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Come sopravvivere alla morte di una nonna

Inviata da Alessandra il 2 feb 2020 Elaborazione del lutto

Salve, sono una ragazza di 23 anni. Credo di aver sempre vissuto in una famiglia atipica. I primi 8 anni della mia vita gli ho vissuti con mia mamma e mia nonna, successivamente i miei genitori si sono sposati e ci siamo trasferiti tutti e quattro in una nuova casa. Mia nonna si è trasferita con noi a causa della sua salute precaria. Lei è sempre stata il pilastro della mia vita, è l'unica ad avermi insegnato i valori della vita, ad avermi dato forza, coraggio e speranza quando ne ho avuto bisogno. Per me lei è tutto. Con mia madre ho un bel rapporto, ma è come se la vedessi più come una sorella che come madre. Riversa su di me tutti i suoi problemi e le sue ansie (principalmente riferite al rapporto instabile con mio padre) ed è come se aspettasse da me la cura ad ogni male. Il rapporto con mio padre è tutt'altro che sereno, non sono quasi mai d'accordo con il suo modo di agire o di pensare. È una persona che reputo ambigua, irrispettosa, privo di empatia o sensibilità. Quando sento la sua voce è come se mi passassero davanti tutti questi 23 anni dove da lui non ho mai avuto niente, se non dispiaceri, problemi e insicurezza. La sua poca sensibilità e il suo poco rispetto si vede soprattutto in questo momento, infatti la malattia di mia nonna è arrivata al suo stadio terminale e mio padre non ci ha pensato due volte ad approfittare della situazione per tradire mia madre, così come non ci ha pensato due volte a dirmi che questa è casa sua e se mia mamma, mia nonna e io ci viviamo dobbiamo rispettare le sue regole. Ci prendiamo ancora cura di mia nonna personalmente e principalmente mia madre e io; ogni giorno che passa sono qui a chiedermi: come farò senza di lei? Dentro di me sento che se voglio sopravvivere l'unica soluzione è andarmene di casa e allentare il rapporto con i miei genitori in particolare con mio padre, ma questo mi fa sentire in colpa verso mia madre perché resterebbe sola con lui e so che non sarebbe felice. Come posso fare? È normale tutto questo?

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Cara Alessandra,
da quel che leggo mi sembra di capire che ancora non ci sia stato il lutto. Alla luce di ciò dovrebbe vivere al massimo il tempo che le rimane con sua noona, cercando di essere felice per tutti i momenti belli vissuti e portarle gratitudine esprimendo tutte le sue emozioni. Non trattenga nulla, le dica tutto ciò che deve dirle, non lasci niente in sospeso.
Riguardo alla situazione familiare, le posso consigliare di agire per come sente dentro. Non può vivere cercando di sopravvivere ad una situazione che la sta logorando. Trovi dentro di se la forza e le motivazioni per operare la scelta di allontanarsi dal nucleo familiare. Lei ci sarà sempre per sua madre, non è la lontananza a interrompere un rapporto o un supporto.

Cordiali saluti

Dott. Emmanuele Rosito

Dott. Emmanuele Rosito Psicologo a Guglionesi

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Salve Alessandra
Trovo che sia una grande risorsa essere riuscita a stabilire un legame così profondo e significativo con sua nonna. Avere una figura di riferimento è importante, anche se non sono direttamente i genitori. Se tuttavia la situazione in casa si è fatta difficile da sostenere è sicuramente una buona cosa valutare la possibilità di andarsene. La lontananza spesso aiuta a vedere le cose con maggiore chiarezza, non spezza i legami ma li riequilibra. La vita di coppia tra i suoi genitori non è una cosa che lei Alessandra, da figlia, può aggiustare: loro sono adulti e in qualche modo hanno i loro equilibri. Lei invece Alessandra è in una fase della vita in cui si sta costruendo, sta cercando la sua via, che la porterà all'autonomia. Stia vicino alla nonna, sia affettuosa e la ringrazi per esserci stata perché il vostro è un rapporto unico e rimarrà dentro di lei per sempre, come una forza amorevole.

Un caro saluto
dott.ssa Monica Ottarda

Dott.ssa Monica Ottarda Psicologo a Napoli

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