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Madre opprimente, andare via di casa o restare per senso di colpa?

Inviata da Alessia il 25 giu 2019 Terapia familiare

Ho 23 anni e vivo con mia madre e mia nonna che è allettata e di cui io mi prendo cura quando mia madre lavora.
Dagli anni seguenti al diploma sono rimasta in casa, non ho avuto possibilità di studio ne tanto meno ho avuto possibilità di lavorare, perché qualcuno con la nonna doveva pur starci.
Adesso sono arrivata ad un punto della mia vita in cui ho detto basta o almeno sto provando a farlo.
Mia madre è opprimente ed io da sempre ho cercato la sua approvazione in ogni cosa che facevo e che faccio.
Ultimamente mi trovo in questo bivio che è l'andare via di casa e partire per l'estero alla ricerca di lavoro.
In questi giorni ho organizzato un viaggio di 4 giorni con dei miei amici, così nel frattempo io possa guardarmi intorno.
Ed io avendo superato la maggior età non ho bisogno di alcun permesso, ma nel momento in cui ho dato la notizia a mia madre, lei ha provato a dissuadermi in ogni modo non essendo d'accordo con questo viaggio.
Mi ha minacciata, ha provato a far leva sul senso di colpa, dicendo che se io fossi andassi via, lei non avrebbe a chi lasciare la nonna o addirittura che io vivendo ocn lei debba seguire le sue regole.
Mia madre ha dei problemi di salute ed io davvero sono molto comprensiva, ma è giusto che lei non si preoccupi del mio benessere essendo egoista al riguardo di ciò di cui ho bisogno, ovvero la libertà?
In 23 anni non mi ha mai permesso di fare nulla ed io come una stupida essendo alla ricerca della sua approvazione ho acconsentito ad essere trattata così. Ma penso di averne abbastanza, vorrei davvero poter andare via da questo incubo di casa senza sentirmi in colpa nei suoi confronti. Vorrei avere modo di farmi la mia vita senza che lei faccia leva su questo senso di colpa.
Non penso di chiedere troppo, d'altronde non avendo alcuna esperienza in ambito lavorativo o sociale se lei dovesse venire a mancare io non avrei idea di come fare, perché a nessuno interessa dar lavoro a qualcuno senza esperienza di questi giorni.
Lei alla mia età ha avuto la possibilità di sbagliare ed io vorrei avere la mia possibilità di fare i miei sbagli.
Penso sia un mio diritto vivere la mia vita come voglio io. E vorrei semplicemente essermi svegliata prima da questo 'sonno' perché questo suo comportamento mi ha danneggiata psicologicamente. Ho poca autostima, dall'essere estroversa sono diventata timida e ho vergogna anche a chiedere qualcosa ad un commesso in un negozio. Vorrei davvero sapere cosa fare, perché già ho perso un quarto di secolo senza aver concluso nulla in questa vita.

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Cara Alessia,
capisco la sua situazione e i sentimenti contrastanti che prova. Il senso di colpa a volte può diventare così grande da impedirci di vivere la vita in modo sereno, specie se questo è legato a persone vicine a noi come una madre o una nonna.
Il suo bisogno di libertà e di sperimentarsi nella vita sociale in modo autonomo è più che legittimo e, pur comprendendo le esigenze di sua madre e l'affetto che vi lega, credo che lei dovrebbe iniziare a prendere in mano la sua vita e costruire il suo futuro.
Per la nonna si possono trovare altre soluzioni, come una badante o altro.
Non può rinunciare alla sua giovinezza per accollarsi la responsabilità delle persone adulte della sua famiglia. Cominci lei a comportarsi da adulta affrontando in modo maturo l'argomento con sua madre, cercando un compromesso se necessario (ad esempio rimanere in Italia se la distanza è un problema), facendo un piccolo passo alla volta nella ricerca di un lavoro prima e di un'indipendenza abitativa poi.
Non è semplice, specie se l'autostima e la timidezza la bloccano. Per questo le consiglio un percorso di sostegno psicologico orientato alla crescita personale, anche tramite il servizio pubblico se c'è un problema di costi.
Resto a sua disposizione, può contattarmi anche privatamente.
Un caro saluto
Dott.ssa Consuelo del Grande

Dottoressa Consuelo del Grande Psicologo a Roma

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Buongiorno Alessia,

dal suo messaggio emergono molti dubbi e paure associate. Comprendo la situazione complicata e la paura di pentirsi, di sentirsi in colpa e di sbagliare. Penso che a 23 anni non si possa sacrificare la propria vita e chi è accanto a noi dovrebbe comprendere anche i nostri bisogni. Provi a riflettere ancora con sua madre e provare a mediare su una possibile scelta. Intanto le consiglio di intraprendere un percorso psicologico, ci sono molti centri pubblici in varie città.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti, se vuole mi può contattare.
Cordiali saluti
Dott.ssa Alice Noseda
Lecco e skype

Dott.ssa Alice Noseda Psicologo a Lecco

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