Malessere dovuto alla futura perdita di un nonno

Inviata da Enrico · 12 dic 2016 Crisi esistenziale

Buonasera, sono un ragazzo di 30 anni che scrive per trovare una soluzione allo stato di malessere in cui si sente in questo momento che perdura da qualche mese ormai. Tutto è cominciato lo scorso luglio con la morte improvvisa dopo 4 giorni di agonia del mio cane (un membro della famiglia, come un fratello). In quei giorni averlo visto soffrire è stata una cosa straziante che mi ha portato per la prima volta a quello che penso sia stato un attacco di panico: difficoltà respiratorie, giramenti di testa, convulsioni, fino a non avere più il controllo del proprio corpo. Il cane di notte ansimava e per questo non riuscivo a dormire. Vivendo ancora con i genitori ho preferito andare a dormire dalla fidanzata per cercare di non pensarci, di non sentirlo. L'indomani mio padre mi telefonò per dirmi che il cane la notte è mancato, nello stesso istante ho sentito un senso di pace, di sollievo fino a non pensarci più.
A settembre, dopo esami di routine, a mio nonno è stato diagnosticato un carcinoma polmonare che lo sta via via consumando, con perdita di peso e tutto quello che il suo decorso porterà. La sensazione di angoscia, di tristezza, di paura è tornata più forte di prima e ormai mi accompagna giorno per giorno da ormai tre mesi. Il Medico Oncologo ha rassicurato, visto lo sviluppo del tumore, che mio nonno non morirà per quel problema ma per altri fattori dovuti all'età (ha 85 anni). La cosa non mi ha minimamente sollevato, vederlo sempre più magro e triste mi butta sempre più giù; a tal punto che ho perfino un rifiuto nel voler affrontare la cosa andandolo a trovare per un abbraccio o per due parole, finendo per comportarmi come mi sono comportato con il cane, ovvero fuggendo. Oggi dopo l'ultima visita, il Medico ha detto che non ci saranno terapie da fare in quanto la sua situazione è molto delicata e un'eventuale radioterapia sarebbe troppo pericolosa.
Ho il supporto di genitori, sorella, fidanzata e qualche amico che mi ripetono che la morte è una cosa normale con la quale bisogna saperci convivere ed affrontarla; cosa che non riesco a fare visto che il pensiero mi condiziona le giornate in tutti i suoi momenti. Non ho più avuto attacchi di panico ma solo e sempre un grande senso di angoscia.

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Miglior risposta 13 DIC 2016

Caro Enrico,
il rapporto con la morte e il lutto non è sempre facile. La morte del suo cane ha portato probabilmente alla luce tutti i significati che lei associa alla mancanza di qualcuno di caro e la prospettiva di perdere suo nonno sta facendo riemergere queste sensazioni. Il mio invito è quello di pensare ad una terapia personale in cui poter analizzare tutto questo e riuscire ad affrontare questo momento familiare. C'è la possibilità di essere seguiti anche come familiari di pazienti oncologici presso associazioni o unità di psiconcologia qualora ve ne fossero nel suo territorio oltre che ovviamente da terapeuti privati.
La malattia per quanto triste e dolorosa può essere anche l'occasione per sfruttare al meglio i momenti che ancora abbiamo con le persone che amiamo. Può diventare un'occasione preziosa di commiato.
Rimango a disposizione.
Cordialmente,

Annalisa Anni
Psicologa Psicoterapeuta Padova

Alternativamente-Centro di psicologia di Annalisa Anni Psicologo a Padova

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12 DIC 2016

Gentile Enrico,
pur comprendendo ed avendo il massimo rispetto per il dolore che si può provare quando un animale domestico è colpito da una malattia grave e inguaribile, penso che si debba fare un distinguo rispetto ad un essere umano, specie se è un familiare.
D'altra parte anche le leggi vigenti operano questa distinzione dal momento che è consentita l'eutanasia in veterinaria ma non nella medicina clinica.
Ciò premesso mi sembra di capire che l'essere fuggito nella prima esperienza dolorosa ti pesa ancora oggi mentre è sopraggiunta da poco l'altra brutta notizia della malattia di tuo nonno.
Ora mentre ti manca il coraggio di contattare quest'altro dolore, forse sai già che fuggire di nuovo sarebbe un nuovo errore con possibili conseguenze psicologiche future.
Purtroppo il dolore fa parte della vita e non sempre si può evitare.
Il dolore per una perdita, poi, non si può in nessun modo evitare perchè prima o poi tocca ognuno di noi per cui non resta che imparare ad affrontarlo nel modo migliore.
Chi, come tuo nonno, soffre per una malattia grave, ha bisogno di compagnia e accudimento per quanto possibile e vivendo giorno per giorno.
Poichè tutto ciò ti provoca molta angoscia ma si è capito che fuggire non è una buona soluzione, è necessario un sostegno psicologico per aiutarti a ridurre o eliminare l'angoscia ed affrontare la situazione.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

Dott. Gennaro Fiore Psicologo a Quadrivio

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12 DIC 2016

Carissimo amico, cosa le crea più angoscia nel pensare alla morte. Le spiace per la persona che soffre? teme il momento in cui quella persona verrà a mancare perchè teme il dolore che porterà a specifiche persone nella sua famiglia o che porterà a lei? Certo, immagino che siano le prime volte in cui lei ha avuto a che fare con questo lato della vita, purtroppo con due eventi ravvicinati che non le hanno dato il tempo di metabolizzare il primo che è arrivato il secondo. Mi verrebbe da chiederle che rapporto ha lei con la malattia in generale, con gli ospedali, con il personale sanitario... Ma andiamo lontano forse per affrontare al meglio questa situazione, dovrebbe pensare di intraprendere un percorso psicoterapeutico, qui io le potrei solo suggerire di riflettere sul fatto che forse questa potrebbe essere un occasione, l'occasione per scoprire quanto lei può essere forte. Il dolore fa parte della vita non possiamo sfuggirli, prima o poi arriva. Non bisogna averne paura, il dolore ci aiuta a capire tante cose, ci può sopraffare, ma solo se noi glielo permettiamo. Se sappiamo affrontarlo con la giusta considerazione, senza renderlo più grave di quello che è, non ci potrà sopraffare. Potrebbe provare come le ho già detto un percorso che l'aiuti a dare al dolore il giusto peso e a capire da dove arriva la sua angoscia. Rimango a sua disposizione. In bocca al lupo!
Dott.ssa Barbara De Luca

Dott.ssa Barbara De Luca Psicologo a Catanzaro

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12 DIC 2016

Buona sera, personalmente penso che di fronte alla morte ognuno si noi reagisce in maniera differente, né migliore né peggiore rispetto a quella di qualcun altro ma che dipende dalla nostra storia e dal mito familiare che vi è dietro la morte. Da quello che dice sembra che lei abbia difficoltà nel gestire tale tematica sa un po' magari potrebbe provare a fare delle ipotesi sul perché, magari ripensando ad altri momenti si è trovato confrontarsi con la morte, magari tramite il filtro sei suoi genitori perché molto piccolo. D'altronde laorte va a suscitare molte emozioni in noi che hanno a che vedere con le paure connesse al futuro, ai nostri sentimenti di lealtà verso la famiglia ecc. ecc. che sono difficili da affrontare qui... In questo caso penso che potrebbe ricercare il sostegno oltre che in tutte le persone di cui ha parlato proprio in suo nonno, col quale parlare delle proprie emozioni e paure, cosi da darsi l'opportunità di essere nipote e donare a lui la possibilità di essere nonno...

Dott. Daniele Regini Psicologo a Albano Laziale

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