Credevo di essere un leone, ma invece sono crollata!

Inviata da Maria Grazia Daino. 17 nov 2017 6 Risposte  · Elaborazione del lutto

Tre anni fa ho perso mio padre , cancro ai polmoni. Ho sofferto fin dall'inizio, ho messo da parte la mia vita per stargli accanto fino all'ultimo suo giorno. 13 lunghi mesi di ansia .In questi tre anni ho faticato a ricostruirmi, e ce l'avevo quasi fatta, ho imparato a convivere con il dolore del lutto,ma tutto sommato sono andata avanti,finché due mesi fa sono crollata....mi madre ha il cancro. PANICO PAURA ANSIA.... Non sono forte come credevo.

paura , madre , padre , panico , vita

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Buonasera Mariagrazia,
lei è una persona piena di risorse che ha messo da parte la propria vita per accudire suo padre ed accompagnarlo alla fine del viaggio terreno.
E’ un atto di coraggio che non tutti sono in grado di sostenere, lei è speciale.
Il dolore è intenso, è difficile trovare le parole per descrivere le emozioni della sofferenza implicate nella perdita di un genitore.
Purtroppo la madre ha riscontrato una patologia importante, non è dato sapere come possa evolvere la situazione.
Difronte al mistero della malattia è comprensibile vivere emozioni di paura e ansia intense, ciò non significa che lei non sia forte.
Uno spazio psicologico per se stessa in questo momento sarebbe opportuno al fine di supportarla a livello emotivo.
Resto a disposizione per qualsiasi informazione.
Cari saluti
Dott.ssa Donatella Costa

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Cara Maria Grazia
certo che è forte! E' riuscita a "mettere da parte la Sua vita" per stare accanto al papà fino all'ultimo giorno della sua vita, vivendo "13 lunghi mesi di ansia ". Le assicuro che non è da tutti.
Ora è normale che trovandosi davanti, purtroppo, davanti ad una nuova patologia della mamma di cui non si conosce l'evoluzione, riaffiorino tutti quei sentimenti negativi di dolore ed impotenza già provati con Suo padre.
Questo però non significa non essere forti ma essere umani; non invincibile, non un super eroe ma un essere umano forte.
Le consiglierei di trovare un collega nella Sua zona, con cui condividere queste ansie e paure e che la sostenga in questo periodo negativo.
Un grosso in bocca al lupo!

Dr.ssa Anna Fontemaggi

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20 NOV 2017

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Cara Mariagrazia, quello che scrive mi dà l'idea, invece, che lei sia una persona forte, soprattutto perché ammette la sua debolezza. Quello che le ė successo e le sta succedendo ė tremendo, ed ě normale (e anche lecito) avere dei crolli...penso che uno spazio di sostegno psicologico, dove potersi sfogare e buttare fuori il suo dolore possa essere una grande e utile risorsa. Non tenti di allontare l'ansia, la tristezza o la paura, ma le accolga....faccia loro "spazio" dentro se stessa, permetta loro di essere e vedrâ che saranno per lei meno minacciose. Un grosso abbraccio, dott.ssa Cannistrâ.

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20 NOV 2017

Logo Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta Daniela Cannistrà - Psicologa e Psicoterapeuta

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Carissima, eccoci qua con la malattia di sua mamma si riaccende tutto. Tutto quello che ha vissuto con suo padre, la paura, l'ansia, il senso di impotenza, il dolore della perdita. Non siamo robot, siamo esseri umani chiunque al suo posto avrebbe un crollo. Si sfoghi, si lasci andare tiri fuori tutta la sua rabbia, il suo dolore per quello che le sta accadendo. Lo faccia perché ne ha diritto, si riconosca questo diritto e vedrà che si sentirà meglio, soprattutto perché lei ha vissuto da dentro tutto ciò che è accaduto dato che è stata vicina a suo padre fino all'ultimo. Non abbia paura di piangere, di urlare. Poi, il tempo farà il resto. La forza per andare in aiuto alle persone a cui vogliamo bene viene da sé. Si ricordi che la malattia non ci deve portare via più di quello xhe già ci può portare via. Non permettiamole di soprafarci. Resto a sua disposizione.
In bocca a lupo e cari saluti.
Dott.ssa Barbara De Luca

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20 NOV 2017

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Buongiorno Maria Grazia,
Le emozioni che vive in questo momento sono del tutto normali e sane. La sua mente deve adattarsi a questa nuova diagnosi ed è normale avere paura, soprattutto dopo la precedente esperienza con suo padre.

Se sente che il lutto di suo padre ha lasciato traccia, non solo come nostalgia nei suoi confronti, ma anche come pensieri negativi e persistenti su di sé e sulla sua vulnerabilità, varrebbe la pena lavorare su queste tracce con EMDR per permetterle di elaborare le emozioni negative non ancora elaborate.
Questo la rafforzerà anche nell'affrontare la malattia di sua madre e, in generale, nel rimettersi al centro della sua vita e adattarsi a questo cambiamenti.

Le dò volentieri e senza alcun impegno più informazioni sul metodo e sul tipo di intervento terapeutico.

Buona giornata,
Camilla Marzocchi
Bologna BO

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20 NOV 2017

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Buongiorno, Maria Grazia.
Quando i propri genitori attraversano malattie importanti, spesso strazianti negli ultimi periodi, pur nel dolore e nella sofferenza, può capitare si scoprirsi forti e resistere; ma quando ciò si ripete a distanza di qualche tempo, può capitare di non trovare più dentro di sè quella forza perché ci si vuole tutelare da altre rinuncia, privazioni e sofferenze... è, quindi, natuarale voletsi tutelare e difendere da tutto ciò. Forse, potrebbe essere utile rivolgersi ad un professionista, psicologo psicoterapeuta di zona, con cui possa mediare tra il dover accompagnare mamma nella malattia e la sua necessità di tutelarsi... forse, nello stare vicino al Suo papà era andata oltre una certa soglia che avrebbe garantito una maggior considerazione di se stessa... non c’è nulla di male in tutto ciò, anzi credo che sia un bene prima di tutto preoccuparsi e curarsi di se stessi, certo nel rispetto degli altri...
Un caro saluto
Dott.ssa Ilaria Gisondi

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20 NOV 2017

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