Padre/Padrone come sopravvivere a questa situazione?

Inviata da Isabella il 31 ott 2017 Terapia familiare

Salve, mi chiamo Isabella e ho 24 anni.
l' oggetto della mia domanda riguarda mio padre e il rapporto con lui.
Mio padre ha un carattere molto particolare e difficile da gestire: Ha una sua mentalità sulla vita e su qualsiasi cosa molto ristretta e non accetta che qualcuno possa pensarla diversamente da lui.
Vuole sempre avere ragione lui, e quando non riesce ad ottenere questo, comincia a urlare, a spaccare oggetti per terra o a minacciare di arrivare alle botte pesanti e a ripercussioni.
Mi sembra di vivere costantemente con il dottor jeckil e mister hyde, bisogna stare sempre attenti a quello che si dice e a quello che si fà per cercare di non far iniziare una lite.
Tutte le discussioni sono iniziate da lui, trova sempre qualcosa che non và in me o in mia sorella o in mia mamma.
Ci sono mille cose che NON devi fare perchè lui non vuole. Un esempio? Non puoi cantare o ascoltare musica perchè lui la odia. Mia madre non si può truccare nè mettere lo smalto nè profumo perchè a lui non piace. ecc. E queste sono sciocchezze!
Ma la cosa più pesante è che lui deve decidere tutto della mia vita però poi vuole passare come la vittima che ci fà fare tutto e che LUI deve sopportare le nostre angherie.
E' bravissimo nel manipolare psicologicamente le persone e infatti mia madre è completamente succube di lui. E' convinta che sia sempre lei a sbagliare. e anche quando la colpa è palesemente di mio padre lei lo difende addossandosi la colpa.
La cosa assurda è che pochi giorni fà c'è stata una forte litigata da parte sua dove ci accusava di avergli fatto fare una vita di merda, di essere una delusione come figlie e come moglie, che lui ha dovuto sopportare tutto di noi ecc.
E' assurdo! Ho scelto la scuola che voleva lui! Ho rinunciato a tutti i miei sogni per lui! Lavoro nel azienda di famiglia che detesto perchè lui mi ha obbligato così!
E ogni giorno devo costantemente stare attenta ai suoi accessi di ira! Ho avuto gastrite da stress per colpa sua e lui ha il coraggio di dire che lui è la vittima!? Ma come è possibile una cosa del genere?
Mio fratello se nè andato di casa a 16 anni per colpa sua e 3 anni fà per colpa di mio padre ha chiuso con la famiglia. Si è trasferito lontano e non ho più un fratello da allora!
Purtroppo mi trovo a vivere e a lavorare con lui, quindi lo subisco sia come padre che come datore di lavoro e non ce la faccio più!
Un ultimo esempio sul lavoro:
Io in inverno devo stare in un ufficio con 7 gradi a morirmi di freddo perchè lui non vuole mettere il condizionatore. Abbiamo un vecchio cammino in ufficio che funziona male e lui insiste che dobbiamo usare quello.
Il bello è che è un falso, quando ne abbiamo parlato giorni fà mi ha detto " tu puoi fare come ti pare. sono due anni che ti dico di mettere il condizionatore" Cosa assolutamente non vera. Comunque mi sono mossa e ho cercato dei tecnici per farmi un preventivo,. e quando gli ho riferito questo si è incazzato dicendo che lui il condizionatore non lo vuole. Che sono una stupida perchè non sò usare il cammino ecc.
Alla fine sarà costretta come al solito a soccombere a quello che vuole lui. Come posso fare? NOn ce la faccio più!!!

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Gentile Isabella,
credo che tuo fratello non avesse un conflitto diretto con te ma con tuo padre per cui è stato un peccato non mantenere i contatti con lui che è stato l'unico a trovare la forza di ribellarsi al comportamento anomalo di tuo padre.
A questo punto credo che tu hai due possibilità :
a) seguire l'esempio di tuo fratello dopo averlo magari contattato per riavvicinarti emotivamente a lui facendoti spiegare come ha fatto a prendere le distanze da questa sgradevole situazione;
b) cercare l'aiuto di un terapeuta che possa farti acquisire, nel contesto sfavorevole in cui vivi, migliori capacità comunicative e argomentative, di assertività e di tolleranza delle frustrazioni.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno Isabella,
in questa sitazione ravviso tutti gli elementi della violenza domestica. Non importa se non c'è mai stata una violenza fisica, nei confronti di qualcuno, basta che ci sia stata la manipolazione, la sopraffazione nei confronti dei vari membri della famiglia. Fortunatamente lei ha identificato gli elementi che la compongono e in qualche modo è riuscita a proteggere la sua identità dalla manipolazione continua e non collude con la definizione che suo padre dà di lei. Le consiglio vivamente un percorso di rinforzo per poter uscire da quella situazione. Lei sà che questa scelta avrà un costo..il costo che ha pagato suo fratello, ed il rinforzo può aiutarla ad andare avanti per la sua strada senza cedere a ricatti e manipolazioni. Coraggio, ce la può fare!
Paola Gambini

Dott.ssa Paola Gambini Psicologo a Cadoneghe

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Gentile Isabella,
forse dovrebbe cominciare a svincolarsi dal suo nucleo familiare..cominciando a credere di più nelle sue capacità...inizi a guardarsi intorno...cerchi un lavoro che le piace e cominci a seguire la sua strada...non è giusto che una giovane donna come lei debba fare così tante rinunce...
Se tuttavia si rende conto di non riuscire in questa impresa...provi a farsi aiutare rivolgendosi ad uno psicologo che possa così seguirla e approfondire con lei la sua storia di vita e aiutarla a comprendere cosa eventualmente le impedisce di raggiungere i suoi desideri.
Dott.ssa Caterina Occhipinti
Psicologa-Marsala

Dottoressa Caterina Occhipinti Psicologo a Marsala

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Salve Isabella,
sicuramente sentirsi in gabbia non è una sensazione edificante.
In questa situazione, a mio avviso, dovrebbe pensare a quello che può fare lei per se stessa, perché, purtroppo, non abbiamo il potere di cambiare gli altri anche se ne avrebbero un gran bisogno...
Credo che in queste situazioni l'unica cosa che si può fare è diventare un pò più egoisti e autonomi. Cosa voglio dire? Intendo che se lei, ad esempio, ha bisogno di un dannato condizionatore per la sua salute, non deve chiedere a suo papà il permesso. Ci metta i suoi soldi, che ha guadagnato, e lo faccia installare. Lo so che le può sembrare inapplicabile al suo caso, ma, ci pensi un attimo, gli altri non possono beneficiare di un potere e di un'autorità che non siamo noi stessi ad avvallare e dare loro. Nessuno comanda davvero, se non c'è nessuno ad ubbidire, insomma. Quindi, la invito a farsi coraggio e ad assumere una posizione più "adulta" e meno "dipendente" da lui, scegliendo e agendo secondo il suo giudizio e le sue esigenze. Tanto, come anche lei racconta, suo papà ha sempre comunque da ridire, qualsiasi cosa lei faccia o non faccia, quindi, a questo punto, è meglio che sbraiti per qualcosa che va a suo vantaggio e che ha deciso lei per se stessa. Non crede?
Sicuramente poter beneficiare di un supporto psicologico in questo percorso potrebbe aiutarla notevolmente ad essere più sicura di sé ed assertiva.
Rimango a disposizione.
In bocca al lupo!
Dott.ssa Giovanna Susca - Bari e Barletta

Dott.ssa Giovanna Susca - Psicoterapia, Psicologia dello Sport Psicologo a Barletta

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Gentile Isabella, lei ha 24 anni, è adulta, è una donna, non solo una figlia. Quello che descrive non è una situazione inaccettabile e che subisce da troppo tempo: la violenza fisica è passibile di denuncia alle autorità. Esistono gruppi che si occupano di violenza sulle donne. Ne contatti uno e si faccia aiutare. Si descrive come una persona con i piedi pee terra: può avere la vita che desidera, che non è certamente questa. Buona giornata.

Dott.ssa Daniela Magrì Psicologo a Roma

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Gentile Isabella,
credo che "cosa fare" dipende molto da cosa vuole fare e da quanto vuole esporsi per risolvere la situazione.
Sarebbe utile avviare un percorso di autonomia personale ad esempio cercando un altro lavoro, mettendo da parte dei soldi e trasferendosi in altra casa o appartamento, magari in affitto.
Un percorso terapeutico potrebbe supportarla nel recupero della fiducia in se stessa utile per svincolarsi da questa situazione.
Se ritiene che queste o altre scelte di cambiamento la possano mettere in pericolo, può considerare la necessità di coinvolgere le istituzioni pubbliche (forze dell'ordine, servizi sociali, centro antiviolenza competente per territorio che eroga spesso gratuitamente consulenza legale e psicologica).
I migliori auguri. Cordialmente.
Dott.ssa Barbara Trevisan
Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Trevisan Barbara Psicologo a Rovigo

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