Mio marito è ipocondriaco, come aiutarlo?

Inviata da Laura · 7 ott 2013 Ipocondria

Mio marito mi dice che 10 anni fa a causa di un litigio,e salita la pressione , ha avuto tachicardia forte , è andato dal dottore e lui ha fatto tutte le analisi del cuore ed erano normali . Da quel momento comincio a sentire sensazioni , disagio , paura, e preoccupazioni per la salute. Comincio ad automedicarsi o consumare bevande alcoliche dalla mattina presto e dice che migliorava.
In questi nove anni che stiamo insieme ha successo 2 o 3 volte che 1 giorno, si sente strano , si autoanalizza troppo ma durava al massimo 2 giorni poi continuava a essere cosi meraviglioso, con una forte personalita, carismatico, solare,e con un cuore d oro.
Ma due mesi fa ha iniziato in un modo che non aveva mai visto . Dice di avere una sensazione di pesantezza al petto che passa da destra a sinistra , sul retro , le mani diventano fredde , e sconcentrato, due giorni e dovuto andare via dal lavoro perche non ce la faceva. Non ha fame si e dimagrito un sacco, mangia senza voglia cosa strana in lui e apena fa qualcosa che occupa tutti i suoi sensi si scorda di questo, fino che si ricorda di quanto si sente male e comincia tutto lanalisis unaltra volta.
Io ora che sono in disoccupazione , le faccio compagnia , lo invito a camminare, a vedere un film, ma non vuole, vuole solo essere coccolato. Mi spiega molte volte dove ha il dolore ,che sa che non ha nulla ma il pensiero di quelle sensazioni tutto il giorno lo stancano. Ogni tanto ascolta musica rilassante e ci sono giorni in qui è meglio, ma tanti altri no. E e ciò che più mi preoccupa ….. è disperato, sente che sta perdendo il controllo. Sono triste ogni volta che guardo nei suoi occhi: tutta quella gioia che ha sempre avuto , forte, così estroverso, divertente e ora vedo solo una paura costante. Non posso , ho bisogno di fare qualcosa, mi si spacca il cuore.
Come posso aiutarlo? Come devo comportarmi? Puo guarire? grazie

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Miglior risposta 14 OTT 2013

Gentile Laura, mi sento di farle notare innanzitutto che il suo tentativo di aiutare suo marito a risolvere i suoi problemi in realtà non fanno altro che mantenerlo. Suo marito fa una richiesta molto chiara: essere al centro dell'attenzione e lei non fa altro che accogliere la sua richiesta, anche se crede di spronarlo a reagire.
Provi intanto a mettere in atto questi due semplici comportamenti:
Di fronte ai comportamenti di sofferenza di suo marito non faccia niente, si limiti ad osservare senza intervenire. Osservi ma senza intervenire, neanche verbalmente. Inoltre, eviti di parlare del problema di suo marito, eviti di parlarne con lui. Quando lui inizierà la richiesta di aiuto "a modo suo", trovi il modo di parlare di altro, di qualsiasi altro. Vedrà che in questo modo succederà un qualcosa di diverso che potrà determinare un cambiamento positivo.

Dott. Claudio Stambul

Studio Stambul & Vezzani Psicologo a Firenze

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10 OTT 2013

Gentile Laura,
dopo un accurato esame clinico sulle condizioni di salute di suo marito, la invito a contattare un professionista psicologo per una diagnosi accurata.
Un corretto inquadramento della problematica, permetterà la strutturazione di un preciso intervento psicoterapeutico.

Cordialmente,
Dott.ssa Raffaella Orlando

Dott.ssa Raffaella Orlando Psicologo a Napoli

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9 OTT 2013

Gentile Laura,
la sua preoccupazione e il suo desiderio di essere d'aiuto a suo marito sono pienamente giustificati: il miglior aiuto che può dargli è supportarlo nel riconoscere di avere bisogno di aiuto e nel rivolgersi ad uno psicologo per affrontare con un parere professionale la situazione, in modo da poterla risolvere in maniera globale.
Un cordiale saluto, dott.ssa Lucia Mantovani, Milano

Studio di Psicologia Dott.ssa Lucia Mantovani Psicologo a Milano

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8 OTT 2013

Buongiorno gentile Laura,
suo marito ha bisogno di essere curato per lo stato di profondo disagio che sta vivendo. Le suggerisco di parlare con lui e convincerlo a farsi vedere da uno psichiatra che dopo accurata diagnosi gli darà una cura farmacologica che potrà affiancare ad un percorso di psicoterapia. Sinceramente lei può fare ben poco se non stargli vicino e sostenerlo nella cura. Può rivolgersi alla sua ASL di appartenenza dove riceverà tutte le informazioni per procedere alla visita.
Cordialmente

Dr.ssa Anna Mostacci Psicologa Psicoterapeuta Psicologo a Roma

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8 OTT 2013

Gentile Laura, una situazione di crisi personale così complessa non può essere gestita da un partner, perchè il carico è troppo forte e lei deve essere la sua compagna, non la sua psicologa. Gli stia vicino nel miglior modo che ritiene possibile, ma cerchi di convincerlo che è importante l'aiuto di uno psicologo, perchè lei non può sostituirsi all'aiuto di un esperto, o rischia di essere trascinata giù dalla sua situazione ansioso-depressiva. Questa sua condizione ha delle ragioni profonde che vanno scoperte, purtroppo lei non può fare molto altro che darle il suo supporto e la sua presenza, ma nessuno può combattere i mostri interiori di un altro: quelli sono solo e soltanto nostri e ognuno ha il dovere di combattere i propri.

Dott.ssa Chiara Pica - Studio SomaticaMente Psicologo a Grosseto

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8 OTT 2013

Cara utente, sua marito ultimamente ha fatto delle visite e degli esami escludere problematiche fisiche? Ha scritto che suo marito ha iniziato ad automedicarsi anche bevendo...il bere, come immagino lei sappia, è un palliativo, aiuta a non pensare e fa stare bene in modo effimero fin quando non si ricomincia a bere e il rischio di diventarne dipendenti è molto alto. Il problema che sta vivendo lo sta logorando e si sta ripercuotendo sul vostro rapporto per cui mi sembra il caso di intervenire tempestivamente facendo degli esami e consultando uno specialista che lo possa aiutare a gestire e affrontare quello che gli sta succedendo.

Dott.ssa Cinzia Marzero Psicologa-Psicoterapeuta Psicologo a Moncalieri

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8 OTT 2013

Buonasera,
il modo migliore per aiutarlo e per salvaguardare il rapporto è motivarlo a rivolgersi a un professionista, uno psicologo

Psicologia E Benessere Psicologo a Roma

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8 OTT 2013

Cara Laura, credo sia una delle cose più difficili vedere la sofferenza nelle persone che amiamo di più e sentirci impotenti e impauriti, cercando tutti i modi possibili per riuscire ad alleviare tale sofferenza. da quanto lei descrive sembra che suo marito stia vivendo un momento molto difficile, il fatto stesso che chiede le coccole lo conferma: quando non stiamo bene tutti noi tendiamo a manifestare comportamenti regressivi. Come può aiutarlo? Standogli accanto come sta facendo e condividendo, se ci riesce, il suo dolore (non solo fisico). E poi vi consiglio di chiedere aiuto: per prima cosa vi consiglio di fare delle analisi mediche approfondite, per escludere problematiche fisiche. Se dovessero dare esito negativo, avete pensato alla possibilità di rivolgervi ad uno psicologo? Spesso anche solo sapere di avere questa possibilità aiuta ad avere speranza.
Le crisi capitano a tutti e in concomitanza con certi momenti particolari della vita. Questo non significa che bisogna stare a guardare ed aspettare che passino da sole. Se ritenete che la sofferenza sia molto forte e che interferisce con le normali attività quotidiane io vi consiglierei di andare da uno specialista nella vostra zona.
Rimango a disposizione.
Cordialmente
Dott.ssa Rota, studio Impronte, Bergamo

Studio Di Psicologia Impronte Psicologo a Bergamo

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8 OTT 2013

Gentile Laura,
oltre a rivolgersi al medico di base per eventuali esami di routine, sarebbe il caso di fare una valutazione psicologica accurata ed eventualmente iniziare un percorso psicoterapico.

Cordiali saluti,
Dott. Giuseppe Del Signore - Psicologo Viterbo

Dott. Giuseppe Del Signore Psicologo a Viterbo

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