Non riesco più a finire l'università

Inviata da Simone98 · 23 feb 2022 Autorealizzazione e orientamento personale

Buonasera. Sono un ragazzo di 23 anni prossimo ai 24 iscritto a laurea triennale in economia, ho iniziato un anno dopo aver conseguito il diploma di scuola superiore perché ero indeciso, avrei dovuto laurearmi a settembre 2021 ma purtroppo niente sta andando come previsto. Inizialmente il primo anno e mezzo stava andando tutto bene, ho conosciuto molte persone in università con cui studiavo per preparare gli esami e infatti i risultati si vedevano (sono un ragazzo molto socievole che ama stare in compagnia e studiare con altri ragazzi mi risultava molto meglio rispetto allo studio solitario che si fa per esempio in biblioteca). Ma poi tutto è cambiato quando è subentrata la pandemia. Appena mi sono reso conto che avrei dovuto rimanere a casa a studiare da solo, improvvisamente ho cominciato ad avere mille pensieri, e si è palesata nella mia testa l'idea di voler lasciare l'università, soprattutto perché non riuscivo più a concentrarmi come prima, sentivo che la scelta di iniziare questo percorso di studi lo avevo fatto più per "indecisione" che per passione, ma soprattutto perché la situazione in cui mi trovavo chiuso in casa non mi faceva più concentrare come prima. Sono andato anche da un consulente di orientamento, e giunsi alla conclusione che la strada migliore era quella di "stringere i denti" e cercare di completare questa laurea triennale, sapendo che poi avrei avuto la possibilità di scegliere un corso magistrale o master con più attenzione e più affine ai miei veri interessi; un altro fattore che mi ha portato a questa crisi è il fatto che quello che facevo era solo studiare teoria su teoria, senza mai fare dei progetti di gruppo o comunque qualcosa di più concreto e che mettesse in gioco noi studenti al di là dei libri di testo. Con molta fatica arrivo a giugno 2021 con ancora degli esami da sostenere, avevo pianificato di finire gli esami per poi laurearmi a settembre/novembre, ma purtroppo non riesco a finirli tutti e ne restarono 4. E lì fu il panico totale, cominciai ad avere gli incubi, a non dormire la notte, pensando che avrei potuto fare meglio prima, vedendo anche i miei amici coetanei già laureati, un insieme di cose che mi facevano stare malissimo. In tutto ciò aggiungo che avrei voluto fare anche delle esperienze durante gli studi (Erasmus ed esperienze lavorative) ma per via del covid e della mia situazione mentale, non ho avuto la forza di fare. Ora mi trovo nella situazione che ho ancora quei 4 esami da dare, consapevole di non avere esperienza lavorativa e soprattutto di avere un enorme blocco psicologico, a livello mentale sono esausto e non riesco più a finire questi esami che dovrei fare, non so davvero come comportarmi, fatico ancora a prendere sonno, ho paura di deludere in primis i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto, ma forse la verità è che non ho mai avuto il coraggio di ammettere che questo percorso che decisi di intraprendere non fa per me. Sono in difficoltà e ho bisogno di aiuto per uscire da questa situazione che mi sta uccidendo da mesi ormai. Sono sempre stato un ragazzo intraprendente e che ama cimentarsi in nuove sfide, ma questa università è come se mi avesse prosciugato tutte le energie mentali, ma anche fisiche visto che non dormo più la notte. Ho bisogno di aiuto per tornare a vivere.

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Miglior risposta 24 FEB 2022

Buongiorno Simone,
innanzitutto la ringrazio per la descrizione così dettagliata della situazione che sta vivendo e di come si sente a riguardo.
Considerando ciò che descrive, e il malessere generale, sia fisico che emotivo, che sta provando ormai da parecchi mesi le consiglierei di valutare in maniera concreta la possibilità di intraprendere un percorso di sostegno psicologico, che possa aiutarla a indagare e comprendere cosa sia successo in questo periodo di difficoltà in cui ci sono stati cambiamenti e spostamenti rispetto alle sue aspettative primarie, ma soprattutto a riattivare le sue risorse positive per reagire a questa situazione, che la sta invece continuando a prosciugare e che rischia di sedimentarsi sempre più.
Inoltre, chiedere aiuto e riuscire a parlare e confrontarsi su questi temi e su ciò che prova potrebbe esserle funzionale anche per trovare nuove strategie o strade alternative che potrebbero aiutarla a stare meglio puntando sui suoi punti di forza.
Resto a disposizione per qualsiasi necessità o dubbio, anche online.
Dott.ssa Sara Pizzica

Dott.ssa Sara Pizzica Psicologo a Bologna

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26 FEB 2022

Gentile Simone,
ho letto con attenzione quanto sta vivendo e mi dispiace, perché si percepisce tutta la stanchezza, lo stress fisico e psichico che è presente nella sua vita.
Mi ha colpito già il fatto che si fosse preso un anno in più per decidere se intraprendere l'università, come poi ha fatto, per cui mi viene da pensare che l'indecisione su cosa fare della sua vita, quale direzione prendere, risale a qualche anno fa e non dall'inizio della pandemia.
Ciò che di positivo ha sperimentato nell'ambiente universitario (il trovare e frequentare coetanei dei corsi di studio, studiare insieme a loro, sperimentare il successo nel superare gli esami) ha sicuramente rafforzato la sua motivazione iniziale nella scelta di Economia, ma ritrovarsi a studiare da solo in casa, con una situazione di isolamento sociale, di tensione e dubbi sulla salute sua e pubblica per tempi lunghi ha sicuramente apportato un cambiamento notevole in lei e non ha di certo facilitato l'attenzione e la concentrazione necessarie per studiare: tutta la relazionalità e lo studio collettivo si è interrotto bruscamente e anche frequentare l'università è diventato fortemente diverso da prima. Da lì sono risaliti i dubbi sulla sua scelta.
Penso che in questo momento lei sia nel circolo vizioso dello stress cronico legato al peso del giudizio negativo su di sé, al dispiacere di deludere i suoi familiari, al percepire con il blocco un senso di fallimento. Il malessere che descrive, compresi i disturbi del sonno, denotano tutto questo.
Le potrebbe fare bene approcciarsi alla Mindfulness (meditazione di consapevolezza) che la aiuterebbe a vivere il qui ed ora della sua esperienza (sensoriale, emotiva e pensieri) momento per momento, in modo non giudicante. Se si applicasse in questo ogni giorno arriverebbe a sentirsi vivere, a ridurre il suo stress e le creerebbe le condizioni favorevoli per scegliere cosa è meglio per lei, se riprendere con maggiore lucidità e attenzione gli studi e laurearsi, oppure lasciar perdere e fare altro che le piace di più, ma senza valutarsi in modo negativo.
Certamente iniziare un percorso psicologico sarebbe importante, integrato ad un corso Mindfulness, per cominciare a conoscersi meglio, attivare le sue risorse personali considerando altri punti di vista.
Se volesse rivolgersi a me, anche online, sono disponibile per entrambi i percorsi.
Le auguro di trovare presto la sua strada e di stare meglio.
Cordialmente,

dott.ssa Raffaella Ramazzotti
psicologa psicoterapeuta sistemico-relazionale
istruttore di protocolli basati sulla Mindfulness

Dott.ssa Raffaella Ramazzotti Psicologo a Ancona

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25 FEB 2022

Gentile Simone, nel suo racconto ricorrono le espressioni: "come previsto", "avevo pianificato", "stava andando tutto bene". Ciò mi fa pensare che si crea molte aspettative su come dovrebbero andare le cose quando persegue un obiettivo. Purtroppo nella vita raramente si riescono a rispettare le tabelle di marcia e può capitare che la realtà si discosti dalle aspettative. In questi ultimi due anni poi, per tutta l'umanità la realtà si è discostata di molto dalle aspettative. E' abbastanza comune fra i giovani che si siano verificate crisi a causa dell'isolamento dovuto alle restrizioni per il contenimento della diffusione del Covid-19. Ciò avviene perché sentirsi parte di un gruppo che fa la stessa cosa, nel suo caso studiare le materie del vostro corso di laurea, è parte integrante della motivazione che spinge a fare ogni giorno quella cosa. Venuti meno il senso di appartenenza al gruppo di studenti, la socializzazione e il contagio positivo di motivazione, ha iniziato a perdere il passo e questo l'ha probabilmente messa in un iniziale stato di crisi che si è aggravato a causa del fatto che pian piano perdeva terreno rispetto alle sue aspettative e ai suoi compagni di corso. Probabilmente, ha vissuto come una sorta di abbandono e come se avesse perso un treno, il fatto che alcuni di loro si fossero laureati e lei no. Credo sarebbe molto positivo lavorare in terapia per sviluppare una visione più ampia della vita. Lei è giovanissimo, non ha neanche 24 anni e ha tutto il tempo per concludere gli studi, fare esperienze di vita e costruirsi un'identità professionale. Il percorso di autorealizzazione non è una linea retta continuamente in crescita: a volte ci sono dei rallentamenti, altre delle improvvise accelerazioni. Queste arrivano quando si recupera la serenità. Per tale motivo l'indicazione è quella di allentare un po' con l'ossessione per lo studio, gli obiettivi e le scadenze. Usi questo tempo per recuperare la socializzazione, il piacere di stare con gli altri, il sonno, il piacere di stare con se stesso e coltivare i suoi interessi. Se ha possibilità, viaggi, dato che non lo ha potuto fare con l'Erasmus. Essere indulgenti con se stessi è il primo passo per riconciliarsi con sé, con gli altri e con la vita.

Dott. Lelio Bizzarri Psicologo a Roma

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25 FEB 2022

Gentile Simone,
le crisi dovrebbero sempre essere considerate una opportunità per migliorarsi partendo dal presupposto di poter disporre di un adeguato livello di autostima.
Le suggerisco innanzitutto , riguardo allo studio, di non pensare allo slittamento dei tempi previsti per conseguire la laurea come a un fallimento personale in quanto la cosa veramente importante è andare avanti senza bloccarsi e tanto meno rinunciare in prossimità di un traguardo.
In effetti, se ha superato i precedenti esami riuscirà certamente a superare anche quei pochi che le restano.
Oltre a ciò, approfondendo e assimilando gli argomenti che studia li troverà anche più interessanti per un meccanismo mentale automatico conosciuto come "correzione della dissonanza cognitiva".
Pertanto il punto centrale della sua problematica è il miglioramento della sua autostima tramite un percorso di psicoterapia preferibilmente cognitivo-comportamentale che le consentirà di tornare a concentrarsi e studiare con profitto anche da solo oltre che in compagnia di suoi colleghi.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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24 FEB 2022

Salve,
sembra chiaro che nel sentirsi impantanato in questo percorso universitario, in cui molti giovani come lei si ritrovano, lei si trova di fronte al proprio limite. Da come scrive sembra aver sentito più volte un "No" interiore nei confronti della sua scelta universitaria, e forse il blocco che sente si riferisce proprio a questo. E' importante non confondere la possibilità di fare ciò che si vuole con il desiderio di volere ciò che si fa. La invito a chiedersi "Cosa voglio fare? Cosa immagino di buono per me?". Scegliere una strada significa rinunciare ad altre e chiedersi cosa si desidera per sé. Dunque è necessario conoscere prima se stessi, acquisire consapevolezza su di sé, per poi effettuare una scelta, e questo lo può fare con l'aiuto di un professionista. Autorizzarsi a fare qualcosa per se stessi è la cosa più difficile, anche perché c'è il rischio di deludere gli altri, ma è anche la cosa più preziosa che può fare per sé.
Se si ritrova in quello che ho scritto o le è stato utile resto a disposizione, anche online.
Un caro saluto.
Dott.ssa Martina Pallottini

Dott.ssa Martina Pallottini Psicologo a Fermo

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24 FEB 2022

Buongiorno Simone,
percepisco che lei di trova in una situazione molto delicata e difficile. Sono d'accordo che le sarebbe utile contare con l'aiuto di uno psicoterapeuta per esaminare insiemi il suo percorso universitario e il suo contesto di viva. Con l'idea più chiara riuscirà a percepire e e a sentire cosa fare, come proseguire e in quale direzione.
Il primo passo sarebbe fare un colloquio conoscitivo per valutare la scelta del terapeuta e la possibilità di iniziare un percorso terapeutico.
Un saluto e buona giornata.

Dr. Gilberto G. Villela Psicologo a Roma

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24 FEB 2022

Buongiorno Simone,
intanto la tranquillizzo: "blocchi", intoppi, incidenti di percorso sono molto frequenti per chi frequenta l'università. Inoltre, il problema della pandemia ha amplificato e reso più difficile il percorso accademico, aggiungendo problemi nuovi e insoliti.
L'università è un percorso lungo e in genere difficile, anni in cui tra l'altro si continua a crescere e cambiare.
Quando si era iscritto probabilmente era, almeno in parte, un ragazzo diverso da ciò che è ora. Guardare "gli altri" e fare paragoni con i colleghi è controproducente, ognuno è una storia a sé. Casomai potrebbe esserle d'aiuto un breve percorso psicologico per capire meglio da cosa nascono queste difficoltà, capire cosa potrebbe fare per fronteggiare questi ultimi esami e capire meglio quale possa essere la sua strada.
Io sono disponibile online,
Un saluto,
Dott.ssa Valentina Ciavarra

Dott.ssa Valentina Ciavarra Psicologo a Brescia

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24 FEB 2022

Salve Simone, mi dispiace per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Anonimo-181068 Psicologo a Roma

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