Non amo più mio marito..può un matrimonio finire?

Inviata da Sara il 14 feb 2017 Terapia di coppia

Buongiorno,
ho 31 anni e sono sposata da quando ne avevo 23..Io e mio marito siamo insieme da quando avevo 17 anni e lui 24. Siamo cresciuti insieme, in simbiosi, abbiamo fatto le prime esperienze e ci siamo amati alla follia. Dal nostro rapporto sono nati due bellissimi bambini, di 5 e 2 anni.
Dopo la seconda gravidanza però qualcosa è cambiato.
Il mio sentimento nei suoi confronti è andato scemando e piano piano si è dissolto. Come tutti i rapporti lunghi e importanti ci sono stati alti e bassi ma periodi bui per così tanto tempo non ce n'erano mai stati. Lui ha ammesso di avermi messo in secondo piano dopo la nascita dei nostri figli, ma non riesce a capire e ad accettare che sia cambiata, che sia diversa da com'ero. Vorrei separarmi ma lui ci sta così male perchè dice che gli distruggerei la vita, che mi vuole ancora bene e che insieme supereremo anche questa. Ma il problema è che io non me la sento di superare anche questa...è come se non mi interessasse più.
Ho iniziato una relazione con una persona che frequenta un gruppo di persone e che conosco da tempo..mi fa sentire bene e con lui riesco ad essere me stessa...sono a mio agio e mi fa ridere tantissimo..cosa che adoro.
Con mio marito invece non mi sento nemmeno più a mio agio e vederlo soffrire così tanto a causa mia mi sommerge d sensi di colpa. Se penso alla separazione poi non so come comportarmi per i miei figli...non so più cosa fare..se rinunciare ad essere felice per i miei figli e restare dove sono..fingendo..oppure se prendere in mano la mia vita e trasformarla in qualcosa di più..Grazie a tutti

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Gentile Sara,

il senso della su lettera si racchiude nella riga finale: “prendere in mano la mia vita e trasformarla in qualcosa di più”.

Quello che non mi è chiaro è come arrivi al passaggio che restare accanto a suo marito equivalga a staticità mentre cambiare partner a trasformazione.

Il potere di cambiare è un a consapevolezza che nasce da dentro e che si può esprimere in qualunque circostanza e condizione esistenziale.

Non ci sono eventi di serie A o di serie B. Lei può trasformare la sua vita che resti o meno con suo marito.

Possiede in se tutte le risorse per realizzare infinite possibilità.

Se lo ritiene opportuno in questo momento delicato può richiedere un sostegno. Può essere utile infatti quando ci si avventura per una strada sconosciuta e potenzialmente impervia equipaggiarsi per far fronte agli ostacoli e agli imprevisti.

Cordialmente,
Dott.ssa Elena Consenti
Psicologa - Psicoterapeuta Latina

Dott.ssa Elena Consenti Psicologo a Latina

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Le persone sono in un dinamismo continuo.Lei sicuramente non è la stessa donna dei suoi sedici anni:In passato si amavano perdutamente due giovani che oggi sono adulti e mutevolmente cambiati.Lo amore eterno non esiste,la passione dura al massimo 18 mesi,Poi subentrano nel matrimonio molte trasformazioni che maturano i sentimenti.Molte coppie riescono per una vita a volersi bene,riescono a creare interessi comuni,riescono a dare insieme quello affetto che chiedono i figli e i nipoti.Ma in tutto questo io vedo grande altruismo,il sacrificio di una vita sullo altare della famiglia,Non parliamo di amore eterno,quello non esiste.
dr.LUCIANO DI RIENZO


n

Luciano Di Rienzo Psicologo a Avellino

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Gentile Sara,
prima di fare passi azzardati andrei da uno/a psicologo psicoterapeuta da sola o in coppia (sarà anche lo psicologo a valutare, ma mi sembra più probabile che sarebbe meglio andarci in due, almeno in un secondo momento, se i colloqui individuali non sortiscono effetto).
Mi sembra infatti che, date le premesse, ovvero un amore alla follia, ci dovrebbero essere margini per un recupero dell'attrazione.

D'altra parte non sempre le separazioni sono recuperabili per cui è bene ponderare bene una tale scelta.
saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Gentile Sara,
penso che lei e suo marito abbiate bisogno di iniziare subito un percorso di psicoterapia di coppia per comprendere puntualmente e con pazienza cosa è accaduto che ha fatto deteriorare il vostro rapporto e se c'è possibilità di riparare.
Questo lei lo deve non tanto a suo marito ma soprattutto a se stessa e ai suoi figli prima di decidere per una non auspicabile separazione per la quale tutti certamente soffriranno.
Ora che è in piena crisi è facile sovra-investire distrazioni che la fanno ridere e sentire più leggera ma credo si tratti di fuoco di paglia che avrebbe breve durata.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Buongiorno sara,

la separazine è un passo importante che coinvolge in primis voi due come coniugi e poi voi due come genitori.
Ci si può separare dal proprio coniuge; quando scema l'amore e viene meno il desdierio dell'altro, dell'altrui condivisione e confonto; quando viene meno il desiderio di provare e riprovare, allora forse è arrivata la fine del legame.
Ma non ci si separa da genitori. Si rimane per sempre genitori, insieme.
Si può procedere per passi, uno dopo l'altro.
Innanzitutto parlando con suo marito; dei suoi desideri, delle sue intenzioni.
A partire da una separazione legale è possibile poi comunicarlo ai figli. I bambini hanno il diritto di essere informati, con delicatezza e onestà.
Si rivolga a un avvocato della sua città e se credete, insieme al papà, anche a uno psicoterapeuta perchè voi possiate essere sostenuti in questa fase delicata di passaggio della vostra vita famigliare.
In bocca al lupo!

Cristina Fumi
psicologa-psicoterapeuta
Milano

Dott.ssa Cristina Fumi Psicologo a Milano

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