Credo di soffrire di ADHD

Inviata da Laura. 16 feb 2016 4 Risposte  · Terapia cognitivo-comportamentale

Gentili psicologi,
Sono una ragazza di ventitré anni e sono afflitta da un dubbio che negli ultimi mi preoccupa sempre di più.
Sin da piccola ho avuto grosse difficoltà di concentrazione: già in prima elementare non riuscivo a seguire attentamente le spiegazioni, mi alzavo spesso dal mio posto e le maestre mi accusavano di avere perennemente "la testa per aria". Questa situazione si ripeteva anche a casa: non ricordo di essere mai riuscita a guardare dall'inizio alla fine un film, o completare il capitolo di un libro senza alzarmi con la scusa di bere un bicchiere d'acqua o andare in bagno. Crescendo le cose non sono cambiate ma, al contrario, la situazione è andata peggiorando. La mi difficoltà a concentrarmi mi ha creato numerosi problemi a scuola, in particolar modo al liceo e, successivamente all'università: mi sono sempre sforzata di sedermi a studiare, mi è sempre costato tanta fatica: dopo un minuto passato a leggere sento il bisogno impellente di dovermi alzare, se non posso farlo mi perdo con lo sguardo nel vuoto, a volte per una buona mezz'ora. Quando sono a lezione mi agito perché sono consapevole di non potermi muovere, quindi, per non stare ferma tamburello con il piede o con le dita sul banco. Per provare a risolvere questa situazione ho persino posizionato la scrivania della mia camera in un angolo angusto, davanti solo a una parete spoglia, ma non è servito. Questa situazione mi ha causato numerosi problemi, sia con i miei, che hanno sottovalutato il problema, sia con me stessa, perché mi fa sentire inadeguata e a volte mi rendo conto di aver sviluppato dei comportamenti aggressivi sia con gli altri che verso la mia persona. Da qualche anno quindi ho il dubbio di soffrire della cosiddetta Sindrome da deficit di attenzione e iperattività e vorrei capire se il mio è un allarmismo inutile ho esiste la possibilità concreta che sia così e come mi consigliate di agire, magari iniziando una terapia.
Ringrazio anticipatamente per la risposta.

difficoltà , capire

Miglior risposta

Gentile Laura,
dalla descrizione che lei ha fatto dei suoi sintomi attuali nonchè di quelli presentati nell'infanzia è abbastanza probabile che lei possa essere affetta da una forma di ADHD diventata di tipo adulto in cui alcuni sintomi di iperattività possono ridursi mentre quelli relativi a disattenzione e disorganizzazione possono restare inalterati o anche aumentare di intensità.
In merito al trattamento,la psicoterapia può aiutare soprattutto migliorando le capacità organizzative e le conseguenze negative di tipo relazionale che spesso i pazienti con ADHD di tipo adulto hanno ma è ancora più efficace se combinata con farmaci adatti.
Cordiali saluti.
Dr. Gennaro Fiore
medico-chirurgo, psicologo clinico, psicoterapeuta a Quadrivio di Campagna (Salerno).

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Cara Laura
come le dicono i colleghi la possibilità in questo senso c'è.
Tuttavia io guarderei anche al fatto che lei mi sembra essere molto sotto stress e che forse nella sua vita ci sono cose non superate, anche piccoli traumi infantili o l'esito di una educazione che non le ha fornito le basi adeguate per potersi dedicare ad un compito specifico o per attivare la volontà e la concentrazione.
Quindi la prima cosa da fare è rivolgersi ad uno psicoterapeuta che possa "raccogliere" l'intero racconto della sua storia.
A poco serve la diagnosi se però non si comprende a fondo la situazione interiore complessiva, e lo sfondo emotivo e storico in cui la diagnosi stessa si colloca.
Un caro saluto
Dott. Silvana Ceccucci Psicologa Psicoterapeuta

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18 FEB 2016

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Gentile Laura,
dalla sua descrizione la sua intuizione è probabilmente corretta. Le linee guida in caso di diagnosi ADHD nei bambini supportano l'approccio multimodale, cioè un trattamento educativo per il bambino, a cui vengono date tecniche per l'organizzazione e il mantenimento dell'attenzione, un aiuto a genitori e insegnananti, per guidarli nell'approccio al bambino e un trattamento farmacologico (a discrezione dello psichiatra) che è un validissimo strumento per il mantenimento e la focalizzazione dell'attenzione. Nel suo caso, visto che ormai è adulta, le consiglio di farsi valutare da uno psicologo con specifica preparazione sull'ADHD e disturbi del neurosviluppo. La saprà guidare sul percorso più adatto.
Cordiali saluti
Dott.ssa Sabrina Fontolan

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18 FEB 2016

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Gentile Laura,
il suo dubbio è legittimo in quanto effettivamente il quadro che lei descrive potrebbe richiamare un deficit di attenzione e iperattività, e qualora così fosse posso immaginare la sofferenza che da questa situazione, protratta per anni, ha dovuto sopportare.
Sicuramente i suoi dubbi denotano una buona capacità di osservazione e monitoraggio di se stessa e dei suoi processi mentali per questo motivo credo che lei sia pronta per contattare uno psicologo che la possa aiutare a fare luce sui suoi dubbi e sulle difficoltà che lamenta.

Resto a sua disposizione
Cordiali saluti
Dott.ssa Angelica Proto

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17 FEB 2016

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