È normale il mio comportamento dopo la perdita di mio padre?

Inviata da ioly il 3 mar 2016 Elaborazione del lutto

Sono una ragazza di 26 anni, 6 mesi fa è venuto a mancare mio padre. Io ancora oggi non riesco ad elaborare il lutto, è come se mio padre non fosse morto. Non riesco a sfogarmi con nemmeno le persone a me care. Guardo le sue foto, vado al cimitero ma non riesco a provare niente. Sono diventata una ragazza fredda, mi sono indurita, anche se muore una persona che conosco rimango indifferente non provo nessun dispiacere. È normale questo comportamento?
Grazie in anticipo.

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Gentile Ioly,
elaborare un lutto non è mai un lavoro facile e comunque la sua difficoltà dipende da molteplici fattori tra cui la qualità della relazione che esisteva con la persona scomparsa, la propria struttura e le proprie caratteristiche di personalità, le modalità stesse della scomparsa.
Il fatto che lei si sia anestetizzata nei confronti di questo e di altri dolori è una reazione di difesa che ovviamente è anche disfunzionale perchè prolunga i tempi del lutto stesso e perchè impedisce il vivere normalmente le emozioni come deve essere per mantenere un buon equilibrio psicologico.
Quindi sarebbe opportuno che lei parlasse invece di tutto quanto concerne questa perdita con i suoi familiari o con altre persone amiche perchè già questo fa parte del lavoro di elaborazione del lutto, agevolandolo.
Meglio ancora sarebbe se lei ne parlasse con uno psicoterapeuta che saprà ascoltare ed accogliere il suo dolore restituendole gli opportuni feedback utili per favorire l'elaborazione di questo evento traumatico.
Un cordiale saluto.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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Salve ioly, immagino che non riuscire a provare dolore per la morte del proprio padre possa spaventare un po' e possa essere una sensazione terribile. Ci si può sentire in colpa perché ci appare inconcepibile. Come altri colleghi prima di me le hanno spiegato, si tratta di un meccanismo di difesa che serve a proteggerla dal dolore troppo grande della perdita, una sorta di anestesia connessa alla "negazione" del problema. Infatti, lei si sente come se suo padre non fosse morto. Al tempo stesso, credo che quando l'affetto (il legame) e' cosi' grande, può sparire la persona fisicamente, ma noi la portiamo in ogni istante con noi, nei nostri pensieri, nelle nostre abitudini e nei nostri sentimenti, tanto che e' come se fosse veramente "sempre" al nostro fianco. Credo che il non riuscire a sfogarsi sia associato al non aver "accettato" consapevolmente l'esistenza "del" problema. I motivi sono tanti, a volte non vogliamo essere noi quelli a cui e' capitata una cosa cosi' "grande" cosi "forte" come la morte di un genitore, altre, ci si sente come messi in trappola, non si può accettare la perdita perché ci si sente senza strumenti per sopravvivere. Perdere un genitore significa diventare adulti "troppo in fretta" e questa sensazione si può' provare anche quando noi abbiamo 50 anni! perché in realtà' non smettiamo mai di avere bisogno dei nostri genitori, di quelli interiorizzati e di quelli reali, anche quando i rapporti non sono cosi' funzionali. Per elaborare un lutto ognuno ha il suo tempo, che può' anche essere lunghissimo e che può' anche non avvenire mai. Io credo che lei ioly, abbia gia' fatto un buon primo passo nel rendersi conto di non riuscire a stare male, di non riuscire a soffrire e di aver chiesto una consulenza on line (che lascia comunque una certa distanza) adesso, un secondo buon passo, potrebbe essere quello di affidarsi concretamente e di persona ad un professionista specializzato. Ogni perdita ha il suo significato ed e' diversa per ognuno di noi, perché sono diversi i rapporti che noi abbiamo con le nostre figure genitoriali, con noi stesso e con la realtà' circostante.
Faccia un viaggio dentro se stessa e vedrà' che questo "deserto emotivo" potrà' diventare un terreno più' fertile su cui coltivare e fare crescere nuove emozioni!
Cordiali saluti
Dott.ssa Ilaria Raia Psicologa Psicoterapeuta Psicodinamica

Dott.ssa Ilaria Raia Psicologo a Cecina

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Gentile signora Loly,
credo sia difficile affrontare la perdita di una persona, a volte si mettono in atto difese per non pensarci o per non provare dolore, in particolare quello che mi colpisce e che lei riferisce che non riesce a sfogarsi e che si sente indurita. Se questo può essere una difesa per non soffrire della perdita di suo padre, alla lunga però può diventare estremamente penosa, come mi sembra le stia accadendo, a distanza di 6 mesi. Difatti, lei stessa scrive che rimane indifferente e non prova nessun dispiacere neppure per le altre perdite.
Le consiglio nel caso in cui questa sintomatologia dovesse persistere di chiedere aiuto a un terapeuta, affinchè l'aiuti nell'elaborazione del lutto.
Cordiali saluti
Antonietta di Renzo (VR)

Dott.ssa Antonietta di Renzo Psicologo a Verona

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Cara Ioly. Sicuramente il lutto che sta vivendo è importante e difficile da affrontare. Nessuno è mai pronto a perdere una persona cara ed il periodo che segue è molto delicato. Esternare i propri sentimenti l'aiuterebbe a non accumulare troppa tristezza e a riconoscere le proprie emozioni ed i propri vissuti. Lei non è diventata fredda ed indifferente verso gli altri... si è soltanto costruita una corazza, uno scudo, una difesa da altre sofferenze. La vita ci riserva dure prove ma è importante ritrovare la fiducia in ciò che ha comunque in serbo per noi.. Ricerchi una nuova serenità attraverso un percorso di accettazione e rielaborazione del lutto ! Un buon terapeuta saprà essere una guida ed un alleato in questo cammino! Un caro augurio. Dott.ssa M.Elena Michelone

Dott.ssa Maria Elena Michelone Psicologo a Vercelli

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Il suo, cara Ioly
è un comportamento del tutto naturale. Deve considerare che la perdita del babbo è ancora molto recente, 6 mesi non sono tanti per poter elaborare un lutto tanto importante.
Inoltre occorre considerare anche il tipo di rapporto che c'era tra di voi e, da quello che lei descrive, il rapporto doveva essere molto affettuoso e positivo.
Comprendo il suo dolore, forse perdere il padre è una delle cose più dolorose della vita, manca tutto, un punto di riferimento e la sicurezza di una relazione su cui contare sempre.
Ora lei dovrebbe cercare un aiuto terapeutico per poter rielaborare questo importante lutto e per ritrovare, piano piano, dentro di sè, un "terreno emotivo" fertile al nascere di nuovi affetti e di nuove emozioni.
Per il momento questa "terra arida" emotivamente le serve da protezione.
Però, le ripeto, si faccia aiutare da uno psicoterapeuta.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci psicologa psicoterapeuta

Dott.ssa Silvana Ceccucci Psicologo a Ravenna

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Gentile Yoly,
le sue parole suscitano in me grande comprensione. Superare il lutto di un genitore è un processo difficile e doloroso, poiché siamo tenuti a fare i conti con tanti aspetti del nostro passato che spesso credevano smarriti o dimenticati che invece tornano prepotentemente fuori, sconvolgendoci.
Quello che lei chiama 'indurimento' o 'freddezza' è in effetti un meccanismo difensivo che lei sta utilizzando per proteggersi, preferendo al momento un temporaneo stato di 'anestesia' che sembra tutelarla dagli aspetti più emotivi della vita e delle relazioni, in quanto proprio quegli aspetti sono stati toccati e feriti dalla sua perdita.
Le consiglio di rivolgersi ad un professionista, il cui apporto al momento potrebbe essere per lei di fondamentale importanza, proprio per la delicatezza della sua fase di vita.
Rimango a disposizione per dubbi o chiarimenti.
Un caro saluto,
Dott.ssa Laura Rosi
Psicologa, Roma

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Gentile Yoly
se lei ha notato un "indurimento" della sua personalità, ciò mi fa pensare che ci siano forti emozioni che ostacolano una più regolare elaborazione del lutto.
Anche il non sfogarsi, parlare, comunicare sul tema è un pessimo sintomo al riguardo.
Poichè una mancata elaborazione di un lutto così importante è foriera di possibili problemi, ad es.nella sfera sentimentale, le consiglio caldamente di consultare una psicologa psicoterapeuta.
Il suo problema dovrebbe essere facilmente risolvibile, tanto più dalla Terapia Strategica Breve.
Cordiali saluti

Valentina Sciubba Psicologo a Roma

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Salve Ioly, capita a volte dopo la morte di una persona cara di avere un problema relativo alla gestione del dolore connesso al lutto, è come se per difenderci dai sentimenti dolorosi li allontanassimo per non soffrire eccessivamente.
Le consiglierei di consultare una/o psicoterapeuta della sua zona per superare questo momento difficile.
Un saluto
Dott.ssa Sara Vassileva psicologa psicoterapeuta Genova

Dott.ssa Sara Vassileva Psicologo a Genova

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Salve ioly, affrontare la perdita di un genitore non è una cosa semplice, soprattutto se questa perdita avviene alla sua età. Quello che lei ha messo in atto è un comportamento difensivo rispetto al dolore. Lo elimina ancor prima di provarlo. Questo forse perchè l'esperienza vissuta è stata così intensa da pensare di non essere in grado di fronteggiarla. Cosi disperde tutte le sue energie per continuare a vivere al meglio la sua vita. E' importante che lei viva tale lutto e lo esplori per poterlo elaborare. Si lasci aiutare da qualche collega vicino a lei. Le auguro una buona giornata.

Dott.ssa Dominique D'Ambrosi-Psicologa/Psicoterapeuta-Eboli/Cava de' Tirreni

Dott.ssa Dominique D'Ambrosi Psicologo a Eboli

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