a socializzare con le persone provo imbarazzo a stare con la gente che non conosco mi vergogno di tutto persino di camminare per strada se ci sono dei ragazzi o ragazze evito di passare e cambio strada,ho paura di tutto di chiedere informazioni ,di entrare in un negozio. Infatti non ho amici ce li avevo o meglio un amico che era veramente importante per me ma mi ha abbandonato mesi fa perché si era scocciato di me e della mia timidezza,l'unica cosa positiva è che sono fidanzata infatti esco solamente con il mio ragazzo non ho rapporti con nessuno mi sento sola e inutile della mia vita perché non riesco a fare qualcosa di buono che mi faccia sentire migliore, vedo che il tempo passa e vedere che a 22 anni non ho realizzato niente nella mia vita mi fa male mi fa soffrire tanto. Nessuno mi aiuta neanche la mia famiglia perché si sono rassegnati di me anche se a volte mi fanno notare quanto io sia inutile e questo mi fa ancora più male,nessuno mi capisce dicono che devo affrontare il problema ma io non Ci riesco ho provato tante volte ma non cambia niente ,non so più come fare è diventato un problema grave da cui non riesco a uscirne,questa timidezza mi sta uccidendo.

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Ciao, vorrei solo dirti che ti capisco proprio bene, io di anni ne ho 34 e la fobia sociale mi sta proprio logorando. Forse ti conviene chiedere aiuto presto, perché io mi son fatta aiutare da mille professionisti senza alcun risultato, forse perché ho aspettato troppi anni prima di chiedere aiuto. Ci sono psicologi e psichiatri molto bravi in giro.
E' vero, dovresti scoprire l'origine della tua vergogna perché è lì l'origine di tutto il tuo disagio. Solo che dopo averne scoperto l'origine, bisognerebbe essere in grado di affrontare questa maledetta vergogna e superarla. Io non sono ancora capace di farlo e mi vien da piangere pensando agli anni che volano via mentre io faccio solo la spettatrice. Anche io non ho nessuno tranne il mio ragazzo (primo ed unico, conosciuto solo quattro anni fa), è lui che mi fa sperare che prima o poi le cose cambieranno. Si usa dire che la forza ce l'abbiamo dentro, vorrei che scoccasse quella scintilla per avviare il cambiamento in tutte le persone come noi. La gente intorno sa essere un tantino cattiva, ma solo perché è ignorante, non vede al di là del proprio naso e non concepisce che noi possiamo avere problemi a stare coi nostri simili. Non ci crederei neanche io se non l'avessi provato sulla mia pelle, perché fino ai 10 anni sono stata una bambina felice e libera da tutte queste catene che adesso mi soffocano. Credo che le cose possano cambiare, magari molto lentamente e quando meno ce lo aspettiamo. Certe volte io mi prendo a calci per fare cose tipo andare a trovare i genitori del mio ragazzo, e poi vedo che non cambia niente, sto male, faccio solo brutte figure... ma ogni tanto mi obbligo lo stesso a fare cose del genere, per amore del mio ragazzo. Oggi invece non me la sentivo di affrontare questa immane fatica e l'ho lasciato partire da solo, otto ore di macchina per andare una settimana dai suoi. Credo che dovremmo trovare un compromesso tra la voglia di vivere e la paura. Spesso mi torna alla mente questa poesia e mi rende un po triste:
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perchè l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia,
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio-
è una barca che anela al mare eppure lo teme.
Credo comunque che non sia colpa nostra se non riusciamo ad uscirne, non ascoltare chi ti dice che ti manca la volontà o che non hai voglia di lavorare o altre sentenze di questo tipo. Credo che, anche se non riusciamo a venirne a capo, possiamo almeno impegnarci per difendere la nostra dignità, per concederci qualche piccola gioia nel nostro malessere nero. Ti accorgerai anche tu che le cose non sono sempre uguali, un anno stai in un modo e l'anno successivo magari stai sempre male ma c'è qualcosa di diverso. Io ho visto le cose cambiare nei 20 anni del mio disagio, anche se agli occhi altrui sono sempre una persona strana e asociale. Ho molta paura ma credo che al momento giusto il coraggio verrà. Un esempio banale: ho il terrore delle mucche, ma un giorno il mio cane che è troppo agitato si è infilato nel recinto delle mucche e le ha fatte imbizzarrire, io non ho avuto neanche il tempo di pensare, ho dovuto per forza entrare a tirarlo fuori di lì altrimenti le mucche avrebbero spaccato tutto e sarebbero fuggite, sai che guai avrei poi avuto con il loro padrone!
Magari non faremo tutto quello che era nei nostri sogni (io avrei voluto andare all'università, lavorare, essere diversa da come sono...) ma riusciremo almeno a barcamenarci in questo strano mondo. Sono stata chiusa in camera per anni e credo che sia meglio sforzarsi di uscire almeno un po, come si riesce, mettendo in conto che ci saranno imprevisti e scocciature da affrontare.
Mi dispiace tanto per te, anche se in un certo senso mi rincuora sapere che non sono la sola ad essere diversa. Se solo riuscissimo a superare questo muro che abbiamo davanti, sono fermamente convinta che riusciremmo così bene nella vita da attirare le invidie altrui. Ti accorgerai anche tu che le persone realizzate in realtà sono molto imperfette, magari se la cavano solo perché hanno la lingua lunga e non perché siano istruite, il segreto è che se ne fregano altamente dei loro difetti. Noi abbiamo veramente un qualcosa in più che ci bolle dentro, non so come definirlo ma credo che anche tu te lo senta dentro, se questo qualcosa riuscisse ad uscire spaccheremmo il mondo, invece di restare dentro e trasformarsi in rabbia, ansie e cose del genere.
Ti faccio i miei più cari auguri perché di soluzioni non ne ho. Solo ti dico di non arrenderti, di provare sempre e ancora a vivere, ma per te e non per gli altri. se ti vengono i brutti pensieri, sappi che prima o poi se ne andranno anche loro, finchè siamo vivi bisogna che proviamo a ricavare qualcosa da questa vita che ci è stata donata. Invece di dire "perché sono nato? o non voglio più stare a questo mondo", ho imparato ad accontentarmi delle piccole cose, anche solo il mio cane che mi vuole bene. Ovviamente, se fossimo indipendenti o anche solo miliardarie, probabilmente avremmo le soluzioni a portata di mano, ma siamo capitate in questa vita e con queste persone intorno, quindi prendiamola così com'è, visto che certe cose non si possono cambiare. Cerchiamo solo di cambiare il nostro atteggiamento per il nostro bene, perché non meritiamo proprio quello che ci sta capitando dentro.
Ti vorrei abbracciare, ti mando i miei saluti e spero che tu stia presto meglio.

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Cara Elena,
il farci arrivare online la descrizione del tuo disagio è già un primo passo ma non ti possiamo aiutare concretamente perchè c'è bisogno di un lavoro di psicoterapia che si può fare soltanto con una presa in carico.
Pertanto non devi fare altro che scegliere da questo stesso portale un collega che lavora dalle tue parti e, con la stessa modalità, scrivergli e chiedere un primo appuntamento : questa è la cosa relativamente più difficile perchè tutto il resto verrà da sè. Ai tuoi familiari che vorrebbero che tu affrontassi il problema da sola, devi dire che da sola non puoi risolvere questi problemi altrimentii l'avresti già fatto, che hai bisogno dell'aiuto della psicoterapia e che gli psicologi esistono pe questo.
Fatti coraggio e segui questo consiglio in modo da poter acquisire gradualmente quella assertività, autostima e visione positiva della vita che finora ti è mancata.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Sono praticamente nella tua stessa situazione: ho 20 anni, sono vergine, non ho mai baciato una ragazza (MAI stato fidanzato), sono quasi completamente solo (ho un fratello e una sorella), non ho vita sociale, nel vero senso della parola, non esco mai di casa, tranne per andare all'università o in piscina; non ho mai avuto una vita sociale ... e sono depresso da fare schifo.

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Carissima la vergogna può essere appresa come qualsiasi altra emozione negativa.
Cerchi di ricordarsi la prima volta quando si è vergognata perché la sua risposta e li.
II ricordi negativi non elaborati si ripresentano.
In tal caso un psicologo che utilizzi EMDR farà al caso suo.
saluti

Dr.Elton Kazanxhi (Psicologo ) Psicologo a Jesi

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Gentile Elena,
per certe situazioni o problematiche non si può fare da soli. C'è bisogno di un confronto con un professionista per poter capire le cause del problema e rimuoverle assieme. Da sola la vedo molto difficile
dr paolo zucconi sessuologo clinico e psicoterapeuta comportamentale a udine

Dr. Paolo G. Zucconi (sessuologia clinica & Psicoterapia) Psicologo a Udine

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Cara Elena
Da quello che ci dice la sua timidezza è molto invalidante al punto da crearle molti disagi nella vita sociale e lavorativa; vista la sua giovane età le consiglio di rivolgersi ad un professionista che la possa aiutare a superare questo momento, cercando di migliorare la sua autostima personale.

Dott.ssa Rossella Boretti Psicologo a Prato

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Buongiorno gentile Elena,
ho notato che nel suo scritto c'è una parola ricorrente:"inutile" che viene estesa, come concetto, su se stessa, la sua vita reale, il senso che lei da alla sua vita; questo mi porta a suggerirle di domandarsi se è davvero la timidezza il suo problema in quanto le sua sofferenza, tangibile anche dalle sue parole, potrebbe nascondere un disagio esistenziale e psicologico più pervasivo. Si faccia aiutare da uno/a Psicologo/a Psicoterapeuta in presenza per valutare di intraprendere un percorso di psicoterapia psicodinamica. Lei è molto giovane e può trarre beneficio dalla psicoterapia scoprendo risorse interiori di sè che neanche immagina di possedere! Forza!
Cordialmente
Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Roma

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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Cara Elena
il vero problema è contenuto nella prima riga insieme alla sua soluzione, mi riferisco alla frase in cui dici che vorresti dare una svolta "alla tua inutile vita".
E' questo senso di inutilità che va cambiato. Hai bisogno di darti scopi precisi e una forte motivazione nel raggiungerli.
La tua timidezza è espressione di bassa autostima e insieme di noia e di disagio esistenziale.
Non avere uno scopo e una meta da raggiungere rafforza questo senso di inutilità e di difficoltà relazionali.
In realtà la tua timidezza è come un guscio protettivo che ti tiene al riparo dalle cose del mondo.
Ci vuole un'importante lavoro di analisi che dovrai fare con uno Psicoterapeuta che
ti aiuti ad uscire dal guscio e a dare senso importante alla tua vita; dare senso alla vita ti libererà per sempre dalla timidezza.
Un caro saluto
Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicoterapeuta in Ravenna

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Carissima,
la timidezza, quando diventa'paralizzante', come nel tuo caso, indica che per cause da scoprire attraverso una adeguata psicoterapia, è presente ma repressa una enorme energia e pertanto ti suggerisco, senza ulteriori indugi, di rivolgerti al un/a dei miei colleghi della tua zona. Sii ottimista, segui le indicazioni che ti vengono da questo sito e sarai felice! Se intendi continuare a comunicare con me , sai dove trovarmi.Un caro saluto
Dott.ssa Carla Panno
psicologa-psicoterapeuta di Milano

Dott.ssa Carla Panno Psicologo a Milano

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Cara Elena,
la prima cosa che mi viene da dirle è di trovare un aiuto psicologico perchè tutto da sola non può fare. Poi mi colpiscono la scarsa fiducia e poca stima che ha di sè. Per questo motivo le suggerisco di ridurre lo spazio vitale che attribuisce alla sua timidezza: c'è e più si sforza di combatterla e più si sentirà timida e impotente.
Ma lei è anche altro oltre a timidezza pura. Lo cerchi, si guardi allo specchio e trovi altre parti di sè. Inizi a costruire una nuova immagine di Roberta dove la timidezza è solo una delle tante caratteristiche che la contraddistinguono. Se lei inizierà a pensarsi diversamente vedrà che anche gli altri inizieranno a vedere altre qualità nascoste e schiacciate dalla timidezza. Credo però che tutto questo lo possa fare meglio con l'aiuto di qualcuno. Auguri, dr. Katjuscia Manganiello

Dr.ssa Katjuscia Manganiello Psicologo a Pesaro

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Gentile Elena, i sentimenti che descrivi sono davvero molto penosi e rischiano, oltre che farti star male, di non lasciar dispiegare le potenzialità della tua persona. Anche se immagino possa risultarti difficile chiamare uno psicologo, credo che se tu riuscissi a superare questo scoglio potrebbe aprirsi davanti a te uno scenario che fino ad ora ti è stato precluso e che forse non riesci ad immaginare. Coraggio.
Un saluto
Maria Rita Milesi
Psicologa Psicoterapeuta a Bergamo e a Milano

Dr.ssa Maria Rita Milesi Psicologo a Bergamo

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Cara Elena,
da come scrivi mi sembra che il tuo disagio è diventato molto importante e invalidante. La sofferenza che stai provando si percepisce da ogni parola scritta, devi farti aiutare e non rassegnarti a questa situazione così dolorosa. Sei giovane e devi riprendere in mano la tua vita. Prova a contattare un professionista nella tua zona per un colloquio sicuramente ti potrà aiutare, se non riesci perché sei paralizzata dalla vergogna prova anche telefonicamente.
Dott.sa Paola Madesani

Dott.sa Paola Madesani Psicologo a Brescia

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Cara Elena,
mi sembra di leggere tra le sue righe una grande sofferenza che merita di avere voce. La timidezza e l'insicurezza sono espressioni di un malessere che può essere affrontato grazie all'aiuto di un esperto. Le consiglio di chiedere un consulto con uno psicologo e dare spazio a tutti i suoi pensieri.

Dott.ssa Roberta Leonardi Psicologo a San Cataldo

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